di Barbara Zanetti
La Prealpina, 13 luglio 2026
Delegazione in visita il 14 luglio alla casa circondariale: dati e testimonianze per denunciare il sovraffollamento. Torna sotto i riflettori della cronaca il carcere dei Miogni, dove nei giorni scorsi i detenuti si sono fatti sentire, con la cosiddetta “battitura” per denunciare le condizioni di vita all’interno della vecchia struttura e gridando “Abbiamo bisogno diaria”. Anche la città di Varese sarà in prima linea nella mobilitazione nazionale promossa dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione: appuntamento domani, 14 luglio. Una delegazione locale visiterà la casa circondariale, unendosi a un’iniziativa che vedrà contemporaneamente coinvolti 35 istituti penitenziari in 30 città italiane, con oltre 330 partecipanti in tutto il Paese.
modenatoday.it, 13 luglio 2026
L’iniziativa di MondoDonna porterà sportelli antiviolenza, percorsi laboratoriali e opportunità di tirocinio all’interno di quattro istituti penitenziari della regione. MondoDonna si è aggiudicata la vittoria del bando per l’innovazione sociale Act (Aspirare, Coinvolgere, Trasformare) promosso da Fondazione Unipolis. L’associazione ha ottenuto un contributo di oltre 149.000 euro per sostenere il Progetto Albe, un’iniziativa che prevede la presa in carico e il supporto di donne con vissuti di violenza attualmente in stato di detenzione all’interno delle Case Circondariali femminili. Il progetto sarà realizzato in stretta collaborazione con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Emilia-Romagna, coinvolgendo attivamente quattro strutture sul territorio.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 13 luglio 2026
Oltre diecimila persone hanno aderito spontaneamente alla raccolta di firme per assegnarle il vitalizio previsto dalla “Legge Bacchelli”. Ma gira voce che la commissione potrebbe non concederglielo. Sono 10.647 le persone che hanno aderito finora alla raccolta firme per assegnare il vitalizio Bacchelli a Lea Melandri. L’iniziativa spontanea per candidare la storica femminista tra i beneficiari della legge che nel 1985 ha istituito “un fondo per gli interventi a favore di cittadini illustri in stato di particolare necessità” era partita poco più di un mese fa. I requisiti previsti sono tre: lo stato di particolare necessità, appunto; l’assenza di condanne penali irrevocabili; il riconoscimento della chiara fama nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia, del lavoro, dello sport. Melandri li ha tutti. E lo spiega il comitato promotore che ha lanciato la raccolta di firme online “Dire grazie a Lea”.
di Luciano Siviglia
Il Domani, 13 luglio 2026
Le centinaia di braccianti saranno trasferite in alcune palazzine, ma l’obiettivo è la creazione di una “Fattoria solidale” dove le persone oltre ad abitare potranno anche lavorare. La tendopoli di San Ferdinando chiuderà entro la fine dell’estate. Dopo sedici anni. Non si tratta di un’evacuazione, ma di una chiusura programmata, finanziata, con un progetto a valle. Ad annunciarne lo smantellamento è il sindaco del comune che la ospita, Gianluca Gaetano. Il campo, nato nel 2010 sull’onda delle rivolte di Rosarno, è diventato nel tempo una delle immagini simbolo del fallimento delle politiche migratorie italiane: un insediamento temporaneo che non è mai diventato altro. Abitato ogni inverno da cinquecento lavoratori agricoli impegnati nella raccolta delle arance, che scendono a meno di duecento nei mesi estivi. Nessuna donna, nessun bambino. Solo uomini, quasi tutti con permesso di soggiorno regolare, contratto di lavoro e carta d’identità. Sentirsi persone e non solo braccia: a Rosarno la casa che restituisce dignità Fondi senza produrre nulla “Le risorse che abbiamo ricevuto in questi anni”, dice il sindaco, “sono state usate per mantenere in vita il campo, non per superarlo”. È una critica al sistema che viene dall’interno del sistema stesso.
di Francesco Palmieri
Il Foglio, 13 luglio 2026
“Oggi la normalizzazione della cocaina è il pericolo più grande”, dice lo psicopedagogista. È un consumo “che non fa rumore e si mimetizza nella socialità”, con esiti talvolta tragici ma che il più delle volte non finiscono sui giornali né sono rilevati dalle statistiche. “Oggi la normalizzazione della cocaina è il pericolo più grande”, dice lo psicopedagogista Vincenzo Bove, classe 1956, gran parte della vita dedicata al lavoro sulle dipendenze in una periferia meridionale - Cava dei Tirreni, provincia di Salerno - da dove l’osservazione spazia su un problema nazionale. Bove ha appena raccolto in un sottile volume che s’intitola “Restare” (Il quaderno edizioni), trasposto anche in un recital teatrale, nove storie esemplari tratte da una vasta esperienza avviata sin dagli anni Novanta al Sert di Eboli e poi travasata nell’attività privata. Conversando, ripensi a certe morti improvvise di conoscenti ancora giovani in qualche weekend a Ibiza o su una spiaggia greca, e riconnetti fatalità assegnate alla cattiva sorte a una causa che non avevi calcolato, camuffata nell’ordinarietà di vite da professionisti, da commercianti e padri di famiglia.
