di Pietro Alessio Palumbo
Il Sole 24 Ore, 26 febbraio 2025
La Corte di Cassazione fa chiarezza sullo specifico caso dei detenuti 41bis, escludendo che i detenuti possano avere qualsivoglia contatto con l’esterno. La Corte di Cassazione (sentenza 6753/2025) ha chiarito che il diritto allo studio dei detenuti - anche quando sottoposti a regime speciale - è un cardine delle disposizioni dirette ad agevolare il percorso di studi del detenuto studente. Ciò anche attraverso intese ad hoc con le autorità accademiche, eventualmente adattando l’esercizio dello stesso diritto allo studio alla situazione effettiva dei detenuti, in coerenza con gli scopi di pubblica sicurezza che informano detto regime speciale. E, nello specifico caso dei detenuti 41bis, escludendo che i detenuti possano avere qualsivoglia contatto con l’esterno, se non quelli strettamente necessari in casi eccezionali che, in tali ipotesi, devono avvenire sotto il diretto e costante controllo dell’amministrazione penitenziaria. Su queste coordinate, la Suprema Corte ha ritenuto che nella vicenda, i provvedimenti dei giudici di sorveglianza, al di là anche della sostanziale sovrapponibilità degli argomenti utilizzati, erano entrambi corretti e la motivazione in questi resa, con il riferimento alle modalità di svolgimento del tirocinio e di come queste fossero incompatibili con il regime di detenzione cui era sottoposto il detenuto, perfettamente adeguati. Il diniego di svolgere il tirocinio universitario presso una farmacia, diretto a prevenire il pericolo della interlocuzione del detenuto con soggetti non aventi titolo alla comunicazione, era coerente con il sistema e, pertanto, conforme al principio di ragionevolezza delle restrizioni, poiché il rispetto e la tutela del diritto allo studio del detenuto devono essere bilanciati, sempre, con le esigenze di tutela della collettività e con le condizioni previste a tal fine per la misura di cui al 41bis dell’Ordinamento Penitenziario. Infatti, in questa prospettiva, il contenuto tipico e necessario del regime stesso è indicato nelle disposizioni contenute nella disciplina penitenziaria che elenca una serie di misure specifiche volte a impedire la continuazione delle attività criminali.
ansa.it, 26 febbraio 2025
Nella sala De Sanctis di Palazzo Santa Lucia, la Regione Campania, il Tribunale Civile e Penale di Napoli, e l’Uiepe Campania, hanno siglato oggi un Protocollo che ha la finalità di sensibilizzare la comunità sulle tematiche dell’inclusione e promuovere la stipula di convenzioni per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità (LPU) anche nell’ambito del procedimento di Messa alla Prova, da parte delle articolazioni regionali, con i Tribunali competenti. Piena intesa e collaborazione sugli obiettivi comuni dei percorsi di reinserimento sociale previsti dalla legislazione. Con il Presidente Vincenzo De Luca Hanno firmato il protocollo la dott.ssa Elisabetta Garzo, Presidente del Tribunale di Napoli, la dott.ssa Maria Rosaria Covelli, Presidente della Corte d’Appello, la dott.ssa Claudia Nannola, Direttore dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna della Campania.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 26 febbraio 2025
Carceri minorili, manifestazioni contro il progetto governativo. No del sindaco Lepore e della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Claudia Giudici. “Una bomba che lancia le sue schegge in tutta Italia”, così il Garante regionale dei detenuti dell’Emilia Romagna, Roberto Cavalieri, definisce il progetto governativo - la cui realizzazione ha preso il via venerdì scorso - di creare nel carcere della Dozza a Bologna una sezione apposita dove trasferire circa 50 giovani adulti tra i 21 e i 25 anni prelevati dagli Istituti penali minorili del Paese, in sovraffollamento come finora lo erano state solo le carceri per adulti. Saranno scelti tra i reclusi arrivati in Italia come minori non accompagnati (quelli che creano più “problemi” al Dipartimento). Ieri, dopo che nei giorni scorsi si era levata la protesta degli avvocati penalisti e dell’Fp Cgil, dopo l’ordine del giorno di condanna presentato in consiglio comunale dal Pd e sottoscritto pure da un esponente di FI, e dopo la levata di scudi dei garanti territoriali dei detenuti, hanno detto no anche la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Claudia Giudici e il sindaco di Bologna Matteo Lepore intervenuto in sostegno della manifestazione organizzata davanti al carcere.
di Chiara Marchetti
Corriere di Bologna, 26 febbraio 2025
Il loro ingresso nel carcere della Dozza doveva essere il primo aprile, ma è stato anticipato al 15 marzo. Mancano poche settimane all’arrivo dei circa 50 giovani detenuti, provenienti da diverse carceri minorili d’Italia, che saranno trasferiti temporaneamente nella Casa circondariale bolognese per decisione del governo. La nuova data è stata annunciata ieri pomeriggio dall’assessora regionale al Welfare, Isabella Conti, nel corso di un sit-in di protesta contro il “trasloco forzato” dei 50 neomaggiorenni. “Daremo battaglia fino alla fine - le parole di Conti - perché una decisione del genere non è degna di un Paese civile. Stiamo parlando di ragazzi che avevano cominciato progetti di reinserimento altrove e che ora si ritrovano in un contesto completamente diverso. Loro possono pensare di essere trattati come numeri o pacchi dallo Stato e più le istituzioni disumanizzano le persone, più si perdono le chance di poterle reinserire”. E aggiunge: “I detenuti sono privati della libertà, non possiamo privarli anche della dignità”.
