di Marta Occhipinti
La Repubblica, 26 febbraio 2025
La preside e gli studenti detenuti, lezione nel carcere di Caltagirone: “Potere leggere ci rende liberi”. È il progetto “Liberi di leggere” che propone una serie di incontri fra scrittori e persone ristrette nell’istituto penitenziario. Il teatro del plesso centrale della casa circondariale Noce di Caltagirone è una sala con un grande palco. Eppure le sue pareti lo rendono infinitamente piccolo per contenere il mondo sognato da Federico, studente detenuto della classe carceraria dell’istituto “Cucuzza-Euclide”, marito e padre di un bambino di 4 anni. “Quando ci chiudono qui dentro i veri prigionieri diventano i nostri familiari. Studiare è il mio esercizio di libertà per essere migliore”, dice davanti ad alcuni sui compagni seduti in platea ad ascoltarlo mentre intervista la preside del quartiere Sperone-Brancaccio di Palermo, Antonella Di Bartolo, ospite del quinto incontro tra scrittori e studenti-ristretti per il progetto “Liberi di leggere”. “Vuota è la vita che si nutre solo di realtà”, ricorda agli studenti la preside Di Bartolo citando la chiosa del suo libro “Domani c’è scuola”.
di Mirko Labriola
Corriere del Mezzogiorno, 26 febbraio 2025
È uno dei corsi più seguiti dagli studenti. Gli iscritti sono 23 e 9 sono già prossimi alla laurea. “Dare un senso al tempo della detenzione attraverso lo studio universitario significa restituire un valore a vite difficili”. Nella palestra dell’Alta sicurezza dell’Istituto Penitenziario Pasquale Mandato di Secondigliano (Napoli) ha conseguito il titolo il primo laureato in Scienze Gastronomiche Mediterranee - SGM del Polo universitario Penitenziario della Federico II -PUP, con una tesi sull’effetto della trasformazione sulla qualità nutrizionale del pomodoro. Relatrice è stata la professoressa Maria Manuela Rigano, nella commissione c’erano i professori Danilo Ercolini, Raffaele Sacchi, Amalia Barone e Nadia Lombardi. È la prima laurea del PUP del 2025. In sala erano presenti anche Maria Rosaria Santangelo, Delegata del Rettore al PUP e direttrice del Dipartimento di Architettura, Giulia Russo, direttrice dell’Istituto Mandato, Roberta Paradiso e Giuseppe de Rosa, docente del Dipartimento di Agraria, e Mariano Stornaiuolo, docente del Dipartimento di Farmacia.
ansa.it, 26 febbraio 2025
Rassegna al via il 6 marzo da Rebibbia con Albinati e Fresi. La lettura per aprire idealmente le porte ed esplorare mondi immaginari ma anche per indagare le profondità della condizione umana, nella felicità così come nella sofferenza: debutterà il 6 marzo a Rebibbia la rassegna “Libri Liberi”, nata con l’obiettivo di raccontare i grandi classici nelle carceri italiane e promuovere il dialogo con le persone detenute. Promossa dalla Fondazione De Sanctis con il patrocinio del Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità - e in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura, l’iniziativa vedrà il coinvolgimento di scrittori ed attori.
di Maria Nadotti
doppiozero.com, 26 febbraio 2025
Sono giorni di fuoco, mi scrive Armando Punzo, fondatore e direttore della Compagnia della Fortezza di Volterra. È stato appena annunciato che il Presidente Mattarella gli ha conferito una delle trentuno “onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per attività volte a favorire il dialogo tra i popoli, contrastare la violenza di genere, per un’imprenditoria etica, per un impegno attivo anche in presenza di disabilità, per l’aiuto alle persone detenute in carcere, per la solidarietà, per la scelta di una vita nel volontariato, per attività in favore dell’inclusione sociale, del diritto alla salute e per atti di eroismo” (sarà insignito del titolo oggi, 26 febbraio). Il merito riconosciutogli è di “aver messo a disposizione delle persone detenute la sua esperienza di regista e attore di teatro” e di realizzare “attraverso il progetto ‘Per Aspera ad Astra’ percorsi di formazione professionale nei mestieri del teatro per i detenuti nelle carceri italiane”.
di Isabella De Silvestro
theitalianreview.com, 26 febbraio 2025
Franco Mussida è chitarrista, compositore e membro fondatore della Premiata Forneria Marconi, il gruppo musicale simbolo del rock progressive anni 70. Nel corso della sua carriera ha collaborato con i più grandi nomi del cantautorato italiano, ha vinto premi, scalato le classifiche oltremanica e oltreoceano. Ma la sua carriera non è solo quella di un virtuoso della musica, è anche quella di un uomo che ne ha fatto una pratica di comunità, un mezzo per creare reti di sostegno e vie di conoscenza. Mussida si impegna da decenni per l’applicazione della musica in ambito sociale, dalle carceri alle comunità di recupero per tossicodipendenti. Nel 2013 dà vita al progetto Co2, che ha visto la creazione di audioteche in undici carceri italiane con il fine di educare all’ascolto e dare sollievo.
