araldolomellino.it, 15 agosto 2025
Il 41-bis arriverà al carcere di Vigevano? È questa l’indiscrezione che trapela sul destino del penitenziario ducale: la possibile introduzione nella casa di reclusione di Vigevano di una sezione con detenuti al regime di 41-bis causa incertezza sul prossimo futuro della struttura dei Piccolini. Secondo indiscrezioni chiuderebbe la sezione femminile che sarebbe sostituita da una del “carcere duro” che prevede l’isolamento dei reclusi in celle singole e controllate 24 ore su 24. Rosalia Marino, direttrice del carcere di Vigevano, prossima al trasferimento alla casa circondariale di Opera, riferisce che “non si sa ancora nulla di certo” riguardo al numero di detenuti in regime di 41 bis che arriverebbero nella struttura dei Piccolini, mentre sul portale del Ministero della Giustizia sono stati pubblicati gli atti per la gara terminata il 21 luglio relativa ai lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento per ospitare detenuti soggetti al 41 bis. L’importo dell’appalto è di 986.259 euro.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 15 agosto 2025
Un Centro di giustizia riparativa verrà istituito nel Comune lombardo in collaborazione con l’associazione InConTra. In ogni fase dell’esecuzione penale, offrirà la possibilità di accedere a programmi, i cui esiti potranno incidere positivamente sull’ottenimento di benefici come permessi premio, lavoro esterno o liberazione condizionale. L’assessore Marcella Messina: “È importante che questo centro non sia isolato, ma attraversi tutte le aree di intervento”. Anna Cattaneo (InConTra): “Ora va potenziato il lavoro di dialogo tra i mediatori e gli operatori del diritto”
Corriere della Sera, 15 agosto 2025
Pranzo a Trastevere, cocomerate nelle carceri. Per Sant’Egidio sarà un Ferragosto pieno di iniziative che rappresentano una risposta all’abbandono e alla solitudine: un messaggio di pace e di solidarietà in un tempo segnato da guerre e violenze, ma anche da troppa indifferenza per chi ha bisogno di sostegno e di amicizia. Tanti i momenti di incontro e i pranzi, coronati dalla tradizionale cocomerata, a Roma e in altre città italiane, per gli amici di sempre: anziani soli, persone senza fissa dimora, migranti, alcuni dei quali giunti con i corridoi umanitari e ormai integrati. Saranno anche molti di loro a preparare i pasti e a servirli a tavola, tra loro, a quattro anni esatti dalla grande fuga di Kabul che cominciò il 15 agosto del 2021, alcuni afghani accolti da Sant’Egidio.
di Maurizio Ambrosini
Avvenire, 15 agosto 2025
Era da qualche tempo che i rom erano scomparsi dalle cronache, come se fossero scomparsi anche dagli interstizi urbani in cui le loro componenti più marginali cercano rifugio. Dopo essere stati il bersaglio niente meno che di un’emergenza nazionale nel non lontano 2008, con Maroni ministro degli interni e Veltroni sindaco di Roma, erano stati sostituiti da altri “diversi” sgraditi ed elevati al rango di massima minaccia all’ordine sociale: segnatamente i profughi in arrivo dal mare. Un incidente stradale dai contorni obiettivamente inquietanti, perché accaduto per colpa di ragazzini neppure legalmente imputabili, è bastato a riaccendere il fuoco dell’antiziganismo.
di Stefano Levi Della Torre
volerelaluna.it, 15 agosto 2025
Le migrazioni, spinte dalle guerre, dai cambiamenti climatici, dal divario delle opportunità tra regioni del mondo, sono un fenomeno gigantesco che non può che crescere, perché i fattori che le muovono non vanno decrescendo, ma anzi intensificandosi. La fine del compromesso bipolare del mondo negli anni Novanta e, poi, quella dell’illusione precipitosa di un mondo monopolare sotto l’egemonia delle potenze vincitrici della “guerra fredda” (Stati Uniti e, al loro seguito, Europa) hanno aperto un periodo di sconvolgimenti che non hanno ancora trovato nessun temporaneo equilibrio, costellando il pianeta di conflitti e di guerre. In Occidente, che va perdendo una centralità di secoli nel mondo, la realtà e la sensazione di perdita favorisce la destra che si pone come resistenza e difesa conservatrice o reazionaria a questa realtà e alla diffusa sensazione di declino. L’Occidente, un tempo invasore del mondo, ora si sente invaso. Le immigrazioni crescenti sono una rappresentazione antropomorfa di questa inversione di tendenza.
