goldwebtv.it, 1 giugno 2026
Esprimo profonda preoccupazione - si legge - e forte indignazione per la notizia relativa alla sospensione delle celebrazioni eucaristiche presso la Casa Circondariale di Poggioreale a causa della carenza di personale. Il diritto alla libertà religiosa non rappresenta una concessione dell’Amministrazione Penitenziaria, ma un diritto fondamentale della persona sancito dalla Costituzione Italiana, garantito dall’Ordinamento Penitenziario e riconosciuto dalle convenzioni internazionali in materia di diritti umani.
di Fabio Luppino
huffingtonpost.it, 1 giugno 2026
“La pena oltre la pena. La doppia condanna delle donne in carcere”, Libraccio editore, 120 pag. Il libro di Susanna Ripamonti e Roberta Ghidelli racconta il disagio delle donne, anche in un luogo modello come Bollate. E il perché. Se davvero il carcere fosse strutturato secondo Costituzione ne servirebbero sempre meno. Ma se il carcere, come è ora, annienta la dignità, accentua le differenze uomo-donna, non dà luce nel buio da cui proviene il condannato, dal circolo vizioso che porta a delinquere non se ne uscirà mai. La sensazione che resta dopo la lettura di La pena oltre la pena. La doppia condanna delle donne in carcere, Libraccio editore, 120 pag. E si badi bene: l’osservatorio da cui partono le autrici, Susanna Ripamonti e Roberta Ghidelli, è privilegiato, è il carcere di Bollate. Un penitenziario considerato un modello, dove la possibilità di non sentirsi completamente reclusi esiste.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 1 giugno 2026
“Dentro le mura - Viaggio nel mondo degli adolescenti di oggi tra disagio, carcere e dissenso”. Il nuovo libro di Antonella Inverno (Save the Children Italia), porta al centro del dibattito pubblico le storie, i dati e le voci dei ragazzi e delle ragazze in conflitto con la legge per reati di natura violenta. “Per molti ragazzi le mura sono fuori e dentro, non c’è tanta differenza tra stare in carcere e vivere una vita in un contesto che non permette la vera libertà”, dice l’autrice. Un viaggio in uno dei contesti più critici dell’adolescenza contemporanea, tra disagio, violenza, marginalità e desiderio di futuro: gli istituti penali minorili.
di Vittorio Pelligra*
Il Sole 24 Ore, 1 giugno 2026
Una società giusta non promette a tutti lo stesso arrivo. Ma può e deve impedire che l’arrivo sia già scritto nella partenza. A volte l’ingiustizia appare sotto mentite spoglie. Non fa rumore e non produce scandalo immediato. Si presenta sotto forma di differenze. Differenze di rendimento scolastico, di salute, di fiducia, di sicurezza, di ambizione, di capacità di orientarsi nel mondo. Un bambino impara a leggere prima, un altro dopo. Una ragazza inizia le superiori sapendo già che cosa sia l’università, un’altra non conosce nessuno che l’abbia mai frequentata. Qualcuno trova in casa libri, silenzio, supporto e incoraggiamento. Qualcun altro, invece, trova stanchezza, precarietà, spazi stretti, adulti nervosi e assenti non per colpa, ma per fatica.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 1 giugno 2026
Devo tutto all’ordine nato il 2 giugno. In passato bombe, terrorismo, mafia e depravazioni politiche hanno attentato alle sue basi. Oggi i rischi arrivano dalla scuola e dalla nuova legge elettorale. Sono un repubblicano, un figlio della Repubblica. Sono stato messo al mondo nella miseria e nella promettenza, la miseria era ciò che restava di tutto quello che non sarebbe mai più potuto accadere, la dittatura, la guerra, la Repubblica ne era la promessa, il giuramento. A quel giuramento aderirono con incondizionata fiducia anche l’operaio e la contadina che mi hanno generato; andarono tutti e due a votare Repubblica lui con la coccarda di Combattente per la Libertà, lei con una piccola croce di stagno al collo, quella, minuscola, d’oro gliel’avevano portata via le camicie nere, la presero a schiaffi perché era una traditrice, l’oro andava donato alla patria fascista per tempo.
