gazzettadellaspezia.com, 8 agosto 2025
Il progetto “Per Aspera ad Astra - Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, promosso da Acri, debutta quest’anno, per la prima volta, all’interno del programma bambini e ragazzi del Festival della Mente di Sarzana con “Favola di Cì (che è partito bambino e si è fermato vecchio)”, uno spettacolo per bambini dai 6 anni in su che andrà in scena venerdì 29, sabato 30 e domenica 31 agosto alla Fortezza Firmafede di Sarzana. Lo spettacolo è la produzione finale della settima annualità del progetto “Per Aspera ad Astra”, avviato nel 2018 e attualmente attivo in dodici carceri italiane, con percorsi di formazione professionale innovativa nei mestieri del teatro: attori, drammaturghi, scenografi, costumisti, truccatori, fonici, tecnici luci. L’iniziativa ha coinvolto oltre mille detenuti in più di 300 ore di formazione, dimostrando che la cultura può essere uno strumento potente di riscatto personale e reinserimento sociale. A rendere possibile questo progetto è una rete di soggetti uniti in una inedita comunità: Fondazioni di origine bancaria, compagnie teatrali, direzioni e personale carcerario, detenuti.
di Francesco Muser
L’Espresso, 8 agosto 2025
Una raccolta dei suoi saggi ripercorre il pensiero di Grazia Zuffa su sostanze, dipendenze e repressione. Svelando il fallimento della visione penale/morale. Il volume “Stigma e pregiudizio. Uno sguardo dissacrante sulle droghe” raccoglie alcuni saggi significativi sulla politica delle droghe e dà una idea della ricchezza dello sguardo affilato di Grazia Zuffa, parlamentare, militante, studiosa. Emerge un’elaborazione originale, capace di rompere paradigmi banali e consolidati sul senso comune e impegnata a contestare il modello penale/morale, secondo cui il consumatore di sostanze vietate è ridotto alla categoria riduttiva di “deviante” e soprattutto preda del dominio incontrollato della “droga”, impossibilitato a determinarsi e pressoché incapace di intendere e volere; un chiaro rifiuto della sua vittimizzazione.
di Gilberto Corbellini
Il Dubbio, 8 agosto 2025
Il documento dell’Accademia, presentato come contributo tecnico per il legislatore, interviene su questioni sensibili. Il documento dell’Accademia dei Lincei sul fine vita è presentato come un contributo tecnico, indirizzato al legislatore al fine di dotare il Paese di una legge sicura ed efficace. Da un’accademia scientifica ci si aspetterebbe qualcosa di meno assertivo ed esoterico, stante la natura eticamente dibattuta del tema e leggibile da cittadini con una cultura media. Un documento scritto con l’intento dichiarato dovrebbe giustificare e dire quali risultati, positivi o negativi, si possono prevedere su basi fattuali e non speculative, seguendo una o l’altra strada, tra le opzioni possibili. Se si ragiona solo in modi risoluti, si fa del diritto paternalista, o politica. Si dovrebbe forse dire che fare una legge in materia è importante sulla base dell’epidemiologia medica del fine vita, dei dati empirici relativi al modo in cui avvengono le scelte individualmente e come sono governate nei Paesi senza leggi e in quelli dotati di leggi, considerare in che modo hanno funzionato i criteri che sono stati adottati da altri Paesi che hanno legalizzato l’aiuto a morire, eccetera. Il documento da un lato dice di non voler entrare in questioni teoriche e quindi prendere posizione su aspetti controversi, d’altro canto si esprime sulle implicazioni del personalismo costituzionale, sulle cure palliative, sulla natura della scelta da parte del paziente, sul ruolo del giudice, eccetera.
di Vitalba Azzollini*
Il Domani, 8 agosto 2025
La nota diffusa da Palazzo Chigi dopo la sentenza della Corte di Giustizia Ue in tema di paesi sicuri e un’intervista del professore sollevano alcune perplessità. Può essere utile chiarirle. Tra i molti commenti sulla sentenza con cui la Corte di giustizia dell’Unione europea ha sancito che un paese può dirsi “sicuro” solo quando lo sia per ogni categoria di persone, quelli contenuti in una nota diffusa da Palazzo Chigi e in un’intervista rilasciata dal professor Sabino Cassese sollevano alcune perplessità. Può essere utile chiarirle.
