di Simona Musco
Il Dubbio, 18 aprile 2025
“Il carcere non deve rappresentare l’unica risposta al reato” e anzi, “per gli effetti desocializzanti che comporta, deve essere evitato quando possibile in favore di pene da eseguirsi nella comunità”. È partendo da questo presupposto che la Corte d’Appello di Firenze ha rimesso alla Corte costituzionale uno dei passaggi più spinosi della riforma Cartabia, così come segnalato dal blog “Foro e giurisprudenza”. Con un’ordinanza del 20 marzo, i giudici della sezione distrettuale penale hanno infatti sollevato questione di legittimità dell’articolo 59, comma 1, lettera d), della legge 689/1981, nella parte in cui vieta l’applicazione delle pene sostitutive per i condannati per i reati di cui all’articolo 4-bis dell’ordinamento penitenziario, il catalogo dei cosiddetti “reati ostativi”, salvo che venga riconosciuta la particolare attenuante di cui all’articolo 323-bis del codice penale. Una limitazione che, secondo i giudici fiorentini, rischia di negare, a prescindere, la possibilità di accesso alle nuove sanzioni sostitutive, introdotte proprio per favorire pene più rieducative e individualizzate. E questo - è la tesi - entra in rotta di collisione con più principi costituzionali.
di Marina Crisafi
Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2025
La Cassazione ribadisce che l’aggravante di aver provocato un incidente stradale in stato di ebbrezza impedisce la sostituzione della pena detentiva e pecuniaria in lavoro di pubblica utilità. L’aggravante di aver provocato un incidente stradale in stato di ebbrezza impedisce l’applicabilità della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità. Lo ha ribadito la quarta sezione penale della Cassazione, nella sentenza n. 13150/2025 riportandosi alla consolidata giurisprudenza sul punto.
di Isabella De Silvestro
Il Domani, 18 aprile 2025
Dal 2014 è stato convertito in Casa di reclusione, destinata quindi a detenuti con pene definitive. Con un tasso di sovraffollamento del 150 per cento, le condizioni di vita sono critiche: piove nelle celle, manca l’acqua calda, i volontari sono pochi, i mediatori culturali zero. Quando martedì 15 aprile gli osservatori dell’associazione Antigone entrano per una visita alla casa di reclusione di Vigevano - terza in Lombardia dopo Opera e Bollate - piove. L’acqua filtra in varie sezioni del carcere, tra cui la “sartoria”, uno spazio di lavoro del reparto femminile di alta sicurezza. C’è un secchio appoggiato sulla presa elettrica per raccogliere l’acqua che scende dal soffitto. “Non toccate la presa, per carità” raccomanda l’ispettrice. “Guardi che il salvavita si attiva subito, è l’unica cosa che funziona qui dentro”, risponde una detenuta.
di Annamaria Carobella
cittanuova.it, 18 aprile 2025
Se n’è discusso a Parma, nel corso di un convegno promosso per mettere in contatto aziende e carceri, per il reinserimento lavorativo dei detenuti. Muoversi nella stessa direzione - rappresentanti istituzionali, professionisti, imprenditori e comuni cittadini - per garantire alle persone recluse un accesso graduale, ma reale, al mondo del lavoro. Questo l’obiettivo del convegno dal titolo: “Il reinserimento lavorativo delle persone ristrette: impresa e valore sociale del lavoro”, che si è svolto venerdì 11 aprile a Parma, nella sede storica dell’Unione Industriali, Palazzo Soragna, dove si sono dati appuntamento quanti hanno a cuore il mondo carcerario.
Il Sole 24 Ore, 18 aprile 2025
Le novità normative che impattano sull’amministrazione della giustizia sotto i riflettori a Trento. Ai temi della legalità e della giustizia sono dedicati diversi incontri del Festival dell’Economia di Trento, in programma dal 22 al 25 maggio 2025. La legalità, non a caso, rappresenta una sorta di fil rouge che percorre tutta la ventesima edizione del Festival. Legalità declinata sotto molteplici profili: dalla prevenzione e dal contrasto dei crimini alla lotta ai cybercrimini, dal reinserimento nella società dei detenuti attraverso la formazione e il lavoro fino alle misure per impedire crimini odiosi come lo sfruttamento delle persone e la tratta internazionale degli esseri umani (migranti e rifugiati in primis).
