La Stampa, 7 agosto 2025
Dopo gli attacchi di Fratelli d’Italia, già raccolte oltre 200 firme. “L’equilibrio, il rigore, la tenacia e l’indipendenza di Bruno Mellano sono la scelta migliore per succedere a Monica Gallo come Garante dei detenuti di Torino”. Parola di Franco Corleone, presidente del Comitato scientifico della Società della ragione (associazione che si occupa di giustizia e diritti, ndr), ma anche di oltre duecento persone. Sono quelle che in due giorni, insieme a tantissime onlus e realtà della società civile, hanno firmato l’appello lanciato in difesa dell’ex Garante regionale dopo l’attacco di Fratelli d’Italia.
L’Unione Sarda, 7 agosto 2025
“Scelta pericolosa”. Incontro con il direttore del Dap: “Su un’unica regione un peso sproporzionato e insostenibile, rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico”. I parlamentari sardi del Pd chiedono a gran voce di fermare il trasferimento di 92 detenuti in regime di 41 bis nel carcere di Uta. Marco Meloni e Silvio Lai, assieme alla responsabile giustizia dei dem Debora Serracchiani hanno incontrato il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Stefano De Michele, a cui hanno espresso tutte le loro preoccupazioni per la disposizione del ministero della Giustizia.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 7 agosto 2025
Il presidente del Senato e il vicepresidente del Csm si sono confrontati coi reclusi nel laboratorio “Spes contra spem” promosso da Nessuno tocchi Caino. Un dialogo senza precedenti tra istituzioni e detenuti si è svolto ieri nel carcere romano di Rebibbia, dove il laboratorio “Spes contra spem” promosso da Nessuno tocchi Caino ha ospitato due figure di vertice dello Stato: Fabio Pinelli, vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura, e Ignazio La Russa, presidente del Senato. La loro presenza ha assunto un valore simbolico e politico forte, dimostrando un impegno concreto nell’affrontare quella che viene ormai definita da più parti un’emergenza umanitaria: il sovraffollamento carcerario.
di Emiliano Rozzino
giornalelavoce.it, 7 agosto 2025
Digiuna per chi in carcere non ha più voce. “Oggi digiuno per 50 persone dimenticate e perché non voglio rassegnarmi a vedere ancora diritti violati e dignità calpestate nelle nostre carceri”. È questo il messaggio - breve, forte, incisivo - con cui Roberto Capra, avvocato penalista torinese e presidente della Camera Penale del Piemonte Occidentale “Vittorio Chiusano”, ha annunciato la sua adesione pubblica alla campagna nazionale di digiuno a staffetta. Un gesto simbolico. Un atto di denuncia. Un modo per scuotere le coscienze di un Paese che continua a ignorare quello che succede dentro i muri delle sue prigioni. Le “50 persone dimenticate” non sono numeri: sono i detenuti che, dall’inizio dell’anno, si sono tolti la vita negli istituti penitenziari italiani. Una cifra che fa paura. Una cifra che parla di abbandono, solitudine, disperazione.
di Daniele Rescaglio
Il Giorno, 7 agosto 2025
Una popolazione carceraria troppo numerosa rispetto ai posti disponibili. Anche il carcere di Cremona vive la condizione che riguarda molte strutture penitenziarie, con un numero di detenuti ad oggi pari a 550 contro i 380 posti disponibili. Ieri mattina il consigliere regionale Dem, Matteo Piloni, ha incontrato la direttrice della struttura, Giulia Antonicelli, e la comandante della polizia penitenziaria, Letizia Tognali, e con loro ha visitato la struttura di via Ca’ de Ferro. “Ringrazio la direttrice Giulia Antonicelli e la comandante della polizia penitenziaria Letizia Tognali, della casa circondariale di Cremona per la disponibilità a ricevermi per una visita e un colloquio.
