di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 giugno 2025
L’interrogazione di Lega e Fdi al ministro Nordio: “Intervenire in caso di uso legittimo delle armi”. Niente scudo penale per le forze dell’ordine ma forse anche sì. Ieri nell’Aula della Camera il ministro della giustizia Carlo Nordio, rispondendo a due interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia e Lega, ha detto: “Nel codice di procedura penale questo istituto dell’informazione di garanzia, che è atto dovuto con conseguente iscrizione nel registro degli indagati, va cambiato, va mutato. La nostra intenzione è quella di intervenire nel senso che qualora si profili uno stato di necessità o di uso legittimo delle armi, cioè di scriminante, non sia necessario, anzi non si debba iscrivere la persona nel registro degli indagati. Non si tratta assolutamente di uno scudo penale, ci tengo a ribadirlo” ma di “una riforma radicale dell’iscrizione nel registro degli indagati”.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 26 giugno 2025
Senza in alcun modo entrare nel merito della questione della quale la trasmissione Report ha ritenuto di doversi occupare, relativa ai presunti “condizionamenti” della Commissione Antimafia, si deve tuttavia denunciare l’ennesima gravissima violazione delle più basilari regole del processo e dell’informazione. La pubblicazione del contenuto delle intercettazioni, irrilevanti sotto il profilo penale, acquisite dalla Procura della Repubblica fiorentina nell’ambito di un procedimento ancora in fase di indagine, costituisce una evidente violazione del segreto istruttorio. Ma tale violazione risulta tanto più grave in quanto oggetto della captazione sono anche i colloqui intercorsi fra un indagato ed il suo difensore, in violazione delle norme poste dal codice a tutela della assoluta segretezza di quelle comunicazioni.
a cura di Luca Martinelli, Riccardo Ferrucci e Benedetta Bernocchi
inconsiglio.it, 26 giugno 2025
Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di risoluzione con la quale si approva la Relazione dell’attività 2025, relativa all’anno 2024, del Garante dei detenuti. Hanno votato a favore Pd, Italia Viva e gruppo Misto - Europa Verde, contrari Lega e Fratelli d’Italia, astenuto il gruppo Misto - Merito e lealtà. Approvato all’unanimità anche un ordine del giorno, primo firmatario Marco Casucci (gruppo Misto - Merito e Lealtà), emendato dal Pd, che chiede di rinnovare per altri tre anni “la collaborazione con il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria e gli enti accreditati” per redigere un piano per la formazione professionale dei detenuti e per incentivare “protocolli d’intesa” tra amministrazioni penitenziare, agenzie formative, centri per l’impiego e imprese disponibili finalizzate ad “assumere persone detenute o ex detenute che siano state formate”.
cittadellaspezia.com, 26 giugno 2025
“Con indulto per pene sotto i due anni si creerebbero condizioni di vita e lavoro ben diverse”. Si è tenuta ieri la presentazione della relazione del garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Doriano Saracino, riguardante le attività svolte nel biennio 2023-24 e che analizza non solo i temi legati agli Istituti di pena della Liguria, ma anche quelli relativi ai minori/giovani adulti e alla salute mentale. “Non solo carcere, il mio mandato riguarda tutte le persone con una limitazione della libertà personale e non solo i detenuti”, precisa a questo proposito Saracino.
di Nicola Palma
Il Giorno, 26 giugno 2025
Il ventiduenne marocchino si è impiccato. Nahum e Giungi: subito un Consiglio comunale in un carcere. Il drammatico conto dei suicidi dietro le sbarre è salito a quota 36 nella tarda serata di martedì. L’ultimo detenuto a togliersi la vita in un istituto di pena italiano è stato un ventiduenne di origine marocchina, che si è impiccato nella sua cella a San Vittore: soccorso prima dagli agenti della polizia penitenziaria e poi dai sanitari di Areu, è stato trasportato in condizioni disperate all’Humanitas, dov’è deceduto subito dopo il ricovero. Di lui si sa che era finito in carcere alcuni mesi fa per aver commesso reati contro il patrimonio.
