di Claudio Del Frate
Corriere della Sera, 26 giugno 2025
Gli altri? “Vittime di ricatti e sfruttamento”. Il datore di lavoro non ha l’obbligo di assumere il lavoratore fatto arrivare dall’estero. E tra i braccianti di Latina, un anno dopo la tragedia di Satnam Singh, nulla è cambiato. Nel 2024, in occasione del click day, è stato chiesto l’ingresso in Italia di 119.890 lavoratori stranieri. Di questi, solo 9.331 sono riusciti a portare a termine la pratica firmando un contratto di lavoro regolare. Se la matematica non è un’opinione ci sono dunque circa 110.000 “fantasmi” del cui destino nulla si sa. O meglio lo si può ipotizzare attraverso un paio di indizi. Il primo: Confagricoltura e Coldiretti nei giorni scorsi hanno denunciato che mancano lavoratori per garantire la raccolta di frutta e verdura. Il secondo, a un anno dall’atroce morte di Satnam Singh, il bracciante dell’Agro Pontino abbandonato dopo che un macchinario gli aveva staccato un braccio “nulla è cambiato”. Parole di Luigia Spinelli, procuratrice aggiunta di Latina. Illegalità, caporalato, lavoro nero sono dunque i mondi nascosti in cui rischiano di cadere (o sono già caduti) i 110.000 desaparecidos.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 26 giugno 2025
Presentato in Campidoglio il rapporto Idos sui migranti a Roma e nel Lazio. Sono due i volti dell’immigrazione a Roma: da una parte la città continua a essere un territorio di passaggio, dall’altra è in continua crescita la presenza di stranieri che hanno consolidato la propria vita nella Capitale, aumentando una presenza stabile e ordinaria. È quanto riporta il ventesimo rapporto Idos sull’immigrazione a Roma e nel Lazio, presentato ieri in Campidoglio.
di Alessandra De Vita
Grazia, 26 giugno 2025
In Emilia Romagna e Veneto tre donne musulmane sono state picchiate perché ritenute poco rispettose delle regole religiose. Qui alcune ragazze come loro raccontano gli abusi subìti in famiglia. L’hanno accusata di essere troppo integrata nella società occidentale e di non indossare il velo: per questo, poche settimane fa, una 32enne di origini algerine è stata picchiata da un gruppo di uomini a Massa Lombarda, vicino a Ravenna. Pochi giorni dopo, a Modena, una 23enne di origini siriane ha denunciato i suoi genitori per ripetute violenze e minacce. E a Padova una 18enne di famiglia marocchina è stata rintracciata dal padre nella casa protetta dove si era rifugiata: ora l’uomo dovrà portare il bracciale elettronico. Questi maltrattamenti sono più frequenti di quanto si creda tra le donne di estrazione islamica. Grazia ha ascoltato tre ragazze che hanno subìto violenza per aver infranto i dettami della Sharia, le leggi islamiche che si ispirano alla religione, o regole della tradizione.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 26 giugno 2025
“È stata violata la direttiva Ue”. Gli europarlamentari progressisti scrivono alla Commissione europea: adesso faccia chiarezza. Intanto al Senato la destra cambia idea sul nuovo regolamento espulsioni: troppo garantista. Secondo il Viminale i rimpatri direttamente dall’Albania, senza passaggio in Italia, sono regolari. Lo consentirebbero le intese stipulate tra Roma e Tirana dopo il protocollo, per dargli attuazione. Lo hanno riferito ieri all’Ansa “fonti del ministero dell’Interno” in merito al caso, il primo di questo tipo, rivelato lunedì da altreconomia. È andato così: il 9 maggio scorso cinque cittadini egiziani rinchiusi nel Cpr di Gjader sono stati spediti al Cairo dall’aeroporto di Tirana. Dopo averli imbarcati il charter non è transitato dallo scalo di Fiumicino, come nei rimpatri precedenti.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 26 giugno 2025
La prefazione del sottosegretario plenipotenziario conferma che le droghe sono un’arma eccezionale per la narrazione securitaria, che offusca le reali priorità sanitarie e sociali. È stata trasmessa nei giorni scorsi dal Governo alle Camere la Relazione annuale sulle droghe. Il documento, curato dal Dipartimento per le Politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dovrebbe fornire una fotografia aggiornata del fenomeno delle dipendenze e dell’intervento pubblico nel nostro Paese. A colpire, ancora una volta, è il tono e l’impostazione della prefazione del Sottosegretario Alfredo Mantovano, che rappresenta a tutti gli effetti l’indirizzo politico del Governo sul tema, anche in vista della Conferenza sulle droghe di novembre. Una lettura che, pur rivendicando qualche intervento in più sul fronte dei servizi, conferma l’impostazione repressiva e moralizzatrice che caratterizza l’attuale maggioranza.
