Torino. Veglia notturna davanti al carcere, poi la proposta: “Numero chiuso per le carceri italiane”
torinotoday.it, 4 agosto 2025
Dalle 23 di martedì 5 agosto Europa Radicale trasmetterà in diretta social (sulla pagina Facebook Europa Radicale) una veglia notturna di fronte al carcere ‘Lorusso e Cutugno’ di Torino per sensibilizzare la popolazione sulle condizioni carcerarie. “A un anno esatto dalla veglia che organizzammo nello stesso luogo - afferma Igor Boni - durante la quale esponemmo i nomi delle persone che si sono tolte la vita in carcere, la situazione è peggiorata. Ribadiremo la cecità del duo Delmastro-Nordio, responsabile di continue violazioni dei diritti sia dei detenuti che degli agenti penitenziari. Daremo anche i numeri aggiornati del sovraffollamento carcerario”.
ansa.it, 4 agosto 2025
Anche alcuni giovani delle carceri minorili hanno partecipato alla messa celebrata da Papa Leone XIV ieri mattina a Tor Vergata nell’ambito del Giubileo dei Giovani. Lo riporta Giustizia news online, quotidiano del ministero di giustizia, che parla di una “esperienza carica di significato, non solo per la presenza del Papa, ma soprattutto per il valore simbolico che questi ragazzi porteranno con sé: un murale mosaicato, frutto di un percorso di espressione, crescita e rinascita”. L’opera, realizzata ed esposta all’ingresso della stazione “Metro C” di Torre Angela, in occasione della giornata nazionale dell’ascolto del minore, il 9 aprile scorso, è composta da centinaia di tasselli in pietra di forme e dimensioni differenti.
di Emanuele Floris
L’Unione Sarda, 4 agosto 2025
Protesta pacifica contro la disposizione che vieta di nutrire i gatti che vivono all’interno dell’istituto di pena. Associazioni animaliste e cittadini amanti dei gatti si mobilitano con un sit in pacifico organizzato per domani, lunedì 4 agosto, alle 18, davanti al carcere di Bancali. L’iniziativa è promossa da Anime Feline Odv, Leidaa sezione Sassari, Oipa sezione Sassari, Zampette felici Castelsardo, Orme Ozieri, Le Gatte matte Odv. Unite dall’ obiettivo di richiamare l’attenzione sulle conseguenze del recente divieto di alimentare i gatti imposto dalla direzione del carcere. Secondo le associazioni, questa decisione mette a rischio il benessere degli animali, che per legge (L. 281/1991 e art. 544-ter c.p.) devono essere tutelati, e rischia di creare ulteriori criticità anche all’interno dell’istituto penitenziario.
di Adriana Marmiroli
La Stampa, 4 agosto 2025
Nel carcere di Volterra Armando Punzo è entrato 37 anni fa, e da allora non ne è più uscito. Nessuna condanna. Solo un incommensurabile amore per il teatro e la scoperta di un universo che sfugge alle regole dello spettacolo. Entrato con il progetto di un laboratorio teatrale, ha fondato la Compagnia della Fortezza composta da detenuti e realizzato decine di spettacoli: per ognuno poche irripetibili repliche tra le mura medievali della Casa di Reclusione stessa, per poi uscire in tournée per i teatri d’Italia. Tra le più note compagnie di questo tipo, ha ricevuto riconoscimenti e premi: il più prestigioso il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2023.
di Elena Loewenthal
La Stampa, 4 agosto 2025
Una cascata di grazie per la Chiesa e per il mondo: così papa Leone ha definito il milione di giovani che lo ha ascoltato nella due giorni di Giubileo dedicati a loro. Una immensa folla di persone, di vite, opinioni e fedi diverse. Tanti laici, s’è detto. Ma che cosa vuol dire, “laico”? È, più che mai in questo contesto sociale così particolare, una parola approssimativa che non rende giustizia alla varietà degli animi, delle coscienze e delle convinzioni che si sono radunate a Roma. Che cosa univa dunque questi ragazzi e ragazze che si sono, e spesso nel vero senso della parola, sudati uno spazio per esserci, ascoltare e dialogare? Non la fede e nemmeno la laicità tout court, ma qualcosa di più complesso su cui val la pena riflettere.
