di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 aprile 2025
Graziano Mesina, l’ex primula rossa del banditismo sardo, ha ottenuto la scarcerazione: il tribunale di sorveglianza di Milano ha accolto la settima istanza dei suoi avvocati, che chiedevano il differimento della pena per motivi di salute. L’ex bandito, attualmente ricoverato nel reparto penitenziario dell’ospedale San Paolo di Milano, ha 83 anni e vive in condizioni disperate. Le avvocate Beatrice Goddi e Maria Luisa Vernier hanno sottolineato come le condizioni cliniche di Mesina siano peggiorate negli ultimi due mesi. Non si alimenta, non si muove, fatica a parlare e non riconosce chi gli sta vicino. La diagnosi: una patologia oncologica diffusa, incurabile e in fase terminale.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 12 aprile 2025
Il giudice che nega i domiciliari in caso di reati per cui è presunta l’adeguatezza del carcere non è tenuto a motivare sulla proposta di uso dello strumento se accerta la sussistenza del rischio attuale di reiterazione. La richiesta di arresti domiciliari - anche con l’aggiunta del braccialetto elettronico - in luogo della custodia cautelare in carcere non impone al giudice di motivare esplicitamente sull’inadeguatezza dello strumento elettronico di controllo se si rientra in uno di quei casi in cui la necessità della restrizione inframuraria è presunta dalla legge e il giudice ha appurato la sussistenza del pericolo attuale di reiterazione del crimine.
di Sabrina Tomè
Il Mattino di Padova, 12 aprile 2025
Allarme carceri in Veneto: 2.722 detenuti contro 1.938 posti disponibili. Sovraffollamento al 140%, con picchi del 183% a Treviso. Crescono i suicidi, mancano agenti e medici. Le proposte del Garante e della politica. Il tema del sovraffollamento delle carceri, è tristemente noto. Ma in Veneto è particolarmente grave, con numeri - quelli del 2024 del Garante per i Diritti della Persona Mario Caramel illustrati il 10 aprile in Commissione Sanità e Politiche Sociali - tra i più alti d’Italia. I detenuti rinchiusi nei nove istituti penitenziari sono 2.722, un piccolo paese. Un paese che però potrebbe accoglierne, stante i posti a disposizione, 1.938. Questo si traduce in un tasso di sovraffollamento pari al 140% che colloca il Veneto al quarto posto in Italia, dietro Puglia, Lombardia e Friuli (al 142%). La situazione peggiore è a Treviso con il 183% di sovraffollamento, poco più sotto Verona con il 179%, quindi il circondariale di Venezia (maschile) con il 164%; meno peggio la Giudecca con l’89%.
di Valentina Petrini
La Stampa, 12 aprile 2025
I familiari del detenuto in coma: “Un suo amico racconta che stava male già da tre giorni”. La direzione del Regina Coeli: “Trasportato in ospedale ai primi sintomi”. “Quando siamo arrivati in ospedale la dottoressa di turno, con le lacrime agli occhi, ha detto: mi dispiace mi hanno portato Tiziano che era già in coma. Da lì è iniziato il calvario”. Valentina è la sorella di Tiziano Paloni, 40 anni, romano, detenuto in attesa di giudizio nel carcere di Regina Coeli per detenzione illecita e aggravata di stupefacenti. Mercoledì 9 aprile la famiglia di Tiziano Paloni, attraverso l’avvocato Fabio Harakati contatta La Stampa. “Il mio assistito sta morendo. Non vogliamo accusare nessuno, ma abbiamo delle domande perché diverse cose non sono chiare. Una su tutte: i familiari hanno saputo del ricovero di Tiziano solo ore dopo e non da autorità carcerarie o ospedaliere. Sono stati informati dai parenti di un altro detenuto. Perché?”.
