telenuovo.it, 6 agosto 2025
“Ho visitato il carcere di Padova e durante la mia visita è emersa con forza una criticità, ribadita anche dalla Direzione Sanitaria, che non possiamo più ignorare: la carenza di personale sanitario nelle strutture penitenziarie. Perché senza incentivi adeguati, sarà sempre più difficile garantire cure e servizi fondamentali” dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del movimento civico Il Veneto che Vogliamo a margine della visita. “Per questo ho proposto che tutte le carceri del Veneto vengano riconosciute come “aree disagiate” e fino ad ora siamo riusciti ad arrivare a questo risultato solo su alcune province come Rovigo e Venezia. Il riconoscimento di questo status per tutte le carceri del Veneto permetterebbe di prevedere maggiori incentivi economici e professionali per il personale sanitario, attirando figure indispensabili per la salute dei detenuti e il buon funzionamento del sistema” continua Ostanel.
Corriere del Veneto, 6 agosto 2025
Messi a punto col Comune percorsi psico-educativi per gli uomini detenuti. Tra Comune e casa circondariale di Montorio è stato siglato, in collaborazione con il centro “Non Agire Violenza”, l’accordo per attivare percorsi psico-educativi rivolti agli uomini detenuti per reati sessuali, per maltrattamenti contro familiari e conviventi e per atti persecutori. Detenuti per i quali è stato messo a punto un programma specifico con attività di recupero a carico del sistema penitenziario. L’accordo è stato predisposto dalla vicesindaca Bissoli e dalla direttrice del carcere, Maria Grazia Bregoli.
L’Unione Sarda, 6 agosto 2025
La delegazione degli avvocati della Camera Penale di Cagliari ha segnalato persistenti criticità strutturali e gestionali. Ambienti in condizioni degradate, rischio sovraffollamento e accessi negati alle celle: è il quadro critico emerso dalla visita all’Istituto Penale per i Minorenni (Ipm) di Quartucciu, condotta nei giorni scorsi da una delegazione della Camera Penale di Cagliari insieme alla responsabile dell’Osservatorio Carcere Ucpi Sardegna. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del progetto nazionale “Ristretti in Agosto”, promosso annualmente dall’Unione delle Camere Penali Italiane per monitorare le condizioni di detenzione durante il periodo estivo.
La Prealpina, 6 agosto 2025
Segnalati tuttavia i problemi endemici delle strutture italiane: sovraffollamento e carenza di personale. Martedì 5 agosto la Camera Penale di Busto Arsizio ha inviato una delegazione composta dagli avvocati Michela Ghiso, Anna Monica Ielmini, Lorenzo Parachini, Samuele Genoni, Elisa Rocchitelli, Giovanni Pignataro e Andrea Febbraio presso la casa circondariale di Busto Arsizio. All’iniziativa ha aderito anche il consigliere del Comune di Gallarate, nonché consigliere provinciale, Marco Colombo. La delegazione è stata accolta e accompagnata durante una visita, che ha interessato l’intero istituto, dalla direttrice Maria Pitaniello, dalla responsabile dell’area trattamentale, Valentina Settineri, e dal personale della polizia penitenziaria.
abruzzosera.it, 6 agosto 2025
“È stato inaugurato ieri l’Istituto Penale per Minorenni dell’Aquila, un evento celebrato come un grande segnale di attenzione del Governo verso il territorio e le problematiche vissute dalle ragazze e dai ragazzi che qui vivono. Se davvero si pensa che investire sulla detenzione minorile sia un modo efficace per contrastare il disagio giovanile, come riportato nella nota del senatore Liris, siamo di fronte a due ipotesi: o si è scoperta una nuova frontiera della pedagogia oppure si sta dando una risposta “facile” ma sbagliata a un problema complesso e reale”.
di Giorgio Paolucci
Avvenire, 6 agosto 2025
L’esperienza (unica) al carcere di Opera: uno spazio di relazione tra i reclusi e gli ospiti del centro psichiatrico Camaleonte della Fondazione Sacra Famiglia che li fa sentire persone libere. L’esordio è un tripudio di strette di mano, baci, abbracci, sorrisi, in un luogo dove c’è poco da ridere. Si incontrano due volte al mese in un salone del carcere di Opera, alle porte di Milano. Matti e criminali, per dirla in maniera brutale, secondo il linguaggio della strada. Per dirla meglio, persone disabili e persone detenute. Persone. I primi arrivano dal Camaleonte, il centro diurno psichiatrico della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone, storico luogo di accoglienza nato nel solco della carità cristiana.
Libertà, 6 agosto 2025
Quando le note si alzano sul cortile interno e dalle alte mura del carcere delle Novate, la sera si è già impadronita del giorno. A lasciarsi trasportare dalla musica ci sono un centinaio di persone sedute. Nel rettangolo di cielo che va scurendosi sopra le loro teste appaiono e scompaiono gli uccelli migratori. Chissà se anche a loro è giunto qualcosa del concerto “Gli Ottoni della Cherubini”, iniziativa che fa parte del progetto “La musica senza barriere” che intende portare la musica a chi non può varcare la soglia di un teatro, tenuto ieri sera in carcere dall’Orchestra Giovanile Cherubini fondata dal maestro Riccardo Muti nel 2004.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 6 agosto 2025
Nell’insofferenza politica per la presenza dei giudici e per il ruolo che essi svolgono ha un peso importante il tema della pretesa invenzione di “nuovi diritti”: nuovi diritti che danno ai giudici nuove occasioni di intervento. Il giudice non interviene di sua iniziativa, ma risponde a una domanda, cui è obbligato a dar risposta. La vicenda dei diritti legati all’ambiente è emblematica di come essi prima si manifestino nell’evoluzione della sensibilità sociale e politica e poi prendano corpo e vigore sul piano del diritto. In Europa è significativo ciò che è avvenuto nel campo dei diritti individuali, in vicende in cui è importante questo o quell’aspetto dell’ambiente.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 agosto 2025
Fascette di plastica strette ai polsi per oltre venti ore, destinazioni taciute, diritti calpestati: così il nostro Stato trasferisce migranti verso l’Albania senza un provvedimento scritto, in aperto contrasto con la Costituzione e le norme europee. Un viaggio che trasforma l’espulsione in tortura burocratica, documentato dal report “Ferite di confine. La nuova fase del modello Albania”, presentato a fine luglio dal Tavolo Asilo e Immigrazione. Da aprile scorso, decine di persone trattenute nei Centri di permanenza e rimpatrio (CPR) italiani vengono ammanettate con fascette in velcro e caricate su pullman e navi, come se la dignità fosse un optional. Questo sistema non sfiora solo la legalità: la travolge.
di Susanna Ronconi
Il Manifesto, 6 agosto 2025
Dopo gli immigrati, per Trump è l’ora dei senza dimora, dei consumatori di droghe e delle persone affette da disturbi mentali. Anzi, è l’ora di colpire gli americani che assommano in sé tutte e tre le condizioni, facendo della massima sofferenza sociale l’oggetto di una nuova crociata di “tolleranza zero”. Con un ordine esecutivo presidenziale - che obbliga tutte le amministrazioni, federali e statali - denominato Ending crime and disorder on America’s streets (Porre fine alla criminalità e al disordine sulle strade americane), si rende operativa la radicale criminalizzazione delle persone senza dimora, individuate come prima causa di insicurezza urbana e minaccia ai cittadini.
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