di Leonardo Fiorentini*
L’Unità, 26 giugno 2025
Sempre più detenuti, sempre più “tossicodipendenti”. Salgono del +4,9% nel 2024 gli ingressi in carcere per droghe: un quarto (25,8%) sono causati dall’art. 73 del Testo unico, detenzione a fini di spaccio. Dei 61.861 detenuti in carcere al 31.12.2024, 13.354 lo erano a causa del solo art. 73. Altri 6.732 insieme con l’art. 74 (associazione finalizzata al traffico di droga), solo 997 esclusivamente per l’art. 74. Sommati rappresentano il 34,1% del totale: sostanzialmente il doppio della media europea (18%) e molto di più di quella mondiale (22%). Non ci sono mai stati in carcere così tanti detenuti definiti “tossicodipendenti”: vengono dichiarati tali il 38,8% di coloro che vi entrano, mentre a fine 2024 erano presenti 19.755 detenuti “certificati”, il 31,9% del totale.
di Nadia Ferrigo
La Stampa, 26 giugno 2025
La cannabis al primo posto, a partire dal 2021 c’è un incremento costante nel consumo di antidepressivi senza prescrizione medica. Nel 2024 per la prima volta il numero di persone morte per overdose da cocaina o crack ha superato il primato storico degli oppiacei. Nella “Relazione annuale del Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia pubblicato nel 2025” si registra che la cocaina “è una delle sostanze con l’impatto socio-sanitario maggiore”. Nello scorso anno il 35 per cento dei decessi direttamente accertati per intossicazione acuta letale è stato attribuito a questa sostanza, percentuale che risulta in progressivo aumento nel corso degli anni e che ha così raggiunto il suo massimo storico.
di Marina Castellaneta
Il Manifesto, 26 giugno 2025
Ottanta anni fa, il 26 giugno 1945, a San Francisco veniva firmata la Carta delle Nazioni Unite. Oggi, nelle celebrazioni, l’organismo s’interroga sul proprio incerto futuro. Allora gli Stati guardavano uniti alla pace temendo un nuovo conflitto mondiale. Ora il solo 2024 ha visto 120 guerre: con diritti umani violati e catastrofi umanitarie. Canto del cigno, lenta agonia o occasione per rialzarsi dai fallimenti che hanno visto le Nazioni Unite affrontare, negli ultimi tre anni, la più grave crisi di credibilità della propria storia?
di Marco Bresolin
La Stampa, 26 giugno 2025
Il dossier sull’aumento deciso dalla Nato: lo sforzo maggiore è per l’Ue, ma solo Berlino ha la forza economica per sostenerlo. Duemilacinquecento miliardi di euro l’anno: è la somma che gli Stati membri della Nato dovrebbero destinare agli investimenti in Difesa e Sicurezza per raggiungere il target del 5% del Pil fissato ieri al vertice dell’Aja. Dovranno arrivarci entro il 2035, quindi il valore reale in termini assoluti è destinato a essere ancor più alto perché sarà calcolato in rapporto al prodotto interno lordo, che aumenterà. Le spese saranno nazionali, ma nel frattempo resterà in vigore la clausola di difesa collettiva stabilita dall’articolo 5, come ribadito nella dichiarazione approvata ieri.
di Gianni Oliva
La Stampa, 26 giugno 2025
“I raid in Iran, come Hiroshima e Nagasaki, hanno chiuso la guerra”: Trump ha detto proprio così. Tra mille pagine della storia americana ha citato come merito le più controverse, le più agghiaccianti, quelle che tutti i suoi predecessori, repubblicani o democratici, hanno taciuto per rispetto o per pudore. A Hiroshima, il 6 agosto 1945, la bomba “Little Boy” ha spazzato via in un attimo 70 mila persone e raso al suolo l’intero centro cittadino; a Nagasaki, tre giorni dopo, la bomba “Fat Man” ne ha polverizzati più di 40 mila. Entro l’anno, i morti per ferite, ustioni, radiazioni sono stati un numero impressionante, calcolato tra le 150 e le 200 mila. Tutti civili: donne, uomini, bambini, anziani, infermi. Quanti siano stati esattamente non si sa, perché di molti di loro non restava nulla e non si potevano contare. Trump conosce questi numeri? Conosce questa storia?
- Gaza. Le stragi del pane: 13 morti al giorno, Ghf sotto accusa
- Sovraffollate e senza educatori. “Le carceri minorili sono allo sfascio”
- Carcere e silenzi, al fianco di Michele Passione
- Minore in carcere a Locri. Il giudice lo sa e se ne frega
- Sisto: “Ecco tutte le bufale dell’Anm sulla riforma della giustizia”









