monzatoday.it, 16 agosto 2025
Nel pomeriggio di Ferragosto l’europarlamentare monzese ha effettuato una visita a sorpresa al carcere minorile di Milano: ecco che cosa ha detto al termine della visita. Al termine della visita ha denunciato sui social le carenze che ha trovato all’interno dell’istituto penitenziario minorile milanese dove attualmente ci sono 66 ragazzi, per la maggior parte in custodia cautelare. Un carcere che è finito alla ribalta delle cronache nazionali per presunte violenze ai danni dei giovani detenuti. Tra i problemi maggiori c’è, come in molte altre carceri italiane, quello del sovraffollamento. “La struttura è tra le più grandi d’Italia - ha scritto Salis sui social -. In celle già anguste, alcuni dormono su materassi stesi a terra. In estate le attività sono ridotte al minimo: le giornate scorrono vuote, nel caldo asfissiante e nello sporco delle sezioni, nei passeggi sotto il sole rovente, senza praticamente nulla da fare”.
di Selvaggia Bovani
La Provincia Pavese, 16 agosto 2025
Uno dei padiglioni è in fase di adeguamento, verrà chiusa l’area femminile. I dubbi del Pd. Il carcere di Vigevano avrà il 41 bis: ora è ufficiale. Come anticipato due mesi fa, la casa di reclusione dei Piccolini sarà riconvertita al regime 41 bis, una struttura riservata a detenuti che sono stati condannati o imputati per reati di criminalità organizzata o terrorismo. Sono soggette al 41 bis persone ritenute in grado di mantenere contatti con la criminalità organizzata o gruppi eversivi anche dall’interno del carcere, una pericolosità che giustifica l’adozione di misure carcerarie più rigide. Uno dei padiglioni del carcere dei Piccolini è in fase di adeguamento e la gara per i lavori è stata chiusa il 21 luglio. Sull’argomento avevano depositato un’interrogazione parlamentare la deputata del Partito Democratico e segretaria regionale del Pd, Silvia Roggiani, insieme ai deputati Gianni Cuperlo, Antonella Forattini, Gian Antonio Girelli, Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle e Vinicio Peluffo, che chiedevano al ministro Carlo Nordio di fare chiarezza sia sui progetti di riconversione dell’istituto, con il trasferimento della sezione femminile e l’introduzione del 41 bis, sia sulla tutela dei posti di lavoro.
Il Giorno, 16 agosto 2025
L’europarlamentare brianzola denuncia sovraffollamento e degrado nell’istituto: detenuti minorili aumentati del 55% sotto l’attuale governo. “Ferragosto in carcere significa caldo opprimente, sovraffollamento e la disperata sensazione di essere abbandonati”. Con queste parole l’europarlamentare Ilaria Salis ha descritto su Instagram la situazione trovata durante un’ispezione a sorpresa al carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, dove attualmente sono detenuti 66 ragazzi.
spaziospadoni.org, 16 agosto 2025
Anche quest’anno, in occasione del Ferragosto, è stata lanciata a Udine una raccolta fondi dal titolo emblematico: “Non siete soli”. Promossa dall’Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine, insieme all’Associazione La Società della Ragione e Icaro Volontariato Giustizia ODV, l’iniziativa si propone di portare un segnale tangibile di vicinanza a chi vive la detenzione, in un contesto segnato da sovraffollamento, caldo, solitudine e difficoltà. Descritta come un messaggio alla società, questa iniziativa vuole trasformare l’isolamento in un’occasione per promuovere valori solidali e di riscatto. Anche se le persone detenute spesso restano invisibili - sospese tra un giorno lontano dall’altro - desiderano essere ricordate come parte della comunità. Il gesto della raccolta diventa dunque un modo concreto per dire: “Non siete soli”, con rispetto, umanità e responsabilità civile.
di Lorenzo Durandetto*
lavitacattolica.it, 16 agosto 2025
Portare “il carcere fuori dal carcere” è parte del ministero di noi padri vincenziani della Congregazione della Missione cui l’Arcivescovo ha affidato questo importante e delicato ministero. Oltre al servizio che svolgo normalmente in Istituto, come ho già avuto modo di raccontare in questa rubrica cerco di fare “cultura” sul carcere e durante l’estate nella Parrocchia di Tricesimo in cui collaboro mi è stata data una bella opportunità. Insieme al parroco don Dino e agli animatori dell’Oratorio estivo ho proposto di ascoltare la storia di un giovane. Protagonista dell’iniziativa, che rientra nella formazione dei ragazzi, è B. ex detenuto che sta scontando il fine pena con una misura alternativa.
di Elena Molinari
Avvenire, 16 agosto 2025
Non c’è cessate il fuoco a Kiev. Il Cremlino rilancia: prima si eliminino le cause del conflitto. Il presidente Usa: non c’è un accordo finché non c’è un accordo. L’ipotesi Mosca per un altro incontro. Dopo giorni di anticipazioni e tre ore di colloqui, Donald Trump e Vladimir Putin non si sono intesi su alcun passo avanti concreto verso la fine della guerra in Ucraina. Alla fine del vertice in Alaska - il primo faccia a faccia fra i due dal 2018 - i presidenti americano e russo hanno menzionato vagamente “molti punti concordati”, ma non hanno annunciato nessun accordo, tanto meno il cessate il fuoco che il capo della Casa Bianca insegue da mesi e Putin rifiuta.
