di Errico Novi
Il Dubbio, 18 luglio 2026
Non è una legge-bandiera. È un proposito impegnativo: offrire una vita diversa, alternativa a contesti familiari infettati dal crimine, innanzitutto ai minori e alle donne ma in generale a chiunque sia disposto a separarsi dai legami di sangue pur di sfuggire alla cultura mafiosa e all’illegalità. “Liberi di scegliere” è il nome di uno dei pochi provvedimenti approvati all’unanimità in questa legislatura: il via libera in prima lettura alla Camera è arrivato mercoledì scorso. Una sfida con diversi “genitori”, dalla presidente della bicamerale Antimafia Chiara Colosimo, di FdI, al sottosegretario Andrea Ostellari, primissima linea della Lega sulla giustizia, che ha investito la propria competenza sul “minorile” anche in questo delicato progetto.
di Enrico Mattia Del Punta
La Nazione, 18 luglio 2026
La senatrice di Avs stava facendo una visita assieme al consigliere Ghimenti: “Il giovane era disperato: è stato fermato dalle guardie anche loro provate”. “In questo carcere si respira la sofferenza dei detenuti da un lato e degli agenti dall’altro”. Sono queste le parole pronunciate dalla senatrice di Avs Ilaria Cucchi al termine del sopralluogo effettuato nella casa circondariale Don Bosco di Pisa, insieme al consigliere regionale Massimiliano Ghimenti e alla segretaria provinciale di Sinistra Italiana Anna Piu.
di Enrico Mattia Del Punta
La Nazione, 18 luglio 2026
“Gravi condizioni igieniche. Cimici nei piedi dei letti nonostante disinfestazione. Situazione clamorosa sia per noi sia per gli agenti che ci lavorano”. “Ci troviamo in condizioni igienico-sanitarie e intramurarie degradanti. Diversi detenuti affetti da varie patologie infettive circolano nella sezione insieme agli altri detenuti: una situazione clamorosa sia per i detenuti sia per gli agenti che ci lavorano”. Comincia così la lettera entrata in possesso de La Nazione e firmata dai detenuti della sezione Terreno A della casa circondariale di Pisa, in espiazione di pena definitiva e mista, che già il 7 giugno denunciavano le difficili condizioni dell’istituto. Un carcere oggi alle prese con un sovraffollamento ulteriormente aggravato dal trasferimento di 22 detenuti da Sollicciano.
di Simone Dinelli
Corriere Fiorentino, 18 luglio 2026
Il vicepresidente Pinelli dopo i due episodi in 24 ore. E la Camera penale proclama lo stato di agitazione. “La situazione del carcere San Giorgio di Lucca è complicata: qua esiste un problema di sovraffollamento molto accentuato ed è il tema che mi pare più urgente da affrontare, nel senso che ci sono tre detenuti ogni nove metri quadri di cella”. A dirlo, ieri, il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli, in visita al penitenziario lucchese dopo l’eco nazionale causato dal doppio decesso avvenuto all’interno del San Giorgio, dove nel giro di circa 24 ore due carcerati hanno perso la vita. Uno di loro si è suicidato impiccandosi, l’altro è deceduto a causa di un malore.
di Fabrizio Vincenti
La Nazione, 18 luglio 2026
Gli avvocati protestano per le condizioni del “San Giorgio” e per le gravi carenze dell’Ufficio di Sorveglianza che si ripercuotono sui detenuti. La Camera Penale di Lucca ha proclamato lo stato di agitazione e chiede “l’adozione di misure urgenti e tempestive di contrasto alle gravi problematiche, sia in merito all’organico della giurisdizione di sorveglianza che all’istituto penitenziario di Lucca”. In un durissimo documento firmato dal presidente, avvocato Marco Treggi, si sottolineano le tante criticità. In primis la carenza di organico dell’Ufficio di Sorveglianza di Pisa (competente anche su Lucca), “essendo rimasto operativo un solo magistrato di sorveglianza”.