comunicareilsociale.com, 26 febbraio 2025
Un murale di 4mila metri quadrati all’esterno del carcere di Santa Maria Capua Vetere Caserta che entrerà dritto nel Guinness dei primati come il più grande al mondo realizzato da un unico artista. A realizzare l’opera d’arte, sulle pareti perimetrali dell’istituto penitenziario, sarà Alessandro Ciambrone, architetto e artista che arriva alla pittura dopo 25 anni di studi d’architettura, libera professione e sei anni di ricerca all’estero (Los Angeles, New York, Dublino, Parigi). Il murale è un progetto complessivo che prevede la partecipazione di numerose istituzioni. Per Ciambrone, è importante sottolineare che si tratta di un lavoro “che viene ampiamente condiviso, non è che sono io che faccio un murale per prendere il record del mondo, ma è una regione intera che si muove per raggiungere un primato eccezionale”.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 febbraio 2025
Protocollo Italia-Albania. In udienza davanti alla Corte europea si dichiara d’accordo con le eccezioni per categorie di persone. Nel parere scritto, depositato solo un mese fa, aveva affermato il contrario. Il 10 aprile il parere dell’Avvocato generale. Entro primavera la sentenza decisiva per i centri d’oltre Adriatico. È da poco passato mezzogiorno quando nella Grande Chambre della Corte di giustizia dell’Unione europea gli sguardi si incrociano a cercare conferme di quanto ascoltato dalla rappresentante legale della Commissione Ue. “Alla luce delle osservazioni presentate dagli Stati membri e considerati i quesiti posti dalla Corte, la Commissione è disposta ad accettare che la direttiva 2013/32 consente agli Stati membri di designare paesi di origine come sicuri prevedendo eccezioni per categorie di persone”.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 26 febbraio 2025
Esultano gli esponenti della maggioranza di governo: “I giudici bastonano le ong”. È del tutto legittimo che sia il Viminale a decidere il porto di sbarco delle navi. Anche quando questo è lontano dal luogo del soccorso. Lo ha deciso il Consiglio di Stato respingendo il ricorso di Medici senza frontiere, che aveva impugnato una decisione del Tar in merito alla sua Geo Barents. La nave umanitaria, dopo due interventi condotti il 7 e il 24 gennaio 2023 si era vista assegnare come place of safety (porto sicuro) rispettivamente Ancona e La Spezia, considerati però dall’ong troppo lontani e difficili da raggiungere, anche in considerazione delle avverse condizioni meteorologiche.
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 26 febbraio 2025
Sulla spiaggia di Steccato si ricorda la tragedia. Ma sopravvissuti e parenti attendono il ricongiungimento coi propri cari. E a marzo ci sarà l’udienza sui mancati soccorsi. Due anni dopo, Mohammed ricorda ancora l’angoscia e la paura di quella notte di burrasca, le urla delle donne e dei bambini quando il caicco turco Summer Love si arenò su un basso fondale davanti alla spiaggia di Steccato di Cutro e le speranze di 180 persone furono sommerse da un mulinare di schiuma e di acqua salata. Era a bordo anche lui, giovane palestinese fuggito dalla Striscia di Gaza in cerca di un futuro migliore. I soccorsi militari italiani non arrivarono, nonostante il barcone fosse stato segnalato ore prima da un velivolo di Frontex. Lui si salvò, insieme ad altri 80 migranti, mentre un altro centinaio di persone (94 sono le vittime accertate, fra cui 34 minori) non ce la fecero.
di Alice Dominese
Il Domani, 26 febbraio 2025
Lo scorso anno il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deposto dei fiori sulla tomba di Alì, il neonato morto nel naufragio di Cutro che è sepolto al cimitero di Crotone. Il racconto dei superstiti, tornati su quella spiaggia calabrese per il secondo anniversario del naufragio in cui morirono almeno 94 migranti: “Nuotavo cercando di tenere mio fratello e di scaldarlo. Dopo un’ora non rispondeva più”. “Quello che abbiamo subito è stato come un omicidio”. Oggi vorrebbero riunirsi con i propri parenti, ma nonostante l’impegno preso dall’esecutivo ci è riuscito solo uno di loro. Quando due anni fa i sopravvissuti alla strage di Cutro sono stati trasferiti nella struttura di accoglienza di Isola di Capo Rizzuto, vicino a Crotone, Assad credeva di essere stato portato in una prigione. Lui e gli altri 80 superstiti dormivano per terra o su letti di fortuna in un’unica stanza. “Eravamo rinchiusi là dentro, non potevamo uscire e nessuno ci spiegava cosa stava succedendo. Dopo diversi giorni ci hanno trasferiti e abbiamo potuto vedere le salme. Così ho ritrovato mio fratello”, racconta il giovane profugo siriano, tornato in Italia per ricordare le vittime del naufragio nella celebrazione organizzata dalla Rete 26 febbraio.
- Stati Uniti. Trump e il ritorno delle guerre dell’oppio
- Russia. Leggi liberticide e Stato di polizia, così Putin ha svuotato le piazze del dissenso
- Volontariato, le “sue” prigioni
- Emergenza carceri: il 3 marzo manifestazione nazionale indetta dai Garanti dei detenuti
- Dare un nuovo volto alle carceri, per fare spazio a riscatto e diritti











