di Giada Lo Porto
La Repubblica, 26 giugno 2025
La specialista in servizio al carcere aveva abbassato il livello di rischio per Gaffoglio, nonostante avesse già provato a togliersi la vita. Alessandro Gaffoglio aveva 24 anni e una grande fragilità. Lo opprimeva il senso di colpa di essere finito in carcere per la prima volta (per due rapine ravvicinate a due market a San Salvario) e di aver così deluso i suoi genitori. Quella madre e quel padre che invece avrebbero fatto il possibile per rincuorarlo e sostenerlo. Gliel’avrebbero detto nella visita fissata per il 16 agosto 2022. Ma nella notte tra il 14 e il 15, il ragazzo si era stretto un sacchetto al collo, togliendosi la vita.
di Filippo Marfisi
Il Messaggero, 26 giugno 2025
Lo psichiatra e dirigente si era tolto la vita il 7 aprile 2021, dopo essere stato arrestato nell’ambito di un’inchiesta su presunte tangenti. Assolto perché il reato non sussiste. È questa la sentenza pronunciata ieri dal giudice monocratico Stefania Izzo nel processo per il suicidio nel carcere di Torre Sinello, di Vasto, dello psichiatra e dirigente del Dipartimento di salute mentale della Asl di Pescara, Sabatino Trotta, per il quale era imputato l’agente di Polizia penitenziaria A.C.. Per l’assoluzione dell’imputato, si è pronunciato anche il pm Vincenzo Grieco.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 giugno 2025
Uno scioccante e inaudito episodio ha coinvolto l’Istituto penale per minorenni di Nisida: un agente scelto della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere minorile è indagato per aver compiuto atti sessuali su un giovane detenuto. L’accusa riguarda fatti avvenuti agli inizi del mese, quando - secondo le indagini - il minore avrebbe subito avances sessuali da parte dell’agente. La vicenda, resa nota da un comunicato del ministero della Giustizia, ha portato alla misura cautelare degli arresti domiciliari per l’agente, al termine degli accertamenti interni condotti dal Nucleo investigativo centrale (Nic) e dal Nucleo investigativo regionale (Nir) di Napoli.
di Erica Manna
La Repubblica, 26 giugno 2025
Nella città dove ancora brucia la storia sconvolgente del diciottenne seviziato, violentato, ustionato e marchiato dai compagni di cella mentre era sotto la tutela dello Stato, nel carcere di Marassi, l’appello promosso dal garante regionale per le persone private della libertà Doriano Saracino ha già raggiunto 700 firme. Si intitola Nostro figlio ha bisogno di noi, la richiesta alle istituzioni di pagare le spese per la complessa riabilitazione fisica e psicologica del detenuto, ora ai domiciliari in una struttura protetta. “Non è solo indignazione - rimarca Saracino - è un appello a noi stessi”.
di Alessandro Trocino
Corriere della Sera, 26 giugno 2025
Storia di Luana e del lavoro in carcere. La storia di una reclusa che ha lavorato nella sartoria della Dozza a Bologna. Solo un detenuto su tre lavora e quasi tutti dentro. Ne parliamo nella quinta puntata della serie “Voci dal carcere”. Luana ha 65 anni ed è stata in carcere, condannata a 16 anni poi ridotti a 11, per concorso morale in sequestro, per il rapimento durato due ore di una ragazza, sempre negato. Il 23 maggio, gli outfit realizzate da lei e da altre detenute nella sartoria del carcere della Dozza hanno sfilato alla Bologna Fashion Week. Vestitini realizzati con scampoli di scarto, pochette, strass. Come è andata? “Bene, sono felice. Da quando sono uscita, tutto mi sembra meraviglioso. Ora sono pensionata e libera, ma mi sento come se fossi dentro e voglio aiutare le altre”.
