di Angela Stella
L’Unità, 23 giugno 2025
Giustizia, Pd all’attacco. “La destra ha voluto riportarci indietro di 30 anni e riaprire lo scontro con la magistratura, una guerra che esaspera gli animi. Non vediamo uno spirito costituente, la destra va avanti a forzature parlamentari”. A dirlo è stata la segretaria del Pd Elly Schlein al convegno “Giustizia secondo Costituzione”, organizzato dai dem a Roma sabato scorso per fare il punto sul tema delle carceri, su quello che da molti relatori è stato definito “panpenalismo emozionale” e sulla separazione delle carriere, che per la leader dei dem altro non è che una riforma voluta con “evidente approccio ideologico e ritorsivo” e con cui si vuole “soggiogare un altro potere dello Stato”.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 23 giugno 2025
La politica non può attaccare i magistrati, l’Anm può attaccare il governo. Il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, in un’intervista su Avvenire si presenta come “uomo del dialogo”: “Noi non cerchiamo lo scontro, cerchiamo un dialogo su temi che ci stanno molto a cuore - ha detto il presidente dell’associazione dei magistrati. C’è gran differenza tra conflitto e confronto. E noi siamo per il confronto”. Naturalmente è solo un trucco, tattico e retorico: Parodi non cerca affatto il dialogo. Lo ha spiegato chiaramente ai suoi colleghi poco prima che l’eleggessero presidente: “Il governo deve ritirare tutta la riforma. Non torniamo indietro su niente. Io non tratto su nulla”.
di Carlo Cambi
La Verità, 23 giugno 2025
Il sottosegretario alla Giustizia: “Di fatto oggi c’è discrezionalità, forse dovremmo far perseguire per primi i reati più odiosi. La nostra riforma premia i magistrati per bene”. Forse pochi lo sanno, ma sull’isola di Gorgona a metà strada tra Livorno e Capraia, lungo la rotta che porta in Corsica, c’è l’ultimo penitenziario agricolo d’Italia, che peraltro l’Europa - se così si può dire - c’invidia. Qui i detenuti, stipendiati, lavorano la terra e fanno da ormai 14 anni due vini di eccezionale qualità sotto la guida di una delle più prestigiose cantine del mondo, la Marchesi dè Frescobaldi. Andrea Delmastro delle Vedove - uno dei più stretti amici di Giorgia Meloni tanto da esserne stato in più occasioni l’avvocato di fiducia - ha voluto essere alla presentazione del Gorgona 2024, bianco da uve Ansonica e Vermentino.
di Paola Balducci
Il Dubbio, 23 giugno 2025
C’è una differenza evidente - e per certi versi sconcertante - tra il modo in cui l’opinione pubblica ha assistito ai casi di Garlasco e di Avetrana. Due vicende accomunate dalla drammaticità e dalla centralità mediatica, ma per certi versi diverse per esito, approccio investigativo e atteggiamento comunicativo. Il caso Avetrana ha lasciato dietro di sé un rumore costante, un eco infinito di trasmissioni, commenti, ricostruzioni e contro-ricostruzioni, fino alla sentenza definitiva che ha sancito colpe e responsabilità. Il caso Garlasco, invece, sembra sospeso in un tempo incerto, dove tutto è stato detto e nulla è mai veramente concluso. Un processo che torna ciclicamente a occupare lo spazio mediatico, tra sentenze ribaltate, nuove perizie, riaperture, eppure mai del tutto chiuso.
