di Paolo Moretti
La Provincia, 10 aprile 2025
Il cronista Alessandro Trocino racconta dodici storie di persone che si sono tolte la vita nelle carceri italiane. “Un omaggio alla memoria, ma anche un modo di parlare di diritti negati”. Oggi alle 18 l’incontro alla Ubik. “Una società dove si contempla l’inferno sulla terra ha perso in partenza”. Parole di una sorella, che in quell’inferno ha perso il fratello. Trovato morto, con un pezzo di lenzuolo attaccato a una grata e poi stretto al collo. Un inferno dove, dall’inizio di quest’anno, si sono tolte la vita già 22 persone. Dove tra il 2021 e il 2024 si sono registrati, ogni anno in media, 73 suicidi. Quel luogo, quell’inferno sulla terra, è il carcere.
trevisotoday.it, 10 aprile 2025
Incontri culturali in carcere, alle librerie Paoline e alla Libreria San Leonardo di Treviso, hanno fatto da speciale cornice all’edizione 2025 del progetto “Libro Sospeso” di Cittadinanzattiva, che consiste nella donazione di libri nuovi - con dedica - alle persone detenute nella casa circondariale di Santa Bona. Con l’iniziativa sul “Volontariato capace di dare forza alla solidarietà e alla speranza” martedì 08 aprile alla Libreria San Leonardo di Treviso si è chiusa l’attività a sostegno del progetto “Libro Sospeso 2025” di Cittadinanzattiva Treviso, attività grazie alla quale i cittadini possono donare volumi nuovi alle persone detenute nel carcere di Santa Bona di Treviso.
di Cristina Giudici
Il Foglio, 10 aprile 2025
C’è è chi ha sorriso con discrezione e chi, esuberante, ha improvvisato una gag per “i forestieri” entrati nella sezione femminile del carcere modello di Bollate. Quello noto per i quadri colorati alle pareti, le attività trattamentali, il lavoro, lo studio al fine di rendere la pena meno afflittiva e più rieducativa. Eppure Bollate è pur sempre una prigione, dove a un certo punto c’è chi dice basta, mi arrendo. Come è successo a una detenuta che si è impiccata il 31 marzo (sono già 25 i carcerati che si sono tolti la vita nel 2025). Ed è proprio per questo motivo che l’evento organizzato dalla Cooperativa sociale Alice lunedì scorso nella sartoria della sezione femminile ha portato una brezza primaverile necessaria per incoraggiare le lavoratrici che hanno deciso di accettare una sfida partita da Milano per essere replicata in tante altre carceri italiane.
parmadaily.it, 10 aprile 2025
Lunedì 7 aprile si è tenuto un incontro presso la Casa Circondariale di Parma, organizzato da Acli Provinciale Parma, per illustrare l’attività del Patronato Acli all’interno del carcere, che dal 2015 - grazie a un accordo nazionale - offre assistenza previdenziale e fiscale ai detenuti. A Parma, questo servizio è reso possibile grazie all’importante sostegno di Fondazione Cariparma e al prezioso impegno di Mauretta Ghirardi, volontaria Acli, che da anni affianca i detenuti nella gestione delle pratiche, con il supporto delle operatrici di Patronato e Caf Acli.
di Giuseppe Mancini
ilreggino.it, 10 aprile 2025
L’iniziativa, che si avvierà nel carcere locale, mira a restituire alla comunità liberi cittadini, che, attraverso un percorso esperienziale, possano vivere delle concrete prospettive di integrazione. Grazie al supporto di numerosi partner, ci si concentrerà su 4 aree di intervento: attività sportiva, formativa, educativa e di animazione culturale. Sport praticato come strumento di valorizzazione di sé, di socializzazione e di autostima, al fine di restituire alla comunità liberi cittadini, che, attraverso un percorso rieducativo, conoscitivo ed esperienziale, possano vivere delle concrete prospettive di integrazione. Si è tenuta oggi, presso la sala Consiliare del Comune di Palmi, la presentazione del progetto “Cambia-Menti con lo Sport”, che promuove lo sport come strumento ed opportunità di rieducazione per i detenuti, tramite il potenziamento dell’attività sportiva negli istituti penitenziari per adulti e minorili.
