di Raffaele Marmo
La Nazione, 9 agosto 2025
Il giurista: ogni giorno migliaia di magistrati prendono decisioni. “La cura per ridurre le polemiche è una maggiore partecipazione dei cittadini”. Perché l’Italia non trova pace nello scontro tra politica e giustizia e sulla questione immigrazione? “Prendiamo i due temi su cui si sta svolgendo l’accademia estiva sui media: giustizia e immigrazione. E proviamo a metterli nella dovuta prospettiva, cominciando dalla giustizia”, esordisce Sabino Cassese, uno dei più autorevoli, se non il più autorevole, tra i giuristi italiani con un’attenzione precipua anche ai processi politici e sociali.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 9 agosto 2025
La Corte di giustizia Ue: sussiste senza eccezioni “un obbligo di risultato diretto ad assicurare a chi chiede protezione internazionale il soddisfacimento delle loro esigenze essenziali”. Nessuno Stato dell’Unione europea “può sottrarsi alla sua responsabilità ai sensi del diritto dell’Ue invocando l’esaurimento temporaneo delle capacità di alloggio normalmente disponibili”. Coperta mediaticamente dalla molto più nota ed attesa sentenza della Cgue (Corte di Giustizia dell’Unione Europea) sui paesi di origine sicuri, un’altra non meno rilevante sentenza della stessa Corte è stata pubblicata il primo agosto: si tratta della sentenza nella causa C-97/24 c. Irlanda relativa all’accoglienza dei richiedenti asilo.
di Diego Motta
Avvenire, 9 agosto 2025
La piega “orwelliana” di Trump e i rischi per l’opinione pubblica. L’ossessione del controllo sta contagiando i leader politici mondiali, mettendo a rischio la tenuta delle democrazie. Non c’è più Occidente che tenga, perché ormai la sfera d’influenza per chi comanda è soltanto una: quella legata al dominio dei dati e della comunicazione. Chi guida Stati e governi oggi non vuole più solo dettare l’agenda: vuole sapere in anticipo cosa si scriverà e come, anche in sfregio della verità.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 8 agosto 2025
Alla notizia del suicidio di Stefano Argentino, il giovane tormentatore e assassino di Sara Campanella, c’è chi si rattrista e chi si felicita con fare vendicativo. In ogni caso non c’è nulla di peggio, per un carcerato che vuole mettere fine alla propria vita, dell’accanita sorveglianza tesa a impedirglielo. Capisco le ottime intenzioni di chi si rattrista per il suicidio del giovane tormentatore e assassino di Sara Campanella, e di chi protesta per la leggerezza con la quale si è creduto che avesse rinunciato ai propositi autolesionistici e ai ripetuti tentativi.
di Desi Bruno*
Ristretti Orizzonti, 8 agosto 2025
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha di recente incontrato al Quirinale il Capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, ed una rappresentanza della Polizia Penitenziaria in occasione del 208° anniversario della sua costituzione e ha con forza sottolineato che “I luoghi di detenzione non devono trasformarsi in palestra per nuovi reati, in palestra di addestramento al crimine”. Mancano educatori e cure sanitarie. “È drammatico il numero di suicidi nelle carceri, che da troppo tempo non dà segni di arresto. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porvi fine immediatamente”.
di Angelo Vitale
L’Identità, 8 agosto 2025
L’Italia e il Parlamento vanno in ferie ma, come ogni anno, l’emergenza carceri diventa bollente. La situazione è a dir poco critica, con un sovraffollamento medio del 134% e un sistema che continua a versare in condizioni pesanti, accentuate dal caldo estivo senza adeguate misure di ventilazione o raffreddamento. Sul piano dei numeri, al 30 giugno i detenuti erano 62.728, in aumento rispetto all’anno precedente, mentre i posti disponibili sono circa 51.276, con una carenza di oltre 10mila posti. Una situazione peggiorata anche nel sistema penitenziario minorile, con un aumento del 50% dei giovani detenuti e condizioni degradate.
di Marco Billeci
fanpage.it, 8 agosto 2025
Come ogni estate, torna alla ribalta il tema del sovraffollamento penitenziario. Il governo ha recentemente approvato un piano carceri, che contiene varie misure, tra cui quella per creare 15mila nuovi posti negli istituti. Fanpage.it ne ha parlato con Francesco Greco, presidente del Consiglio Nazionale Forense, l’organo di rappresentanza degli avvocati, che da tempo si occupa della materia.
di Serenella Bettin
L’Espresso, 8 agosto 2025
Dalla Sicilia al Veneto, esposti e denunce dei garanti dei detenuti sulle carenze dell’assistenza. A Messina, una Tac inutilizzata perché mancano i soldi per ristrutturare la sala. Esami rinviati per mesi e anche per anni. Ma per queste persone perdere tempo significa vivere o morire, nel silenzio imbarazzante del governo che spicca per la sua inerzia, per la sua desolante assenza”. La denuncia a L’Espresso è di Lucia Risicato, garante dei diritti dei detenuti di Messina. Nel carcere di Gazzi la situazione è oltre il limite. I detenuti scontano i ritardi del servizio sanitario, quelli del reperimento dei farmaci e quelli delle uscite per esami e visite per effetto della carenza di agenti penitenziari.
di Alessandro Cozzi
ilsussidiario.net, 8 agosto 2025
Le recenti dichiarazioni di Ignazio La Russa sulle condizioni dei carcerati fanno sperare e devono far riflettere. Quest’anno ricorre il 50° anniversario della promulgazione dell’Ordinamento Penitenziario. Fu pensato e scritto in anni difficili per l’Italia, pieni di tensioni tremende, violenza, crisi a più livelli. Eppure l’Ordinamento nacque, approvato il 26 luglio di 50 anni fa; e fin dal primo articolo riporta la parola “dignità”; infatti, non vi vengono soltanto esclusi i trattamenti “degradanti”: si sottolinea il permanere dei diritti fondamentali della persona, validi anche per i detenuti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 8 agosto 2025
Il 10 aprile scorso la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per aver mantenuto al 41-bis lo storico boss ‘ndranghetista novantenne Giuseppe Morabito, nonostante il peggioramento del suo stato di salute, in particolare il decadimento cognitivo. Il governo non ha chiesto il rinvio alla Grande Camera entro i tre mesi previsti dall’articolo 43, dunque la sentenza è diventata irrevocabile e la Cedu ne ha dato notizia ufficiale. Eppure Morabito resta in carcere duro, e per giunta nonostante la diffida inviata al ministro della Giustizia dall’avvocata Giovanna Beatrice Araniti, sua legale.
- Giustizia minorile: all’ONU l’allarme per la deriva punitiva dell’Italia
- Carceri. Le agenzie Ue lanciano un nuovo toolkit per contribuire a eliminare l’epatite virale
- La Madonna di Fatima sta attraversando le carceri italiane
- “Abbassate i toni”, Mattarella e lo scontro fra Meloni e toghe
- Le ragioni (e i torti) su Almasri









