di Daniele Vicari
Il Domani, 15 giugno 2026
Il film è uscito in sala nel 2012. Dal G8 di Genova erano passati 11 anni: il peso della cronaca era forte. Torna al cinema e con la distanza emerge ancora più chiaramente il centro di quel racconto. Quando Diaz uscì nei cinema, nel marzo del 2012, dopo aver ricevuto il premio del pubblico al Festival di Berlino, erano passati undici anni dai fatti di Genova 2001. Commentatori e spettatori erano ancora scossi dagli avvenimenti, anche perché i processi non erano conclusi e si aspettava giustizia. Forte era il peso della cronaca, le ferite morali e fisiche ancora bruciavano. Incontrai infatti decine di vittime ancora profondamente colpite dall’esperienza orripilante.
di Marco Bettazzi
La Repubblica, 15 giugno 2026
L’ex capo della polizia Franco Gabrielli dialoga con Carlo Bonini e Conchita Sannino a Rep Idee. “In Italia permane un retropensiero di schiavismo: gli stranieri ci servono, purché non creino problemi”. “La sicurezza è un diritto dei più deboli, perché i ricchi possono comprarsela”, dice il vicedirettore di Repubblica, Carlo Bonini, intervenendo con Franco Gabrielli all’incontro “Sicurezza democratica”, moderati da Conchita Sannino. I due sono gli autori di “Contro la paura: manifesto per una sicurezza democratica” con cui cercano di smontare da sinistra tutti i falsi miti costruiti dalla destra sul tema.
di Giulio Isola
Avvenire, 15 giugno 2026
Con il 54,8% dei voti cade l’iniziativa dell’Udc che voleva limitare la popolazione a 10 milioni di abitanti entro il 2050. Scongiurato anche il rischio di uno scontro con l’Unione Europea. La Svizzera non chiude la porta agli immigrati. E soprattutto non mette in discussione i suoi delicati rapporti con l’Europa. Con il 54,8% dei voti e la maggioranza dei cantoni contrari, gli elettori elvetici hanno respinto l’iniziativa popolare promossa dall’Unione democratica di centro (Udc), il partito della destra nazional-conservatrice, che puntava a inserire nella Costituzione un limite massimo alla popolazione residente permanente. Lo slogan era semplice e provocatorio: “No a una Svizzera da 10 milioni”. L’obiettivo dichiarato consisteva nell’impedire che il Paese superasse entro il 2050 la soglia dei dieci milioni di abitanti. Dietro quella formula, però, si nascondeva una stretta significativa all’immigrazione. Se approvata, l’iniziativa avrebbe obbligato le autorità federali ad adottare misure restrittive già al raggiungimento dei 9,5 milioni di residenti, intervenendo in particolare sull’asilo, sui ricongiungimenti familiari e sui permessi di soggiorno. Sullo sfondo vi era anche la possibilità di rimettere mano agli accordi internazionali, compreso quello sulla libera circolazione delle persone con l’Unione Europea.
di Fabio Pelini
abruzzosera.it, 14 giugno 2026
Via Arenula sostiene candidamente che i frigoriferi “risultano incompatibili con le caratteristiche strutturali delle camere di pernottamento, soprattutto in contesti già segnati da situazioni di sovraffollamento”. Il cortocircuito logico è a dir poco imbarazzante. Lo Stato ammette apertamente di avere un problema gravissimo e strutturale - il sovraffollamento delle celle, che in Italia ha raggiunto livelli cronici e incompatibili con i diritti umani fondamentali - ma, invece di risolvere la piaga alla radice, decide di punire i detenuti confiscando loro l’unico strumento che rendeva quella reclusione di massa appena più tollerabile. È la quintessenza del paradosso burocratico: siccome vi abbiamo stipato in spazi troppo piccoli, vi togliamo anche il frigorifero per fare “razionale gestione degli spazi”. Come curare la febbre rompendo il termometro.
di Martina Ciai
La Repubblica, 14 giugno 2026
Il messaggio emerso dalla XVIII Conferenza Internazionale di COPE (Children of Prisoners Europe), promossa da Bambini Senza Sbarre ETSe ospitata nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Costruire una rete capace di accompagnare i figli delle persone detenute dentro e fuori dal carcere, superando la frammentazione degli interventi e mettendo al centro il diritto alla relazione familiare. È stato questo il messaggio emerso dalla XVIII Conferenza Internazionale di COPE (Children of Prisoners Europe), promossa da Bambini Senza Sbarre ETS e ospitata il 12 giugno nella Sala Alessi di Palazzo Marino.