di Marina Amaduzzi
Corriere di Bologna, 26 febbraio 2025
Una buona parte del centrodestra in Consiglio comunale, in primis Forza Italia, lunedì ha votato, insieme al centrosinistra, un ordine del giorno che è contrario all’apertura della sezione per giovani adulti all’interno del carcere della Dozza e chiede “altre ipotesi e soluzioni”. Un punto condiviso da Valentina Castaldini che è consigliera regionale di Forza Italia.
di Melina Chiapparino
Il Mattino, 26 febbraio 2025
Il diktat: individuiamo i casi sospetti prima che sia troppo tardi. Un protocollo anti-violenza per la sicurezza dei detenuti e dell’intero sistema detentivo che include, in prima linea, la polizia penitenziaria. È il punto di partenza dell’innovativa procedura destinata a stanare i casi di violenza nascosta tra le mura delle carceri con Napoli capofila del progetto avviato nei penitenziari di Poggioreale e Secondigliano. L’iniziativa nata dall’intesa tra Asl Napoli 1 Centro, Procura della Repubblica, Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e Provveditorato Regionale della Campania è stata presentata ieri con i primi risultati illustrati durante il convegno dedicato a “Gli eventi traumatici in carcere: accertamenti medico-legali e procedure di intervento”, nella sala Basaglia del Leonardo Bianchi.
Pescara. “Intollerabile” la situazione nel carcere: gli avvocati penalisti scioperano per tre giorni
ilpescara.it, 26 febbraio 2025
A deciderlo dopo i disordini del 17 marzo con apposta delibera, è stata la Camera penale presieduta dall’avvocato Massimo Galasso: dal 18 al 20 astensione da ogni attività e manifestazioni di sensibilizzazione: “Si istituisca un tavolo permanente”. “Astensione collettiva dalle udienze e da ogni attività giudiziaria” e allo stesso tempo in quei giorni e cioè dal 18 al 20 marzo, “manifestazioni adatte a sensibilizzare l’opinione pubblica, la politica e gli addetti ai lavori circa la gravità della situazione” che si registra nel carcere di Pescara. Questo quanto deciso dalla Camera penale presieduta dall’avvocato Massimo Galasso che fa così quadrato con l’Ordine che nei giorni scorsi per voce del presidente Federico Squartecchia ha annunciato lo stato di agitazione a seguito dei fatti del 17 febbraio quando nell’istituto penitenziario un detenuto si è suicidato. Fatto che ha scatenato una vera e propria rivolta tale da aver reso inagibile un’ala della struttura costringendo al trasferimento di 60 dei troppi detenuti che ospita.
di Laura Valdesi
La Nazione, 26 febbraio 2025
Il giorno della verità sarà il 3 aprile per i quindici agenti della Polizia penitenziaria del carcere di Ranza, a San Gimignano, condannati a vario titolo per lesioni e tortura. Per il comportamento che la procura - e i giudici nelle motivazioni - hanno definito “inumano e degradante” nei confronti di un detenuto tunisino di 31 anni, l’11 ottobre 2018. Il processo di appello sta vivendo infatti le battute finali. La discussione è già terminata per i cinque che avevano scelto il dibattimento, è iniziata ieri invece per i dieci condannati il 17 febbraio 2021. Sono trascorsi ben quattro anni da quando il gup Jacopo Rocchi lesse la decisione in aula a cui gli agenti reagirono con lacrime, rabbia, qualcuno si sentì male non credendo a ciò che aveva udito poco prima.
di Carolina Mocci
castedduonline.it, 26 febbraio 2025
A denunciarlo è Gianni Loy, Garante delle persone detenute per la Città Metropolitana di Cagliari, che ancora una volta richiama l’attenzione sulla persistente occupazione abusiva del reparto da parte della Asl di Cagliari. La struttura, realizzata oltre dieci anni fa con un ingente finanziamento regionale per garantire la sicurezza durante i ricoveri dei detenuti, non è mai stata utilizzata per la sua funzione originaria. Il recente episodio verificatosi presso l’Ospedale S.S. Trinità, in occasione del trasferimento di un detenuto per accertamenti sanitari, riaccende i riflettori su una questione annosa: la mancata attivazione del reparto ospedaliero protetto destinato ai detenuti.
di Silvia Santini
Il Resto del Carlino, 26 febbraio 2025
Paolo, proprietario dello stabilimento a Portonovo: “Non sono un benefattore. Ho aderito a ‘Seconda chance’ un progetto per il reinserimento sociale”. “Stanno scontando il fine pena. Uno è anconetano”. “Durante quegli incontri ho trovato tante persone grintose, con la voglia di riprovarci, di riscatto. Non sono un pioniere del progetto né un benefattore ma mi sono semplicemente detto perché no e così quest’estate tre detenuti lavoreranno da me”. Quando lo racconta Paolo Bonetti della rinomata e omonima spiaggia a Portonovo, quasi si commuove perché anche solo l’idea di dare una seconda opportunità a diverse persone che vivono momenti difficili della propria esistenza lo emoziona. Ad accompagnarlo ai colloqui alla casa circondariale di Montacuto, per completare la sua brigata di cucina per la stagione 2025, c’era Caterina Piermarocchi, coordinatrice regionale dell’associazione “Seconda chance” che aveva conosciuto Bonetti in occasione della giornata ecologica organizzata assieme a “Plastic free” quasi un anno fa ormai.
- Caltagirone (Ct). La preside e gli studenti detenuti: “Poter leggere ci rende liberi”
- Napoli. Al Pup Federico II il primo detenuto laureato in Scienze Gastronomiche Mediterranee
- “Libri Liberi”, nelle carceri parlano i classici
- Armando Punzo, la mente è un’esplosione di gioia
- Carcere, il suono delle anime











