di Ruggiero Montenegro
Il Foglio, 6 agosto 2025
Il presidente emerito della Corte costituzionale: “Il giudizio che viene svolto dal Tribunale dei ministri è relativo agli aspetti giuridici. Ma la sostanza delle cose è di tipo politico e questo risvolto alla fine è destinato comunque a prevalere”. Meloni archiviata? “C’è differenza tra la responsabilità politica e l’ipotesi di responsabilità giuridica”. “Il giudizio che viene svolto dal Tribunale dei ministri è relativo agli aspetti giuridici. Ma la sostanza delle cose è di tipo politico”, dice al Foglio Cesare Mirabelli. Il giurista, già vicepresidente del Csm e presidente emerito della Corte costituzionale interviene sul caso Almasri, mentre Palazzo Chigi evoca esondazioni da parte della giustizia e l’opposizione va all’attacco.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 6 agosto 2025
La fedelissima nell’ufficio di via Arenula si mostra sicura e studia le contromosse dopo l’ipotesi di un processo a suo carico. Alle 21 quando le indiscrezioni sulle carte del Tribunale dei ministri parlano apertamente della possibilità che al vaglio dei magistrati sul caso Almasri finisca anche lei, Giusi Bartolozzi, potente capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, è nel suo ufficio in via Arenula. E chi l’ha appena incrociata la descrive come “serena, tranquilla. Ha passato la giornata a lavorare. Non teme assolutamente nulla e quando potrà chiarirà qualsiasi dubbio”.
di Gian Carlo Caselli
La Stampa, 6 agosto 2025
La Commissione parlamentare antimafia presieduta da Chiara Colosimo sta affrontando il problema del perché “Cosa nostra”, neanche due mesi dopo la strage di Capaci nella quale mori Giovanni Falcone, decise di eliminare anche Paolo Borsellino in via d’Amelio, a Palermo. Il 31 luglio l’Antimafia ha ospitato un mio intervento di cui riproduco qui alcuni passaggi. Falcone e Borsellino sono stati due eroi moderni di epica grandezza, veri e propri giganti della storia non solo giudiziaria e non solo italiana. Non per caso Andrea Camilleri equipara l’omicidio dei due campioni dell’antimafia all’abbattimento delle Twin Tower di New York. Come non è un caso che Salvatore Lupo definisca le vittime di mafia, a partire da Falcone e Borsellino, come “rivoluzionari”, in quanto straordinari creatori di credibilità e rispettabilità, mediante l’affermazione della legalità.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 6 agosto 2025
La parte del decreto Carceri che prevede un aumento del numero di telefonate, anche per i condannati per reati ostativi, non può essere estesa a chi sconta la pena al 41-bis. La Cassazione (sentenza 28597) respinge il ricorso di un detenuto sottoposto al regime speciale, contro il no dell’amministrazione penitenziaria al permesso di fare una chiamata supplementare (rispetto a quella mensile concessa) alla figlia minorenne con problemi di salute. La difesa aveva sollevato dubbi di costituzionalità della norma sull’ordinamento penitenziario (legge 354/1975) che impedisce al detenuto, sottoposto al cosiddetto carcere duro, di fare colloqui supplementari, visivi o telefonici, giustificati dall’esigenza di tutelare una relazione affettiva con familiari in precarie condizioni di salute o economiche.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 agosto 2025
La scriminante del diritto di critica e di cronaca - in relazione al reato di diffamazione imputato a un giornalista - opera quando le accuse siano mosse in modo fondato o il professionista sia fermamente e incolpevolmente - anche se erroneamente - convinto di quanto afferma. Solo così opera la cosiddetta scriminante “putativa” prevista dall’articolo 51 del Codice penale che contempla il caso in cui la condotta corrisponda all’esercizio di un diritto. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 28621/2025 - ha rigettato il ricorso del professionista condannato per aver diffamato un assessore alla cultura di essere “cocainomane” e inoltre dedito allo spaccio della droga pesante. Condanna aggravata dalla diffusione a mezzo stampa via internet.