di Associazione italiana dei professori di diritto penale
Il Domani, 8 agosto 2025
Se, a livello globale, non sarà posto un freno all’indebolimento dello stato di diritto e delle società democratiche, e alla correlata crisi del diritto internazionale, il rischio, come la vicenda di Gaza mostra in modo evidente, è di un balzo indietro nella storia e di un marcato arretramento della civiltà del diritto. L’Associazione italiana dei professori di diritto penale (Aipdp) unisce la propria voce a quelle delle associazioni scientifiche, delle istituzioni pubbliche e private e delle autorità, laiche e religiose, che stanno denunciando all’opinione pubblica la situazione in atto nella Striscia di Gaza, drammaticamente sempre più grave e intollerabile.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 agosto 2025
Il progetto del Dap senza politiche deflattive servirà a ben poco. Il viaggio fra le mura delle carceri italiane somiglia sempre più a un romanzo a puntate, in cui capitoli di sofferenza si alternano ad altrettanti momenti di attesa. Ma oggi i numeri non solo gridano più forte di qualsiasi parola: urlano un’emergenza che ha raggiunto livelli drammatici, ma che i lavori di edilizia programmati non potrebbero risolvere. Il documento programmatico del Programma Carceri 2025- 2027 da poco reso pubblico sul sito del ministero della Giustizia, ammette senza mezzi termini una realtà allarmante: “Nell’ultimo biennio, peraltro, l’indice di affollamento è aumentato a tassi maggiori rispetto al precedente, attestandosi, al 31 dicembre 2024, a circa il 120%”.
di Gioele Urso
lospiffero.com, 7 agosto 2025
Niente carcere se non c’è posto. Un po’ come succede nelle scuole, in albergo o al cinema. Se si è raggiunto il limite di capienza si sta fuori. A proporre di introdurre il numero chiuso nelle carceri italiane è Europa Radicale che, da una parte, rispolvera la proposta “pannelliana” dell’amnistia e, dall’altra, chiede al Governo di approvare la proposta di legge depositata in Parlamento da Riccardo Magi, di +Europa: ispirandosi al modello britannico, introduce il principio che se il limite di capienza è stato raggiunto, chi dovrebbe entrare rimane fuori.
di Patrizio Gabetti
laprimalinea.it, 7 agosto 2025
Il 3 e 4 agosto scorsi, in Valle d’Aosta e in Puglia, a poche ore di distanza si sono tolte la vita due persone molto diverse ma unite da un destino tragicamente speculare: Sandra Manfré, vicequestore della Polizia di Stato, e un detenuto del carcere di Brissogne. Entrambi vivevano dentro il sistema della Giustizia, ma lo facevano da versanti opposti: chi ne indossava l’uniforme, chi ne subiva le sbarre. Eppure, tutti e due sembrano esserci precipitati dentro, fino a rimanerne schiacciati.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 7 agosto 2025
Centoventi chilometri, un’indubbia esperienza di libertà e anche di grande valore simbolico e spirituale, “come segno di un reale percorso di cambiamento”, per usare le parole di don Massimo. Non un’uscita premio, per quanto sorvegliata e accompagnata, ma un vero cammino spirituale, interiore, condiviso, durante il quale queste tre persone stanno raccogliendo pensieri, riflessioni, persino preghiere. Le annotano su un’agenda bianca. L’obiettivo è consegnarla oggi di persona a Papa Leone. Saprà farne tesoro, lui che fra i primi ricordi di Papa Francesco ha voluto proprio citare tutte le volte che ha varcato i cancelli di una prigione.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 7 agosto 2025
Vladimiro Zagrebelsky era l’uomo del diritto e dei diritti, come gli riconosce chiunque abbia versato una goccia nel fiume di commozione seguito alla sua scomparsa. Il suo sguardo era un po’ più ampio, un po’ meno incrostato, tale da aprire una finestra della nostra cultura giuridica verso l’Europa e il mondo. Magistrato, giurista, docente, giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo dal 2001 al 2010, ha allargato il suo pensiero per riempire anche il nostro. Fino all’ultimo, quando ieri se ne è andato all’età di 85 anni nella sua casa di villeggiatura a Gressoney-La-Trinité, in Valle d’Aosta.
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