fanpage.it, 25 giugno 2025
Luisa Ravagnani, Garante dei detenuti nel Comune di Brescia, ha spiegato a Fanpage.it la drammatica situazione che si vive all’interno del carcere Canton Mombello: “Con l’arrivo dell’estate, è tornata l’emergenza caldo. In cella non si respira. Servono ore d’aria, frigoriferi e ventilatori”. “Un anno fa è stata spedita una lettera al Presidente della Repubblica dalla casa circondariale di Canton Mombello per segnalare la drammaticità che si vive all’interno dell’istituto di pena bresciano”, ha spiegato a Fanpage.it Luisa Ravagnani, Garante dei detenuti nel Comune di Brescia. “Da allora niente è cambiato e, con l’arrivo dell’estate, come ogni anno è tornata l’emergenza caldo”.
linkoristano.it, 25 giugno 2025
Presentata la relazione sulle attività del 2024, dove emergono anche un numero elevato di richieste di trasferimento e poche opportunità lavorative. “Duecentoquaranta detenuti, molti dei quali passano le giornate a guardare il soffitto. In alcune celle ci piove dentro, sui muri c’è la muffa, e quando qualcuno sta male i citofoni non funzionano. C’è poco volontariato, poche attività, e il medico non è presente 24 ore su 24. Un detenuto mi ha mostrato la corda che si era preparato”. Così si era espressa la Garante dei detenuti Irene Testa al termine di una visita al carcere di Massama lo scorso maggio. Parole che trovano conferma nell’ultima relazione annuale presentata pochi giorni fa.
di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 25 giugno 2025
Dal Due Palazzi è arrivato il paziente numero uno in Medicina Protetta. Ostellari: “Ridotto il rischio di fuga”. Sebbene pronto da inizio 2020 non era mai stato utilizzato, per svariati motivi. Almeno fino a ieri, quando nel reparto di Medicina protetta dell’azienda ospedaliera è stato ricoverato il primo detenuto proveniente dal carcere Due Palazzi. A darne notizia Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, il quale ha sottolineato: “L’obiettivo, tanto atteso dagli agenti di polizia penitenziaria e dai loro rappresentanti sindacali, è stato raggiunto grazie a un proficuo dialogo fra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e l’assessorato regionale alla Salute, guidato da Manuela Lanzarin. L’inaugurazione della sezione, specializzata nella cura dei reclusi, consentirà di alleviare le fatiche degli agenti, riducendo il numero dei trasferimenti e dei piantonamenti in ospedale, e garantirà più sicurezza a tutti i cittadini, limitando al minimo le occasioni di promiscuità e pure eventuali opportunità di fuga”.
gnewsonline.it, 25 giugno 2025
In occasione dell’evento finale del progetto “Rigenera”, tenutosi ieri a Roma, presso la sede dell’Unitelma Sapienza, Antonio Sangermano, capo del dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, e Bruno Botta, rettore, dell’Università degli Studi di Roma, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa volto a promuovere l’identità sociale, l’inclusione e il diritto allo studio dei ragazzi in difficoltà. In particolare, il protocollo si pone l’obiettivo di incoraggiare i giovani adulti tra i 18 e i 25 anni, sottoposti a misura penale - che abbiano già completato con successo gli studi superiori e mostrino un atteggiamento propositivo verso un percorso di risocializzazione - a intraprendere il percorso di studi universitari. L’Università ha infatti deciso di mettere a disposizione ogni anno, due borse di studio, a copertura dell’interno percorso di studi universitari, con la possibilità di estenderle ad ulteriori due anni di corso, destinati ai più svantaggiati, meritevoli di tale opportunità.
anteprima24.it, 25 giugno 2025
Stamane, a Napoli, nella chiesa principale della Casa Circondariale “G. Salvia” di Poggioreale è andato in scena lo spettacolo teatrale “La Macchia”, per la regia di Riccardo Sergio. Un’iniziativa sostenuta dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello e dalla Giunta Regionale della Campania. Il progetto ha visto la luce grazie a un laboratorio teatrale guidato dall’Associazione di Promozione Sociale Polluce con i detenuti del Padiglione Genova di Poggioreale.
