di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 14 marzo 2026
È morto a 94 anni l’ex 007. Arrestato nel 1992, la sua vicenda rimane il simbolo del concorso esterno retroattivo e di un’epoca di veleni palermitani mai del tutto chiariti. Bruno Contrada è morto a 94 anni. Gli ultimi anni erano stati pesanti: quasi cieco, la respirazione ridotta a un filo, il corpo che cedeva giorno dopo giorno. Eppure, finché le forze glielo avevano permesso, aveva continuato a raccontare. A chiunque volesse ascoltarlo. La sua storia, quella che lui riteneva vera, l’unica che gli sembrava doveroso lasciare agli altri prima di andarsene. Adesso che non c’è più, il destino del suo nome è già scritto: verrà ricordato come un uomo oscuro, uno dei volti della zona grigia in cui Stato e mafia si sarebbero intrecciati.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 14 marzo 2026
Nessun uomo è le sentenze che lo riguardano. Vale per tutti. Anche per Bruno Contrada, morto giovedì sera a Palermo all’età di 94 anni. “Super poliziotto” dall’enorme carriera, quando venne arrestato, alle 7 del mattino della vigilia di Natale del 1992, era terzo dirigente del Sisde. L’ordine di cattura, firmato dal capo della procura palermitana Gian Carlo Caselli, parlava di un reato che (forse) allora ancora non esisteva: concorso esterno in associazione mafiosa. Un dettaglio - l’estensione dell’articolo 416 del codice penale - che poi sarà decisivo nella sua lunga e contraddittoria vicenda giudiziaria, finita con una differenza enorme tra i giudizi di merito e quelli di legittimità, anche in virtù delle due posizioni opposte assunte nel tempo dai giudici italiani e da quelli europei.
di Piero Gaeta
Gazzetta del Sud, 14 marzo 2026
La nuova provveditrice regionale incontrerà presto il procuratore Curcio per affrontare il problema della massima sicurezza dopo l’ultima inchiesta della Dda. È necessaria un’alleanza tra le Istituzioni. Dallo scorso novembre Lucia Castellano è la provveditrice regionale dell’amministrazione penitenziaria della Calabria. Un’esperienza di lungo corso maturata in giro per l’Italia, la pone nelle condizioni di affrontare al meglio i problemi delle carceri calabresi anche alla luce dell’ultima inchiesta della Dda di Catanzaro. “Quello dell’alta sicurezza è un problema con cui dobbiamo confrontarci - afferma la provveditrice.
di Francesco Esposito
fanpage.it, 14 marzo 2026
Le violenze nei confronti dei minori del carcere di Casal del Marmo sono avvenute in un clima di tensione segnalato già mesi prima dalla garante Valentina Calderone. La vicenda riporta l’attenzione sulle difficoltà del sistema penitenziario romano, tra sovraffollamento, carenza di personale e servizi insufficienti. “Ragazzi che subivano violenze reiterate. Il clima era quello da molto tempo”. Così la garante dei detenuti di Roma Capitale, Valentina Calderone, descrive a Fanpage.it ciò che aveva raccolto la scorsa estate durante le visite all’istituto penale minorile di Casal del Marmo.
sassaritoday.it, 14 marzo 2026
I numeri ufficiale del ministero della Giustizia dicono che a Bancali ci sono 114 detenuti in più della capienza massima. 92 sono in regime 41bis. La Casa circondariale “Giovanni Bacchiddu”, nella borgata di Bancali, a Sassari, è stata aperta nel 2013, mandano in pensione il carcere ottocentesco di San Sebastiano, situato in via Roma, al centro della città. La nuova struttura, annunciata come un modello di carcere moderno, è stata costruita in un punto volutamente isolato, nelle campagne della Nurra, raggiungibile in auto o in bus. Da sempre soffre di carenza di agenti in servizio e di sovraffollamento.
di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 14 marzo 2026
Una seconda vita possibile. Una chance dopo la cella, non solo teoria ma sbocco credibile, concreto. Chi vuole, chi lo desidera davvero, ha la possibilità di costruirsi un futuro con le proprie mani. Lo hanno ribadito ieri mattina i vertici degli uffici giudiziari napoletani, ma anche i leader del mondo produttivo. Aula Arengario del Palazzo di giustizia di Napoli, c’è un piano fortemente voluto dal presidente di Corte di appello di Napoli Maria Rosaria Covelli, dal prefetto di Napoli e dal presidente uscente dell’Unione industriali Costanzo Jannotti Pecci: un piano che punta a garantire la formazione e la specializzazione dei detenuti che stanno scontando una pena, ma che accettano di interagire con programmi formativi.
