di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 25 giugno 2025
Secondo la Suprema Corte il protocollo è in totale contrasto con la direttiva rimpatri. Una recente sentenza della Corte di Cassazione è destinata a segnare una svolta in merito alla scelta, di cui il Governo italiano si è a lungo vantato in Europa, di utilizzare il centro di Gjader, in Albania, con la funzione di Cpr. Nonostante la sentenza sia di straordinaria importanza, quasi nessuno ne ha parlato. Il 22 marzo 2025 il prefetto di Ancona disponeva l’espulsione di un cittadino tunisino con accompagnamento alla frontiera e applicazione della misura del trattenimento nel CPR di Bari; la misura veniva convalidata dal giudice di pace competente.
Il Manifesto, 25 giugno 2025
Un nuovo video dall’interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca, in provincia di Gorizia, è stato pubblicato oggi. “La mia terapia dello psichiatra. Guardate vogliono picchiarmi. Non ce l’avete la mia terapia in questo centro. Non mi fai paura. Prova di toccarmi senza lo psichiatra”. Segue il suono delle botte, dei manganelli che si abbattono uno dopo l’altro. Un nuovo video dall’interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca, in provincia di Gorizia, è stato pubblicato oggi (martedì 24 giugno) dalla rete No ai Cpr. Dalle immagini prima si intuisce lo stato di agitazione dell’uomo, poi si vedono le violenze dei finanzieri, infine si sentono urla terrificanti di sottofondo.
ansa.it, 25 giugno 2025
Seppure in Italia il consumo di droghe tra i giovani “appare leggermente diminuito” nel 2024 rispetto al 2023, nell’anno appena trascorso si registrano due record negativi: le morti per cocaina e l’uso di antidepressivi senza prescrizioni da parte dei giovanissimi. A raccontare il variegato mondo delle tossicodipendenze è la Relazione annuale al Parlamento in Italia nel 2025, con dati che si riferiscono al 2024. Nel 2024 il 35% dei decessi accertati per intossicazione acuta letale è stato attribuito proprio alla cocaina, percentuale che registra proprio nel 2024 il suo massimo storico. E sempre lo scorso anno, per la prima volta, il numero di decessi direttamente attribuiti alla cocaina/crack (80 casi), accertati dalle Forze dell’ordine, è risultato equivalente a quello legato all’assunzione di eroina/oppiacei (81 casi).
di Marco Bresolin
La Stampa, 25 giugno 2025
“L’Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria. Non è stato facile, ma siamo riusciti a far sì che tutti si impegnino a raggiungere il 5%”. Nel messaggio privato che il segretario generale della Nato Mark Rutte ha inviato a Donald Trump, e che il presidente americano ha immediatamente reso pubblico, sono racchiusi almeno tre elementi che ben descrivono il senso del vertice dell’Alleanza atlantica, iniziato formalmente ieri sera all’Aja nel momento in cui il capo della Casa Bianca ha fatto il suo ingresso nel Palazzo Reale verso le 20.30. Un vertice che darà il “la” a uno storico piano di riarmo basato su due presupposti: la Russia è una minaccia per l’Europa e la protezione sin qui fornita dagli Stati Uniti non è più garantita, tanto che Trump ha fatto capire di voler mettere in discussione l’articolo 5 della Nato, quello che prevede la reciproca difesa in caso di attacco.
di Matteo Persivale
Corriere della Sera, 25 giugno 2025
I supremi giudici sbloccano le deportazioni. E vicino a Miami nascerà un carcere nella palude. “Alligator Alcatraz” pare il titolo di uno quei film di serie B degli anni Settanta così amati da Quentin Tarantino: ci si immagina il carcere subtropicale con il direttore in giacca e cravatta dallo sguardo crudele e i modi gelidi, i secondini sudati, i detenuti disperati con le barbe lunghe che cercano di organizzare un’evasione impossibile a causa del fossato con i coccodrilli.