cronachesalerno.it, 7 agosto 2025
La Uil Campania entra nelle carceri di Salerno e Vallo della Lucania per essere al fianco dei detenuti come persone e come cittadini: è stata avviata, infatti, una convenzione grazie alla quale il patronato Ital e il Caf della Uil, offrono servizi gratuiti ai detenuti, come la consulenza legale, l’assistenza di un medico per le richieste di invalidità e tutte quelle pratiche che si fanno in un patronato e in un Caf. “Il sindacato, la Uil - sottolinea Giovanni Sgambati, segretario generale della Uil di Napoli e Campania - entra nelle carceri con i suoi servizi, lo fa per la prima volta a Salerno, a Vallo della Lucania, per sostenere i detenuti i quali, a prescindere dai reati che hanno commesso o dalle pene che stanno scontando, restano persone che necessitano di servizi e di tutele. Anche questo è un modo, uno strumento, per reintegrarli socialmente e per dare loro una nuova possibilità di riscatto e di nuova scelta di vita”.
di Cristina Palazzo
La Repubblica, 7 agosto 2025
“Tra un anno finisce tutto”. Decine di migliaia le assunzioni a tempo fatte grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che però giungerà al termine a metà 2026. In tribunali, scuole e atenei monta l’ansia: “Dateci un futuro”. Lavoratori e ricercatori che con il Pnrr hanno avuto la possibilità di avere un impiego ma che alla sua scadenza rischiano di restare a casa. Illusi dalla possibilità di crearsi una strada verso la stabilizzazione e che ora vedono il loro futuro legato a doppio filo alla lancetta che scandisce il countdown per la fine del Piano nazionale di ripresa e resilienza che, nelle intenzioni iniziali, doveva essere attuato entro il 30 giugno 2026.
di Andrea Carlino
orizzontescuola.it, 7 agosto 2025
Il piano da 45 milioni di Valditara per portare istruzione e futuro dove il diritto allo studio è più fragile e a rischio. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha destinato 45 milioni di euro per rafforzare il diritto allo studio degli studenti che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità. Con la firma di due decreti specifici da parte del Ministro Giuseppe Valditara, si è dato il via a un importante stanziamento di fondi: 25 milioni saranno indirizzati alla scuola in carcere, mentre 20 milioni andranno a beneficio dell’istruzione domiciliare e ospedaliera. L’obiettivo primario è quello di potenziare l’offerta formativa per gli alunni in stato di restrizione o fragilità, garantendo continuità e qualità al loro percorso educativo.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 agosto 2025
Prevista a settembre la relazione della giunta per l’Aula. Meloni al Tg5 attacca: “Disegno politico intorno ad alcune decisioni sull’immigrazione”. Dopo i feroci attacchi seguiti all’invio degli atti al Tribunale dei Ministri, difficile, all’esito della lettura della richiesta di autorizzazione a procedere, attribuire al procuratore di Roma, Francesco Lo Voi, l’intento di colpire per via giudiziaria il governo. Compare alle prime pagine del documento, infatti, la sua richiesta di archiviazione non solo della premier Giorgia Meloni - poi effettivamente archiviata - ma anche, seppur in parte, per gli altri indagati.
di Paolo Delgado
Il Dubbio, 7 agosto 2025
Il Governo invoca la tutela della sicurezza nazionale ma glissa sul contenuto delle intese con Tripoli. Nelle 91 pagine stilate dal Tribunale dei Ministri per sostenere la richiesta di autorizzazione a procedere contro due ministri e un sottosegretario che pesa più di quasi tutti i ministri, quel che colpisce è la sostanziale sintonia con la più concisa e furibonda replica di Giorgia Meloni. La premier difende e rivendica “la correttezza dell’operato dell’intero Esecutivo”, cioè la liberazione di Almasri, in quanto dettata dalla “tutela della sicurezza degli italiani”. Secondo i giudici i ministri Pantedosi e Tajani, il sottosegretario Mantovano, i capi della polizia e del Dis Pisani e Rizzi avrebbero in apposito vertice sottolineato la preoccupazione per “possibili ritorsioni libiche”. Il governo avrebbe pertanto effettivamente deciso di liberare Almasri per “tutela la sicurezza”, in particolare dei 500 italiani residenti in Libia, a maggior ragione essendo allora recente il caso dell’arresto in Iran della giornalista Cecilia Sala.
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