di Anna Giorgi
Il Giorno, 11 agosto 2025
L’inquietante quadro di violenze emerge dalle carte con cui la Procura chiede l’incidente probatorio. Sono 33 le vittime il cui racconto sarà “cristallizzato” davanti al giudice, salgono a 42 gli indagati. Sputi in faccia, calci e pugni sull’intero corpo, in un caso anche un colpo alla testa con uno stivale, torture con lacci al collo dei detenuti, insulti, spesso razzisti. Emergono comportamenti “disumani” dalle carte della richiesta di incidente probatorio avanzato dalla Procura nei confronti di 42 indagati tra vertici, medici e agenti in servizio al carcere minorile Beccaria. Maltrattamenti, lesioni, falso e torture che ora vedono salire la lista dei responsabili - i primi 13 arresti risalgono all’aprile 2024 - e mettono in fila più episodi di violenza, dal 2021 al marzo 2024. Nel novembre 2023 un ragazzo di origine araba viene colpito da alcuni agenti della penitenziaria con “più cinghiate anche sulle parti genitali fino a provocarne il sanguinamento”.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 11 agosto 2025
L’avvocato Deluca assiste una delle 33 vittime “Non voleva tornare lì, i responsabili vanno puniti”. Il ricordo dell’avvocato Stefano Deluca torna al 2023, all’udienza al Tribunale per i minorenni di Milano durante la quale notò gli ematomi sul volto del suo assistito, un ragazzo all’epoca minorenne che era detenuto al Beccaria per aver tentato una rapina armato di coltello. “I poliziotti mi hanno menato - riferì quel giorno il giovane - non voglio tornare al Beccaria”. La sua è stata la prima denuncia ricevuta dalla Procura, e ora quel ragazzo è tra le 33 persone offese che dovranno comparire davanti al gip per l’incidente probatorio e confermare i loro racconti.
di Romano Pesavento*
angelipress.com, 11 agosto 2025
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo sdegno e preoccupazione per quanto emerso dall’indagine della Procura di Milano sulle violenze, fisiche e psicologiche, subite dai giovani detenuti dell’Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria”. Le accuse, che parlano di torture, maltrattamenti aggravati, lesioni, condotte omissive, falsi referti e persino di un episodio di violenza sessuale, non raccontano solo un grave fatto di cronaca giudiziaria: descrivono un fallimento culturale ed educativo che interroga l’intera società.
di Dario Crippa
Il Giorno, 11 agosto 2025
Un carcere a “numero chiuso”. Case territoriali di reinserimento sociale. Mettere mano a soluzioni come amnistia e indulto. Queste in sintesi le proposte di legge depositate dopo la visita sabato mattina del Gruppo +Europa di Monza al carcere cittadino organizzata con l’associazione “Nessuno tocchi Caino” e la Camera Penale di Monza che ha visto anche la partecipazione di alcuni consiglieri comunali e del sindaco di Triuggio, Pietro Cicardi. Visitati in particolare la sezione di Prima Accoglienza, il Reparto di Osservazione Psichiatrica, la sezione Isolamento e la sezione D (monitoraggio sanitario).
avellinotoday.it, 11 agosto 2025
Delegazione bipartisan in visita a Napoli Poggioreale e Avellino Bellizzi. Lunedì 11 agosto una delegazione di Radicali Italiani, accompagnata da Toni Ricciardi (Partito Democratico), visiterà la Casa circondariale di Napoli Poggioreale e la Casa circondariale di Avellino “Bellizzi”. Dopo la visita a Poggioreale, conferenza stampa davanti al carcere alle ore 13; ad Avellino, alle ore 18, sempre davanti all’istituto.