Il Sole 24 Ore, 6 agosto 2025
Per la Corte Ue, sentenza nella causa C-97/24, vanno sempre soddisfatte le esigenze essenziali dei richiedenti asilo. Uno Stato membro non può invocare un afflusso imprevedibile di richiedenti protezione internazionale per sottrarsi all’obbligo di soddisfare le esigenze essenziali dei richiedenti asilo. Lo ha chiarito la Corte, con la sentenza nella causa C-97/24, aggiungendo che una violazione di tale obbligo può far sorgere la responsabilità dello Stato membro interessato.
di Peppe Ercoli
Il Resto del Carlino, 6 agosto 2025
“Vogliamo sapere come è morto, se sussistono fatti penalmente rilevanti ed eventuali responsabilità penali a carico di terzi”. È il sunto dell’esposto presentato alla Procura di Ascoli dalla madre e dalla sorella di Iheb Jawahdou, il detenuto tunisino di 23 anni morto due giorni fa al Mazzoni dove era stato ricoverato d’urgenza il 24 luglio dopo essere stato trovato impiccato alle sbarre della cella dove era rinchiuso. Quel giorno c’era in visita nel carcere di Marino del Tronto il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari. A scoprire il corpo, ancora in vita, sono stati gli agenti in servizio quel giorno nella casa circondariale ascolana.
lanuovariviera.it, 6 agosto 2025
Nel reparto riservato ai detenuti con disturbi psichici si sono verificati incendi e un suicidio. La Regione valuta lo spostamento a Montacuto. Il carcere di Marino del Tronto si trova al centro di una nuova emergenza dopo una serie di eventi critici avvenuti nella sezione dedicata ai detenuti con disturbi psichiatrici. Qui, negli ultimi giorni, si sono verificati due incendi dolosi e il suicidio di un giovane recluso, che hanno messo in evidenza le carenze della struttura. I roghi sono stati appiccati da due detenuti all’interno delle loro celle, provocando danni rilevanti e rendendo temporaneamente inutilizzabile l’intera sezione. Un gesto estremo che ha riacceso il dibattito sulle condizioni in cui vengono gestiti i detenuti più fragili.
ilgerme.it, 6 agosto 2025
Scattano gli avvisi di garanzia per tre medici in servizio nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, accusati di omicidio colposo legato alla morte dei Pietro Guccione, detenuto nella struttura peligna. L’uomo, siciliano sessantaduenne, è venuto a mancare dietro le sbarre nel dicembre 2022. A finire nell’occhio del ciclone sono stati i tre sanitari, che secondo il sostituto procuratore, Stefano Iafolla, avrebbero causato il decesso per non aver rispettato le “buone pratiche clinico-assistenziali”.
novaradio.info, 6 agosto 2025
Parissi: “Volontà di collaborare per migliorare le condizioni di vita in carcere”. Primo incontro conoscitivo venerdì scorso tra l’assessore al welfare di Palazzo Vecchio Nicola Paulesu e il Garante comunale dei detenuti Giancarlo Parissi, con la direttrice di Sollicciano Valeria Vitrani. “Un momento importante” ha commentato Paulesu, Vitrani “ha dimostrato grande disponibilità al confronto. Abbiamo espresso la volontà dell’amministrazione - aggiunge - di aprire un’interlocuzione costante e strutturata con la direzione dell’istituto penitenziario, tant’è che abbiamo già fissato a fine mese un nuovo incontro”. Nel corso dell’incontro, riferisce sempre l’assessore, è stata fatta “un’analisi puntuale della realtà con un approccio pragmatico per provare a intervenire da subito su alcune difficoltà e anche con piccole azioni costruire risposte immediate, consapevoli delle criticità in cui versa la struttura”.
- Padova. Ostanel in visita al carcere: “Non si può ignorare la carenza di personale sanitario”
- Verona. Carcere, accordo con il Comune contro la violenza di genere
- Cagliari. Visita al carcere minorile di Quartucciu: “Strutture fatiscenti e sovraffollamento”
- Busto Arsizio. Visita della Camera Penale al carcere: “Ben organizzato e decoroso”
- L’Aquila. Sinistra Italiana: “Disagio giovanile, il carcere non è la risposta”