avellinotoday.it, 18 aprile 2025
“Chiediamo scusa per la nostra incapacità”. Durante la celebrazione della Coena Domini, svoltasi in cattedrale, il vescovo Arturo Aiello ha pronunciato un messaggio forte e provocatorio, chiedendo scusa per l’incapacità di concepire forme alternative di rieducazione penale, in grado di restituire ai detenuti un contesto umano che favorisca la riscoperta del valore del bene comune. Il rito della lavanda dei piedi, che ha coinvolto undici detenuti scelti per rappresentare gli apostoli, è stato l’occasione per lanciare un appello a riflettere sulla condizione delle carceri, viste come il riflesso di una società che non riesce a trovare soluzioni efficaci ai problemi del sistema penitenziario.
di Alessandro Cherubini
corrierediarezzo.it, 18 aprile 2025
All’interno del Polo Penitenziario della Toscana, del quale l’Università di Siena fa parte da oltre vent’anni, si offre la preziosa opportunità di studiare e conseguire una laurea anche durante il periodo di detenzione. Grazie a questa possibilità, un detenuto ha recentemente ottenuto la laurea magistrale in “Scienze per la formazione e la consulenza pedagogica nelle organizzazioni” presso la sede del campus universitario di Arezzo al Pionta. Il 14 aprile, il laureando ha presentato la tesi intitolata “La formazione e il lavoro rendono l’uomo libero”, avendo come relatore il dottor Gioele Barcellona. Il lavoro è stato incentrato sull’importanza della formazione e del lavoro durante il periodo di carcerazione. La commissione di laurea era presieduta dal professor Claudio Melacarne e vi faceva parte anche Gianluca Navone, delegato del Rettore per il Polo Universitario Penitenziario della Toscana.
di Virginia Carotta
lavocediasti.it, 18 aprile 2025
Un progetto ideato da Effatà tra studenti del Monti e detenuti di Quarto per abbattere i pregiudizi e riscoprire l’umanità dietro la reclusione. Uno nuovo sguardo sui detenuti del carcere di alta sicurezza di Quarto attraverso il libro “Una penna per due mani”. Conoscere il carcere da dentro, attraverso le voci di chi lo vive ogni giorno. È questo l’obiettivo del libro “Una penna per due mani”, ideato dall’associazione di volontari penitenziari Effatà, in collaborazione con gli allievi dell’Istituto Monti e presentato, giovedì 17 aprile, alla Biblioteca Astense “Giorgio Faletti”. L’opera nasce dall’incontro degli studenti con i carcerati, che hanno collaborato alla produzione di testi per raccontare la detenzione, ognuno a suo modo.
di Daniela Preziosi
Il Domani, 18 aprile 2025
Renzi sfida Landini sul Jobs Act. Magi invita Conte a un dibattito sui nuovi italiani. Il leader dei M5s lascia libertà di voto sul quesito sulle seconde generazioni. Nel fronte referendario che marcia verso l’appuntamento dell’8 e 9 giugno i dissensi sono ormai sdoganati, anzi meglio: sono esibiti davanti ai cronisti. Se mercoledì scorso il leader di Iv Matteo Renzi ha sfidato il segretario Cgil Maurizio Landini a un pubblico dibattito sul quesito che cancella il Jobs Act, anche Riccardo Magi ha chiesto un confronto pubblico a un (teorico) compagno di strada: Giuseppe Conte, che a sorpresa, ma alla fine neanche tanto, ha ufficializzato l’indicazione della “libertà di voto” ai suoi sulla cittadinanza.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 18 aprile 2025
L’Egitto e la Tunisia nella lista preparata dalla commissione europea. Per giustificare la scelta si dice che i governi hanno promesso riforme liberali. Già, intanto ammazzano le persone nel deserto. Il 16 aprile 2015 la Commissione Europea ha presentato una proposta di riforma di nuovo Regolamento (Com-2025-186-final) finalizzato a modificare alcuni articoli del nuovo Regolamento (UE) 2024/1348 (sulle procedure per l’esame delle domande) che andrà a sostituire la vigente Direttiva 2023/32/UE e che si applicherà a partire dal 12.06.2026. Le proposte hanno l’obiettivo di modificare alcuni aspetti delle procedure accelerate di frontiera e soprattutto di anticipare l’entrata in vigore delle stesse procedure accelerate nel caso di provenienza dei richiedenti asilo da paesi di origine ritenuti sicuri o provenienti da paesi terzi rispetto ai quali la percentuale di decisioni di accoglimento delle domande di asilo presentate dai cittadini di quegli stati è pari o inferiore al 20%.
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