di Duilio Giammaria
La Stampa, 1 giugno 2026
Ogni guerra viene presentata come inevitabile, altrimenti mancherebbero i presupposti. Ogni volta i governi sostengono di non avere alternative. Quasi sempre, a distanza di anni, la storia racconta una versione diversa. Il Medio Oriente è il teatro dove si sono concentrati eventi bellici recenti. Dall’Iraq alla Libia, la dinamica si è ripetuta: la diplomazia viene tagliata fuori, le trattative giudicate inconcludenti, la guerra descritta come l’unica strada percorribile. Poi arrivano gli archivi, le testimonianze, le commissioni d’inchiesta e i processi. E ciò che appariva inevitabile si rivela spesso il risultato di decisioni politiche arbitrarie, influenzate da ideologie, interessi strategici, ambizioni personali e valutazioni che spesso quando sono stati attenuati gli effetti delle distruzioni, si incomincia a giudicare severamente.
di Agnese Stracquadanio
Il Domani, 1 giugno 2026
Se il futuro di un monitoraggio internazionale è in dubbio, la certezza è che il ritiro della missione Onu avrà implicazioni significative in un’area già a lungo emarginata. La sua fine chiuderà occhi imparziali su possibili crimini di guerra, riducendo ulteriormente la protezione dei civili. Il principale riflettore internazionale sul sud del Libano si spegnerà alla fine di quest’anno. Per decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la missione di peacekeeping Unifil operativa nel sud del Libano si concluderà a dicembre 2026, nonostante i nuovi scontri tra Israele e Hezbollah che dal 2 marzo hanno causato la morte di sei peacekeeper, e la rinnovata invasione israeliana del sud del paese. Istituita nel 1978 proprio per monitorare il ritiro di Israele dal Libano e contribuire a ripristinare la sicurezza, la missione si prepara al suo smantellamento mentre è in corso una nuova occupazione israeliana del territorio libanese.
di Lorenza Cerbini
Corriere della Sera - Buone Notizie, 31 maggio 2026
Per avere “fatto della sua vita un ponte tra comunità carceraria e mondo esterno, per restituire dignità, voce e speranza ai reclusi e per accendere conoscenza e umanità nei tanti che voltano lo sguardo”. Questa la motivazione del Premio Polidoro alla direttrice di Ristretti Orizzonti: “Spesso ignorata, ma mai arresa”. La Giuria del Premio “In difesa della dignità e della speranza dei detenuti Riccardo Polidoro” ha deciso, all’unanimità, di assegnare il premio della terza edizione a Ornella Favero. Giornalista e volontaria, dal 1997 dirige Ristretti Orizzonti, la rivista nata nella Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova e realizzata insieme ai detenuti. Dal 2001 è responsabile del sito www.ristretti.it, realizzato interamente dai detenuti, e della rassegna stampa quotidiana Ristretti News.
di Giovanni Battista de Blasis*
poliziapenitenziaria.it, 31 maggio 2026
Cinquant’anni dopo il nuovo Ordinamento Penitenziario - e quella stagione che non a caso fu chiamata “del carcere della speranza” - la situazione delle carceri italiane non è cambiata affatto. Nel 2025 i suicidi sono stati 76. Nel 2024 si era toccata la soglia record di 91. Nel 2026 dopo soli cinque mesi siamo già a quota 25. Sempre nel 2025, i Tribunali di Sorveglianza hanno accolto 5.800 ricorsi per condizioni di detenzione ritenute disumane o degradanti. E dentro le sezioni continua il sacrificio quotidiano dei poliziotti penitenziari per garantire la sicurezza in un sistema che si sta sgretolando pezzo dopo pezzo.
di Luca D’Alessio
Il Riformista, 31 maggio 2026
Giustizia e spese dello Stato. Malagiustizia ed aggravio delle spese a carico dell’erario. Ed i cittadini devono farne fronte. Spesso la macchina governativa è costretta a sacrificare il finanziamento di alcune voci di welfare, necessarie per un livello di qualità di vita migliore, per poter far fronte a capitoli di spesa totalmente diversi che gravano anche sul contesto della ricchezza economica del Paese. Analizzare in modo esaustivo questo aspetto significa ben comprenderne la complessità ed anche capire che, d’altronde, la questione potrebbe essere fronteggiata in modo totalmente diverso. Negli ultimi mesi si è fatto un gran parlare del potere giudiziario: il suo ruolo, la sua autonomia, il suo modus operandi.
- La strage di Capaci e il rito rischioso della memoria
- Non c’è conflitto negativo di competenza se il Gip rinnova la cautela decisa dal primo giudice
- Lucca. Rieducare con senso di umanità
- Milano. Il detenuto con un buco in gola che dal 2009 non ha mai avuto un permesso
- Gorizia. Presentazione del libro “Dio ha le mani sporche”, in carcere don Cozzi parla di ascolto









