polourbani.edu.it, 21 giugno 2025
Anche quest’anno si è concluso con un carico di emozioni autentiche e riflessioni profonde il progetto “L’Altra Chiave News”, promosso all’interno della Casa di reclusione di Fermo. L’iniziativa, ispirata all’omonima rivista diretta dalla giornalista Angelica Malvatani, rappresenta ormai da anni un punto d’incontro tra il mondo della scuola e quello del carcere, due realtà apparentemente lontane ma unite, in questo contesto, da un dialogo sincero e umano. Il progetto è stato coordinato dalla professoressa Domitilla Nucci, con il prezioso supporto della dirigente scolastica Laura D’Ignazi, e ha coinvolto gli studenti delle classi quarta e quinta diurna e serale dell’indirizzo socio-sanitario del Polo Urbani. Obiettivo principale: superare i pregiudizi, abbattere i muri invisibili del giudizio sommario e dare voce a chi, dietro le sbarre, spesso resta inascoltato.
Il Resto del Carlino, 21 giugno 2025
Con parole di consapevolezza e rinascita, i ragazzi raccontano la loro verità. Ieri lo spettacolo in via Settembrini: “La richiesta è arrivata proprio da loro”. “Le persone sbagliano ma poi vogliono ripartire, per far sapere al mondo che qua dentro si può rifiorire”. È una delle frasi scritte e cantate dai giovani detenuti degli istituti penali di Reggio Emilia, protagonisti ieri mattina di un evento speciale: un concerto rap organizzato nel cortile del carcere minorile di via Settembrini. Un’occasione intensa di espressione artistica e umana, nata all’interno del progetto ‘Rap: rime, amore, poesia’, laboratorio musicale che ha coinvolto diversi ragazzi in un percorso di scrittura creativa, produzione musicale e confronto. Un modo per raccontarsi, per riflettere e per trasformare la propria esperienza in arte.
Corriere del Veneto, 21 giugno 2025
“Sopra la barriera. Calcio, detenzione e nd rieducazione”. È questo il titolo del cortometraggio, realizzato dalla Bonfire Agency di Roma, che dopodomani, lunedì, verrà proiettato in anteprima all’interno dell’auditorium del carcere Due Palazzi, alla presenza, tra i tanti, della direttrice Maria Gabriella Lusi, del sindaco Sergio Giordani e del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete. Al centro dell’opera, c’è la storia dell’asd Pallalpiede, cioè la squadra di calcio fondata nel 2014 e composta dai detenuti della struttura di reclusione padovana, che milita nel campionato di Terza Categoria, disputando ovviamente tutte le partite in casa.
direfarecambiare.org, 21 giugno 2025
Sabato 21 giugno 2025 alle ore 11.00, presso il Teatro della Casa di Reclusione di Rebibbia, si terrà il concerto conclusivo del laboratorio di canto del progetto Say Do Change, realizzato all’interno dell’istituto penitenziario con la partecipazione di 15 uomini detenuti, al termine di un percorso durato otto mesi. Condotto dalla cantautrice e docente Assia Fiorillo, con la direzione artistica di Giulia Morello, il laboratorio ha rappresentato un intenso cammino di espressione artistica, crescita personale e inclusione sociale.
torinotoday.it, 21 giugno 2025
Al Green Pea da venerdì 27 a domenica 29 giugno: talk, esposizioni di prodotti artistici e artigianali realizzati in carcere, sfilate e una mostra fotografica sulle carceri italiana. Si inizia venerdì 27 giugno dalle ore 18 con l’apertura della gallery e alle ore 19,00 con il talk inaugurale “Creare per Rinascere - Lavoro, Arte e Dignità oltre le Sbarre” moderato da Monica Carelli, referente dello spettacolo teatrale Brothers in Jail. Un dialogo aperto tra professionisti del diritto, rappresentanti del mondo accademico, universitario, istituzionale, artistico e degli operatori sociali, per raccontare come la moda, il teatro, la fotografia e la formazione professionale possano diventare strumenti concreti di reinserimento sociale, crescita personale e rigenerazione umana per le persone detenute.
