di Giuliano Santoro
Il Manifesto, 22 giugno 2025
Un fiume di gente a Roma, da Porta San Paolo al Colosseo: “Sappiamo che le bombe seminano morte al fronte e impoveriscono tutti”. Il giorno più lungo dell’anno è quello del ritorno dei pacifisti. Diverse culture, tanti linguaggi, provenienze differenti si intrecciano, da ogni parte d’Italia e dalle storie disparate. L’insolita, recente, abitudine di far partire i cortei esattamente all’ora della convocazione viene ribadita quando si capisce che c’è troppa gente, non si può restare fermi nella calca sotto il sole cocente di Porta San Paolo. Dunque, alle 14 in punto il fiume di gente si muove lungo l’Aventino verso il Colosseo. È già in questo momento che i promotori capiscono che possono parlare di almeno centomila persone in piazza.
di Stefano Zamagni
Avvenire, 22 giugno 2025
Martedì a Roma il convegno dedicato all’istituzione del Ministero, organizzato da Papa Giovanni XXIII, Azione Cattolica e Acli con 15 enti della società civile. Martedì a Roma avrà luogo il convegno - primo del genere - dedicato all’istituzione nel nostro paese del Ministero della Pace. Organizzato dalla Comunità Papa Giovanni XXIII, dall’Azione Cattolica e dalle Acli, in collaborazione con quindici enti nazionali della società civile in rappresentanza di centinaia di migliaia di cittadini, il fine dichiarato è quello di articolare un progetto volto a dare vita a un’Istituzione pubblica che, in seguito alla soppressione nell’immediato dopoguerra del Ministero della Guerra, avrebbe dovuto vedere la luce.
di Anita Fallani
Il Domani, 22 giugno 2025
La Corte Costituzionale il 30 maggio ha emesso una sentenza, la numero 76, che conferma un presentimento molto diffuso tra chi ogni giorno si occupa di salute mentale: il trattamento sanitario obbligatorio (TSO) è parzialmente incostituzionale. Il TSO è un provvedimento sanitario eccezionale istituito per la prima volta 47 anni fa con la legge conosciuta ai più come Legge Basaglia (anche se è fuorviante chiamarla così perché la legge porta la firma del democristiano Bruno Orsini e perché, in realtà, Basaglia con l’istituzione del TSO non era d’accordo). Si tratta di un provvedimento molto controverso, convalidare un TSO significa limitare le libertà civili di una persona e sospenderla dall’esercizio delle sue facoltà, motivo per cui per predisporlo entrano in gioco a garanzia della persona diverse figure della società civile. Servono la richiesta di due medici, la firma del sindaco della città e la convalida di un giudice tutelare per avviare quello che è in tutto e per tutto un ricovero psichiatrico coatto.
di Sofia Soldà
Il Domani, 22 giugno 2025
Gli avvocati denunciano ostacoli sistemici: trasferimenti improvvisi, difficoltà di contatto, mancanza di regole precise. E i nuovi Centri in Albania peggiorano una situazione già critica sul territorio italiano. Giovanni Papotti è un avvocato specializzato in diritto dell’immigrazione. Segue diversi casi di persone trattenute nel Cpr di Torino, città in cui vive. A maggio, alcuni dei suoi assistiti sono stati trasferiti improvvisamente in Albania. Tra ritardi burocratici, telefonate intermittenti e una procedura opaca, per Papotti, “il sistema è costruito per far perdere gli avvocati”. Per i trattenuti nei dieci Centri di permanenza per i rimpatri in Italia, e ora anche nei centri albanesi di Gjadër e Shëngjin, l’assistenza legale è sancita dalla legge n° 14 del 21 febbraio 2024. Secondo le testimonianze di alcuni avvocati, il diritto alla difesa è spesso solo formale.
di Nadia Addezio
Il Manifesto, 22 giugno 2025
Violenze e arresti. La stretta effetto diretto del partenariato firmato nel 2024. La denuncia dei legali e delle associazioni: “Respingimenti puramente politici, sostenuti dalle politiche dell’Ue in materia di migrazione”. In Mauritania sono in atto delle campagne di arresto ed espulsione di persone migranti e residenti straniere verso la città di frontiera Rosso (Senegal) e il Mali. Secondo Fatimata M’baye, avvocata e presidente dell’Associazione mauritana per i diritti umani, il clima di caccia al migrante ben si lega al partenariato migratorio stretto a marzo 2024 dal paese dell’Africa occidentale con l’Unione europea. La Spagna si era fortemente spesa per promuoverne l’adozione, al fine di ridurre i flussi migratori in arrivo alle Isole Canarie attraverso la rotta atlantica.