di Arnaldo Capezzuto
Il Fatto Quotidiano, 10 aprile 2025
Un ammonimento per chi pensa (certa politica) ai penitenziari come grandi discariche sociali. Ti siedi sulla poltrona a scomparsa del cinema-teatro Posillipo della Napoli collinare - locale che 20 anni di gestione con proiezioni, cene spettacolo, show e una intensa attività culturale, a breve chiuderà i battenti per volontà della proprietà - per guardare l’ultimo lavoro di Gianfranco Pannone, regista documentarista e teatrale (ultimo spettacolo al teatro San Ferdinando è stato Cinemamuto sulla censura a Elvira Notari) “Qui è Altrove: Buchi nella realtà”.
di Cinzia Arena
Avvenire, 10 aprile 2025
“Miya Miya. Riflessioni da uno scoglio di confine”, è il diario collettivo nel quale sono confluiti emozioni, pensieri e riflessioni. In arabo significa letteralmente “100%”, inteso come “va tutto bene” ed è la frase che i giovani specializzandi usano per tranquillizzare chi arriva, ma che viene ripetuta come un mantra dagli stessi migranti. L’esperienza sul molo Favaloro degli specializzandi in malattie infettive dell’università di Bari. L’isola crocevia di speranza e simbolo di accoglienza per chi arriva da lontano.
di Lorenzo Santucci
Il Domani, 10 aprile 2025
Il fallimento delle proteste dell’ultimo decennio: “È possibile essere nel giusto ma venire tragicamente ignorati”. Nel suo ultimo libro “Se noi bruciamo. Dieci anni di rivolte senza rivoluzioni” (Einaudi) il giornalista Vincent Bevins ha ripercorso quanto accaduto in giro per il mondo tra il 2010 e il 2020, interrogandosi su cosa non abbia funzionato e sul perché gli obiettivi prefissati non sono stati raggiunti. Come è possibile che il decennio più partecipato di sempre in termini di proteste abbia portato pochi o nulli cambiamenti nella società?
di Anna Mastromarino
La Stampa, 10 aprile 2025
Ogni sua disposizione marca concrete discontinuità con il passato anche quando non sembra farlo. Lo fa perché i suoi costituenti avevano già deciso da che parte della storia stare. Le Costituzioni sono documenti capaci più di qualsiasi atto normativo di marcare le continuità e le discontinuità con il passato. In questo senso, a me pare che si possa dire che le costituzioni sono “luoghi di memoria”, ossia spazi pensati non per glorificare il passato e i suoi protagonisti, ma con il fine di costruire un futuro. Questo trovare nella storia le ragioni del presente per definire l’avvenire comporta necessariamente l’accettazione di un fatto incontrovertibile: sin dall’inizio la Costituzione italiana si presenta come diretta conseguenza del fascismo.
di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 10 aprile 2025
La famiglia, le relazioni, la sessualità, la generazione ma anche la cura e la morte sono temi sono diventati terreno di scontro politico senza prigionieri. Poche cose nuocciono al vivere civile come lo scontro ideologico su materie che definiamo eticamente sensibili, attingendo a un lessico tanto generico quanto poco accessibile, ossia questioni che attengono alla vita, i suoi luoghi e i suoi processi. La famiglia, le relazioni, la sessualità, la generazione ma anche la cura e la morte. Questi temi sono diventati il terreno prediletto dalla politica per lo scontro dove non ci sono prigionieri, dove l’avversario deve essere piegato e vinto e le convinzioni si impongono con la forza dei numeri. Dove la politica intesa come confronto, rispetto, consapevolezza dell’articolazione del corpo sociale e dei mutamenti che lo attraversano muore e resta solo il bastone del comando.
- Legge sul fine vita, prove d’intesa a Montecitorio
- Migranti. Ripartono i trasferimenti nei centri in Albania convertiti in Cpr
- Migranti. Albania, l’arrivo dei migranti slitta dopo due rivolte al Cpr di Brindisi
- Migranti. Un’intrusione a casa del sacerdote dell’Ong nell’indagine Paragon
- Iran. Il regime sta per impiccare Verisheh Moradi. Bisogna salvarla











