di Emanuele Floris
L’Unione Sarda, 17 agosto 2025
Sterilizzazione, chiusura in spazi recintati e poi affidamento ad associazioni locali. È il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Domenico Arena ad aprire una via per la situazione dei gatti nel carcere di Bancali a Sassari. In un ordine di servizio dello scorso mese, la direttrice della struttura aveva ordinato di non dare più da mangiare ai felini vista anche la precaria condizione igienica che si era venuta a creare. Da poco Arena ha reso noto in un documento di un incontro tra la stessa direttrice, la garante comunale dei detenuti, il vicesindaco di Sassari e il direttore responsabile dell’Asl 1.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 17 agosto 2025
A Locarno il film documentario italiano sulle ultime case di lavoro, un modello ereditato dall’imperialismo europeo. Ha avuto la sua prima internazionale al 78° Locarno Film Festival il film documentario “Nella colonia penale” dei registi Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana. Un racconto per immagini di alcune delle ultime colonie penali tuttora attive in Europa proiettato nell’ambito della Semaine de la Critique in una sezione che vuole promuovere film innovatori per tematiche e stile e che possono dare vita a costruttivi dibattiti. Nel comunicato stampa che ne dà l’annuncio, si legge che tre località sarde, Isili, Mamone, Is Arenas e fino a poco tempo fa l’Asinara, sono infatti sede di case di lavoro all’aperto, “fondate su un modello ereditato dall’imperialismo europeo, dove i detenuti scontano la pena coltivando la terra, allevando animali da pascolo o svolgendo compiti legati alla manutenzione della stessa struttura in cui sono costretti”.
cinecittanews.it, 17 agosto 2025
Il documentario supportato da Cinecittà tramite il programma (In)Emergenza è stato presentato nel programma della Semaine de la Critique di Locarno 78. È stato premiato al 70° Locarno Film Festival con il Marco Zucchi Award il film Nella colonia penale, diretto da Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana, programmato nei giorni scorsi insieme ad altri sei lungometraggi nella sezione Semaine de la Critique. Si tratta di un premio che la giuria designata dalla Semaine assegna in memoria del suo delegato generale scomparso nel 2020 ed è offerto dalla famiglia del giornalista che intende in questo modo ricordarlo “osservando i film in concorso con quel suo stesso sguardo curioso e rivolto al futuro”.
di Andrea Giuseppini
Il Manifesto, 17 agosto 2025
L’ultima Il 19 febbraio 1937, subito dopo l’attentato al viceré di Etiopia Rodolfo Graziani, viene dato il via alla rappresaglia contro gli “indigeni”. Yewinshet Beshawured aveva 6 anni quando fu confinata all’Asinara con sua madre e suo fratello. A 93, è tornata nei luoghi della deportazione degli etiopi: è probabilmente l’ultima testimone di questa storia. Sono arrivati da Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Svizzera, Germania e altri paesi ancora per conoscere i luoghi della deportazione dei loro padri, nonni e bisnonni. Sono oltre 60 gli etiopi della diaspora sbarcati il 6 agosto sull’isola dell’Asinara. Assieme a loro c’è Yewinshet Beshawured, che oggi ha 93 anni e che quando ne aveva 6 venne confinata all’Asinara assieme alla madre e a Mamo, il fratello, che di anni ne aveva 4. Probabilmente l’ultima testimone ancora in vita di questa storia.
di Francesca Angeleri
Corriere della Sera, 17 agosto 2025
“La caduta dell’Afghanistan è stata per me come la perdita del passato e del futuro. Sotto il regime dei talebani, la vita non è mai sicura, né umana. Rimanere lì è come vivere in una prigione, una prigione in cui ora sono confinati milioni di afghani. Non ho avuto altra scelta che accettare di nuovo l’esilio”. La poetessa, scrittrice e attivista Somaia Ramish, che ora vive nei Paesi Bassi, è stata una delle principali ospiti della V edizione del “Ju Buk” Festival la rassegna letteraria al femminile ideata e diretta da Eleonora De Nardis che si è tenuta quest’anno tra Peschici (il 29 e il 30 luglio) e Scanno (1, 2 e 3 agosto). Ju Buk è, in dialetto scannese, la bisaccia del pastore, oggi è metafora di cibo per la mente e per l’anima.
