di Valentina Stella
Il Dubbio, 11 aprile 2025
Duro scontro a Palazzo Madama. Il ministro elude le tempistiche. PD, IV e M5S: “Grave vuoto al vertice del sistema penitenziario”. La domanda posta dal Partito Democratico e da Italia Viva durante il question time al Senato ieri pomeriggio era semplice: “Quando verrà nominato il nuovo capo del Dap?”. La risposta del Ministro della Giustizia Carlo Nordio è arrivata dopo diverse sollecitazioni da parte dei parlamentari e non è stata altrettanto chiara: “Sarà abbastanza imminente ma si inserisce in tutta quella serie di nomine che vede soprattutto nella giurisdizione la difficoltà di coprire un incarico apicale per una serie di questioni che obbediscono a parametri complessi”.
di Andrea Oleandri*
Ristretti Orizzonti, 11 aprile 2025
“Il Ministro della Giustizia Nordio ci dice che il sovraffollamento è prodotto dai giudici e non invece dalle leggi approvate dal governo. Ovviamente ciò non è vero. Ma con questa affermazione Nordio ammette dunque che le leggi introdotte sono pensate per costruire consenso e non servono a reprimere comportamenti effettivamente meritevoli di pena. Ossia ammette che il governo sta facendo semplice propaganda penale e ha usato tutte le tecniche del populismo penale fin dalla norma che introdusse il reato legato ai rave party”. Questo il commento di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, alle dichiarazioni del Guardasigilli.
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 aprile 2025
Erano convinte di partire battute, nella battaglia sul ddl Nordio: e invece le correnti delle toghe possono trascinare il governo in una contesa estenuante. Nell’Anm circola da mesi un certo timore. Sintetizzabile come segue: noi la politica, quella vera, non la sappiamo fare, quindi come potremo mai condurre una battaglia referendaria sulla separazione delle carriere? Si sentono spacciate, le toghe. Danno per scontato che la consultazione attesa per l’inizio del 2026 abbia un esito già scritto: vincerà il Sì, vincerà il centrodestra. Arriverà il sigillo popolare alla riforma Nordio. Che sarà legge (costituzionale) dello Stato. E non ci sarà più la fortezza del Csm: la forza ordinamentale della magistratura sarà smembrata, annichilita, con i pm isolati da tutto, forse inferociti nell’interpretazione del ruolo ma svuotati di quella leadership carismatica che, dai tempi di Mani pulite, trascina l’ordine giudiziario come se fosse un’avanguardia politica.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 11 aprile 2025
Nordio: “Imminente la nomina del nuovo capo Dap”. Penalisti contro la cCrcolare punitiva per l’Alta sicurezza e la censura ai detenuti redattori. Mentre arriva l’ennesima condanna all’Italia da parte della Corte europea dei diritti umani, questa volta riguardo un detenuto affetto da demenza sottoposto al 41 bis, e mentre scoppia la polemica su una circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che impone un giro di vite per i detenuti dell’Alta Sicurezza, Carlo Nordio annuncia l’”imminente” sblocco dell’empasse istituzionale che da quattro mesi congela al vertice della gestione penitenziaria la facente funzione Lina Di Domenico, figura particolarmente vicina ad Andrea Delmastro Delle Vedove. Rispondendo al question time in Senato, il Guardasigilli ha puntualizzato però che “spetta al ministro proporre al Consiglio dei ministri la nomina del capo del Dap, non certamente al sottosegretario”. Mentre sul sovraffollamento è riuscito ad affermare che non è colpa della “bulimia legislativa” del governo “ma di chi commette reati e della magistratura che li mette in prigione”.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 aprile 2025
Nonostante il deterioramento cognitivo, per il boss novantenne è stato mantenuto il regime del “carcere duro” senza una valutazione adeguata delle sue condizioni di salute. Per l’ordinamento penitenziario, il 41- bis ha un solo scopo: impedire i collegamenti tra il recluso e l’organizzazione criminale esterna. Accade, però, che il nostro Paese, in alcuni casi, ne faccia un uso spropositato, tanto da ledere i diritti umani. La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo ha messo in luce i limiti di questo strumento. Giuseppe Morabito, noto come U Tiradrittu, considerato a suo tempo il numero uno della ‘ndrangheta, è da quasi vent’anni in isolamento severo, nonostante il progressivo deterioramento cognitivo diagnosticato.
di Franco Plataroti
girodivite.it, 11 aprile 2025
È una situazione altamente problematica che rischia di creare un effetto di “normalizzazione suicidaria”, ossia un effetto di assuefazione della società civile dinanzi al crescente numero di suicidi in carcere. Un anno fa, esattamente il 24 marzo 2024, un giovane nativo dell’Ecuador, Fabricio Nuñez Sanchez, si suicidava nella Casa circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino, dov’era detenuto per aver cercato di accoltellare il padre alla fine dell’agosto 2023. Era affetto da schizofrenia, quel giovane uomo, studente del sottoscritto e di altri insegnanti che, mercoledì 2 aprile, hanno deciso di ricordare la sua vita breve e sfortunata con un incontro presso l’istituto tecnico commerciale “Germano Sommeiller” di Torino, dove Alvaro aveva studiato e si era diplomato.
