di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 5 agosto 2025
Il caso Milano: la riforma rischia di esporre alla gogna mediatica. L’ex gip Salvini: “Sempre più indifferibile il divieto di pubblicare la richiesta della custodia cautelare”. “Quando venni audito in Commissione giustizia alla Camera sulla riforma della custodia cautelare e sull’introduzione dell’interrogatorio preventivo avevo manifestato molte perplessità”, afferma Guido Salvini, ex gip del tribunale di Milano, commentando con Il Dubbio, senza ovviamente entrare nel merito delle contestazioni, i recenti sviluppi procedurali dell’inchiesta sull’edilizia che ha terremotato Palazzo Marino. “Ciò che è accaduto - aggiunge Salvini - dimostra che i miei dubbi erano fondati, in quanto le nuove disposizioni non hanno affatto sortito gli effetti sperati”.
di Graziano Arancio
Il Dubbio, 5 agosto 2025
Una sentenza della Consulta legittima l’approccio mirato, ma lo vincola a un principio inderogabile: il minimo sacrificio necessario della libertà personale. La sentenza n. 139/ 2025 della Corte costituzionale, nel dichiarare non fondate le questioni sull’art. 59, comma 1, lett. d), legge n. 689/ 1981, affronta una questione che, sotto la patina tecnica del coordinamento normativo, nasconde un nodo politico- giuridico di fondo: la tensione tra discrezionalità legislativa e giustizia penale costituzionalmente orientata. E in questa tensione, la neutralità non è un’opzione. Non si può infatti accettare, senza interrogarsi criticamente, che il legislatore possa precludere in modo assoluto l’accesso alle pene sostitutive sulla sola base del titolo di reato, svuotando il giudizio individualizzante e prognostico del giudice della cognizione. Se la pena deve tendere alla rieducazione - e questa è una norma costituzionale, non un auspicio - allora il legislatore non può cristallizzare ex ante la sua inidoneità sulla base di categorie astratte.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 5 agosto 2025
L’aver iniziato la partecipazione al percorso riabilitativo imposto esclude la verifica intermedia da parte del giudice sul suo esito negativo a meno che non sia imposta una misura di prevenzione personale che venga però violata. Al condannato per un reato di violenza di genere - con pena sospesa condizionata all’obbligo di seguire un percorso di recupero riabilitativo - non può essere revocato il beneficio, per valutazione negativa degli esiti del corso seguito, prima della data stabilita per la sua conclusione.
di Barbara Morra
La Stampa, 5 agosto 2025
Il fossanese dopo 11 anni ha lasciato l’incarico ed è amareggiato per le affermazioni dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia. Ha lottato politicamente perché questa figura venisse istituita e ne ha ricoperto per primo l’ufficio: il fossanese Bruno Mellano ha lasciato dopo 11 anni la carica di Garante regionale dei detenuti e delle persone sottoposte a restrizioni della libertà per il Piemonte. Ora è candidato allo stesso ruolo per il Comune di Torino.
di Erica Manna
La Repubblica, 5 agosto 2025
Nel 2023 uno solo per dieci detenuti tra tutte le case circondariali liguri. Ma nel secondo semestre del 2024 sono saliti a sette per 135 iscritti. Un corso solo: per dieci detenuti. Nel 2023, tra tutte le case circondariali liguri, è l’unico percorso di formazione professionale attivato e censito nei primi sei mesi dell’anno, con dieci iscritti. Nel secondo semestre non ne è stato attivato nessuno. È quanto risulta dai dati del Ministero: che certificano, in ogni caso, un leggero miglioramento. Nei primi sei mesi dell’anno scorso, infatti, sono stati avviati quattro corsi con 25 persone iscritte. Meglio nel secondo semestre: sette per 135 iscritti. “Una progressione che riflette un miglioramento - rileva Doriano Saracino, garante delle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale - frutto dell’impegno di tanti attori: ci sono corsi finanziati dalla Regione, da Cassa delle Ammende e dai privati come Fondazione San Paolo”.
bresciaoggi.it, 5 agosto 2025
Nuovo appello: “Servono azioni concrete e immediate”. Anche la Garante dei detenuti del Comune di Brescia Arianna Carminati ha aderito alla Giornata nazionale di mobilitazione promossa dalla Conferenza nazionale dei Garanti territoriali inizialmente fissata per il 30 luglio, a un mese esatto dall’appello del Presidente della Repubblica sulla drammatica situazione carceraria del Paese. A Brescia - fa sapere la garante - l’iniziativa si è svolta qualche giorno dopo per motivi organizzativi e per favorire il più ampio coinvolgimento dei rappresentanti istituzionali a livello locale e nazionale.
di Mara Rodella
Corriere della Sera, 5 agosto 2025
Mai l’abbiamo vista tirarsi indietro. O non sorridere. Determinata, gentile, perennemente di corsa. Originaria di Gardone Valtrompia, 49 anni, docente di criminologia in università Statale, Luisa Ravagnani per dieci anni - fino alla fine del secondo mandato, non rinnovabile - è stata la Garante dei diritti dei detenuti bresciani.
di Edoardo Iacolucci
lacapitale.it, 5 agosto 2025
La denuncia della Garante: “Non ne posso più di queste notizie”. Un giovane detenuto è stato trovato senza vita nel suo letto nel carcere di Regina Coeli, a Roma. A raccontare addolorata la vicenda è Valentina Calderone, garante capitolina dei detenuti. La Calderone conosceva bene il giovane: “L’avrò incontrato decine di volte. Lo scorso anno gli abbiamo fatto rinnovare la carta d’identità, e da quel momento quando mi vedeva voleva sempre parlare con me”.
padovaoggi.it, 5 agosto 2025
“Questa mattina ho visitato il carcere di Padova e durante la mia visita è emersa con forza una criticità, ribadita anche dalla Direzione Sanitaria, che non possiamo più ignorare: la carenza di personale sanitario nelle strutture penitenziarie. Perché senza incentivi adeguati, sarà sempre più difficile garantire cure e servizi fondamentali”, dichiara Elena Ostanel, Consigliera regionale del movimento civico Il Veneto che Vogliamo a margine della visita.
di Natalfrancesco Litterio
ilcapoluogo.it, 5 agosto 2025
Inaugurato il carcere minorile dell’Aquila, il Sottosegretario Ostellari: “Non solo struttura detentiva, ma di educazione”. Inizieranno a breve le procedure per intitolare il carcere minorile dell’Aquila a San Francesco d’Assisi. Lo ha detto il Sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, in occasione dell’inaugurazione dei locali ristrutturati in via Giuseppe Mezzanotte. “La figura di San Francesco - ha aggiunto - serve a ricordare che in questo istituto c’è sicuramente misericordia, ma soprattutto c’è rigore, un luogo che può diventare simbolo anche di una rinascita, che parte dal minorile ma che poi ovviamente si deve estendersi anche agli adulti. Restituiamo una struttura - ha sottolineato Ostellari - che non è solo detentiva, ma anche una struttura di educazione, che consentirà anche attraverso gli spazi che sono stati ricavati di garantire quel percorso rieducativo che è essenziale”.
- Reggio Calabria. Donne in carcere: “Urgente garantire diritti sanitari e percorsi trattamentali”
- Nuoro. Badu e Carros ancora sotto presidio militare dopo la fuga di Raduano
- Torino. Europa Radicale: il 5 agosto veglia notturna davanti al carcere
- Turi (Ba). Detenuti e non vedenti, un progetto di “ConTatto”
- Milano. Nel carcere di Opera un laboratorio di liuteria con il legno dei barconi dei migranti