di Paolo Comentale
Gazzetta del Mezzogiorno, 14 giugno 2026
C’era un tempo in cui ci si impegnava su parole importanti: accoglienza, integrazione, condivisione. Nella scuola primaria l’accoglienza e l’integrazione rivestivano un ruolo fondamentale: gli alunni che venivano da lontano erano considerate delle risorse, momento finale di un processo lungo e complesso che, quando andava a buon fine, formava cittadini esemplari. Esempio evidente di questo circolo virtuoso la partecipazione di Ghali alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina dove ha cantato la lirica di Gianni Rodari “Promemoria”. Un autore e un testo imparato nei banchi di scuola, conservato in una radura della mente e poi espresso in modo semplice e poetico. Integrazione perfettamente riuscita!
di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 14 giugno 2026
Lo dice pure un report del ministero: processi civili ancora troppo lunghi, celle strapiene e il digitale è al palo. Obiettivo mancato sulla riduzione dei tempi della giustizia civile. Sovraffollamento carcerario “intorno al 130%”. Digitalizzazione ancora non raggiunta e bassa protezione dagli attacchi cyber. Ma anche spese per le intercettazioni che, al netto della volontà del ministro della Giustizia Carlo Nordio, stanno crescendo esponenzialmente. A certificare il bilancio dell’operato del ministero della Giustizia non è l’opposizione di centrosinistra ma lo stesso dicastero nella relazione sullo stato della spesa e sull’azione amministrativa riferita al 2025 inviata nei giorni scorsi in Parlamento. Il documento di 1.596 pagine, che Il Fatto ha potuto leggere, è firmato dall’Organismo Indipendente di Valutazione di via Arenula e si unisce alla relazione sulle spese al rendiconto del 2025 e alla relazione sull’amministrazione della Giustizia resa nota all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.
di Samuele Ciambriello*
La Repubblica, 14 giugno 2026
Le carceri italiane continuano a rappresentare una delle principali emergenze del sistema della giustizia. Al problema endemico del sovraffollamento si sommano carenze strutturali, insufficienza di personale, difficoltà nell’accesso alle cure sanitarie e una crescente presenza di persone con dipendenze patologiche e fragilità psichiche. Un quadro che ci allontana sempre di più dal rispetto della funzione costituzionale della pena ex art. 27, fondata sul reinserimento sociale e sul divieto di trattamenti inumani e degradanti. I numeri aggiornati al 31 maggio 2026 confermano una situazione di forte pressione.
di Daniele Rescaglio
Il Giorno, 14 giugno 2026
Carenza di personale, sovraffollamento e fragilità sanitaria. Sono i problemi atavici che affliggono la casa circondariale di Cremona. Ieri il consigliere regionale del Pd Matteo Piloni ha visitato la struttura e incontrato la direttrice Giulia Antonicelli con la comandante della Polizia penitenziaria Letizia Tognali per un confronto sulle principali criticità. “Ritengo importante continuare a mantenere alta l’attenzione sulla situazione del carcere di Cremona attraverso visite periodiche e momenti di confronto con chi vi opera quotidianamente - ha sottolineato Piloni - Il carcere non è un mondo a parte, lavoratori e detenuti hanno diritto a condizioni dignitose e sicure”.
di Gian Carlo Bulla
La Nuova Sardegna, 14 giugno 2026
Il sopralluogo del garante Gianni Loy e del sindaco Luca Pilia fa emergere carenze sanitarie, psicologiche e psichiatriche: appello urgente al ministero e al Dap. Nei giorni scorsi, Gianni Loy, il garante dei diritti dei detenuti della Città Metropolitana di Cagliari, e Luca Pilia, il sindaco di Isili, hanno effettuato una visita nella colonia penale del paese del Sarcidano. L’incontro, volto a verificare le condizioni della struttura e del personale, ha fatto emergere una serie di gravi criticità che rischiano di compromettere un modello detentivo storicamente virtuoso. La problematica principale riguarda l’altissima concentrazione di internati (soggetti sottoposti a misure di sicurezza). Attualmente la struttura ne ospita circa una quarantina, un numero superiore a quello massimo consentito. “La colonia penale di Isili è una realtà che ha sempre funzionato e che rappresenta un modello di riabilitazione d’eccellenza - ha dichiarato il sindaco Pilia - Qui i detenuti lavorano la terra, si occupano dell’allevamento e della trasformazione dei prodotti agroalimentari. È un sistema che produce valore e dignità. Tuttavia, questo delicato equilibrio rischia oggi di esplodere a causa di una gestione dei flussi insostenibile”.
- Bologna. L’azienda dietro le sbarre tra assunzioni e lavoro stabile: il modello “Dozza” funziona
- Bologna. “In carcere pensavo che la mia vita fosse finita. Ora grazie al lavoro mi sto rialzando”
- Rovigo. Pane in carcere, inaugurato il laboratorio dell’istituto che venderà i prodotti ad Autogrill
- Gorgona (Li). Il riscatto oltre le sbarre: un’isola, le vigne, lavoro e dignità
- Milano. Con il “senso del pane” da dieci anni le ostie sono segno di speranza