di Giulio Cavalli
Il Domani, 4 agosto 2025
Senza fondi aggiuntivi, l’introduzione della figura del “docente di inclusione” al posto di quello di sostegno, si configura come una mera operazione di marketing politico. È un atto simbolico che perpetua il malfunzionamento, travestendolo da cambiamento. È una legge di due articoli. Ma basta leggerli per capire che il vero contenuto è altrove: nella rinuncia a qualunque impegno. Il disegno di legge A.C. 2303, depositato dalla Lega e ora all’esame della Commissione Cultura della Camera, propone di sostituire la definizione “docente di sostegno” con quella di “docente per l’inclusione”.
di Dario Ianes
Il Domani, 4 agosto 2025
Qual è il motivo per cui la scuola, in ogni ordine e grado, ha sempre più necessità di una didattica davvero “inclusiva”? Perché le classi diventano sempre più eterogenee, le differenze e le unicità si moltiplicano, con varie intersezioni e con esse anche varie forme di disagio, svantaggio e difficoltà. “L’esercizio di tale diritto non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità connesse all’handicap”: nel 1975 il diritto all’istruzione nelle classi comuni veniva sostenuto dalla Commissione Falcucci con questa forza e chiarezza. Le caratteristiche dell’alunno/a non dovevano essere di ostacolo, anzi andavano osservate, capite, accolte. Spesso oggi invece si nega implicitamente (e talvolta esplicitamente) il valore di queste differenze.
di Francesco Malfetano
La Stampa, 4 agosto 2025
E Fazzolari lavora ad un opuscolo celebrativo per i tre anni di Governo. “Assurda” e “paradossale”. Così Fratelli d’Italia bolla la sentenza della Corte di giustizia Ue sui Paesi sicuri, vista non solo come un colpo alla strategia sui rimpatri ma anche come un assist ai giudici per entrare a gamba tesa sulla politica migratoria italiana. Il verdetto di Lussemburgo, accusano i meloniani, rischia di produrre l’effetto grottesco per cui lo stesso Stato possa essere considerato sicuro da un tribunale e insicuro da un altro.
di Alessandra Ghisleri
La Stampa, 4 agosto 2025
Da marzo è cresciuta la percentuale di persone convinte che le guerre alle porte dell’Ue non si concluderanno: “Leader ed Europa non proteggono i popoli”. Dopo quasi tre anni e mezzo di conflitto, la speranza di una pace duratura in Ucraina sembra affievolirsi anche tra gli italiani. Il prolungarsi della guerra, l’incertezza sul fronte diplomatico e l’apparente impasse militare sui due fronti stanno alimentando un crescente scetticismo nell’opinione pubblica nazionale. Secondo gli ultimi sondaggi di Only Numbers, sempre più cittadini si interrogano sull’efficacia delle strategie adottate finora e temono che la fine delle ostilità sia ancora lontana (53,3%). E pensare che solo a marzo 2025 erano in maggioranza coloro che riuscivano a credere ad una fine della guerra imminente (41,9%), forse ancora ipnotizzati dalle dichiarazioni di Trump insediatosi poco più di un mese prima.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 4 agosto 2025
Ci possiamo anche accapigliare sul termine genocidio. Se sia un copyright a uso esclusivo della Shoah, perché questa è la questione, o se sia una definizione - si può consultare il vocabolario Treccani, online, gratuitamente - che descrive “la sistematica distruzione di una popolazione, una stirpe, una razza o una comunità religiosa” e decidere se si attaglia o meno a quello che stiamo vivendo. Deciderlo in autonomia. Senza per questo aderire a una o all’altra fazione di commentatori in campo. Senza per questo militare per l’uno o per l’altro dei Paesi in guerra. Senza neppure sfiorare il tema dell’antisemitismo, esecrabile sempre.
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