di Valentina Murrieri
lecceprima.it, 25 febbraio 2025
Dopo aver diretto altri istituti penitenziari della Puglia, dal marzo del 2022 Mariateresa Susca è alla guida di quello leccese. L’abbiamo incontrata per affrontare i temi del sovraffollamento, del crescente numero dei suicidi e, più in generale, della finalità rieducativa e risocializzante cui la pena deve tendere. Con la sua popolazione di circa mille e 200 persone, quello di Borgo San Nicola è il più grande istituto penitenziario della Puglia. Degli ospiti una novantina di sesso femminile: sessanta nel circuito media sicurezza, le restanti in quello alta sicurezza, circuito quest’ultimo che ospita anche circa 200 uomini. Una “città nella città”, come lo definiscono le stesse persone detenute (e di cui riferiamo in un articolo a parte). Una realtà solo immaginata dagli abitanti di Lecce, resa distante non tanto dalle grosse mura di cemento armato, quanto dai tabù che spesso ne orlano il racconto.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 25 febbraio 2025
“Altro diritto” contesta il requisito della cittadinanza italiana e diffida Palazzo Vecchio. “Il bando per il garante dei detenuti è discriminatorio: prevede solo candidati italiani”. Con questa motivazione l’associazione “Altro diritto” ha presentato una diffida al Comune di Firenze sull’elezione del prossimo garante dei detenuti. Ecco il passaggio sotto accusa: “Alla carica di Garante per i diritti delle persone private della libertà personale è preposto un/a cittadino/a italiano/a con comprovata competenza nel campo delle scienze giuridiche, dei diritti umani, oppure nel campo delle attività socio-sanitarie negli Istituti di prevenzione e pena e nei Servizi sociali, oltre che con esperienze acquisite nella tutela dei diritti”. Secondo Altro diritto questo requisito “si pone come discriminatorio nella parte in cui non consente la possibilità di partecipare a tale avviso anche ai cittadini europei, nonché di Paesi terzi che godono del diritto della parità di trattamento”. L’associazione invita Palazzo Vecchio a modificare il regolamento, riaprendo così il bando per il successore di Eros Cruccolini. Ad accorgersi della discriminazione è stata proprio una volontaria di “Altro diritto”, un’avvocatessa di origini brasiliane che voleva candidarsi alla carica di Garante, Maria Luisa Caixa, sposata con un cittadino italiano e madre di figlio italiano.
di Valentina Paiano*
Il Resto del Carlino, 25 febbraio 2025
Gli studenti della scuola Orceoli riflettono sulle condizioni dei reclusi grazie alla storia di uno di loro. Antonio porta tra i banchi la sua esperienza: “Sono stati anni difficili, la vita in prigione è dura e spietata”. Tra le varie esperienze che la nostra classe ha affrontato negli ultimi mesi, la più significativa è stata sicuramente l’opportunità di incontrare un ex detenuto del carcere di Forlì. Abbiamo riflettuto su che cosa sia la legalità e imparato a darle il giusto valore. Era il 25 novembre scorso quando nell’Aula Magna della scuola Orceoli, abbiamo ascoltato il racconto di Antonio, che ci ha regalato la sua storia personale per invitarci a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte. Accanto a lui l’ex vicecomandante del carcere di Forlì, Mariateresa D’Agata, che ci ha fornito un punto di vista diverso sulla vita in carcere, ma sempre con parole cariche di umanità e possibilità di riscatto.
primapaginatrapani.it, 25 febbraio 2025
Un momento di gioia per le famiglie dei detenuti della Casa Circondariale di Trapani. Fondata a Messina il 1° dicembre 2008 da Michele Recupero, la Crivop Italia Odv è attualmente attiva in sette regioni italiane e opera in oltre 20 istituti penitenziari, grazie all’impegno di circa 190 volontari. L’attività nel settore penitenziario ha avuto inizio nel marzo 2006, prima in forma informale e, dal 1° dicembre 2008, con una struttura ufficiale. La Crivop Italia Odv si dedica al sostegno morale e materiale di numerosi detenuti e persone sottoposte a misure alternative, fornendo supporto anche alle loro famiglie. L’8 febbraio 2021, è stato siglato un protocollo d’intesa nazionale con il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma, rinnovato il 24 giugno 2024, a conferma dell’impegno costante per la riabilitazione e il reinserimento sociale dei detenuti.
di Paola Pellai
Confidenze, 25 febbraio 2025
A Palermo, una bella iniziativa sociale insegna alle persone più fragili a realizzare abiti con ago, filo e macchina da cucire. Riparando non solo gli gli strappi dei tessuti, ma anche quelli dell’anima. Un semplice filo può ricucire il mondo: si impara alla Sartoria Sociale, nel quartiere Malaspina a Palermo. “Qui l’inclusione non si promette, si fa” spiega Rosalba Romano, assistente sociale di lunga esperienza e socia fondatrice della cooperativa sociale Al Revès, che nel luglio 2012 ha fatto nascere Sartoria Sociale, luogo che rigenera tessuti e vite umane. “Noi siamo un porto” dice Romano, “il tessuto è un ponte e la manualità ci unisce. Alla Sartoria transitano migranti, vittime di violenza, uomini e donne che hanno commesso piccoli reati o che arrivano da centri di salute mentale”. Sono i cosiddetti losers, gli sconfitti senza speranza che qui ritrovano la scintilla del futuro grazie a macchina da cucire, ago e filo. “Il punto di partenza fondamentale è che qui noi non siamo l’errore che abbiamo commesso. “Siamo tutti ex di qualcosa”, come recita il nostro slogan, siamo tutti uguali e tutti diversi, siamo persone che rispettano persone” continua la fondatrice della cooperativa.