di Daniele Zaccaria
Il Dubbio, 23 giugno 2025
È il 2002 quando, su Rai Uno, Bruno Vespa esibisce per la prima volta il plastico della villetta di Cogne. Il delitto di Samuele Lorenzi, ucciso a tre anni mentre dormiva nel letto dei genitori, e la figura della madre Annamaria Franzoni (principale indagata) sono l’oggetto di un’ossessione collettiva. Con quella messa in scena, Porta a Porta segna un punto di svolta nel rapporto tra giustizia e media: la cronaca nera come fiction e intrattenimento, lo studio televisivo una corte parallela. Inizia forse lì, simbolicamente, la moderna stagione della giustizia spettacolo. Un genere che ha attraversato i decenni, affinandosi nel tempo, ma conservando intatto il vizio d’origine: il processo mediatico che si sovrappone a quello giudiziario, deformandolo, semplificandolo, spesso anticipandolo.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 23 giugno 2025
Mentre Stasi sconta una condanna definitiva, i pm riaprono le indagini su Sempio. Ma l’inchiesta pare guidata dai riflettori piuttosto che dalle prove. È stato un femminicidio quello che ha portato alla morte Chiara Poggi? Se la risposta è “sì”, è sufficiente spostare indietro l’orologio di dieci anni, per tornare al 2015, ad Alberto Stasi e alla sua condanna, oltre ogni ragionevole dubbio, a 24 anni di carcere, ridotti a 16 per il rito abbreviato. La pena massima per l’omicidio, quando non si riscontrino quelle aggravanti che, come nei casi più recenti di Filippo Turetta e Alessandro Impagnatiello, hanno portato alle condanne dell’ergastolo.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 giugno 2025
“La presunzione d’innocenza è soffocata dal protagonismo e da una cultura che ha smarrito totalmente il senso del dubbio”. Avvocato Oliviero Mazza, ordinario di diritto processuale penale all’Università degli studi Milano-Bicocca, una settimana fa ricorreva l’anniversario dell’arresto di Enzo Tortora davanti a decine di giornalisti. Qualcosa è cambiato da allora?
camerepenali.it, 23 giugno 2025
La nota della Giunta dell’Unione Camere Penali sulla vicenda del difensore di Cospito. La vicenda del difensore di Cospito, segnalato dalla Direzione del carcere dove lo stesso è detenuto al 41 bis, al Consiglio dell’ordine di appartenenza, desta gravissimo allarme. L’ accusa surreale è quella di avere salutato il proprio assistito stringendogli la mano e baciandolo sulle guance. È davvero sconcertante l’idea stessa che si possa pretendere di valutare disciplinarmente la congruità di un gesto riconducibile evidentemente alla sfera insindacabile dei rapporti professionali e personali con l’assistito.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 23 giugno 2025
Il giudizio di equivalenza tra attenuanti e recidiva o altra aggravante si deve riverberare sull’intero trattamento sanzionatorio riducendo l’iniziale aumento stabilito in primo grado per il reato più grave. La riforma in appello che stabilisca l’elisione della recidiva o di altra aggravante a effetto speciale in seguito al riconoscimento di circostanze attenuanti del reato satellite deve operare rispetto alla condanna elevata in primo grado la corrispondente riduzione dell’aumento di pena applicato sul reato più grave a titolo di continuazione.
ansa.it, 23 giugno 2025
L’assessora Chiorino: “La pena che educa è una pena che serve alla società”. La Regione Piemonte è tra le realtà più attive nella promozione dell’inclusione socio-lavorativa dei detenuti. Ogni anno vengono investiti circa 2,9 milioni di euro per offrire opportunità formative ai detenuti, sia adulti che minori, come nel caso dell’Istituto penale per minorenni Ferrante Aporti di Torino. È emerso in una conferenza stampa oggi in Regione Piemonte a Torino, presenti il sottosegretario al ministero della Giustizia Andrea Delmastro, la vicepresidente e assessora al Lavoro della Regione, Elena Chiorino, e il direttore del Dap, Ernesto Napolillo, analizzando le opportunità offerte dalla Legge Smuraglia.
- Parma. Muore a 34 anni dopo una caduta in carcere: disposto l’esame istologico
- Genova. Detenuto seviziato nel carcere. “Lo Stato paghi la riabilitazione fisica e psicologica”
- Trento. Violenza sulle donne, le studentesse del liceo Rosmini incontrano le detenute
- Carpi (Mo). Durante e dopo il carcere si può restare umani
- Pavia. Applausi per i detenuti attori sul palco di Torre del Gallo