di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
Il Manifesto, 17 agosto 2025
Qualche giorno fa, a Roma, una casa-famiglia che ospita madri con bambini sopravvissuti a violenza domestica ha rischiato di essere coinvolta in un incendio scoppiato a poca distanza. Le fiamme si sono estese lungo l’argine del Tevere, lambendo la casa che confina con l’area boschiva da cui è scaturito il fuoco. Sul posto c’erano le mamme con i bambini, le operatrici, i volontari e una ventina di persone, tra cui dei ragazzini, provenienti dal campo rom vicino alla struttura. Il loro insediamento non era stato sfiorato dal fuoco ma, non appena intuita la direzione del vento e del fumo, quelle persone si sono precipitate a dare una mano. Sono rimaste lì, come cordone di sicurezza inamovibile, in attesa che arrivassero i pompieri. Le mamme e i bambini oggi sono al sicuro, hanno passato due notti in albergo per il troppo fumo nell’aria e sono poi rientrate nella struttura.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 17 agosto 2025
È avvenuto in silenzio e in fretta, davanti a pochissime persone, il rito funebre delle prime undici salme dei migranti morti mercoledì scorso a poche miglia dalle coste di Lampedusa. I feretri sono giunti ieri mattina a Porto Empedocle a bordo del traghetto di linea Las Palmas da Lampedusa, dove erano approdati insieme alle sessanta persone sopravvissute al naufragio. Alle prime ore del mattino, in una zona del porto inaccessibile e riservata, sotto gli occhi di pochi giornalisti e di qualche autorità, sono state tratte fuori dai furgoni 4 delle 11 bare trasportate fuori dall’isola. Tra queste anche quella di Sihoom, la bambina somala di un anno e mezzo annegata insieme al padre quando l’isola era oramai in vista. Un breve rito interreligioso, lontano dai familiari, prima della tumulazione dispersa nella provincia siciliana. La prefettura di Agrigento ha gestito la suddivisione: tre a Canicattì, altri tre a Palma di Montichiaro, due a Grotte, due a Castrofilippo e uno a Joppolo Giancaxio. La bara della bimba somala è stata trasportata insieme a quella del padre a Canicattì, ma la sua tumulazione è al momento in sospeso: ieri la madre, ancora nell’hotspot di Lampedusa, ha chiesto di poter stare vicino alle tombe dei suoi cari. La disponibilità l’aveva data anche il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino: sono terminati i lavori di ampliamento del cimitero dell’isola, i posti liberi sono 500.
di Giorgio Brizio
Il Domani, 17 agosto 2025
Nonostante l’attacco del governo e il rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare una nuova barca è in servizio. È arrivata il 16 agosto al largo della Sicilia. Nonostante l’attacco del governo, lo spionaggio dei servizi segreti e il rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, Mediterranea Saving Humans torna in mare. Lo fa in un momento significativo, visti i naufragi degli scorsi giorni e il contemporaneo blocco amministrativo agli assetti della “flotta civile” che potrebbero evitarli - nell’ultimo mese prima Sea Watch 5, poi Aurora, per ultimo Seabird 1. La nuova nave, Mediterranea Ship, è salpata quattro giorni fa dal porto spagnolo di Burriana, base logistica di molte organizzazioni attive nel soccorso in mare. Quando è arrivata sabato 16 agosto al largo della Sicilia, l’altra nave di Mediterranea Saving Humans, Mare Jonio, è uscita dal porto di Trapani per andarle incontro.
di Ennio Vivaldi
Il Domani, 17 agosto 2025
L’obiettivo era quello di sradicarla a livello globale nel 2030: possiamo dire già che non verrà raggiunto. Un abitante del pianeta ogni 11 non ha abbastanza da mangiare. Abbiamo esempi di come si può sconfiggere il fenomeno, il Cile è uno di questi. Invece abbiamo lasciato indietro il popolo haitiano. C’è chi non soffre la fame e chi sì. Un abitante del pianeta su undici appartiene a questo secondo gruppo. Il 29 per cento della popolazione mondiale si trova in una situazione di moderata insicurezza alimentare. Se ci siamo mai posti (noi, paesi che facciamo parte di organizzazioni multilaterali come l’Onu e la Fao) l’obiettivo di sradicare la fame entro il 2030, possiamo già anticipare che questo bel proposito non si realizzerà.
di Davide Longo
Il Manifesto, 17 agosto 2025
Il governatore trumpiano annuncia un nuovo Centro di detenzione. “Rimuovere gli immigrati”. Attivisti per i diritti civili e ambientalisti in rivolta. “Stiamo compiendo un passo importante per portare a termine la missione del presidente Trump: chiudere i confini, rafforzare le leggi sull’immigrazione, rimuovere gli immigrati illegali dalla nostra società e rimandarli nei loro Paesi d’origine”. Con queste parole Ron DeSantis, governatore repubblicano della Florida, ha annunciato giovedì scorso l’apertura di un secondo centro di detenzione per migranti dopo l’inaugurazione del famigerato Alligator Alcatraz.
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