di Claudio Castelli
Il Sole 24 Ore, 12 agosto 2025
Con il Pnrr giustizia ci siamo presi impegni estremamente ambiziosi di digitalizzazione, riduzione dei tempi processuali ed eliminazione dell’arretrato civile. Mentre per il raggiungimento di alcuni di questi (il Dt penale e l’arretrato) siamo prossimi all’obiettivo, quello di riduzione del 40% dei tempi civili (il Dt) è lontano e oggi sembra irrealistico: ala. dicembre 2024 eravamo arrivati ad una diminuzione del 20,1% e il dato sulle pendenze del I trimestre 2025 non è incoraggiante (solo - 0,4 per cento). Un intervento di Ministero e governo era quindi atteso, specie dopo che il C.S.M. era stato sollecitato ed aveva avanzato una serie di proposte ed idee.
di Alberto Iannuzzi*
Il Dubbio, 12 agosto 2025
Il sistema dell’estrazione a sorte è destinato a spezzare il legame esistente tra i componenti eletti nel Csm e le correnti associative. La proposta di sorteggiare i componenti del Csm, al di là del giudizio complessivo sulla riforma della giustizia proposta dal ministro Nordio, ha il merito di aver riportato l’attenzione sulle questioni istituzionali riguardanti il Csm, che sembravano archiviate dopo la riforma Cartabia. A tal riguardo, è bene subito evidenziare che la scelta del sistema elettorale non è soltanto una questione di osservanza e coerenza con i principi costituzionali, dal momento che è necessario individuare anche le condizioni più idonee a dare attuazione a quei principi, avuto riguardo alle dinamiche su cui la normativa andrà ad incidere.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 12 agosto 2025
I dispositivi sono insufficienti per tutelare tutte le donne che hanno subito maltrattamenti, stalking o reati simili. Fastweb ne fornisce 1200 al mese al ministero dell’Interno: “E siamo disposti a rinegoziare il contratto”. Ma nell’esecutivo nessuno se ne occupa. Da Milano alla Campania, passando per Lazio e Toscana, la situazione è diversa ma l’allarme è lo stesso: mancano i braccialetti elettronici. O meglio, sono pochi. Insufficienti per tutelare tutte le donne che hanno subito maltrattamenti, stalking o reati simili. Ma cosa sono i braccialetti elettronici? Si tratta di strumenti di sicurezza, simili, appunto, a un bracciale, o meglio a una cavigliera, che hanno tre scopi. Possono essere imposti (su disposizione del giudice e in base alla gravità del caso) ai denunciati per stalking, a chi è stato accusato di un reato definito da “codice rosso” - violenza sessuale, maltrattamenti, violazione del divieto di avvicinamento alla vittima ecc. - e, infine, ai detenuti hanno i requisiti per uscire dal carcere e andare ai domiciliari, restando, però sotto il controllo della Polizia.
di Vincenzo Giglio
terzultimafermata.blog, 12 agosto 2025
Cassazione penale, Sez. 1^, sentenza n. 28012/2025, 15/30 luglio 2025, ha affermato la legittimità del divieto per i detenuti sottoposti al regime dell’art. 41-bis, Ord. Pen., di cuocere alimenti oltre le ore 20. Con ordinanza emessa il 28 novembre 2024 il Tribunale di Sorveglianza rigettava il reclamo proposto da AP, detenuto sottoposto al regime speciale di cui all’art. 41-bis legge 26 giugno 1975, n. 354 (Ord. pen.), presso la Casa circondariale di XXX, finalizzato a ottenere l’autorizzazione a trattenere nella propria cella, oltre le ore 20 di ogni giorno, utensili per cucinarsi i pasti. Avverso questa ordinanza il detenuto, a mezzo del suo difensore, proponeva ricorso per cassazione, articolando un’unica censura difensiva.
di Nicola Rotari e Francesco Brun
Corriere del Veneto, 12 agosto 2025
L’hanno trovato impiccato, nella notte tra domenica e lunedì, per costruire il cappio aveva utilizzato i suoi stessi jeans: una scena terribile quella che si sono trovati di fronte gli agenti della polizia penitenziaria del carcere minorile di Treviso. Da quel momento, è stata una corsa contro il tempo per salvargli la vita. Lui è un 17enne di origini tunisine, minore non accompagnato, trasferito a Treviso solo due giorni fa dalla questura di Vicenza: ha tentato di togliersi la vita in cella. Era circa mezzanotte quando è stato notato dagli agenti e le sue condizioni erano già disperate: immediatamente lo hanno liberato e hanno lanciato l’allarme.