di Paolo Lambruschi
Avvenire, 25 giugno 2025
I “Paesi terzi”, aggettivo quasi rassicurante, meritano sempre una attenzione particolare. Specialmente se un organo della magistratura autorizza un governo a deportarvi migranti. Riepilogo veloce. La Corte suprema degli Stati Uniti ha accolto ieri la richiesta d’urgenza del presidente Donald Trump di riprendere le espulsioni dei migranti verso Paesi diversi dalla loro patria, compresi luoghi come il Sud Sudan, e con un preavviso minimo. La decisione rappresenta, secondo gli osservatori politici, una vittoria significativa per l’amministrazione Trump, la quale aveva sostenuto che un tribunale di grado inferiore avesse usurpato la propria autorità ordinando al Dipartimento della sicurezza interna di fornire ai migranti un avviso scritto su dove sarebbero stati indirizzati, nonché la possibilità di contestare l’espulsione adducendo come motivazione il timore di essere torturati. I tre giudici liberal della Corte hanno espresso dissenso. Gli altri sei sono conservatori, tre dei quali nominati da Trump durante il precedente mandato.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 25 giugno 2025
Istituzioni forensi mobilitate per i colleghi: il caso dell’Ordine di Istanbul al centro del convegno organizzato dai Coa di Brescia e Cremona. In Turchia l’avvocatura è sotto attacco. Pochi mesi fa l’Ordine degli avvocati di Istanbul - il più grande al mondo con quasi 70 mila iscritti -, presieduto dal costituzionalista Ibrahim Kaboglu, è stato dichiarato decaduto con l’accusa di “propaganda a favore di un’organizzazione terroristica” e “diffusione di informazioni fuorvianti”. Inoltre, nello scorso fine settimana l’avvocato Mehmet Pehlivan, difensore del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu (nel frattempo sospeso dalla carica), in carcere da marzo con l’accusa di corruzione, è stato arresto per la seconda volta. Uno scenario inquietante in cui gli avvocati, sempre più spesso, sono assimilati ai loro assistiti con conseguenze dirette sul loro operato.
di Adalgisa Marrocco
huffingtonpost.it, 25 giugno 2025
L’accusa chiede di raddoppiare in appello la pena per lo scrittore franco-algerino, ottantenne e malato di cancro, accusato di “attentato all’unità nazionale” e detenuto dal novembre scorso. Il verdetto atteso il primo luglio, diplomazie al lavoro per una grazia presidenziale. Dieci anni di reclusione per un uomo di quasi ottant’anni, affetto da un tumore alla prostata. È la richiesta avanzata dalla procura della Corte d’appello di Algeri nei confronti di Boualem Sansal, scrittore franco-algerino detenuto dal 16 novembre 2024 con l’accusa di aver attentato all’unità nazionale. Il verdetto definitivo, riporta Le Figaro, è atteso per il 1° luglio, ma la pena richiesta dal pubblico ministero equivale, di fatto, a una condanna a morte.
Ristretti Orizzonti, 24 giugno 2025
La giustizia minorile italiana sta vivendo una fase di regressione drammatica. Un sistema un tempo all’avanguardia in Europa sta oggi rinnegando i suoi stessi principi fondativi, virando verso una logica esclusivamente punitiva e abbandonando il suo approccio educativo. L’Associazione Antigone, Defence for Children Italia e Libera, hanno lanciato un appello urgente per fermare la deriva repressiva e riaffermare il ruolo della giustizia minorile come spazio di accompagnamento, reinserimento e tutela.
di Asia Buconi
L’Unità, 24 giugno 2025
In Italia la giustizia minorile vive una fase critica, o meglio, una vera e propria crisi. Il sistema - che un tempo faceva scuola anche in Europa - si sta trasformando da educativo a punitivo e repressivo. Una deriva denunciata in un appello pubblico da Antigone, Defence for Children Italia e Libera. La richiesta delle associazioni è chiara: quello strumento deve tornare ad essere uno spazio di accompagnamento, reinserimento e tutela dei giovani. A parlare dell’urgenza di un cambio di rotta immediato sono le cifre: dal 2022 ad oggi, il numero di ragazzi detenuti negli Istituti Penali per Minorenni (Ipm) è cresciuto del 55%, passando da 392 a 611 presenze.
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