sassaritoday.it, 9 agosto 2025
Una lettera firmata da un gruppo di detenuti del carcere di Badu e Carros e inviata all’Associazione Luca Coscioni accende i riflettori sulle condizioni igieniche, sanitarie e strutturali dell’istituto penitenziario nuorese. Secondo quanto riportato, l’acqua fornita all’interno della struttura sarebbe di qualità tale da compromettere la preparazione dei pasti, l’igiene personale e la pulizia degli indumenti. A questo si aggiunge - scrive l’Associazione in una nota - un regime alimentare “esiguo”, incapace di soddisfare le esigenze di chi soffre di allergie o intolleranze.
lametino.it, 9 agosto 2025
“Nell’ambito dell’iniziativa indetta dall’Ucpi “Ristretti ad Agosto”, i penalisti Lametini rappresentati dal Presidente Avv. Renzo Andricciola, dal Segretario Avv. Antonio Muscimarro e dal responsabile locale Osservatorio Carceri Avv. Antonio Gigliotti, unitamente ai giovani colleghi della Scuola Territoriale (Resp. Avv. Tiziano Lione) agli iscritti al corso di difensore d’ufficio, hanno reso visita ai detenuti presso il carcere di Siano” è quanto si legge in una nota. “L’iniziativa finalizzata a prendere contezza della situazione detentiva, ed a sensibilizzare l’opinione pubblica e la classe politica sul problema carceri. I suicidi - spiegano - dall’inizio dell’anno sono già 53, le condizioni dei detenuti sempre più precarie, sovraffollamento, carenza di personale, carenza di strutture, carenza di personale socio sanitario.
di Tiziana Petrelli
Il Resto del Carlino, 9 agosto 2025
Viaggio all’interno della struttura che ospita 247 persone, tra uomini e donne, ben oltre la capienza regolare. “Se arrestano qualcuno oggi, non sappiamo dove metterlo”. Lasciare tutto: il telefono, la borsa, il documento. Non solo per sicurezza. È un rito di passaggio. Ogni oggetto resta fuori, come a dire che anche la propria identità, per un momento, va messa da parte. Si entra in un’altra dimensione. Quella del carcere. Villa Fastiggi, la casa circondariale di Pesaro, appare da fuori come un edificio austero. Ma è solo oltre il primo cancello - aperto con un suono secco di metallo e un dito che preme un pulsante - che il mondo cambia davvero. Si cammina scortati. Cancello dopo cancello. Bussare, attendere, attraversare. È un movimento lento, cadenzato, che impone rispetto e misura.
di Chiara Tenca
La Nazione, 9 agosto 2025
Il progetto, promosso da Acri e giunto alla settima edizione, coinvolge dodici carceri italiane. Un esempio di formazione nei mestieri del teatro per incentivare l’inclusione dei detenuti. Il progetto “Per Aspera ad Astra - Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza” promosso da Acri e sostenuti, tra gli altri, anche da Fondazione Carispezia debutta quest’anno, per la prima volta, all’interno del programma bambini e ragazzi del Festival della Mente di Sarzana con “Favola di Cì (che è partito bambino e si è fermato vecchio)”, uno spettacolo per bambini dai 6 anni in su che andrà in scena venerdì 29, sabato 30 e domenica 31 agosto alla Fortezza Firmafede.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 9 agosto 2025
La tragedia di Marcinelle, in Belgio, dove persero la vita 262 uomini, di cui più della metà, 136, italiani, 95 belgi, 31 di altre nazionalità, fu una tragedia del lavoro, ma anche della emigrazione causata dalla povertà e dalla mancanza di opportunità. Nel caso del lavoro nelle miniere di carbone, come a Marcinelle, stante il crescente rifiuto dei belgi di fare uno dei lavori più pericolosi e comunque insalubre, l’emigrazione era persino l’esito di un accordo formale tra governo italiano e governo belga, il Protocollo italo-belga del giugno 1946. Esso impegnava l’Italia a inviare (quindi reclutare tra i contadini poveri, soprattutto nel Mezzogiorno) 50.000 lavoratori in cambio di carbone.
