di Nadia Conticelli*
La Stampa, 11 agosto 2025
il cinquantesimo anniversario della riforma carceraria sarebbe un’occasione per dirci se quello spirito, in una fase di grandi riforme nello spirito costituzionale, abbia trovato reale applicazione e dato i frutti sperati. E invece ci si trova a contare i suicidi, già oltre 50 e siamo a poco più di metà anno. Ai problemi endemici dell’istituzione carceraria italiana - organico carente, strutture fatiscenti e inadeguate - si è aggiunto un disinvestimento sulle attività: dai laboratori all’istruzione superiore, filo tenue che collega detenzione e orizzonte di reinserimento sociale. Tra una notizia di cronaca e l’altra i mantra del governo sono nuove carceri e solidarietà alla polizia penitenziaria. Due temi importanti, declinati però a colpi di slogan. Le forze dell’ordine in carcere lavorano in condizioni di forte precarietà, legata al sottodimensionamento dell’organico e al forte disagio fisico, psicologico e strutturale in cui vivono i detenuti.
di Leo Beneduci*
Il Fatto Quotidiano, 11 agosto 2025
Tra i poliziotti penitenziari crescono sfiducia, disaffezione e fatalismo di chi ritiene che non vi sia più alcun futuro nel proprio lavoro. Polizia penitenziaria disarmata anche moralmente dalla burocrazia: ora sogna la fuga dal Dap. È ormai un dato di fatto: gli appartenenti alle Forze di Polizia che operano nelle strade hanno in dotazione strumenti e protezioni anche legali, mentre gli agenti di Polizia penitenziaria che operano nelle carceri sono disarmati di tutto e pagano in prima persona le conseguenze delle innumerevoli conflittualità-contraddizioni del sistema, comprese quelle intestine all’Amministrazione penitenziaria centrale - il Dap - per l’accaparramento delle poltrone più remunerative.
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 11 agosto 2025
Al di là dei singoli casi di conflitto con la politica, al di là delle esondazioni dei pm. È l’impianto istituzionale che, per come è costruito, espone i magistrati alla tentazione o al sospetto di agire fuori dal proprio ruolo. Con tutto il rispetto, francamente, anche basta, grazie. Con tutto il rispetto, onestamente, anche meno scemenze, grazie. Con tutto il rispetto, sinceramente, quando si parla di giustizia in Italia, forse, sarebbe il caso di togliersi gli affettati dagli occhi e iniziare a guardare la realtà per quello che è, non per quello che vorremmo vedere. E la realtà, purtroppo, ci dice qualcosa che da anni ci ostiniamo a non voler vedere. Qualcosa che non riguarda le singole inchieste della magistratura. Qualcosa che non riguarda il singolo caso oggetto di conflitto. Qualcosa di molto più importante della storia di Almasri, della storia dei paesi sicuri, della storia dell’urbanistica, della storia di Ilva. Il problema, quando si parla di giustizia in Italia, è che in troppi fanno finta di vivere in un paese semplicemente che non c’è.
di Alberto Gentili
huffingtonpost.it, 11 agosto 2025
Il sondaggista Antonio Noto: “La partita referendaria è un vero scoglio, su un tema sensibile, e potrebbe avere un importante impatto sul governo”. Si voterà pro o contro il Governo. E il referendum confermativo rischia di avere l’effetto di una bomba. Certo, c’è il Guardasigilli Carlo Nordio che appena può dispensa ottimismo: “Vinceremo sicuramente”. E Meloni non è stata da meno: “Gli italiani sono e saranno con me”. Ma la premier non ne deve essere così sicura, se nei giorni scorsi ha commissionato alcuni sondaggi per conoscere l’orientamento di voto degli italiani e sta aspettando trepidante i risultati. E se ha già detto chiaro e tondo che non si dimetterà, nel caso che al referendum (per il quale non è necessario il quorum) dovesse prevalere il no.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 11 agosto 2025
Da Tangentopoli al caso Almasri, al di là del merito giuridico delle questioni, l’opposizione ha ceduto nuovamente alla tentazione di accodarsi alle toghe. Dalla deflagrazione nucleare di Tangentopoli sono passati 32 anni. I partiti che in quell’estate carica di tensione dominavano ancora la scena politica italiana sono scomparsi tutti da tre decenni. Un’intera generazione politica successiva ha calcato le scene, guidato a turno il governo e l’opposizione per poi sparire nella panchina dei pensionati più o meno di lusso.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 11 agosto 2025