di Mauro Palma
La Stampa, 12 agosto 2025
Si chiude una positiva stagione per quanto attiene alla funzione di garanzia dei diritti delle persone private della libertà a Torino. Monica Cristina Gallo ha ben interpretato il ruolo di Garante nei dieci anni di mandato, promuovendo l’effettività dei diritti delle persone che, ristrette nella loro libertà, hanno una particolare vulnerabilità rispetto ai diritti soggettivi che l’ordinamento prevede. Diritti che possono essere regolati, ma mai annullati. E ciò indipendentemente dal motivo che ha determinato tale privazione: illecito penale (carcere), irregolarità amministrativa (centri chiusi per migranti), vicissitudini della vita per coloro che sono degenti in reparti psichiatrici ospedalieri o residenti in case di accoglienza e supporto che possono a volte volgere verso una concreta privazione della libertà personale.
di Andrea Galli
Corriere della Sera, 12 agosto 2025
Le Comunità non bastano. Gli esperti: più mediatori in strada. In notti di commissariati e caserme, il sabato e la domenica e magari anche il lunedì o qualsiasi altro giorno, e nell’attesa, tenuti lì da poliziotti e carabinieri che di altro dovrebbero occuparsi anziché fare gli assistenti sociali, nell’attesa che qualche comunità risponda, e risponda d’avere un posto libero, ecco, anche ciò che è haram, proibito dal Corano, ad esempio la carne di maiale, i ragazzini lo prendono, ingoiano, divorano. Capita che siano a digiuno da, boh, s’è perso il conto, e gli agenti vanno a comprare quel che trovano in giro per sfamarli. Anche questa è estate milanese.
di Sandy Fiabane
Il Dolomiti, 12 agosto 2025
“Condizioni già denunciate, servono più investimenti per favorire il reinserimento nella società”. Non si è trattato di una rivolta, ma di una protesta collettiva per condizioni detentive che si riferiscono a tutto il territorio nazionale: così il segretario generale Cisl Fns Robert Da Re commenta la manifestazione di sabato contro il sovraffollamento da parte dei detenuti nella Casa Circondariale di Belluno. Una situazione già denunciata dal sindacato, che chiede soprattutto investimenti per la rieducazione dei detenuti.
giuristidemocratici.it, 12 agosto 2025
Intervista con l’Avv. Simonetta Crisci. Continuiamo gli approfondimenti dedicati alle violenze nelle carceri. Dopo l’intervista con l’Avv. Luigi Romano sul complesso iter giudiziario a seguito delle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere proponiamo un approfondimento con l’Avv. Simonetta Crisci sul processo seguito alle violenze del 2018 nel carcere di San Gimignano. Si tratta del primo processo in cui con la sentenza in primo grado a Siena nel 2023 e in appello a Firenze nel 2025 è stato riconosciuto il reato di tortura di stato, previsto dall’art. 613 bis co. 2 c.p., contro agenti penitenziari per violenze contro detenuti.
napolitoday.it, 12 agosto 2025
Sono stati 130 i decessi registrati dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria da inizio del 2025: 37 suicidi, 29 decessi per cause da accertare, 63 decessi per cause naturali, un decesso accidentale. Nel rapporto del garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale si sottolinea come nel periodo 2021-2024 in carcere si sono verificati 294 suicidi con una media di circa 73,5 suicidi/anno con un minimo di 59 (2021) e un massimo di 84 nel 2022. Nel 2024 i suicidi accertati dal Dap sono 83, i decessi per cause da accertare 18. Delle 37 persone che si sono suicidate 14 (circa il 38%) avevano una fine pena inferiore a 3 anni: 5 entro il 2025, 5 entro il 2026 e 4 entro il 2027, e a esclusione di due persone, tutte avevano una posizione giuridica ‘definitiva’.
- Avellino. “In carcere persone che dovrebbero stare in cura, non dietro le sbarre”
- Monza. Visita alla Casa circondariale: la situazione è a dir poco critica
- Lucca. La Garante lancia l’allarme: “Oltre 90 detenuti, situazione drammatica”
- Ferrara. Dopo le violenze in carcere: “Nessun attacco personale. Denunciamo un sistema”
- Brescia. “Nessuno può salvarti se tu non lo vuoi”, intervista a un detenuto prossimo alla libertà