di Francesco Semprini
La Stampa, 16 agosto 2025
Summit di tre ore in Alaska: il risultato è in chiaroscuro. Lo Zar invita a Mosca il presidente americano e parla di faccia a faccia costruttivo. “Therès no deal until deal”. Non c’è accordo sino a quando non lo si fa: la categoria lessicale non lascia spazio a dubbi, almeno per quanto riguarda il cessate il fuoco (totale o aereo che dir si voglia), l’obiettivo che Donald Trump si era preposto alla vigilia del vertice di Anchorage con Vladimir Putin. A dispetto del cerimoniale di benvenuto, che sembrava incanalare il summit su un binario costruttivo - tappeto rosso, mini applauso di circostanza del presidente degli Stati Uniti al collega russo che si avvicinava (frammento successivamente cancellato dai video ufficiali), strette di mano e sorrisi all’interno dell’auto - l’epilogo è stato quanto meno sibillino. Se non deludente.
di Anna Zafesova
La Stampa, 16 agosto 2025
Donald mette al suo incontro un voto “10 su 10”, ma ad ascoltare le dichiarazioni dei due presidenti dopo le tre ore di colloquio, si direbbe che il risultato pratico è più prossimo allo zero. Donald Trump mette al suo incontro con Vladimir Putin un voto “10 su 10”, ma ad ascoltare le dichiarazioni dei due presidenti dopo le tre ore di colloquio, si direbbe che il risultato pratico è più prossimo allo zero. Nulla di fatto, nessun “deal” sulla tregua in Ucraina, nemmeno un accordo minore, parziale o laterale, nessuna road map da annunciare, e nemmeno una cena comune delle delegazioni dopo i colloqui allargati, anch’essi cancellati dall’agenda del summit.
di Lucia Capuzzi
Avvenire, 16 agosto 2025
L’addio tumultuoso degli Usa il 15 agosto 2021 ha segnato uno spartiacque: nel Paese c’è un vero e proprio apartheid di genere, mentre l’assistenza umanitaria si è ridotta. “Come sto? Come in una prigione”. Soraya, il nome è di fantasia per ragioni di sicurezza, 30 anni, era una docente di inglese in un liceo fino a undici mesi fa. Prima, ai tempi della Repubblica, lavorava in una scuola della sua comunità - che è preferibile non indicare -, a due ore a nord di Kabul. Ha continuato a farlo anche dopo il 15 agosto 2021, quando i taleban sono tornati al potere in seguito al ritiro precipitoso delle forze Usa e Nato. Poco dopo che l’ultimo aereo statunitense è partito lasciando dietro di sé migliaia di collaboratori locali e le loro famiglie, gli ex studenti coranici hanno vietato l’istruzione femminile dalla fine delle elementari. Soraya impartiva ugualmente lezioni alle studentesse delle superiori in una “scuola clandestina”, una delle tante cresciute nell’esteso “cono d’ombra” dell’Emirato islamico dell’Afghanistan. Un’area che il regime estende o restringe a propria discrezione. “Sapevano della nostra esistenza. Solo per un po’ ci hanno lasciato fare per non irritare il consiglio degli anziani che ci proteggeva. Poi, un anno fa sono cambiate le autorità locali. E un mese dopo hanno fatto irruzione ei hanno arrestati tutti”. Soraya e le altre quattro colleghe sono state rilasciate nel giro di poche ore. I due colleghi maschi sono in cella da dieci mesi. “In fondo neanche noi siamo mai uscite. Nel quartiere tutti ci evitano. Pensano che siamo state violentate in carcere... Ora sopravvivo facendo piccoli oggetti di artigianato. Ma ho paura che tornino a prendermi”.
di Franco Corleone
L’Espresso, 15 agosto 2025
La Corte costituzionale è ancora una volta intervenuta per ribadire umanità della pena e finalità. La crisi della politica è profonda e porta con sé la marginalizzazione del Parlamento ridotto a mettere il bollo ai decreti legge. Si comprende così perché si ricorra sempre più alle Corti, nazionali o internazionali, ma non ci si può illudere che facciano la parte del legislatore. La Corte costituzionale ha compreso la sollecitazione a essere un’àncora di salvezza della democrazia e, negli ultimi anni, ha prodotto sentenze coraggiose nei contenuti e nella costruzione delle disposizioni. Il 29 luglio scorso è stata depositata la sentenza n. 139, relatore Francesco Viganò, sull’esclusione dalle pene sostitutive dei condannati per reati ostativi.
- Il Garante dei detenuti è prigioniero del Governo
- Se anche il Garante non vede l’emergenza
- La necessità di un intervento istituzionale per l’ufficio del Garante dei detenuti
- Ferragosto in carcere, tempo di esposti in Procura
- “Stop ai suicidi in cella”: Calderone ci prova. No di Delmastro allo “svuota-carceri”









