Il Sole 24 Ore, 20 giugno 2025
Per la Corte costituzionale, sentenza n. 81 depositata oggi, non è suscettibile di pregiudicare in radice il progetto del legislatore delegante. L’omessa depenalizzazione del reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato costituisce mancata attuazione di una parte dell’oggetto della delega contenuta nella legge numero 67 del 2014: trattandosi quindi di delega in minus, non sussiste la violazione dell’articolo 76 della Costituzione.
di Andrea Scordino
incronaca.unibo.it, 20 giugno 2025
Nasce il progetto per monitorare le strutture detentive sul territorio. “Esiste un mondo prima del carcere che va monitorato”. Non ha dubbi il Garante dei detenuti dell’Emilia Romagna Roberto Cavalieri che, proseguendo nella difesa dei diritti per le persone private della libertà personale, ha aperto un nuovo fronte di interesse cruciale per il ruolo che ricopre. Le camere di sicurezza presenti nelle caserme delle forze di polizia (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia locale) sono, secondo il garante, “un carcere ombra” che spesso non viene considerato. Chi si trova in una camera di sicurezza è sottoposto ad una privazione della libertà personale, anche se già avvenuto il fermo e l’arresto, antecedente alla convalida del giudice. Una situazione delicata quindi, che va trattata in maniera adeguata.
palermotoday.it, 20 giugno 2025
Genitori sottoposti a misure alternative al carcere, la Regione sperimenta un modello di accoglienza residenziale. L’assessorato alla Famiglia e alle Politiche sociali ha pubblicato un avviso per finanziare, con 294 mila euro, i progetti di accompagnamento alla genitorialità e di graduale reinserimento. L’obiettivo è quello di fornire un’alternativa a quei genitori rinchiusi in carcere con i figli al seguito con la creazione di un modello integrato di accoglienza residenziale. L’assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali ha pubblicato l’avviso per finanziare, con oltre 294 mila euro un progetto, con una presa in carico multidisciplinare, che prevede l’accompagnamento alla genitorialità e il graduale reinserimento sociale di genitori sottoposti a misure alternative alla detenzione, accompagnati da bambini, secondo quanto disposto dall’autorità giudiziaria.
di Vincenzo Imperitura
Il Dubbio, 20 giugno 2025
Il gesto estremo dell’iraniano dopo la condanna a 6 anni e a una multa da 1,5 milioni. Un taglio profondo, fortunatamente non letale. Un taglio profondo da una parte all’altra del collo per gridare la propria rabbia e la propria frustrazione a poche ore da una sentenza durissima che lo ha condannato a sei anni di carcere e ad una multa monstre di 1,5 milioni di euro per essere stato ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
di Mauro Zola
La Stampa, 20 giugno 2025
Scatta il rinvio a giudizio per tutti i coinvolti nell’inchiesta: il Garante regionale dei detenuti sarà parte civile. Si dichiarano “amareggiati e molto delusi” gli agenti della polizia penitenziaria dopo l’esito dell’udienza preliminare, che ha visto il giudice Francesca Tortora rinviarli a giudizio tutti e 25. Per nove di loro, compreso il vicecomandante A.P., l’accusa, molto grave, è di tortura; per gli altri invece il pubblico ministero Dario Benardeschi ha accolto quelle che erano state le indicazioni del giudice e ha modificato il capo d’imputazione in abuso di autorità contro arrestati o detenuti.
di Matteo Marcon
Corriere del Veneto, 20 giugno 2025
Ma il Ministero: lui non ha violato le regole. Un testo rap composto nel laboratorio per detenuti, esce dal carcere ed esplode la polemica. Il brano trap registrato all’interno del carcere minorile di Treviso dall’assassino di Michelle Causo, ha provocato un’ondata di indignazione che ha come primi protagonisti proprio i famigliari della diciassettenne, trovata cadavere il 28 giugno del 2023, avvolta in un sacco nero all’interno di un carrello del supermercato, abbandonato per strada tra i cassonetti a Primavalle, un quartiere di Roma. Il responsabile è stato condannato a 20 anni e sta scontando la pena nel carcere minorile di Treviso.
romatoday.it, 20 giugno 2025
Non è vero che il giovane cingalese condannato a 20 anni per il femminicidio di Michelle Causo, ha diffuso in prima persona un video dal carcere per promuovere il suo nuovo album rap, come emerso anche in un primo momento. Le immagini postate sul suo profilo sarebbero state pubblicate da altre persone che hanno accesso a quell’account. A smontare la provenienza del filmato è il capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano.
di Giuseppe Di Marco
Il Resto del Carlino, 20 giugno 2025
Il presidente della Corte d’Appello di Ancona, diversi sindaci e personalità del territorio hanno partecipato all’annuncio del nuovo ufficio. Un Ufficio di prossimità arriva anche in riviera, ed è il primo delle Marche. Collegato all’Ambito territoriale sociale 21, è stato presentato ieri mattina, in una sala consiliare gremita, dal sindaco Antonio Spazzafumo, il rappresentante di Anci Marche e sindaco di Montalto Daniel Matricardi, dell’assessore regionale agli enti e servizi pubblici locali Goffredo Brandoni, il presidente del tribunale di Ascoli Alessandra Panichi, la giudice tutelare del tribunale di Fermo Milena Palmisano e il presidente della Corte d’Appello di Ancona Luigi Catelli, nonché di diversi Sindaci e rappresentanti dei comuni che fanno parte dell’Ambito.
di Claudia Benassai
Gazzetta del Sud, 20 giugno 2025
Il suo presente è legato al volontariato in carcere. Ramona Lucaci, mamma di 4 figli, è arrivata in Italia dalla Romania nel 2002. Inizialmente a Desenzano del Garda, ospite della zia, dove ha iniziato a lavorare come cameriera. La città dello Stretto? Ci è arrivata nell’ottobre del 2004. “Oggi - racconta - sono felice di condividere la mia storia e le mie esperienze. Sono messinese d’adozione e inizialmente sono approdata a casa di mia suocera, in attesa della nascita della mia prima figlia”. Quattro anni fa ha realizzato uno dei suoi sogni più grandi: ha frequentato un’accademia per parrucchieri e adesso lavora con amore e passione in un salone.
di Massimo Merluzzi
La Nazione, 20 giugno 2025
Il giovane partecipò al pestaggio di un senzatetto. Ora continuerà il programma di recupero fuori dalla comunità. Ha affidato il suo pentimento per quel terribile gesto che ha messo a repentaglio la vita di un uomo a un video girato all’interno della comunità di recupero nella quale sta scontando il percorso di messa alla prova. Dopo i giorni trascorsi in carcere a carcere a Torino e poi Firenze il giovane di Sarzana (La Spezia) da mesi è in un centro di recupero. Nella notte di Pasqua di un anno fa colpì alla testa con un tondino di ferro un clochard al culmine di una lite ai giardini della stazione ferroviaria di Sarzana costringendolo al ricovero in rianimazione e a un periodo di rieducazione.
- Treviso. “Amima mundi”, la mostra delle opere realizzate dai detenuti di Santa Bona
- Acireale (Ct). Le “corrispondenze” tra studenti di un liceo e il carcere minorile
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