di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 24 giugno 2025
Un’autentica sicurezza non si può costruire solamente con cancelli e sbarre. Bisogna conoscere le relazioni che si creano nella popolazione detenuta. La città di Genova si stringe attorno al carcere cittadino e affronta con forza il drammatico episodio accaduto all’istituto penale Marassi all’inizio di questo mese. Nelle scorse ore, su iniziativa del Garante regionale dei diritti dei detenuti, oltre 200 persone tra operatori sociali, avvocati, medici, insegnanti, semplici cittadini hanno firmato un appello per farsi carico di un percorso di accompagnamento per il giovane seviziato per giorni nel buio di quelle mura. Un ragazzino appena 18enne entrato in carcere in attesa di giudizio sarebbe stato sequestrato da quattro detenuti per due giorni, tra il 1° e il 3 giugno, e sottoposto a brutali sevizie che andrebbero dalla violenza fisica a quella sessuale, dalle ustioni con olio bollente ai tatuaggi sulla faccia.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 24 giugno 2025
I legali di Cospito segnalati per un saluto con baci e stretta di mano: la linea (troppo) sottile tra empatia e inaccettabile complicità, secondo il regime del “carcere duro”. “Reato di abbraccio” : ancora non è nel nostro codice ma è questo che ci viene in mente pensando a quanto successo ai due avvocati dell’anarchico Alfredo Cospito, Flavio Rossi Albertini e Maria Teresa Pintus. Entrambi sono stati segnalati, su input del Gom (Gruppo operativo mobile della Polizia penitenziaria), dalla direzione del carcere di Sassari all’Ordine degli avvocati per aver salutato il loro assistito, ristretto al 41bis, con due baci sulle guance e una stretta di mano al termine di un colloquio.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 24 giugno 2025
Dietro le sbarre di Montacuto, Matteo ha potuto avviare un percorso di consapevolezza e rinascita. Il racconto degli incontri che gli hanno permesso di cambiare. “Quello che ho fatto è un macigno che peserà sul mio cuore finché avrò vita. Da sei anni cerco di darmi le ragioni di quel gesto. Per molti sono stato e rimarrò per sempre un mostro, ma sto facendo un faticoso percorso di consapevolezza che spero diventi la premessa per un’esistenza che non rimanga prigioniera del male compiuto”.
di Vitalba Azzollini*
pagellapolitica.it, 24 giugno 2025
È allo studio un nuovo meccanismo di tutela per gli agenti in servizio che feriscono o uccidono una persona, ma restano dubbi su tempi, controlli e sul rispetto della Costituzione. Negli ultimi tempi, diversi esponenti del Governo hanno intensificato le richieste di modificare le regole che disciplinano le indagini nei confronti degli appartenenti alle forze dell’ordine coinvolti nell’uccisione di una persona mentre erano in servizio. Il 22 giugno il segretario della Lega Matteo Salvini ha annunciato che il suo partito proporrà in Parlamento l’introduzione del cosiddetto “Codice blu”, “una tutela per le forze dell’ordine che non saranno più indagate in automatico qualora sparassero durante un’attività di servizio”.