di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 25 giugno 2025
Un anno addietro, la nostra premier, commentando i pestaggi subiti da alcuni studenti medi a Pisa e Firenze, affermò che criticare le forze dell’ordine è pericoloso. È seguito il decreto sicurezza, che fornisce assistenza statale agli esponenti delle forze dell’ordine sotto processo per abusi di potere, e consente loro di usare le armi private che possiedono quando non sono in servizio. La recente vicenda di Genova, che vede indagati 15 esponenti della polizia urbana del capoluogo ligure per lesioni, peculato, falso ideologico, ci induce a riflettere sui pericoli che conseguono dall’allentare le briglie del controllo sugli apparati deputati all’uso della forza. L’inchiesta è partita dalla denuncia di due loro colleghe, insoddisfatte dell’esito dell’inchiesta interna, dalla quale uscivano come scarsamente credibili.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 25 giugno 2025
L’8 luglio l’eutanasia arriverà per la prima volta davanti alla Corte: possibile svolta sul fine vita. Come già ha evidenziato Il Dubbio, il prossimo 8 luglio la sentenza n. 242/ 2019 della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito torna davanti alla Consulta. L’udienza riguarda il caso di una donna toscana di 55 anni affetta da sclerosi multipla progressiva, completamente paralizzata, che, pur avendo tutti i criteri per accedere alla domanda di suicidio assistito stabiliti dalla stessa Corte, non è in condizioni fisiche di assumere autonomamente il farmaco letale e chiede che possa somministrarlo il suo medico di fiducia. Il tribunale di Firenze (Ordinanza 30 aprile 2025) ha sollevato questione di legittimità sul reato di omicidio del consenziente (art. 579 codice penale) e la parola passa ancora una volta ai giudici, che ora dovrebbero affrontare anche questa situazione.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 giugno 2025
Al Senato la maggioranza presenta la bozza del testo atteso in Aula il 17 luglio. Un comitato governativo decide per il paziente. Tempi di risposta fino a 240 giorni. In caso di diniego, la nuova richiesta solo dopo 4 anni. La chiamano legge sul Fine vita ma assomiglia molto a una punizione. Almeno stando alle bozze del ddl sul suicidio medicalmente assistito, atteso in Aula al Senato il 17 luglio, che ieri sono state presentate finalmente ai senatori del Comitato ristretto che le attendevano da sei mesi. Un testo che i relatori Zanettin (Fi) e Zullo (Fdi) sono riusciti ad elaborare solo superando le divisioni interne alla maggioranza con una “sintesi tra le diverse sensibilità”, come riferisce soddisfatta la presidente leghista della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, assicurando che l’iter non slitterà ulteriormente. Martedì prossimo al Comitato ristretto dovrebbe arrivare “un testo ordinato che verrà assunto dalle commissioni riunite come testo base”, anticipa il presidente della Affari sociali, Zaffini (FdI), augurandosi “che si vada in Aula con i relatori”.
di Simone Alliva
Il Domani, 25 giugno 2025
Il testo proposto dalla maggioranza prevede cure palliative obbligatorie, un Comitato etico nominato dal governo e un vincolo di quattro anni in caso di parere negativo. Possibili conseguenze giuridiche sull’interruzione volontaria di gravidanza: “La norma mina il quadro di principio su cui si fonda la legge 194”. La vita è un diritto da tutelare “dal concepimento alla morte naturale”. È questa la formula con cui la maggioranza di governo apre la bozza di legge sul fine vita, in discussione nelle commissioni Affari sociali e Giustizia del Senato. Una frase che non compare nella Costituzione né nella legge 194 sull’aborto, ma che in questa proposta diventa principio cardine.
di Alberto Sofia
Il Fatto Quotidiano, 25 giugno 2025
“L’idea di escludere il Servizio sanitario nazionale rientra nei motivi per sarebbe immediatamente impugnabile”. “In base a quanto emerso dalle anticipazioni e dalle bozze circolate, il testo del disegno di legge della maggioranza sul tema del fine vita è già vecchio e va contro quanto già deciso dalla Corte costituzionale”. A bocciare la direzione intrapresa dalle forze di centrodestra è Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni, a margine di un’iniziativa in Senato organizzata della senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente di Palazzo Madama, Mariolina Castellone, dal titolo “Democrazia e partecipazione sul tema del fine vita: l’esperienza francese”. In particolare, ha aggiunto Gallo, “l’idea di escludere il Servizio sanitario nazionale, al quale la Consulta ha dato un compito specifico di verifica e assistenza, rientra nei motivi per cui un testo di legge di questo tipo sarebbe immediatamente impugnabile. Anche l’intento di annullare la legge della Toscana, che è stata approvata per dare fasi e tempi certi a chi richiede di accedere al suicidio medicalmente assistito è un tentativo che fa il pari con la volontà di escludere il Ssn. Si creano così nuove discriminazioni”.
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