di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 26 giugno 2025
Sempre più detenuti, sempre più “tossicodipendenti”. Salgono del +4,9% nel 2024 gli ingressi in carcere per droghe: un quarto (25,8%) sono causati dall’art. 73 del Testo unico, detenzione a fini di spaccio. Dei 61.861 detenuti in carcere al 31.12.2024, 13.354 lo erano a causa del solo art. 73. Altri 6.732 insieme con l’art. 74 (associazione finalizzata al traffico di droga), solo 997 esclusivamente per l’art. 74. Sommati rappresentano il 34,1% del totale: sostanzialmente il doppio della media europea (18%) e molto di più di quella mondiale (22%). Non ci sono mai stati in carcere così tanti detenuti definiti “tossicodipendenti”: vengono dichiarati tali il 38,8% di coloro che vi entrano, mentre a fine 2024 erano presenti 19.755 detenuti “certificati”, il 31,9% del totale.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 26 giugno 2025
La cannabis al primo posto, a partire dal 2021 c’è un incremento costante nel consumo di antidepressivi senza prescrizione medica. Nel 2024 per la prima volta il numero di persone morte per overdose da cocaina o crack ha superato il primato storico degli oppiacei. Nella “Relazione annuale del Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia pubblicato nel 2025” si registra che la cocaina “è una delle sostanze con l’impatto socio-sanitario maggiore”. Nello scorso anno il 35 per cento dei decessi direttamente accertati per intossicazione acuta letale è stato attribuito a questa sostanza, percentuale che risulta in progressivo aumento nel corso degli anni e che ha così raggiunto il suo massimo storico.
di Marina Castellaneta
Il Manifesto, 26 giugno 2025
Ottanta anni fa, il 26 giugno 1945, a San Francisco veniva firmata la Carta delle Nazioni Unite. Oggi, nelle celebrazioni, l’organismo s’interroga sul proprio incerto futuro. Allora gli Stati guardavano uniti alla pace temendo un nuovo conflitto mondiale. Ora il solo 2024 ha visto 120 guerre: con diritti umani violati e catastrofi umanitarie. Canto del cigno, lenta agonia o occasione per rialzarsi dai fallimenti che hanno visto le Nazioni Unite affrontare, negli ultimi tre anni, la più grave crisi di credibilità della propria storia?
di Marco Bresolin
La Stampa, 26 giugno 2025
Il dossier sull’aumento deciso dalla Nato: lo sforzo maggiore è per l’Ue, ma solo Berlino ha la forza economica per sostenerlo. Duemilacinquecento miliardi di euro l’anno: è la somma che gli Stati membri della Nato dovrebbero destinare agli investimenti in Difesa e Sicurezza per raggiungere il target del 5% del Pil fissato ieri al vertice dell’Aja. Dovranno arrivarci entro il 2035, quindi il valore reale in termini assoluti è destinato a essere ancor più alto perché sarà calcolato in rapporto al prodotto interno lordo, che aumenterà. Le spese saranno nazionali, ma nel frattempo resterà in vigore la clausola di difesa collettiva stabilita dall’articolo 5, come ribadito nella dichiarazione approvata ieri.
di Gianni Oliva
La Stampa, 26 giugno 2025
“I raid in Iran, come Hiroshima e Nagasaki, hanno chiuso la guerra”: Trump ha detto proprio così. Tra mille pagine della storia americana ha citato come merito le più controverse, le più agghiaccianti, quelle che tutti i suoi predecessori, repubblicani o democratici, hanno taciuto per rispetto o per pudore. A Hiroshima, il 6 agosto 1945, la bomba “Little Boy” ha spazzato via in un attimo 70 mila persone e raso al suolo l’intero centro cittadino; a Nagasaki, tre giorni dopo, la bomba “Fat Man” ne ha polverizzati più di 40 mila. Entro l’anno, i morti per ferite, ustioni, radiazioni sono stati un numero impressionante, calcolato tra le 150 e le 200 mila. Tutti civili: donne, uomini, bambini, anziani, infermi. Quanti siano stati esattamente non si sa, perché di molti di loro non restava nulla e non si potevano contare. Trump conosce questi numeri? Conosce questa storia?
