di Giacomo Galeazzi
La Stampa, 11 agosto 2025
L’arcivescovo: “Il Parlamento a settembre è chiamato a decidere, lo faccia con la più larga maggioranza possibile”. “Il Senato sta per approvare un disegno di legge sul fine vita. È bene che una materia come questa non sia lasciata alle Regioni. Ed è bene ricordare che il tema del “fine vita” è ben più ampio della legge. Ognuno muore a modo suo”, afferma l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Commissione ministeriale per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria per la popolazione anziana istituita dal dicastero della Salute e presidente emerito della Pontificia accademia per la vita. E cita Gustavo Zagrebelsky: “sulle questioni ultime si è sempre penultimi”.
di Marika Ikonomu
Il Domani, 11 agosto 2025
Tra i fondatori dell’ong Mediterranea Saving Humans, presto nel Mediterraneo con la seconda nave. Il fondatore è stato spiato e rinviato a giudizio. “Siamo una minaccia. Monitoriamo i rapporti tra persone come Almasri e il nostro paese”. Un rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, lo spionaggio da parte dei servizi, i continui fermi amministrativi alle navi delle ong e l’assegnazione di porti lontani. “Da quando siamo nati siamo sottoposti a una guerra continua da parte dei governi, di qualsiasi orientamento politico”, spiega Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans.
di Sergio Labate*
Il Domani, 11 agosto 2025
A ottant’anni da Hiroshima, il presidente degli Stati Uniti non ha rilasciato alcuna dichiarazione per ricordare l’evento. Nelle stesse ore dava spettacolo sul terrazzo della Casa Bianca, facendo finta di voler installare lì sopra un arsenale nucleare. Contemporaneamente Netanyahu annunciava di voler occupare illegalmente una terra stremata. L’intollerabile è diventato l’unica agenda politica del nostro tempo. La mia generazione è l’ultima che è stata abituata a pensare che la lezione della storia indicasse due eventi intollerabili: la bomba atomica e il genocidio. Siamo stati fortunati, non li abbiamo vissuti. Ma tutta la nostra iniziazione civile era affidata alla memoria dei testimoni e segnata dalla minaccia di queste due esperienze limite, oltre le quali l’assoluta potenza dell’uomo si trasforma in una radicale impotenza: l’eventualità che tutto non ci sia più e che nulla abbia alcuna legittimazione razionale.
di Anna Foa
La Stampa, 11 agosto 2025
La decisione di rioccupare Gaza scuote il Paese e riunisce le opposizioni. E così, alla fine, è successo: il governo israeliano ha deciso quella che è in sostanza una rioccupazione di Gaza e il trasferimento di un milione di palestinesi da Gaza City, con un prolungamento della guerra non quantificato, ma come ha aggiunto ieri Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa per i giornalisti stranieri, “breve”. Mentre scrivo, le strade delle città israeliane si sono riempite di manifestanti che chiedono la pace, la liberazione degli ostaggi, la fine del massacro dei palestinesi. Ovunque, a Tel Aviv e a Gerusalemme, nelle altre città del Paese, piccole e grandi, a maggioranza ebraica o araba. La decisione del governo ha scosso tutto il Paese. Le famiglie degli ostaggi, di fronte al loro abbandono nel momento in cui non c’è più tempo per salvarli, hanno lanciato la proposta dello sciopero generale.
di Alessandro De Angelis
La Stampa, 11 agosto 2025
Il ministro della Difesa: “A Gaza negati diritto e civiltà. Servono decisioni che obblighino il premier a fermarsi”. Appena iniziata l’intervista, Guido Crosetto riceve un messaggio: “Ministro buongiorno. Per info: AirDrop Gaza. Lanciati 16 CDS da circa 800KG l’uno per un totale di 12.800KG. Velivolo appena atterrato”. Lo legge col tono di chi ne ha fatto una questione di principio. Da giorni sta coordinando e seguendo in prima persona l’invio degli aiuti a Gaza: “Quel che sta accadendo - ci dice - è inaccettabile. Non siamo di fronte a una operazione militare con danni collaterali, ma alla pura negazione del diritto e dei valori fondanti della nostra civiltà. Noi siamo impegnati sul fronte degli aiuti umanitari, ma oltre alla condanna bisogna ora trovare il modo per obbligare Netanyahu a ragionare”.