di Mauro Favaro
Il Gazzettino, 26 giugno 2025
Il testo è stato inviato al vescovo Michele Tomasi e, idealmente, a tutti i fedeli. “C’è molta sofferenza nel mondo, segnato dalla guerra e dal male. Di fronte alla sofferenza che vediamo, che viviamo e che anche noi abbiamo provocato, è difficile dire che questo è un tempo speciale. Ma vorremmo così tanto che il popolo di cui ci sentiamo parte sapesse che dietro al muro del carcere ci siamo anche noi, in un cammino di consapevolezza e responsabilità, che parte dal pentimento e prova a rinascere e ricostruire esistenze”. È questo il fulcro della lettera che un gruppo di detenuti del carcere di Santa Bona ha spedito al vescovo Michele Tomasi e, idealmente, a tutti i fedeli della diocesi di Treviso.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 26 giugno 2025
In occasione del Giubileo dei sacerdoti parla il primo religioso a essere eletto nel 2021 Garante dei diritti delle persone private della libertà personale nel Comune di Verona, la sua città, dove era parroco a San Luca. Così ricorda la visita di Papa Francesco: “Momento esemplare di accoglienza, simpatia e pazienza”. È il giugno 2021 - esattamente quattro anni fa - quando il Comune di Verona, che nel suo territorio ha un solo istituto di pena, la casa circondariale di Montorio, fa una scelta originale: elegge un sacerdote come Garante dei diritti delle persone private della libertà personale in sostituzione del precedente, dimessosi a febbraio. La scelta ricade su don Carlo Vinco, una vita spesa tra i senzatetto, i Rom e soprattutto i malati di Aids e i tossicodipendenti che con il carcere hanno spesso a che fare.
aics.it, 26 giugno 2025
Il 9 luglio a Napoli: si tratterà di stigma sociale e delle prospettive riparative, nel confronto col mondo del Terzo Settore. Nel 50esimo anniversario della entrata in vigore della Legge di riforma penitenziaria, l’area di promozione sociale di AiCS , insieme alla Consulta persone private della libertà del Forum Terzo Settore, e al comitato AiCS di Napoli e Campania, promuove il convegno nazionale “Il carcere oggi tra stigma, ritardi normativi e prospettive riparative”. Il dibattito si terrà al PalaDennerlein del quartiere Barra, dalle ore 10, e prevederà anche l’intervento del presidente AiCS Bruno Molea. Il confronto punterà a una analisi della complessità della realtà penitenziaria e delle difficoltà prodotte dall’etichettamento sociale, produttore di resistenze collettive nei confronti del reinserimento dei detenuti.
di Raffaella Pasciutti
ecodipavia.it, 26 giugno 2025
Il Rotary Club Distretto 2050 con il Gruppo Longobardo e Club proponente Ticinum in collaborazione con il Club Terre Viscontee ha stretto una nuova collaborazione con il Carcere di Pavia e con la partecipazione di U.E.PE. - Ministero di Giustizia per un progetto interamente dedito alla salute mentale e fisica di una parte di detenuti del Carcere di Pavia. Per i prossimi due anni, i Club si faranno carico di appoggiare la struttura penitenziaria per la tutela della salute di quei detenuti ATSM, fondamentale diritto dell’individuo, come da Articolo 32 della nostra Costituzione. Quello della salute mentale sicuramente resta ad oggi un problema che riguarda un numero di detenuti di importante rilevanza, anche in termini di complessità che interessano, secondo un’indagine di Antigone, un terreno fertile per il mondo carcerario.
di Ilaria Solari
Donna Moderna, 26 giugno 2025
Grazie al progetto “Abbracci in libertà” della Fondazione Santo Versace, nel carcere milanese di Bollate è nato un giardino speciale. Qui le detenute possono incontrare i loro figli in uno spazio accogliente, a misura di bambino. Perché vivere pienamente il ruolo di madri è un tassello importante per ritrovare dignità e speranza. Un parco giochi nuovo fiammante, scivoli e altalene circondate dal verde. L’ombra dei gazebo offre scampo alla canicola. Oltre il muro di cinta, una cordigliera di palazzoni in cemento trattiene un cielo incongruamente limpido.
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