ilpost.it, 13 luglio 2026
Nove quest’anno, 19 nel 2025, in controtendenza rispetto al resto degli Stati Uniti: c’entra il governatore Ron DeSantis. Negli Stati Uniti sempre meno stati eseguono condanne a morte: 23 su 50 hanno abolito la pena di morte, 4 l’hanno sospesa con moratorie decise con un atto governativo, e la maggior parte di quelli che ancora la prevedono ne esegue sempre meno. Poi c’è la Florida. In Florida le esecuzioni sono state 9 solo quest’anno, e 19 nel 2025: allora si superò ampiamente il record storico di 11 risalente al 1936, e la Florida fu responsabile del 40 per cento di tutte le esecuzioni di condanne a morte negli Stati Uniti. Quest’anno ha ucciso più detenuti che tutti gli altri stati messi insieme. È una scelta politica in totale controtendenza rispetto al resto degli Stati Uniti, portata avanti negli ultimi due anni dal governatore Repubblicano della Florida, Ron DeSantis.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 12 luglio 2026
La Casa circondariale fiorentina non è che la punta dell’iceberg di un’emergenza strutturale. Sovraffollamento oltre il 200%, infiltrazioni, muffe, buio, vetri rotti e tante altre criticità. Cimici, zecche, casi di scabbia, fili elettrici scoperti: è il caso ormai noto del carcere di Sollicciano, il cui sequestro preventivo disposto a metà giugno dal Gip di Firenze per violazione delle norme del lavoro (non potendo appellarsi ad altre leggi che tutelino direttamente la salute dei detenuti) è stato confermato anche dal Tribunale del Riesame che venerdì ha respinto il ricorso presentato dal ministero della Giustizia e dal Dap. Ma quante Sollicciano ci sono in Italia?
di Fabrizia Giuliani*
La Stampa, 12 luglio 2026
I fatti, scriveva Bulgakov, sono la cosa più ostinata del mondo. La politica, la storia, la filosofia lo ripetono da sempre, soprattutto nei momenti di crisi, quando le parole si separano dalle cose e occorre ricordarsi che con le prime, intorno alle prime, si può litigare; con le seconde no. La lunga contesa intorno alla parola femminicidio va letta dentro questa cornice. Pochi vocaboli hanno avuto una vita tanto difficile, eppure, mentre il dibattito continuava, la parola si è diffusa. La lingua funziona così: è l’uso a decidere. E quando una parola riesce a dare un nome a un’esperienza condivisa, finisce per imporsi sulle resistenze, sulle polemiche, perfino sui tentativi di cancellarla. Così è accaduto anche per femminicidio: hanno vinto i fatti.
di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 12 luglio 2026
L’analisi del Garante non fa sconti. Martedì le carceri si aprono alla società civile. “Siamo in una situazione nella quale, purtroppo, non c’è corrispondenza, e ce n’è sempre meno, tra quanto succede all’interno del carcere e quanto scritto al comma tre dell’articolo 27 della Costituzione: trattamenti prossimi a essere definiti contrari al senso di umanità e percorsi di rieducazione per pochissime persone”. E numeri “non sostenibili”, a Bologna come nel resto del Paese, quasi gli stessi che nel 2013 portarono la Corte europea dei diritti dell’uomo a condannare l’Italia per lo stato delle sue carceri e di chi vi era recluso.
di Mauro Zola
La Stampa, 12 luglio 2026
L’ennesima crisi poco dopo la visita del parlamentare Fornaro e di una delegazione Pd. Problema risolto solo in serata. La visita del deputato piemontese Federico Fornaro nel carcere a Biella era finita da nemmeno un’ora quando, venerdì pomeriggio, si è verificata l’ennesima emergenza di questi giorni segnati dalle trasgressioni dei detenuti. In questo caso, quelli che occupano un piano del vecchio padiglione si sarebbero rifiutati di rientrare in cella. In molti avrebbero esagerato con il “gin del carcerato”, il liquore autoprodotto in gran quantità all’interno delle celle, macerando frutta e chissà che altro. È iniziata a quel punto una serrata trattativa con la direzione e soltanto alle 19 i detenuti hanno accettato di rientrare nelle proprie celle.
- Massa Carrara. Mozione in Provincia di Avs per il ritorno del Garante dei detenuti
- Lucca. Condizioni disumane al carcere San Giorgio
- Latina. Sovraffollamento record nel carcere: è il secondo peggiore d’Italia
- Pisa. Sovraffollamento in carcere. Un tavolo permanente in Comune
- Pavia. Carcere sovraffollato, a Torre del Gallo cimici da letto e carenza di medici