di Giada Lo Porto
La Repubblica, 26 giugno 2025
La specialista in servizio al carcere aveva abbassato il livello di rischio per Gaffoglio, nonostante avesse già provato a togliersi la vita. Alessandro Gaffoglio aveva 24 anni e una grande fragilità. Lo opprimeva il senso di colpa di essere finito in carcere per la prima volta (per due rapine ravvicinate a due market a San Salvario) e di aver così deluso i suoi genitori. Quella madre e quel padre che invece avrebbero fatto il possibile per rincuorarlo e sostenerlo. Gliel’avrebbero detto nella visita fissata per il 16 agosto 2022. Ma nella notte tra il 14 e il 15, il ragazzo si era stretto un sacchetto al collo, togliendosi la vita.
di Filippo Marfisi
Il Messaggero, 26 giugno 2025
Lo psichiatra e dirigente si era tolto la vita il 7 aprile 2021, dopo essere stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta su presunte tangenti. Assolto perché il reato non sussiste. È questa la sentenza pronunciata ieri dal giudice monocratico Stefania Izzo nel processo per il suicidio nel carcere di Torre Sinello, di Vasto, dello psichiatra e dirigente del Dipartimento di salute mentale della Asl di Pescara, Sabatino Trotta, per il quale era imputato l’agente di Polizia penitenziaria A.C.. Per l’assoluzione dell’imputato, si è pronunciato anche il pm Vincenzo Grieco.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 giugno 2025
Uno scioccante e inaudito episodio ha coinvolto l’Istituto penale per minorenni di Nisida: un agente scelto della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere minorile è indagato per aver compiuto atti sessuali su un giovane detenuto. L’accusa riguarda fatti avvenuti agli inizi del mese, quando - secondo le indagini - il minore avrebbe subito avances sessuali da parte dell’agente. La vicenda, resa nota da un comunicato del ministero della Giustizia, ha portato alla misura cautelare degli arresti domiciliari per l’agente, al termine degli accertamenti interni condotti dal Nucleo investigativo centrale (Nic) e dal Nucleo investigativo regionale (Nir) di Napoli.
di Erica Manna
La Repubblica, 26 giugno 2025
Nella città dove ancora brucia la storia sconvolgente del diciottenne seviziato, violentato, ustionato e marchiato dai compagni di cella mentre era sotto la tutela dello Stato, nel carcere di Marassi, l’appello promosso dal garante regionale per le persone private della libertà Doriano Saracino ha già raggiunto 700 firme. Si intitola Nostro figlio ha bisogno di noi, la richiesta alle istituzioni di pagare le spese per la complessa riabilitazione fisica e psicologica del detenuto, ora ai domiciliari in una struttura protetta. “Non è solo indignazione - rimarca Saracino - è un appello a noi stessi”.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 26 giugno 2025
Storia di Luana e del lavoro in carcere. La storia di una reclusa che ha lavorato nella sartoria della Dozza a Bologna. Solo un detenuto su tre lavora e quasi tutti dentro. Ne parliamo nella quinta puntata della serie “Voci dal carcere”. Luana ha 65 anni ed è stata in carcere, condannata a 16 anni poi ridotti a 11, per concorso morale in sequestro, per il rapimento durato due ore di una ragazza, sempre negato. Il 23 maggio, gli outfit realizzate da lei e da altre detenute nella sartoria del carcere della Dozza hanno sfilato alla Bologna Fashion Week. Vestitini realizzati con scampoli di scarto, pochette, strass. Come è andata? “Bene, sono felice. Da quando sono uscita, tutto mi sembra meraviglioso. Ora sono pensionata e libera, ma mi sento come se fossi dentro e voglio aiutare le altre”.
- Treviso. I detenuti scrivono al vescovo: “Abbiamo causato sofferenza, ma dateci un’altra possibilità”
- Verona. Il Garante, don Carlo Vinco: “Anche nelle situazioni più tragiche c’è tanta umanità”
- Napoli. “Il carcere oggi”, convegno nazionale AiCS per i 50 anni dalla riforma penitenziaria
- Pavia. Nuova palestra targata “Rotary” nel carcere
- Milano. Il progetto “Abbracci in libertà” nel carcere di Bollate