di Angela Gennaro
Il Domani, 15 agosto 2025
Dopo il naufragio con almeno 27 morti, decine di dispersi e 60 sopravvissuti, sull’isola “porta d’Europa” continuano gli sbarchi. Ong e opposizione rilanciano l’appello per una missione di soccorso internazionale nel Mediterraneo Centrale, dove dall’inizio dell’anno sono morte e disperse quasi 700 persone: “Le nostre navi veloci avrebbero potuto soccorrere i migranti, perché nessuno le ha allertate?”.
di Domenico Quirico
La Stampa, 15 agosto 2025
Oggi è, senza mezzi termini, un momento epocale. Ma solo potenzialmente: perché si riduce ad un attimo, a un guizzo di Storia che domani potrebbe già esser diventato un rimorso, una occasione perduta, niente. Già, ad Anchorage avrebbe potuto essere ma non fu. Il Tempo è l’essenza della politica internazionale, sapere quel è il momento opportuno; non c’è miglior definizione della abilità politica. I due leader che si incontrano oggi sono all’altezza di saper afferrare quel momento per attenuare la sorda effervescenza che, su sfondi di macerie, ha invaso il formicaio umano? O lo useranno solo per una proiezione di immagine che consolidi le loro dirigenze per motivi diversi discusse e traballanti?
di Natalia Distefano
Corriere della Sera, 15 agosto 2025
Lo scorso luglio il velista pescarese, affetto da una grave patologia oncologica, è stato assolto dall’accusa di traffico internazionale di droga. Al suo arrivo lo sfogo: “Ho tentato il suicidio, poi ho deciso di curarmi da solo”. Prima le lacrime di commozione e poi la gioia incontenibile per essere riuscito a “baciare di nuovo la terra italiana” per Carlo D’Attanasio, il velista pescarese accusato di traffico internazionale di stupefacenti e assolto a fine luglio dalla Corte d’Appello della Papua Nuova Guinea dopo cinque anni di detenzione.
ilpost.it, 15 agosto 2025
La prigione simbolo del regime iraniano, colpita a giugno: il rapporto aggiunge informazioni sulle persone uccise, sui danni e su ciò che successe dopo. Human Rights Watch (Hrw), una delle più note ong internazionali che si occupano di diritti umani, ha pubblicato un report sulle conseguenze del bombardamento israeliano sulla prigione iraniana di Evin, a Teheran, lo scorso 23 giugno, cioè il giorno prima che finisse la guerra combattuta per 12 giorni tra Israele e Iran. Sull’attacco sono state diffuse le versioni dei due governi, e nelle settimane successive sono state pubblicate delle ricostruzioni giornalistiche. Il rapporto di Human Rights Watch raggruppa le informazioni disponibili e aggiunge dettagli sulle modalità in cui è stato condotto, sui danni che ha causato e su cosa è successo dopo ai detenuti.
di Murat Cinar
Il Manifesto, 15 agosto 2025
Dallo scorso marzo in Turchia una decina di condannati per reati legati al terrorismo e con pene superiori alla soglia del 30 yıl sınırı (limite informale dei trent’anni di detenzione oltre cui la scarcerazione dovrebbe avvenire per legge) sono tornati in libertà dopo aver scontato, in media, più di tre decenni dietro le sbarre. Le liberazioni sono avvenute in un momento in cui, seppur senza un protocollo formale, è in corso un fragile tentativo di riavvio del dialogo tra lo Stato turco e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk), con Abdullah Öcalan e il partito politico Dem come interlocutori centrali. Tra i liberati vi sono persone con gravi problemi di salute e ultraottantenni.
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