di Stefano Folli
La Repubblica, 9 agosto 2025
Dalla riforma Nordio al caso Almasri, stavolta non è una scaramuccia bensì una vera battaglia. È ormai chiaro che il tema politico dell’autunno-inverno sarà l’ennesimo conflitto tra il centrodestra di governo e una parte non secondaria della magistratura. Come mille volte in passato, ma stavolta con maggiore enfasi. Perché siamo arrivati al nocciolo di un tema che investe il rapporto di potere fra due protagonisti da anni del dibattito pubblico: con ruoli e responsabilità diversi, ma tant’è. In tal senso, è persino positivo che il caso Almasri sia esploso. Dopo anni di reciproche accuse, usate come una clava, e di invasioni di campo più o meno vere o verosimili, ora si potranno forse fissare nuovi confini. La stabilità del sistema ne ha urgente bisogno.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 9 agosto 2025
L’immunità a Bartolozzi è per i reati in concorso con Nordio, ma non copre le dichiarazioni “mendaci” al tribunale dei ministri. Attesa per l’iter parlamentare, ma la procura vuole andare fino in fondo. La città giudiziaria di piazzale Clodio, a Roma, è praticamente deserta in questi primi giorni di agosto. La pratica Almasri, con il tribunale dei ministri che ha terminato il suo lavoro venerdì scorso e il procuratore Francesco Lo Voi che ha trasmesso gli atti al parlamento nella giornata di martedì, è sostanzialmente sbrigata. Restano poche cose da fare tra chi già è in ferie e chi ci andrà a breve, le indagini non faranno grandi progressi finché la Camera e il Senato non si saranno espressi sulle richieste di autorizzazione a procedere nei confronti di Mantovano, Nordio e Piantedosi. Con la posizione della capa di gabinetto di via Arenula Giusi Bartolozzi che resta sospesa: benché non indagata, tutti - a partire dal governo e dalla maggioranza - sono convinti che presto o tardi la sua iscrizione arriverà.
di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 9 agosto 2025
“Bartolozzi potrebbe essere chiamata a rispondere”. Il professore di Diritto costituzionale spiega perché anche per la capo di gabinetto di Nordio potrebbe essere necessaria l’autorizzazione a procedere da parte della Camera. Un disegno dei magistrati contro il governo? “È una dinamica ricorrente, evitare il complottismo”. Alfonso Celotto lo premette: “Occorre muoversi con la massima cautela, siamo di fronte a una vicenda complicatissima, che ha anche risvolti costituzionali e internazionali”.
di Carmelo Caruso
Il Foglio, 9 agosto 2025
Parla Andrea Orlando: “Nordio non guida più il ministero. Pm? Proteste fiacche. Hanno troppo riguardo per Meloni”. “Caso Almasri? Gestione psichedelica, Bartolozzi capro espiatorio, Nordio è ormai uno scudo umano. Troppi pm cercano buone relazioni con Meloni”. Intervista all’ex ministro della Giustizia.
di Raffaella Forin
Corriere del Veneto, 9 agosto 2025
Ci sono docenti, imprenditori, avvocati, studenti, architetti, operatori socio-sanitari, consiglieri comunali (Riccardo Poletto, Manuel Remonato e Parolo Retinò), l’assessore di Cassola Oscar Mazzocchin tra i 34 bassanesi che hanno aderito allo “sciopero della fame a staffetta” proclamato nelle scorse settimane “per evidenziare la situazione carceraria italiana tra temperature insopportabili e sovraffollamento e difendere la salute dei carcerati”. Hanno tra i 24 e gli 88 anni. L’iniziativa è partita dall’avvocato Valentina Alberta e dal magistrato Stefano Celli di Milano per poi estendersi in tutta la penisola, Bassanese compreso.
Ristretti Orizzonti, 9 agosto 2025
Ciambriello: “c’è un’illegittima permanenza in carcere, una violazione di un diritto già riconosciuto dalla magistratura”. Il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Campania, Samuele Ciambriello, ha inviato una lettera al Prefetto di Napoli, Dott. Michele Di Bari, per segnalare una grave e persistente criticità riguardante la carenza di dispositivi elettronici di controllo i cosiddetti “braccialetti elettronici” necessari all’esecuzione delle misure alternative alla detenzione.
Il Dubbio, 9 agosto 2025
L’avvocato Giuseppe Cultrera, legale di Stefano Argentino - il 27enne morto suicida nel carcere di Messina Gazzi, reo confesso dell’omicidio della compagna di università Sara Campanella - continua a puntare il dito contro la gestione del caso, denunciando falle e scelte che, a suo dire, avrebbero contribuito a un epilogo che definisce “annunciato”. Cultrera ha scritto al Garante dei detenuti, chiedendo un intervento urgente e parlando apertamente di “suicidio annunciato” e di “errore valutativo grave e non scusabile” nella decisione di ridurre la vigilanza nei confronti del suo assistito. Per il legale, la morte di Argentino non è un fatto imprevedibile, ma il risultato di valutazioni errate e mancate cautele in un contesto già critico come quello penitenziario.
di Marco Turco
La Stampa, 9 agosto 2025
Si riaccendono i riflettori sul tema dei suicidi nelle carceri. Ieri, nella casa circondariale “Lorusso e Cutugno” di Torino, un detenuto di 45 anni originario di Genova si è tolto la vita, impiccandosi nel bagno della sua cella utilizzando un lenzuolo. Si tratta, secondo i dati, del 53esimo morto per suicidio in carcere nel 2025, a un giorno di distanza da quella avvenuta a Messina (si è tolto la vita Stefano Argentini, il 27enne detenuto con l’accusa di aver ucciso Sara Campanella, 22 anni).
di Andrea Siravo
La Stampa, 9 agosto 2025
Richiesto l’incidente probatorio, sono 33 le parti offese. Sputi in faccia, calci e pugni sferrati sull’intero corpo - in un caso anche un colpo alla testa con uno stivale - il tutto condito da insulti irripetibili e spesso razzisti. Sono le scene che la richiesta di incidente probatorio - avanzato dalla Procura di Milano nei confronti di 42 indagati - restituisce di quanto avvenuto, per mesi, nel carcere minorile Beccaria.
di Andrea Gianni
Il Giorno, 9 agosto 2025
Gli arresti del 2024 e il ritorno in libertà, in attesa dell’esito delle indagini. Rischiano pesanti condanne. La corsa per “cristallizzare” le testimonianze dei ragazzi: su 33 persone offese 5 sono già irreperibili. Gli agenti che furono arrestati un anno fa respingono le accuse e, tornati in libertà, la maggior parte di loro continua a lavorare per l’amministrazione penitenziaria ma con un ricollocamento in altri uffici con mansioni che non comportino contatti con detenuti. Una misura in attesa dell’esito delle indagini preliminari, che ad aprile d
- Nuoro. La denuncia dei detenuti: “Acqua sporca, cibo non adatto a tutti, mancano medici”
- Lamezia Terme. La Camera penale in visita al carcere di Siano
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