di Anna Maselli
Corriere della Sera, 11 agosto 2025
L’operatore umanitario è in prigione dal 15 novembre del 2024. L’appello di chi lo conosce: “Tanti auguri Alberto, ti aspettiamo a casa”. Un compleanno diverso, amaro, senza sorrisi e candeline. Oggi, 10 agosto, Alberto Trentini compie 46 anni. L’operatore umanitario originario del Lido di Venezia, rinchiuso da 270 giorni nelle carceri venezuelane, non festeggerà con i genitori Armanda ed Ezio, con i parenti e gli amici che da quasi nove mesi promuovono una campagna di solidarietà per chiedere il suo ritorno a casa. Non si sa se lo dirà a qualche suo compagno di cella, se qualcuno gli farà gli auguri, se riuscirà per qualche minuto a trovare sollievo nonostante le terribili condizioni in cui versano i detenuti del Rodeo I (nello stato di Miranda, a 30 chilometri da Caracas). Di certo la distanza oggi si fa ancora più insopportabile.
di Federico Cenci
interris.it, 11 agosto 2025
Si chiamano Roberto Di Matteo, Filippo Rossi e Jesus Medina. La loro recente esperienza ha alzato, per l’ennesima volta, il velo sulla libertà di stampa calpestata in alcuni Paesi. I tre giornalisti, recatisi in Venezuela per realizzare un’inchiesta, sono stati arrestati venerdì scorso, 6 ottobre, e rilasciati quarantotto ore dopo.
di Alessandra Servidori
ilsussidiario.net, 10 agosto 2025
La situazione nelle carceri italiane è drammatica e rischia di essere particolarmente grave per i più giovani. Tutti i giorni sono segnati da tragedie di uomini che uccidono donne e poi recentemente la situazione si è aggravata con alcuni di essi che, incarcerati, si tolgono la vita Non sapremo mai se è il rimorso che li devasta o sono le condizioni di carcerati che li portano al suicidio, sappiamo solo, nell’ultimo episodio, che il giovane era stato sottoposto a vigilanza continua e che il suo avvocato aveva chiesto una perizia psichiatrica che non è stata eseguita in tempo utile. Vero è che le condizioni delle carceri italiane sono caratterizzate da un sovraffollamento e da una carenza di risorse che incidono negativamente sulla vita dei reclusi e anche del personale costretto a turni pesantissimi. Eventi causati dal degrado e da mancanza di manutenzione portano ad atti di autolesionismo devastante.
di Raffaella Calandra
Il Sole 24 Ore, 10 agosto 2025
Intervista al commissario straordinario all’edilizia penitenziaria: la misura servirà a “recuperare dignità, sicurezza e funzionalità. Valutiamo lo spostamento dei detenuti in siti più moderni”. Lo paragona ad una “matrioska”, un incastro di interventi vecchi e nuovi, “in collaborazione con Dap, Giustizia Minorile e Mit, sotto la regia di Palazzo Chigi”. Per “una risposta strutturale al sovraffollamento”. Atteso da mesi, preceduto e seguito da critiche, il piano per l’edilizia penitenziaria approda in Consiglio dei Ministri con l’ambizione di “non costruire solo celle, ma recuperare dignità, sicurezza e funzionalità”, assicura il commissario straordinario all’edilizia penitenziaria, Marco Doglio.
di Alessandro Bozzano
trucioli.it, 10 agosto 2025
Sentire più campane può essere utile. A leggere i quotidiani filo governativi (tre ha anno come editore un parlamentare della Lega con vasti interessi in cliniche private convenzionate con le Asl), a seguire telegiornali e approfondimenti delle Tv berlusconiane il giudizio è tranciante. In aiuto ora ci sono pure le televisioni di Stato. Ovvero la riforma della giustizia è sempre stata invocata dal padre nobile Silvio Berlusconi, è necessaria per snellire i processi e le inchieste, la separazione della carriera tra magistrati inquirenti (PM) e giudicanti è una garanzia per il cittadino. Diciamo solo che in Italia il 25 % e anche meno dei cittadini sono seguono con attenzione le problematiche della giustizia viste da destra, da sinistra, dalla magistratura, dagli avvocati, dagli operatori di giustizia e dai loro rappresentanti sindacali.
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