di Olivero Mazza
Il Riformista, 24 giugno 2025
Sulle impugnazioni penali spira sempre più impetuoso il vento efficientista. Dalla prima tempesta tropicale delle proposte formulate nel 2014 dalla Commissione ministeriale si è passati attraverso le Sezioni Unite Galtelli del 2016, la riforma Orlando del 2017 per finire con l’uragano, tuttora in atto, della riforma Cartabia. Il clima estremo del furore efficientista è animato da uno smaccato sfavor impugnationis. La questione cognitiva si considera risolta già in fase di indagini, il giudizio di primo grado è conseguentemente pletorico, mentre ulteriori gradi di giudizio sono sterili superfetazioni, in sostanza perdite di tempo. Proprio il fattore tempo è divenuto l’ossessione del processo breve ad ogni costo, soprattutto a discapito delle garanzie che sono l’essenza stessa della procedura penale.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 24 giugno 2025
L’abrogazione dell’articolo 323 c. p. relativo al reato di abuso d’ufficio, realizzata con la legge 114 del 2024, ha riacceso il dibattito sulla tenuta del sistema repressivo dei delitti contro la pubblica amministrazione, e ha suscitato timori circa un possibile vuoto di tutela rispetto a condotte illecite poste in essere da pubblici ufficiali. Contestualmente, l’introduzione del nuovo articolo 314- bis c. p., ad opera del decreto legge 92 del 4 luglio 2024, è stata interpretata come un tentativo di conservare la punibilità di una specifica area di condotte che la giurisprudenza, a partire dalla riforma del 1990, aveva ricondotto all’abuso d’ufficio. L’intervento, rapido e motivato da finalità politico- criminali controverse, si inserisce in un contesto ideologico segnato dalla tensione tra istanze garantiste e tutela effettiva dei beni pubblici. La decretazione d’urgenza e la priorità temporale dell’art. 314- bis rispetto all’abrogazione dell’art. 323 sembrano rispondere all’esigenza di assicurare una continuità normativa, prevenendo effetti retroattivi indesiderati della abolitio criminis.
di Giuseppe Legato
La Stampa, 24 giugno 2025
L’ex procuratore capo di Torino: “Dalla Chiesa venne lasciato solo. Chiesi di andare a Palermo dopo i funerali per la strage di via D’Amelio”. Gian Carlo Caselli, tra i grandi fatti della sua vita: dalle Br a Dalla Chiesa, dalla mafia e alle stragi di Palermo. Da Bruno Caccia ad Andreotti, da Camilleri a Berlusconi.
di Marina Crisafi
ildiritto.it, 24 giugno 2025
La Corte costituzionale si pronuncia su presunzione di innocenza e rieducazione della pena in materia di permessi premio. È incostituzionale la preclusione biennale alla concessione di permessi premio a un detenuto che sia stato imputato o condannato per un reato commesso durante l’esecuzione della pena. Lo ha stabilito la Corte costituzionale nella sentenza n. 24/2025, con la quale è stata ritenuta fondata una questione sollevata dal Magistrato di sorveglianza di Spoleto.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 24 giugno 2025
La Cassazione: il decreto di citazione non specificava che l’udienza si sarebbe svolta in forma scritta, compromettendo in questo modo il diritto di difesa. La Cassazione è intervenuta su un caso di evasione delle accise sul gasolio agricolo, ma a determinare l’annullamento della sentenza è stato un vizio formale nel decreto di citazione a giudizio, ritenuto idoneo a compromettere il diritto di difesa. La terza sezione penale ha infatti annullato senza rinvio per intervenuta prescrizione.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 24 giugno 2025
I dati delle ispezioni nel rapporto dell’associazione Coscioni sulle carceri toscane. Una serie di bocciature. È quanto raccolto dall’Associazione Coscioni che ha messo insieme tutti i rapporti delle Asl locali sulle condizioni delle carceri toscane. Si salvano solo Volterra e Gorgona, nelle altre carenze sanitarie e muffe. Maglia nera a Sollicciano. Bocciato, bocciato, bocciato. Scorrendo lo stato di salute dei penitenziari toscani redatto dalle Asl di competenza, sono pochissimi gli istituti promossi e in quasi tutti permangono condizioni igienico sanitarie fortemente critiche e inadeguate. Muffa, infiltrazioni, sporcizia fanno delle carceri della nostra regione dei luoghi dove vivere è alquanto complicato. Soltanto cinque strutture guadagnano la sufficienza, su un totale di undici esaminate.
- Verona. “Nel carcere di Montorio mancano i bidet e le docce sono fatiscenti”
- Vicenza. Le visite al Del Papa e il report sul carcere: detenuti ammassati, cucine non idonee
- Asti. Domenico Massano è il nuovo Garante dei diritti dei detenuti
- Bergamo. Borse lavoro e aiuti per i detenuti grazie ai fondi raccolti dall’Ordine degli avvocati
- Agrigento. Viaggiare su un filo d’olio: i detenuti realizzano l’extravergine d’oliva La Rupe