di Ezio Mauro
La Repubblica, 22 giugno 2025
Ogni giorno di più ci stiamo inoltrando in un tempo indecifrabile, che ha cancellato tutti i punti di riferimento con cui riuscivamo a orientarci nel lungo dopoguerra di pace ormai alle nostre spalle, per consegnarci alla stagione dell’incertezza, vera cifra dell’epoca. Lo conferma l’ultima invenzione di Trump: la guerra sospesa. Il presidente americano ha aumentato la presenza di caccia, bombardieri e missili in Medioriente, ha riunito i consiglieri per la sicurezza nella situation room, ha approvato i piani di attacco all’Iran ma non ha ancora dato il via libera all’offensiva, riservandosi di decidere nell’arco di 15 giorni. In pratica, la guerra è dichiarata ma differita, in attesa che Teheran davanti alla minaccia dell’intervento americano decida di alzare la bandiera bianca della resa senza condizioni, con la distruzione del programma nucleare.
di Enzo Risso
Il Domani, 22 giugno 2025
La visione predominante è rappresentata dalla costruzione della pace attraverso il dialogo e l’educazione, forte è anche l’anima che lega la pace alla giustizia sociale: il rapporto dei più giovani con la pace è molto complesso. Il conflitto tra Israele e Iran, la strage perpetua e impunita a Gaza, la prepotenza annientatrice russa sull’Ucraina, ma anche la corsa al riarmo dei paesi europei e lo sviluppo di nuove armi e prodotti micidiali per accaparrarsi il dominio dei cieli, del mare e del cyber spazio sono l’emblema della follia distruttiva che aleggia nei tempi contemporanei. Il rombo delle armi ha da tempo surclassato le flebili voci del buon senso, della diplomazia, della concordia, per lasciare spazio al dominio, all’esposizione della propria potenza, alla supremazia sull’altro.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 giugno 2025
È passata quasi già una settimana. La mezzanotte di domenica scorsa, il 15 giugno, ha sancito l’ennesima azione nonviolenta di Rita Bernardini, presidente di Nessuno Tocchi Caino, che ha ripreso lo sciopero della fame in segno di sfida al Parlamento: approvare prima della pausa estiva una legge seria per far calare il tasso di sovraffollamento nelle carceri. Perché di crisi si tratta, di un’emergenza che sommerge ogni torpore istituzionale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 21 giugno 2025
Quando un detenuto viene trasferito all’improvviso da un carcere all’altro, perde non soltanto il luogo in cui sconta la pena, ma anche i contatti con la sua vita precedente: la famiglia lontana, il lavoro che stava svolgendo, il percorso di recupero iniziato. È proprio questo il cuore dell’interrogazione parlamentare che Roberto Giachetti di Italia Viva ha rivolto al ministro della Giustizia: mettere in luce il disagio dei cosiddetti “sfollamenti” e chiederne il conto in Parlamento. Giachetti ricostruisce un quadro allarmante. Innanzitutto, i trasferimenti d’emergenza avvengono spesso verso istituti già più affollati della media nazionale, che è al 134 percento della capienza regolamentare. Significa che chi arriva trova celle sovraffollate, spazi comuni intasati, risorse carenti. Il danno non è solo materiale: in un ambiente stretto all’inverosimile cresce la tensione, e salta via persino quel minimo di umanità che dovrebbe restare anche dietro le sbarre.
Non Tutti Sanno, 21 giugno 2025
Sei stato il Papa della Misericordia e degli ultimi. Lo hai testimoniato con la tua vita. Lo sappiamo bene. Quel tuo “Perché voi e non io?” è la domanda che ti sei fatto ogni volta che hai varcato il portone di un carcere, sin da quando da vescovo andavi a trovare i tuoi “amici” carcerati a Buenos Aires. Lo hai ripetuto ogni volta, spingendo il mondo intero con la tua stessa presenza fisica a riflettere sulla condizione di noi uomini e donne detenuti, mostrando la prigione che avvolge chi è prigioniero dell’indifferenza e del preconcetto verso di noi, verso il nostro diritto a vivere con dignità e con speranza di un futuro possibile.
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