di Claudio Urbano
chiesadimilano.it, 21 giugno 2025
Al Festival della Speranza per i giovani suonerà un violoncello ricavato dal legno dei barconi nel laboratorio del carcere di Opera per iniziativa della Casa dello Spirito e delle Arti, il cui presidente Arnoldo Mosca Mondadori spiega: “Questi strumenti riescono a trasformare anche il pubblico che li ascolta”. Dalle sponde di Lampedusa a quelle del Lago di Lecco, dopo aver ricevuto nuova vita nel laboratorio di liuteria del carcere di Opera. È la metamorfosi del legno dei barconi dei migranti, trasformati negli strumenti dell’Orchestra del Mare e saliti ormai sui palchi di tutto il mondo. Il prossimo concerto sarà nel carcere di Sing Sing, a New York, dopo che un detenuto ne ha conosciuto la storia. Prima, un violoncello suonerà per i giovani della Diocesi, nella serata del Festival della Speranza a Lecco.
di Patrizio Gonnella
Il Manifesto, 21 giugno 2025
L’indagine di Donatella Stasio “L’amore in gabbia. La ricerca della libertà di un reduce dal carcere”, a cura di Daniela Padoan, per Castelvecchi. Lungo la storia di Gianluca, tragica e straordinaria, si snoda il viaggio nel sistema penale e carcerario italiano. Non è facile raccontare l’essenza della vita in carcere, le sue ambiguità, le sue distorsioni, la sua selettività senza affidarsi a codici tradizionali, siano essi sociologici o più strettamente giuridici. Il grande merito di Donatella Stasio, nello scrivere L’amore in gabbia. La ricerca della libertà di un reduce dal carcere (a cura di Daniela Padoan, Castelvecchi, pp.182, euro 18,50) è proprio quello di avere stravolto la chiave narrativa, mettendosi all’incrocio tra il romanzo biografico e l’inchiesta giornalistica.
di Andrea Fabozzi
Il Manifesto, 21 giugno 2025
Pensavate che la stretta riguardasse solo giovani infervorati, attivisti appassionati e militanti accaniti? Invece i primi a farne le spese sono gli operai, già denunciati dalla polizia. Non avendo ancora imparato a volare, i metalmeccanici che nel giorno dello sciopero per il contratto manifestavano a Bologna, fatalmente hanno ostruito “con il proprio corpo” (altri non ne avevano) la “libera circolazione su strade ordinarie”. Succede da diversi secoli, a questo in fondo servono i cortei di protesta; succede da prima che in Italia fosse reato il blocco stradale e ferroviario e cioè dal 1948. Punito allora in maniera più mite da come lo è oggi dal governo Meloni e dalla creatura che meglio lo rappresenta, il decreto “sicurezza”. Prima si rischiava una multa (male anche quello) adesso due anni di carcere. Pensavate che la stretta riguardasse solo giovani infervorati, attivisti appassionati e militanti accaniti? Invece i primi a farne le spese sono gli operai, già denunciati dalla polizia.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 21 giugno 2025
Ecco le motivazioni del rinvio alla Corte Ue. Forti dubbi di compatibilità tra le modifiche alla legge di ratifica e le direttive europee. Intanto a Gjader restano in 28. La Cassazione ha depositato ieri le motivazioni del rinvio alla Corte di giustizia Ue che di fatto blocca la nuova fase dell’accordo Roma-Tirana, quella sui migranti “irregolari” deportati dall’Italia. Il caso era stato anticipato dal manifesto il 30 maggio scorso, dando notizia dei dubbi degli ermellini sulla compatibilità tra le modifiche alla legge di ratifica del protocollo e le direttive procedure e rimpatri. Il giorno precedente al Palazzaccio era stato letto il dispositivo su due ricorsi, unificati, avanzati dal Viminale contro le non convalide dei trattenimenti decise dalla Corte d’appello di Roma. Al centro delle valutazioni la posizione di un richiedente asilo tunisino e di uno algerino, che hanno fatto domanda di protezione dietro le sbarre di Gjader. L’anteprima sul “quotidiano comunista” aveva fatto innervosire il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami che, “inquietato e sconcertato”, aveva annunciato un’interrogazione al guardasigilli Carlo Nordio per capire come avevamo avuto accesso al provvedimento. Interrogazione di cui ci piacerebbe conoscere l’esito, visto che il dispositivo era pubblico.
di Andrea Colombo
Il Manifesto, 21 giugno 2025
Il vertice limitato ai “ministri competenti”, al termine della riunione del consiglio dei ministri, è convocato per fare il punto sulla Libia. La situazione è preoccupante. Le partenze di migranti sono in aumento, la sicurezza in picchiata e forse c’è anche qualche ombra in più: quella di manovre russe per insediarsi sfruttando la guerra per bande. Ma in un momento come questo è impossibile non parlare di Iran. La premier infatti ne parla. Non con tutti ma, prima che il vertice inizi, con il ministro degli Esteri, che incidentalmente è anche leader di un partito di maggioranza.
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