di Manuela Sicuro
mitomorrow.it, 12 aprile 2025
La direttrice Palù: “Il recupero dei detenuti riguarda la collettività”. A tu per tu con chi dirige il carcere più affollato d’Italia, partendo dal progetto di recupero degli arredi di Regusto, per arrivare alle esigenze dell’istituto penale milanese: “Il personale carcerario affronta delle situazioni difficili da immaginare”. Dare una seconda opportunità di recupero è, o almeno dovrebbe essere, il principio di ogni istituto di pena. Questo è l’obiettivo del progetto Second Chance, che gestisce il riciclo e la distribuzione di prodotti e arredi a rischio spreco donati da aziende a strutture detentive del territorio.
di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 12 aprile 2025
Il vescovo Ivo Muser ha celebrato la messa di Pasqua per una cinquantina di detenuti: “Diritto di espiare la pena in condizioni dignitose. “Garantire condizioni dignitose nelle carceri non è una concessione, ma un obbligo”. L’esortazione è del vescovo Ivo Muser che ieri mattina, 10 aprile, nella casa circondariale di via Dante, ha celebrato la messa di Pasqua alla presenza di una cinquantina di detenuti. Tornando a ribadire la necessità di costruire un nuovo carcere: “L’anno santo è l’anno del cambiamento, e cambiare richiede coraggio. Il coraggio di affrontare il problema del sovraffollamento, di migliorare le condizioni di vita in carcere, di investire in percorsi di rieducazione che diano una reale possibilità di riscatto. Non è un problema bolzanino, ma tocca tutto il Paese. E agire è una responsabilità politica e morale, perché anche chi ha sbagliato ha il diritto di espiare la pena in condizioni dignitose”.
di Amedeo Lomonaco
vaticannews.va, 12 aprile 2025
L’incontro “Cultura è vita nei luoghi di detenzione”, promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione e dal Dicastero per la Comunicazione, è stato l’occasione per illustrare progetti, legati al mondo penitenziario, in cui la formazione, l’arte e lo studio riescono a riaccendere la speranza anche in chi è privato di uno dei beni più grandi, la libertà. Intervenuti, tra gli altri, i prefetti dei due Dicasteri il cardinale José Tolentino de Mendonça e Paolo Ruffini.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 12 aprile 2025
Gli errori fatti e le speranze nelle lettere dei carcerati dall’inferno di Sollicciano. A Firenze la lettura del cappellano al termine della processione. “Vorrei tornare a fare passeggiate coi miei figli”. “Tutti questi anni di prigione mi hanno fatto capire l’immenso errore, quanta parte della mia vita avevo sciupato, quanto dolore avevo inferto”. Le lettere dei detenuti dall’inferno del carcere di Sollicciano a Firenze riecheggiano lungo la Via Crucis dei giovani. Parole dove i reclusi raccontano le loro sofferenze, i loro errori, le loro speranze. Tra loro c’è un signore siciliano.
L’Arena, 12 aprile 2025
“Non vanno esclusi ma responsabilizzati”. Giovedì 17 aprile il convegno nazionale con la presentazione dei risultati del progetto che ha visto il Comune di Verona a guida delle 8 città italiane coinvolte. Ragazzi autori di reato, esiste un percorso che aiuta a ricostruirsi allontanandosi dalla devianza. La giustizia può anche riparare non solo punire. Si chiude a Verona, il 17 aprile al Palazzo della Gran Guardia, il progetto “Tra Zenit e Nadir: rotte educative in mare aperto” con un convegno in cui saranno presentati i risultati ottenuti ed una riflessione sulla condizione giovanile. L’iniziativa ha permesso di sperimentare l’approccio del paradigma riparativo per prevenire la criminalità minorile, responsabilizzare i minorenni autori di reato, attivare le comunità locali per recuperare e far ripartire i ragazzi coinvolti nel circuito penale.
di Andrea Aversa
L’Unità, 12 aprile 2025
Un giovane con problemi di salute e che ha commesso degli errori, ha narrato l’inferno vissuto a Poggioreale. Ma ha anche descritto i sentimenti e le emozioni che possono caratterizzare la comunità penitenziaria e la convivenza tra i detenuti. Lo scopo è quello di affermare che così com’è la pena non serve, perché finalizzata soltanto alla punizione e non al recupero delle persone
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