riminitoday.it, 11 agosto 2025
“Le condizioni della Casa circondariale di Rimini sono sempre più critiche. Lo sostengono i sindacati del Personale Penitenziario, non da adesso, non in solitudine ma sembra ignorati dalle istituzioni”. Così Ivan Innocenti del Consiglio Genera Partito Radicale, approfondendo i numeri del sovraffollamento e le conseguenze indicate dai sindacati Sappe, Sinappe, Osapp. “Il carcere riminese prevede 118 posti regolamentari - esordisce. 23 di questi posti sono nella prima sezione, luogo che l’Ausl ha indicato a rischi salute per i detenuti e dove il magistrato di sorveglianza riconosce ai ristretti con pena definitiva il “trattamento inumano e degradante” previsto dal l’articolo 3 della Carta Europea dei Diritti Umani. Questa situazione è ormai certificata da numerosi anni”.
libertasicilia.it, 11 agosto 2025
Siracusa è tra le pochissime città in Sicilia - insieme a Palermo ed Erice - ad avere già un Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà. Un ruolo che, negli anni, ha permesso di mantenere un canale diretto con il carcere di Cavadonna, monitorando le condizioni di vita dei detenuti e segnalando criticità. Adesso anche Catania sembra pronta a colmare un vuoto istituzionale durato anni. Dopo la sollecitazione dell’ex garante regionale Santi Consolo, che aveva denunciato l’assenza di referenti nelle principali città, e l’intervento del suo predecessore Salvo Fleres, l’assessore ai Servizi sociali Bruno Brucchieri ha annunciato la stesura del regolamento per istituire la figura. “Faccio parte da sempre di Nessuno tocchi Caino e sono particolarmente sensibile all’argomento - spiega Brucchieri. Mi auguro di portare il testo in giunta già alla prossima riunione”.
lospiffero.com, 11 agosto 2025
Il futuro Garante delle persone provate della libertà personale “dovrà occuparsi anche delle centinaia di persone trattenute contro la loro volontà e senza aver commesso reati nel Cpr di Corso Brunelleschi, che la Città vuole, come noi, chiudere. L’assenza in questo dibattito ci preoccupa e rischia di spostare l’attenzione dal chi al che cosa”. Ad affermarlo è la Rete torinese contro tutti i Cpr, in una nota “Nel mese di luglio - viene aggiunto - abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con il sindaco Lo Russo sulla scelta del futuro garante dei diritti delle persone private della libertà personale.
di Daniela Corneo
Corriere della Sera, 11 agosto 2025
I sanitari in servizio alla Dozza denunciano: “Qui non vuol venire nessuno a lavorare e dopo anni non c’è turn over”. Il Nursind e l’Opi: “Condizioni usuranti, servono meccanismi d’incentivazione”. Il racconto di Anna. Nessuno ci vuole andare. E quelli che accettano di lavorare lì, poi sentono di non avere vie d’uscita. “Il carcere alla fine diventa un carcere anche per noi”. A lanciare un grido d’aiuto sono gli infermieri che lavorano alla Dozza, alcuni dei quali lavorano lì da anni, senza però avere una prospettiva d’uscita, nonostante le richieste di mobilità.
di Jessica Castagliuolo
Il Giorno, 11 agosto 2025
Con Albania Pereira i giovani detenuti hanno affrescato il cortile interno “Basita dall’inchiesta, i ragazzi non mi han detto nulla. Serve un cambiamento”. Il cortile interno del Beccaria, tutto intorno al giardino, è affrescato con un murale floreale e onirico. A realizzarlo sono stati i ragazzi detenuti, con l’aiuto di Albania Pereira, la docente del laboratorio di arte. Si reca all’Istituto penale minorile due volte a settimana, per aiutare i ragazzi a “esprimersi con i colori”. Ma il suo lavoro, ammette, “è sempre più difficile”. “Credo che le cose debbano cambiare a livello strutturale”, osserva, riferendosi alle difficoltà che il carcere continua ad affrontare, dal sovraffollamento al continuo aumento di minori stranieri non accompagnati, che hanno più difficoltà a integrarsi, anche tra loro.
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