di Luca Gasperoni
Corriere Fiorentino, 11 aprile 2025
In dieci mesi cadute nel vuoto due richieste di incontro e tre lettere. Il Comune: situazione insostenibile. Tre lettere di denuncia al ministero della Giustizia, firmate da Comune, Regione e Sappe, e due richieste di confronto urgente al ministro avanzate dal governatore Eugenio Giani, negli ultimi dieci mesi. Tutte cadute nel vuoto. A certificare l’abbandono non solo pratico - visto che il carcere è in condizioni gravissime e l’assenza di una direttrice stabile non può che acuirne le criticità - ma soprattutto politico di Sollicciano che da tempo ha superato il punto di non ritorno. E allora Palazzo Vecchio ci riprova, rivolgendosi ancora una volta al ministro, Carlo Nordio. “Sollicciano necessita di un intervento di rigenerazione radicale: andrebbe demolito e ricostruito, lo abbiamo detto più volte.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 11 aprile 2025
Si dovrà attendere l’estate del 2029 per vedere compiuto l’ampliamento del carcere di Verziano. A dare notizia dei tempi esecutivi è stato ieri il Ministro della Giustizia Carlo Nordio durante il question time su istanza dalla senatrice bresciana Mariastella Gelmini (Noi Moderati), che ha chiesto aggiornamenti e rassicurazioni rispetto agli impegni presi ad inizio anno dal Ministero della Giustizia sui lavori per il secondo carcere cittadino. La ristrutturazione di Verziano dovrebbe portare nuovi posti, ma quanti? Qui i numeri divergono ed il Ministro non ha fatto chiarezza, anzi, ha generato ancora maggiore confusione: ha affermato che al momento il carcere di Verziano “può contare su una disponibilità di 220 posti” ma in realtà la capacità attuale è di soli 71. Resta dunque da capire su quanti spazi ulteriori potrà contare: le ultime notizie fissavano la capienza futura dopo l’ampliamento a 348, dopo che nei mesi precedenti si era parlato di addirittura che sarebbero stati 400.
di Villy De Luca
ildialogodimonza.it, 11 aprile 2025
Colloquio con Roberto Rampi, recentemente nominato Garante dei diritti dei detenuti del carcere di Monza. Ho incontrato Roberto Rampi durante la sua attività politica ed in alcune visite al Carcere di Via San Quirico di Monza con l’Associazione Nessuno Tocchi Caino. Mi è sembrato una persona molto sensibile al tema della situazione Carceraria. Cosa che si è confermata durante i dialoghi con detenuti e con gli operatori. Ho percepito una profonda umanità. Rampi crede fermamente che le strutture carcerarie debbano essere luoghi di rieducazione rispetto al reato commesso. Una possibilità concreta per il detenuto che, scontata la pena, possa riacquistare tutti i diritti e i doveri di cittadino libero, nel rispetto delle leggi dello stato, con la possibilità di svolgere un lavoro, avere una casa e quindi una vita dignitosa.
di Stella Bonfrisco
Il Resto del Carlino, 11 aprile 2025
Il convegno in Regione sull’esperienza del carcere di via Settembrini “Necessità di ampliare l’offerta di progetti e di aumentare i percorsi alternativi”. La Casa circondariale di Reggio Emilia è tra i sei istituti penitenziari italiani che accolgono le persone transgender all’interno di una sezione dedicata e protetta. La sezione Orione, così si chiama, accoglie attualmente undici detenute trans, su una settantina totale in Italia. A fare il punto sulla sezione transgender Orione, anche in rapporto alle altre realtà sul territorio nazionale, lo scorso mercoledì si è tenuto a Bologna - organizzato dal garante regionale dei detenuti dell’Emilia Romagna Roberto Cavalieri nella sede dall’Assemblea legislativa regionale - il convegno “Carcere, transessualità e limitazione della libertà personale. Dall’esperienza di Reggio Emilia all’Italia. Visioni sul rispetto dei diritti di una minoranza penitenziaria’.
- Reggio Emilia. Terapie ormonali per le detenute transessuali, la replica dell’Usl
- Firenze. Migrazioni, carceri disumane, pace: “Ripensiamole con padre Balducci”
- Milano. Basta parlare di carcere, diamo voce al carcere. La storia di Mabul
- Turi (Bat). “Punto e a capo”: un periodico per restituire dignità ai detenuti
- Avellino. “Alba di carta”, un libro per lanciare un messaggio di speranza ai detenuti