di Alessandro Salemi
Il Giorno, 14 marzo 2026
Con “Secondo Atto” per la prima volta gli istituti penitenziari si sfideranno. Gli spettacoli ospitati in città per assottigliare la distanza fra dentro e fuori. La presentazione in municipio a Monza della speciale rassegna teatrale “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze sul palco nate negli istituti penitenziari. A Monza il sipario si alza su un palcoscenico insolito, dove la distanza tra dentro e fuori si assottiglia fino quasi a scomparire. È “Secondo Atto - Festival di Teatro Carcere e Comunità”, il primo festival cittadino interamente dedicato alle esperienze teatrali nate negli istituti penitenziari. Un progetto che il Comune di Monza ha costruito insieme alla casa circondariale, riconoscendo nel teatro non un semplice linguaggio artistico, ma un ponte tra la pena e la possibilità di ricominciare. A guidare questa avventura sono due realtà che da anni lavorano nel carcere monzese: la cooperativa Le Crisalidi e l’associazione Geniattori.
filleaumbria.it, 14 marzo 2026
Prosegue il percorso di formazione e inclusione sociale promosso da Formedil Perugia all’interno del Complesso penitenziario Capanne di Perugia, nell’ambito del Protocollo di intesa sottoscritto nel maggio 2024 tra l’Istituto Penitenziario, l’Udepe e le Parti sociali del settore delle costruzioni, Ance Umbria, Cna Umbria, Confartigianato imprese Umbria, Lega Coop Produzione e Servizi, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria. Dopo i primi progetti formativi realizzati nelle sezioni maschile e femminile dell’istituto, oggi prenderà il via il progetto “Ricomporre il domani. Laboratorio permanente di arte musiva e integrazione sociale”, realizzato da Formedil Perugia con il sostegno della Fondazione Perugia.
cagliaritoday.it, 14 marzo 2026
A Uta parte un innovativo percorso formativo per oltre 30 professionisti: agenti penitenziari, équipe Asl e funzionari pedagogici imparano a collaborare meglio attraverso il linguaggio teatrale. Anche il teatro diventa strumento di formazione all’interno della casa circondariale di Uta. Da lunedì prossimo prende il via il percorso “Costruire Relazioni e Comunicazioni efficaci”, rivolto a più di 30 operatori che ogni giorno lavorano nel contesto penitenziario: agenti di Polizia Penitenziaria, componenti dell’équipe multidisciplinare, funzionari giuridico-pedagogici e operatori sanitari Asl. L’iniziativa, inserita nel progetto quadriennale “Liberi dentro per crescere fuori” - selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile - punta a rafforzare le competenze relazionali, valorizzando ascolto attivo, comunicazione efficace e collaborazione tra professionisti.
di Rita Delle Noci*
Gazzetta di Modena, 14 marzo 2026
Salvatore Sofia: “Così i detenuti diventano attori, la recitazione rompe il “corto circuito” e la routine che vivono”. Con questa parola, “utopia”, Salvatore Sofia, responsabile della comunicazione e curatore della scrittura dei progetti del Teatro dei Venti, racconta un’esperienza che da vent’anni intreccia creazione artistica e carcere e che oggi rappresenta un vero presidio in cui la parola “professionismo” non è una concessione retorica ma un obiettivo quotidiano nel quale i detenuti diventano attori. “Questo non è un laboratorio sociale”, afferma, “è teatro a 360 gradi. Non esiste un teatro, e poi, un teatro in carcere. Gli spettacoli con i detenuti sono diventati centrali nella nostra produzione”.
- Siena. CellaMusica, dal carcere al palco: grande partecipazione per la prima uscita pubblica
- Un sogno di libertà diventato trent’anni di carcere
- Se la ricerca di voti vale più dei minori
- L’Europa vara le leggi xenofobe: nuove norme contro i migranti
- Droghe. Emergenza crack a Torino. “Diamo gratis le pipette sterili ai tossicodipendenti”










