di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 27 giugno 2025
La guida “Exit” realizzata dalla Cooperativa di Bessimo Onlus, Gruppo Peer e Gruppo “dimittendi” del centro diurno della casa circondariale di Brescia. Uscire dal carcere è una liberazione, ma la nostra Costituzione precisa anche come le pene devono “tendere alla rieducazione del condannato”. Se una volta usciti dalle patrie galere ci si ritrova senza casa, affetti, lavoro e soldi, come si può pensare di ripartire con una nuova vita? Difficile, se non impossibile, rendendo l’uscita quindi un momento delicato e critico quanto l’ingresso, quando l’attenzione è massima per scongiurare casi di suicidio o autolesionismo.
di Gioia Locati
Il Giornale, 27 giugno 2025
Un concerto fatto con gli strumenti del mare: violino, violoncello, chitarra e cajon realizzati con il legname utilizzato per le imbarcazioni dei migranti approdati a Lampedusa. Si terrà sabato alle 10, ingresso libero, al mercato Ortofrutticolo di via Lombroso 54. La particolarità è che gli strumenti sono stati costruiti dai detenuti delle carceri di Opera e di Secondigliano ed è il secondo anno che SogeMi, la società che gestisce l’Ortomercato, la propone, grazie alla Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti presieduta da Arnoldo Mosca Mondadori.
di Chiara Priante
La Stampa, 27 giugno 2025
Talk, mostra e performance con i capi confezionati in carcere. In passerella sfila la moda creata dietro le sbarre. Da venerdì 27 a domenica 29 al Green Pea, in via Fenoglietti 20, all’interno della Torino Fashion Week, riflettori puntati su “Breaking Jail”, promosso da Fashion Team Società Benefit. Venerdì 27 alle 19 si inizia con il talk “Creare per Rinascere - Lavoro, arte e dignità oltre le sbarre”, moderato da Monica Carelli: è un dialogo tra professionisti del diritto, rappresentanti del mondo accademico, universitario, istituzionale, artistico e operatori sociali, per raccontare come la moda, il teatro, la fotografia e la formazione professionale siano strumenti di reinserimento sociale, crescita e rigenerazione umana per i detenuti.
di Barbara Leda Kenny
Il Domani, 27 giugno 2025
Di fronte a questi casi è difficile mantenere la lucidità, ma il movimento femminista ci ha dato le parole e un linguaggio politico per parlare della violenza degli uomini contro le donne. A partire dal fatto che nel termine femminicidio è insita una premeditazione che abita tutta la società. Rispondere al dolore solo con la repressione è facile: ma l’approccio che funziona è quello più arduo di investire nella prevenzione. Di fronte a un femminicidio è difficile rimanere lucide. Le morti delle donne ci colpiscono ogni volta al cuore e alla pancia.
di Rita Plantera
Il Domani, 27 giugno 2025
L’allarme del rapporto Istat su bullismo e cyberbullismo. Più vittime al nord e tra i maschi, specie se stranieri. Alla presentazione dei dati, la ministra Roccella e il ministro Valditara parlano del modello Caivano, di “caf” per la famiglia e del nuovo nome dell’esame di stato. Zan (Pd): “È proprio questo governo a osteggiare l’educazione alle differenze a scuola”. Sul contrasto al bullismo e al cyberbullismo il Governo ha le idee chiare e la dottrina pronta, e per darne prova tira in ballo il modello Caivano e il controllo parentale.
leggo.it, 27 giugno 2025
Il Coordinamento nazionale comunità accoglienti rilancia la propria adesione alla campagna globale “Support. Don’t Punish” e denuncia l’approccio repressivo che ancora oggi domina le politiche italiane in materia di sostanze. In occasione della Giornata internazionale contro l’abuso di droghe e il traffico illecito, il Cnca (Coordinamento nazionale comunità accoglienti) rilancia la propria adesione alla campagna globale “Support. Don’t Punish” e denuncia l’approccio repressivo che ancora oggi domina le politiche italiane in materia di sostanze. “La stigmatizzazione e il carcere non sono la risposta giusta - sottolinea il coordinamento -. Servono servizi, diritti e un cambio di paradigma”.
di Marco Ferrando
Avvenire, 27 giugno 2025
Ciò che sta per accadere con la Difesa serva da monito. Quante altre priorità, negli anni, non sono state ritenute abbastanza gravi da consentire impegni e maggiori risorse? L’aumento della spesa militare da parte dell’Italia non getta solo ombre inquietanti sul futuro, ma ci impone di ripensare anche al recente passato. Per anni abbiamo detto e sentito dire che la capacità di spesa dello Stato italiano è già oltre il limite. Le regole di bilancio, per lo più stabilite a livello europeo, ci hanno obbligato a ricordare e non scompaginare definitivamente quanto i nostri fondamentali economici da sempre certificano: l’Italia è un Paese che, almeno dal punto di vista della spesa pubblica, vive al di sopra delle sue possibilità.
di Leonardo Becchetti
Avvenire, 27 giugno 2025
In un mondo frammentato da conflitti e tensioni crescenti, l’ossessione per la sicurezza militare rischia di riportarci a una logica arcaica di scontro e distruzione. L’ossessione della sicurezza sembra essere la chiave per spiegare una terza guerra mondiale a pezzi che ci riporta a un mondo giurassico che pensavamo di aver superato. In una fase storica in cui la tecnologia ci rende tutti progressivamente più potenti, pensare che la sicurezza passi per l’eliminazione di chi riteniamo essere nostri nemici o delle loro armi è una pericolosa illusione. L’unica vera sicurezza è usare la nostra intelligenza relazionale per un’”offensiva di pace”, ovvero un investimento serio nei negoziati, nella diplomazia e nella costruzione di relazioni di pace e cooperazione multilaterale per eliminare le ragioni dell’odio.
di Marco Iasevoli
Avvenire, 27 giugno 2025
Sull’intesa del 5%, in sintesi e a rigor di logica, ha ragione Rutte: ha vinto Trump, dunque gli altri, tutti gli altri, hanno perso. Nulla spiega il vertice Nato appena conclusosi come quel messaggio che il segretario generale dell’Alleanza, l’olandese (ed europeo) Mark Rutte, ha recapitato a Donald Trump prima ancora che il presidente Usa partisse verso L’Aia. In sintesi: “Il vincitore sei tu”. Poi certo al World Forum sono accadute cose, ci sono stati incontri, bilaterali, sussurrii, bilanciamenti, ma la sostanza è quella che Rutte si è premurato di comunicare a Washington prima ancora che i leader arrivassero: l’intera riunione era finalizzata a certificare il peso di Trump e del trumpismo sull’Occidente e sull’Europa.
di Raffaella Chiodo Karpinsky
Avvenire, 27 giugno 2025
Tre Nobel per la pace sono stati in missione in Italia nei giorni scorsi: Oleg Orlov, co-portavoce di Memorial dalla Russia, Oleksandra Romantsova, direttrice esecutiva del Centro per le Libertà Civili di Kiev e Leonida Sudalenka, direttore della sezione di Gomel’ di Vjasna, l’associazione bielorussa per la difesa dei diritti umani fondata da Ales’ Bjaljahki su invito della sezione italiana di Memorial. Realtà russe, bielorusse e ucraine che nel 2022 hanno ricevuto l’alto riconoscimento che suonava come un estremo invito al dialogo a pochi mesi dall’inizio dell’aggressione all’Ucraina.











