di Cesare Martinetti
La Stampa, 7 agosto 2025
L’ex giudice torinese della Corte di Strasburgo dei diritti dell’uomo è morto ieri a 85 anni. Era un positivista convinto della concretezza della legge e si è battuto per una legge sul fine vita. Come un grande attore, Vladimiro Zagrebelsky è uscito di scena recitando. Ieri su La Stampa, c’era il suo ultimo editoriale, consegnato al giornale poche ore prima di avvertire un vago malessere nella passeggiata serale, a Gressoney-La-Trinité, il suo luogo del cuore da tanti anni. Ha chiesto alla figlia di preparargli una boule di acqua calda, ma dopo pochi minuti Irene lo ha trovato sul letto, senza più vita.
di Barbara Fiammeri
Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2025
Giorgia Meloni ne è convinta: per la premier ci sarebbe un vero e proprio “disegno politico intorno ad alcune decisioni della magistratura” e in particolare “quelle che riguardano l’immigrazione”, come se “si volesse frenare la nostra opera di contrasto all’immigrazione illegale”. Un posizionamento - quello dei giudici - che sempre secondo la presidente del Consiglio sarebbe conseguenza delle scelte del Governo. “Ovviamente a me non sfugge che la riforma della giustizia procede a passi spediti e ho messo in conto eventuali conseguenze”.
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 7 agosto 2025
La premier al Tg5: “Una situazione assurda, i ministri non governano a mia insaputa”. Sull’immigrazione i sospetti di un “disegno politico” delle toghe. Sguardo dritto in camera, poi l’affondo: “Su alcune decisioni della magistratura vedo un disegno politico”. Specie “su quelle che riguardano l’immigrazione”. Giorgia Meloni parla nel day after della pubblicazione delle carte del Tribunale dei ministri sul caso Almasri. Lo fa per difendere l’operato del governo: i ministri Nordio e Pianteodosi e il sottosegretario Mantovano, per i quali il tribunale chiede il processo, “hanno agito nel rispetto della legge per difendere la sicurezza degli italiani”, rivendica la premier nell’intervista all’edizione serale del Tg5. Poi, la nuova stoccata ai giudici: “Non mi sfugge che la riforma della giustizia procede a passi spediti”. E “diciamo così, ho messo in conto eventuali conseguenze”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 7 agosto 2025
Non sappiamo se e quanto la decisione assunta dal Tribunale dei ministri su Almasri fosse attesa dal governo. Non sappiamo se e quanto Giorgia Meloni fosse preparata all’idea di un profluvio di affermazioni “censorie” da parte del collegio delle tre giudici a carico di guardasigilli, capo del Viminale e sottosegretario ai Servizi. Sappiamo però per certo che ora viene la parte più difficile. A dispetto di quanto s’immagina, o si sia finto finora di immaginare. La richiesta di processare l’Esecutivo è, naturalmente, destinata a essere respinta dalla Camera. Ma il difficile viene adesso perché comunque, fino a ottobre, quando l’Aula dovrebbe pronunciarsi sulla richiesta formulata dal Tribunale dei ministri, giornali e note stampa degli avversari gronderanno anatemi contro il governo. E potrebbe non finire lì.
di Andrea Palladino
La Stampa, 7 agosto 2025
Revocata la circolare che impediva l’accesso, come promesso da Bernini alla commemorazione di Bologna. È stata revocata ieri la circolare della Direzione generale degli archivi del ministero della Cultura che aveva ristretto l’accesso alle sentenze sulle stragi e sul terrorismo. Il direttore generale Antonio Tarasco - che aveva firmato la decisione contestata - ha disposto la revoca del provvedimento. Su questo punto il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, aveva preso un preciso impegno con l’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna, che - attraverso il presidente Paolo Bolognesi - aveva sollevato la questione.
di Antonio Alizzi
Il Dubbio, 7 agosto 2025
Accolto il ricorso di un uomo accusato di tentato furto: il caso torna davanti alla Corte d’appello di Bologna. La quinta sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza n. 28468/2025, ha chiarito che l’inammissibilità dell’appello per aspecificità dei motivi non può fondarsi su criteri puramente quantitativi o formali, ma richiede un’analisi puntuale della coerenza critica tra il motivo di impugnazione e la sentenza di primo grado. La decisione ribalta l’ordinanza della Corte d’appello di Bologna che aveva rigettato il ricorso di un uomo imputato per tentato furto e possesso ingiustificato di chiavi alterate.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2025
La Cassazione sposa la scelta del Legislatore della Riforma Cartabia di non premiare in sede di esecuzione chi non abbia appellato la sentenza di condanna ma che non ha preliminarmente optato per il rito alternativo all’ordinario. Il doppio sconto di pena previsto nel caso in cui si venga condannati con rito abbreviato e non si appelli la sentenza di primo grado passa ancora una volta indenne al vaglio dei giudici di legittimità che decidono appunto di non rinviare alla Consulta la questione di legittimità costituzionale sollevata nell’ambito del ricorso di una persona che condannata con rito ordinario invocava in base agli articoli 3 e 111 della Carta, ossia i principi di uguaglianza e del giusto processo.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 7 agosto 2025
Se la richiesta di applicazione della pena cui aderisce il Pm è subordinata al riconoscimento della sospensione condizionale, l’impugnazione può determinare l’annullamento con rinvio solo sullo specifico punto. La sentenza di patteggiamento è annullabile solo parzialmente quando non abbia disposto il beneficio della sospensione condizionale della pena se l’accordo tra le parti la ricomprendeva e il giudice non offre alcuna motivazione sulla sua esclusione. Questo è quanto affermato dalla sentenza n. 29884/2025 della Corte di cassazione penale.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 7 agosto 2025
Nel pomeriggio di ieri, intorno alle diciassette, si è allontanato dai suoi compagni ed è stato trovato poco dopo da alcuni agenti della Polizia penitenziaria ormai senza vita. Sì è tolto la vita, impiccandosi, il ventiduenne Stefano Argentino, detenuto nel carcere di Messina con l’accusa di avere ucciso la giovane Sara Campanella, il 31 marzo scorso. Già un mese dopo l’arresto e la confessione aveva manifestato l’intenzione di togliersi la vita, ma poi dopo colloqui con medici e psicologici il giovane era tornato alla vita comune all’interno del penitenziario della città dello stretto. La procura di Messina diretta da Antonio D’Amato ha aperto un’inchiesta su quando accaduto.
di Lara Sirignano
Corriere della Sera, 7 agosto 2025
Il suo legale: è colpa dello Stato. Gli avvocati della famiglia della vittima: un dolore. Dal giorno del suo arresto la famiglia e l’avvocato avevano espresso il timore che potesse uccidersi. Era depresso, per giorni non ha toccato cibo Stefano Argentino, 27 anni e l’accusa gravissima di aver sgozzato per strada, a Messina, davanti a decine di passanti, Sara Campanella, la collega di università 22enne che perseguitava. Ieri l’epilogo drammatico di una vicenda terribile. Lo studente si è ucciso nel carcere messinese di Gazzi, impiccandosi.
- Torino. Appello per Mellano: “Lo Russo lo nomini Garante comunale dei detenuti”
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