fanpage.it, 18 luglio 2026
L’autopsia parla di asfissia chimica da farmaci. Ma per il pm Milita il detenuto fu abbandonato dopo il pestaggio e visitato solo una settimana dopo. Un video di una ventina di secondi mostra Hakimi Lamine mentre viene “selvaggiamente pestato già quando fu prelevato dalla cella”. È il 6 aprile 2020, giorno delle violenze al carcere di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Ma per il pubblico ministero Alessandro Milita ciò che accade dopo diventa ancora più rilevante di quelle percosse. Il detenuto algerino morirà il 4 maggio, quasi un mese più tardi, in una cella di isolamento del reparto Danubio.
parmatoday.it, 18 luglio 2026
L’obiettivo dell’iniziativa è favorire un confronto operativo tra il mondo delle imprese, le organizzazioni rappresentative delle categorie produttive, gli enti del terzo settore e le istituzioni coinvolte nei percorsi di inclusione sociale. Il Segretariato Permanente per l’Inclusione Economica, Sociale e Lavorativa delle Persone Private della Libertà Personale, istituito presso il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), promuove, in collaborazione con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia-Romagna e con la Direzione degli Istituti Penitenziari di Parma, un’iniziativa dedicata al tema dell’inclusione lavorativa delle persone detenute e allo sviluppo di percorsi di collaborazione tra istituzioni, parti sociali e sistema produttivo territoriale, attraverso il coinvolgimento delle associazioni datoriali che hanno sottoscritto il Protocollo “Recidiva Zero” promosso dal CNEL nel giugno 2025 e di ulteriori realtà economiche, imprenditoriali e sociali del territorio che hanno manifestato particolare interesse per le finalità e gli strumenti previsti dal Protocollo stesso, con l’obiettivo di favorire la costruzione di una rete stabile di rapporti e opportunità a sostegno dei percorsi di formazione, inclusione e reinserimento socio-lavorativo delle persone private della libertà personale.
di Enrico Deaglio
La Stampa, 18 luglio 2026
Al G8 il potere la fece franca: pochi pagarono, nessuno chiese scusa. Eravamo in tanti, in piedi, tutti ancora sotto shock per quello che avevamo visto quel pomeriggio; riuniti nella stanza del direttore del “Secolo”, la cui sede stava in piena “zona gialla”, quindi al di là dell’inferno, per chiudere il giornale. Sul cadavere di quel ragazzo disteso nel sangue in piazza Alimonda, dopo che il Defender in retromarcia gli era passato sopra, si era, con difficoltà, appreso solo il nome, Carlo Giuliani, ma per il resto circolavano le voci più diverse. Ucciso dai suoi, ucciso da un sasso, sparato da un lacrimogeno o da non si sa chi; ecco, mi ricordo bene il preciso momento in cui il telecopier, o come si chiamava allora, sputò fuori la fotografia scannerizzata destinata a fare Storia.
di Sofia Mattioli
Il Domani, 18 luglio 2026
Christophe Dejours, psichiatra e psicoanalista che dirige l’Institut de recherche en psychodynamique du travail di Parigi, uno dei principali studiosi delle trasformazioni contemporanee del mondo del lavoro e delle sue patologie: “La nuova forma di organizzazione del lavoro, l’organizzazione gestionaria, alimenta problemi etici e morali”. Smaterializzato, precario, automatizzato, protratto fuori da orari prestabiliti, il tema del lavoro è un tema politico, oggi più che mai. La sorveglianza, la retorica della performance, il precariato, la crisi delle risorse, la digitalizzazione dei processi produttivi, le disparità salariali sono solo alcune variabili che hanno contribuito a trasformare il lavoro in un luogo scivoloso, attraversato da dinamiche sempre meno codificate che generano effetti multipli che minano non solo al corpo ma alla salute mentale dei lavoratori.
di Massimo Lensi
Left, 18 luglio 2026
Dall’emergenza permanente al diritto penale preventivo. Il disegno di legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 14 luglio è stato presentato dalla maggioranza come un pacchetto di misure contro le cosiddette “baby gang” e il fenomeno dei “maranza”. Divieto di aggregazione disposto dal questore, fermo di prevenzione esteso ai minori nell’ambito di specifiche operazioni di polizia nei luoghi ad alta affluenza, come quelli della movida, aggravanti per i danneggiamenti commessi in gruppo, nuove ipotesi di procedibilità d’ufficio e limitazioni al diritto al risarcimento nei casi di eccesso di legittima difesa sono le principali novità di un provvedimento destinato ad alimentare un acceso confronto politico.
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