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 26 giugno 2025
L’Onu denuncia 410 vittime da quando, un mese fa, la società creata da Usa e Israele è in funzione. L’esperto Yaakov: “Il sistema è pensato in chiave militare, non è costruito per soccorrere i civili”. Reem Zeidan pensava di essere stata fortunata. Alle 20 era uscita dalla sua tenda a Khan Yunis, nel sud della Striscia, dove era accampata da gennaio con le sue otto figlie. Per cinque ore aveva camminato di notte lungo la strada costiera fino all’ex allevamento ittico chiamato “Fish Fresh” a ridosso di uno dei centri della Gaza humanitarian foundation (Ghf).
di Ilaria Beretta
Avvenire, 25 giugno 2025
Gli esperti: “I ragazzi non sono più violenti ma il sistema ha cambiato mentalità”. Il fiore all’occhiello del sistema penitenziario italiano sta sfiorendo e “le carceri minorili si stanno trasformando in luoghi di abbandono”. È questo l’allarme che per l’ennesima volta ha sollevato ieri l’associazione Antigone, insieme a Defence for Children e Libera e ribadito durante il recente convegno “La crisi della penalità minorile: cause profonde e strategie per il cambiamento” organizzato da Antigone Emilia-Romagna che dalla regione allarga lo sguardo e consegna uno spaccato nazionale dello stato degli istituti per minorenni (Ipm) oggi caratterizzati - esattamente come le carceri per adulti - da sovraffollamento, mancanza di personale e strutture fatiscenti.
societadellaragione.it, 25 giugno 2025
La Società della Ragione esprime profonda preoccupazione per le dimissioni dell’avv. Michele Passione dall’incarico di legale del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Come Società della Ragione abbiamo appreso con molta preoccupazione delle dimissioni dell’avvocato Michele Passione dal suo incarico di legale del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Conosciamo bene la dedizione ed il rigore, oltre che la professionalità, con cui l’avv. Passione, componente storico della nostra Associazione, ha condotto il suo incarico, in questi lunghi dieci anni di intensa attività, non solo in sede giudiziaria, in processi significativi, come quello di Santa Maria Capua Vetere, ma anche accompagnando il Garante come esperto, durante le visite nelle carceri, così come in tutti i luoghi di detenzione, compresa quella amministrativa.
di Angela Nocioni
L’Unità, 25 giugno 2025
Saha Alam è in un carcere per adulti dal 13 agosto, il gip ha ricevuto il certificato di famiglia e l’atto di nascita (tradotto) il 3 marzo. Il ministro manderà una ispezione in Calabria? È minorenne, oltre che innocente. È nato l’8 febbraio del 2008. Dall’agosto dell’anno scorso è rinchiuso in un carcere per adulti e stamattina andrà davanti a un tribunale ordinario. I giudici sanno che è minorenne, lo sanno almeno dal 3 marzo, ma il minore è stato lasciato nelle celle tra adulti e comparirà ugualmente davanti a un tribunale ordinario. Succede in una remota repubblica centroafricana? No, a Locri.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 25 giugno 2025
Il viceministro della Giustizia smonta una per una le principali argomentazioni mosse dall’Associazione nazionale magistrati contro la riforma costituzionale: “Il pm resterà indipendente, anche Falcone era favorevole alla separazione delle carriere”. “I magistrati vincono un concorso ed emettono sentenze in nome del popolo italiano. Il governo e il Parlamento hanno invece un mandato a governare il paese. Sentir dire dall’Associazione nazionale magistrati che la magistratura, secondo i sondaggi, ha più consenso del governo e del Parlamento mi preoccupa molto. Mi dà l’idea di una magistratura che non ha ben chiara la separazione dei poteri e che, in qualche modo, vuole fare politica”.
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