varesenews.it, 25 febbraio 2025
Il documentario “Benvenuti in galera”, che racconta l’esperienza unica del ristorante attivo all’interno del carcere di Bollate, arriva a Materia Spazio Libero (in via Confalonieri 5, Sant’Alessandro - Castronno) con una proiezione speciale. L’evento, in programma per mercoledì 26 febbraio alle 21.00, offrirà uno sguardo sulla possibilità di riscatto e inclusione attraverso la ristorazione e il lavoro. Il film parla del ristorante aperto al pubblico presente da anni nel carcere di Bollate e guidato da uno chef che ha lavorato con Gualtiero Marchesi. Il documentario ne mostra l’attività che continua grazie alla disponibilità dei detenuti e alla professionalità di Silvia Polleri, esperta del settore ristorazione. L’obiettivo del ristorante è il recupero della vita sociale dei detenuti e mostrare come una pena detentiva possa essere trasformata attraverso la creatività e l’imprenditorialità.
di Rosella Redaelli
Corriere della Sera, 25 febbraio 2025
Le esperienze di Giovanna Canzi, ex docente della scuola della struttura di Monza, sono diventate un libro. Giacomo, il giardiniere, si siede al sole con un libro in mano, Addou è schivo e imperturbabile, Stefano è chiuso in un corpo senza armonia, ma dà il meglio di sé sul palco dopo aver scoperto le pagine di Kafka, Oresti sembra incapace di aprirsi e commuoversi, Paolo e Romeo, idealisti delusi, passano ore in biblioteca. Sono alcuni degli studenti che Giovanna Canzi ha incontrato nelle aule della scuola del carcere di Monza. Con loro, dal 2017 per cinque anni, ha scambiato versi di poeti, pagine di scrittori, ha cercato di ricostruire una normalità che non hanno mai conosciuto. Insegnante, giornalista, editor di libri per ragazzi Giovanna Canzi ha voluto ricordare volti e storie nel volume Lontano dalla vita degli altri (Marinonibooks) dove alle parole si affiancano le suggestive illustrazioni di Gabriella Giandelli, raffinata illustratrice milanese.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 25 febbraio 2025
Ecco i numeri del nuovo report curato dalla direzione della polizia criminale: il tasso di omicidi è di 0,54 vittime per 100mila abitanti. In Italia si registra una diminuzione costante degli omicidi volontari consumati. È quanto emerge dall’ultimo report del Servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale, che ha preso come periodo di riferimento il decennio 2015-2024. Il calo degli omicidi volontari è pari al 33%: nel 2015 sono stati 475, mentre lo scorso anno il numero è sceso a 319 (il tasso di omicidi è di 0,54 vittime per 100mila abitanti). Il decremento è stato del 6% se si considera il biennio 2023-2024. Due anni fa gli omicidi sono stati 340, mentre nel 2024 hanno raggiunto quota 319.
di Davide Varì
Il Dubbio, 25 febbraio 2025
Ebbene sì: l’Italia è un paese sicuro. Uno dei più sicuri d’Europa. Gli omicidi calano, tutti gli omicidi. Quelli mafiosi addirittura crollano del 72%. Eppure, il racconto mediatico e politico dipinge un’Italia in preda all’insicurezza, all’anarchia criminale. Un paese in cui l’ombra della paura si allunga su ogni vicolo, su ogni strada, in ogni vagone della metro. Sono anni, addirittura decenni che confondiamo la percezione con la realtà. Ma non è un errore, una svista: è una strategia chirurgica, studiatissima. La paura è una leva per esercitare il potere. Un paese impaurito, che vive la quotidianità con incertezza, è infatti un paese a cui è più facile vendere la ricetta magica delle pene esemplari, della galera come unica panacea. Ma è fumo negli occhi. I problemi sono altrove: salari fermi, crescita del pil da “zero virgola per cento”, disoccupazione giovanile al 20%, natalità al palo. Insomma, la paura è solo fumo negli occhi. Da decenni.
di Mariama Sylla*
L’Unità, 25 febbraio 2025
È passato ormai un anno dalla morte di mio fratello, faccio ancora fatica a capire e ad accettare quello che gli è successo. Siamo abituati a immaginare i Paesi europei come Paesi sviluppati e dove sono rispettati i diritti umani. Non avrei mai potuto immaginare la situazione in cui era caduto il mio fratellino, che ho scoperto solo dopo la sua morte, e tutto soltanto a causa dell’irregolarità dei suoi documenti. Un trattamento forse non riservato nemmeno ai criminali ha finito per spingerlo a togliersi la vita per non dover più soffrire in queste condizioni infernali, e soprattutto penso che forse è stato tutto dovuto a una mancanza di comunicazione e di informazione. Era in Italia da soli 7 mesi, non conosceva bene la lingua e forse non sapeva nemmeno dell’esistenza di questi centri di detenzione.
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