I tempi di attesa per avere un braccialetto elettronico uno vanno ben oltre i ragionevoli quattro giorni fissati dal contratto fra la Giustizia e Fastweb per attivare tecnici e apparecchio. I buoni propositi, si sa, non costano niente, e intendo nel senso economico vero e proprio. Così come non costava nulla quell’annuncio che diceva “abbiamo abolito la povertà”, è sempre a costo zero che abbiamo salutato - con favore, e stavolta credendoci molto di più - l’ipotesi dell’utilizzo massiccio dei braccialetti elettronici previsto dalla recente legge Roccella in materia di violenza di genere. “Ne abbiamo potenziato l’efficacia come strumento di controllo delle misure cautelari”, ha detto la ministra alle Pari opportunità Eugenia Roccella illustrando le novità previste dal suo provvedimento.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 11 agosto 2025
Si tratta di vera e propria condizione di efficacia dell’indicazione espressa dall’indagato di voler domiciliarsi presso il difensore d’ufficio ai fini della valida ricezione degli atti da parte dell’autorità giudiziaria procedente. Non è valido luogo di notificazione lo studio del difensore presso cui l’indagato ha inteso domiciliarsi se il legale non ha avuto modo di assentire all’elezione di domicilio. Non è quindi abnorme la restituzione degli atti al pubblico ministero se la notifica all’indagato dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari prevista dall’articolo 415 bis del Codice di procedura penale è irregolare perché è stata effettuata presso il difensore di ufficio senza che questi fosse stato interpellato e avesse di conseguenza accettato l’elezione di domicilio presso il suo studio come dichiarata da parte dell’indagato stesso. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 28903/2025 - ha respinto infatti il ricorso del procuratore contro l’ordinanza con cui il Tribunale in sede predibattimentale aveva disposto la restituzione degli atti al Pm per l’irregolarità della notifica dell’avviso al difensore d’ufficio che non aveva assentito all’elezione di domicilio presso di lui fatta dalla persona sottoposta alle indagini.
di Rocco Sciarrone*
La Stampa, 11 agosto 2025
Nel marzo del 2024 il Consiglio Regionale del Piemonte aveva approvato un ordine del giorno in cui si impegnava ad affrontare la questione dell’esenzione della tassa regionale per il diritto allo studio universitario degli studenti detenuti. Una misura di intervento concreto e poco onerosa sul piano finanziario, a fronte della situazione drammatica degli istituti penitenziari. Purtroppo ancora una volta il tema non è stato considerato meritevole di attenzione in occasione dell’assestamento di bilancio discusso in questi giorni in Consiglio.
di Roberto Tricarico*
La Stampa, 11 agosto 2025
Caro sindaco Lo Russo, ieri La Stampa ha raccontato ancora di un lenzuolo bianco. Triste strumento del cinquantatreesimo suicidio nelle carceri italiane, il secondo a Torino nel 2025. Un detenuto di 45 anni ha prelevato dal suo letto quel lenzuolo, è entrato nel bagno e si è tolto la vita. Più voci, compresa la tua, da sempre denunciano il sovraffollamento del carcere Lorusso e Cotugno. Una struttura che scoppia, non certo di salute. La Garante dei Detenuti del Comune, Monica Gallo, ha parlato di situazione “gravissima”. Sono d’accordo. Il carcere delle Vallette è parte della città e a noi tutti spetta il compito di prendersene cura, sindaco in primis.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 11 agosto 2025
“Erano affidati allo Stato”. L’avvocato di uno dei 33 ragazzi maltrattati nell’istituto minorile: “Il ministero deve rispondere per la responsabilità oggettiva”. Gli avvocati dei giovani detenuti vittime del “sistema Beccaria” sono pronti a chiedere i danni. Non solo agli agenti penitenziari accusati di torture e violenze sui ragazzi ma anche al ministero della Giustizia per la sua “responsabilità oggettiva”. Questa idea accomuna diversi legali delle parti offese: 33, in tutto, quelle che la procura - con le pm Rosaria Stagnaro e Cecilia Vassena e la procuratrice aggiunta Letizia Mannella - chiede al gip di sentire durante un “incidente probatorio”, audizioni che consentiranno di cristallizzare le testimonianze per farle diventare prove.
- Milano. Torture nel carcere Beccaria: “Compare io ti mangio il cuore”
- Milano. Violenze nel carcere Beccaria, la prima denuncia: “Brutale pestaggio per un accendino”
- Milano. All’Ipm Beccaria non si è tradita solo la legge, ma l’idea stessa di umanità
- Monza. Celle sovraffollate e con insetti: “Carceri a numero chiuso”
- Napoli. Radicali e PD tornano nelle carceri: “Sistema al collasso, servono misure urgenti”