di Daniela Zero
collettiva.it, 9 agosto 2025
Un cartello internazionale invita i governi a eliminare gli arsenali nucleari, riequilibrare ricchezza, sostenere salari dignitosi e investire in welfare. In occasione dell’80esimo anniversario dei bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, un’ampia alleanza di organizzazioni internazionali ha lanciato un appello ai governi di tutto il mondo: è il momento di “riaffermare il loro impegno per un mondo libero dalle armi nucleari, onorando la richiesta degli hibakusha e del Premio Nobel per la pace 2024 Nihon Hidankyo, e di dare priorità allo sviluppo sostenibile rispetto al militarismo”. Una chiamata all’azione urgente che arriva mentre la crisi democratica globale si intreccia con la crescita delle spese militari, l’avanzare dell’autoritarismo e l’aggravarsi della crisi climatica.
di Gilda Maussier
Il Manifesto, 9 agosto 2025
Nell’ultimo anno, all’associazione Luca Coscioni 580 richieste di aiuto per morire. Il Numero Bianco che l’associazione Luca Coscioni ha dedicato a chi cerca informazioni per orientarsi sulle scelte di fine vita ha squillato nell’ultimo anno in media 44 volte al giorno; il 14% in più rispetto all’anno precedente. Tante sono infatti le richieste ricevute negli ultimi dodici mesi dagli operatori coordinati da Valeria Imbrogno, compagna di Dj Fabo (al secolo Fabiano Antoniani, che nel 2017 si suicidò in una clinica Svizzera aiutato da Marco Cappato e la cui vicenda aprì la strada alla sentenza pilota 242/2019 della Corte costituzionale). Mentre al Senato si attende la ripresa dei lavori parlamentari dopo le ferie estive per vedere come procederà l’iter del ddl sul Fine vita il cui testo base adottato nelle commissioni a colpi di maggioranza si discosta completamente dalle raccomandazioni della Consulta.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 9 agosto 2025
Camere sovraffollate, persone migranti costrette a dormire in tenda, topi che infestano gli alloggi e cure mediche inadeguate. Queste sarebbero le condizioni del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia, denunciate dalla ong No Name Kitchen, che da dicembre 2024 a giugno 2025 ha intervistato decine di ospiti sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura, raccogliendo a fine luglio i risultati nel report “Benvenuti nel vuoto”. Al momento, la crisi sembra rientrata: la prefettura di Gorizia, contattata a inizio agosto da Avvenire, assicura che il Cara non è sovraffollato e che “i posti occupati, dei 300 in convenzione, sono circa 250”. Sono gli stessi uffici, però, a confermare che in passato il centro ha affrontato problemi di sovraffollamento: “Le tende sono state usate anche la scorsa estate”, spiegano.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 9 agosto 2025
Diminuiti i rimborsi da parte dello Stato, i centri più in difficoltà sono Milano e Roma, ma anche Trieste, Bergamo, Genova e Napoli. Nei Comuni italiani mancano i fondi per l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati e i sindaci lanciano l’allarme per una situazione che rischia di diventare “insostenibile”. In ballo non ci sono solo i diritti dei migranti minorenni arrivati da soli nel nostro Paese ma anche i bilanci degli enti locali. Con una circolare di giugno, infatti, il Viminale ha cambiato le regole per il contributo alle spese di accoglienza già anticipate dai comuni italiani: di fatto verrà rimborsata solo il 35% del totale.
di Giulia Ricci
La Stampa, 9 agosto 2025
Class action di 18 immigrati, per la prima volta un tribunale condanna il ministero: procedure che ostacolano i diritti. Una prassi che impone “condizioni mortificanti” e dagli effetti “discriminatori” per i richiedenti asilo. E l’obbligo di cambiare il proprio modello organizzativo. Con una sentenza destinata a fare giurisprudenza in tutta Italia, il Tribunale di Torino definisce così le lunghe code (e le inutili attese) davanti agli uffici della Questura per la richiesta di protezione internazionale. La decisione del giudice Andrea Natale arriva in risposta ad una complessa azione collettiva antidiscriminatoria, la prima giunta ad una analisi di merito in Italia, portata avanti da 18 richiedenti asilo e dall’Asgi, l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, contro il Ministero degli Interni e la Questura di Torino.









