di Mauro Favaro
Il Gazzettino, 26 giugno 2025
Il testo è stato inviato al vescovo Michele Tomasi e, idealmente, a tutti i fedeli. “C’è molta sofferenza nel mondo, segnato dalla guerra e dal male. Di fronte alla sofferenza che vediamo, che viviamo e che anche noi abbiamo provocato, è difficile dire che questo è un tempo speciale. Ma vorremmo così tanto che il popolo di cui ci sentiamo parte sapesse che dietro al muro del carcere ci siamo anche noi, in un cammino di consapevolezza e responsabilità, che parte dal pentimento e prova a rinascere e ricostruire esistenze”. È questo il fulcro della lettera che un gruppo di detenuti del carcere di Santa Bona ha spedito al vescovo Michele Tomasi e, idealmente, a tutti i fedeli della diocesi di Treviso.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 26 giugno 2025
In occasione del Giubileo dei sacerdoti parla il primo religioso a essere eletto nel 2021 Garante dei diritti delle persone private della libertà personale nel Comune di Verona, la sua città, dove era parroco a San Luca. Così ricorda la visita di Papa Francesco: “Momento esemplare di accoglienza, simpatia e pazienza”. È il giugno 2021 - esattamente quattro anni fa - quando il Comune di Verona, che nel suo territorio ha un solo istituto di pena, la casa circondariale di Montorio, fa una scelta originale: elegge un sacerdote come Garante dei diritti delle persone private della libertà personale in sostituzione del precedente, dimessosi a febbraio. La scelta ricade su don Carlo Vinco, una vita spesa tra i senzatetto, i Rom e soprattutto i malati di Aids e i tossicodipendenti che con il carcere hanno spesso a che fare.
aics.it, 26 giugno 2025
Il 9 luglio a Napoli: si tratterà di stigma sociale e delle prospettive riparative, nel confronto col mondo del Terzo Settore. Nel 50esimo anniversario della entrata in vigore della Legge di riforma penitenziaria, l’area di promozione sociale di AiCS , insieme alla Consulta persone private della libertà del Forum Terzo Settore, e al comitato AiCS di Napoli e Campania, promuove il convegno nazionale “Il carcere oggi tra stigma, ritardi normativi e prospettive riparative”. Il dibattito si terrà al PalaDennerlein del quartiere Barra, dalle ore 10, e prevederà anche l’intervento del presidente AiCS Bruno Molea. Il confronto punterà a una analisi della complessità della realtà penitenziaria e delle difficoltà prodotte dall’etichettamento sociale, produttore di resistenze collettive nei confronti del reinserimento dei detenuti.
di Raffaella Pasciutti
ecodipavia.it, 26 giugno 2025
Il Rotary Club Distretto 2050 con il Gruppo Longobardo e Club proponente Ticinum in collaborazione con il Club Terre Viscontee ha stretto una nuova collaborazione con il Carcere di Pavia e con la partecipazione di U.E.PE. - Ministero di Giustizia per un progetto interamente dedito alla salute mentale e fisica di una parte di detenuti del Carcere di Pavia. Per i prossimi due anni, i Club si faranno carico di appoggiare la struttura penitenziaria per la tutela della salute di quei detenuti ATSM, fondamentale diritto dell’individuo, come da Articolo 32 della nostra Costituzione. Quello della salute mentale sicuramente resta ad oggi un problema che riguarda un numero di detenuti di importante rilevanza, anche in termini di complessità che interessano, secondo un’indagine di Antigone, un terreno fertile per il mondo carcerario.
di Ilaria Solari
Donna Moderna, 26 giugno 2025
Grazie al progetto “Abbracci in libertà” della Fondazione Santo Versace, nel carcere milanese di Bollate è nato un giardino speciale. Qui le detenute possono incontrare i loro figli in uno spazio accogliente, a misura di bambino. Perché vivere pienamente il ruolo di madri è un tassello importante per ritrovare dignità e speranza. Un parco giochi nuovo fiammante, scivoli e altalene circondate dal verde. L’ombra dei gazebo offre scampo alla canicola. Oltre il muro di cinta, una cordigliera di palazzoni in cemento trattiene un cielo incongruamente limpido.
di Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 26 giugno 2025
Gli altri? “Vittime di ricatti e sfruttamento”. Il datore di lavoro non ha l’obbligo di assumere il lavoratore fatto arrivare dall’estero. E tra i braccianti di Latina, un anno dopo la tragedia di Satnam Singh, nulla è cambiato. Nel 2024, in occasione del click day, è stato chiesto l’ingresso in Italia di 119.890 lavoratori stranieri. Di questi, solo 9.331 sono riusciti a portare a termine la pratica firmando un contratto di lavoro regolare. Se la matematica non è un’opinione ci sono dunque circa 110.000 “fantasmi” del cui destino nulla si sa. O meglio lo si può ipotizzare attraverso un paio di indizi. Il primo: Confagricoltura e Coldiretti nei giorni scorsi hanno denunciato che mancano lavoratori per garantire la raccolta di frutta e verdura. Il secondo, a un anno dall’atroce morte di Satnam Singh, il bracciante dell’Agro Pontino abbandonato dopo che un macchinario gli aveva staccato un braccio “nulla è cambiato”. Parole di Luigia Spinelli, procuratrice aggiunta di Latina. Illegalità, caporalato, lavoro nero sono dunque i mondi nascosti in cui rischiano di cadere (o sono già caduti) i 110.000 desaparecidos.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 26 giugno 2025
Presentato in Campidoglio il rapporto Idos sui migranti a Roma e nel Lazio. Sono due i volti dell’immigrazione a Roma: da una parte la città continua a essere un territorio di passaggio, dall’altra è in continua crescita la presenza di stranieri che hanno consolidato la propria vita nella Capitale, aumentando una presenza stabile e ordinaria. È quanto riporta il ventesimo rapporto Idos sull’immigrazione a Roma e nel Lazio, presentato ieri in Campidoglio.
di Alessandra De Vita
Grazia, 26 giugno 2025
In Emilia Romagna e Veneto tre donne musulmane sono state picchiate perché ritenute poco rispettose delle regole religiose. Qui alcune ragazze come loro raccontano gli abusi subìti in famiglia. L’hanno accusata di essere troppo integrata nella società occidentale e di non indossare il velo: per questo, poche settimane fa, una 32enne di origini algerine è stata picchiata da un gruppo di uomini a Massa Lombarda, vicino a Ravenna. Pochi giorni dopo, a Modena, una 23enne di origini siriane ha denunciato i suoi genitori per ripetute violenze e minacce. E a Padova una 18enne di famiglia marocchina è stata rintracciata dal padre nella casa protetta dove si era rifugiata: ora l’uomo dovrà portare il bracciale elettronico. Questi maltrattamenti sono più frequenti di quanto si creda tra le donne di estrazione islamica. Grazia ha ascoltato tre ragazze che hanno subìto violenza per aver infranto i dettami della Sharia, le leggi islamiche che si ispirano alla religione, o regole della tradizione.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 giugno 2025
“È stata violata la direttiva Ue”. Gli europarlamentari progressisti scrivono alla Commissione europea: adesso faccia chiarezza. Intanto al Senato la destra cambia idea sul nuovo regolamento espulsioni: troppo garantista. Secondo il Viminale i rimpatri direttamente dall’Albania, senza passaggio in Italia, sono regolari. Lo consentirebbero le intese stipulate tra Roma e Tirana dopo il protocollo, per dargli attuazione. Lo hanno riferito ieri all’Ansa “fonti del ministero dell’Interno” in merito al caso, il primo di questo tipo, rivelato lunedì da altreconomia. È andato così: il 9 maggio scorso cinque cittadini egiziani rinchiusi nel Cpr di Gjader sono stati spediti al Cairo dall’aeroporto di Tirana. Dopo averli imbarcati il charter non è transitato dallo scalo di Fiumicino, come nei rimpatri precedenti.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 26 giugno 2025
La prefazione del sottosegretario plenipotenziario conferma che le droghe sono un’arma eccezionale per la narrazione securitaria, che offusca le reali priorità sanitarie e sociali. È stata trasmessa nei giorni scorsi dal Governo alle Camere la Relazione annuale sulle droghe. Il documento, curato dal Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dovrebbe fornire una fotografia aggiornata del fenomeno delle dipendenze e dell’intervento pubblico nel nostro Paese. A colpire, ancora una volta, è il tono e l’impostazione della prefazione del Sottosegretario Alfredo Mantovano, che rappresenta a tutti gli effetti l’indirizzo politico del Governo sul tema, anche in vista della Conferenza sulle droghe di novembre. Una lettura che, pur rivendicando qualche intervento in più sul fronte dei servizi, conferma l’impostazione repressiva e moralizzatrice che caratterizza l’attuale maggioranza.
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