di Vincenzo Scalia
Il Manifesto, 25 giugno 2025
Un anno addietro, la nostra premier, commentando i pestaggi subiti da alcuni studenti medi a Pisa e Firenze, affermò che criticare le forze dell’ordine è pericoloso. È seguito il decreto sicurezza, che fornisce assistenza statale agli esponenti delle forze dell’ordine sotto processo per abusi di potere, e consente loro di usare le armi private che possiedono quando non sono in servizio. La recente vicenda di Genova, che vede indagati 15 esponenti della polizia urbana del capoluogo ligure per lesioni, peculato, falso ideologico, ci induce a riflettere sui pericoli che conseguono dall’allentare le briglie del controllo sugli apparati deputati all’uso della forza. L’inchiesta è partita dalla denuncia di due loro colleghe, insoddisfatte dell’esito dell’inchiesta interna, dalla quale uscivano come scarsamente credibili.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 25 giugno 2025
L’8 luglio l’eutanasia arriverà per la prima volta davanti alla Corte: possibile svolta sul fine vita. Come già ha evidenziato Il Dubbio, il prossimo 8 luglio la sentenza n. 242/ 2019 della Corte costituzionale sul suicidio medicalmente assistito torna davanti alla Consulta. L’udienza riguarda il caso di una donna toscana di 55 anni affetta da sclerosi multipla progressiva, completamente paralizzata, che, pur avendo tutti i criteri per accedere alla domanda di suicidio assistito stabiliti dalla stessa Corte, non è in condizioni fisiche di assumere autonomamente il farmaco letale e chiede che possa somministrarlo il suo medico di fiducia. Il tribunale di Firenze (Ordinanza 30 aprile 2025) ha sollevato questione di legittimità sul reato di omicidio del consenziente (art. 579 codice penale) e la parola passa ancora una volta ai giudici, che ora dovrebbero affrontare anche questa situazione.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 25 giugno 2025
Al Senato la maggioranza presenta la bozza del testo atteso in Aula il 17 luglio. Un comitato governativo decide per il paziente. Tempi di risposta fino a 240 giorni. In caso di diniego, la nuova richiesta solo dopo 4 anni. La chiamano legge sul Fine vita ma assomiglia molto a una punizione. Almeno stando alle bozze del ddl sul suicidio medicalmente assistito, atteso in Aula al Senato il 17 luglio, che ieri sono state presentate finalmente ai senatori del Comitato ristretto che le attendevano da sei mesi. Un testo che i relatori Zanettin (Fi) e Zullo (Fdi) sono riusciti ad elaborare solo superando le divisioni interne alla maggioranza con una “sintesi tra le diverse sensibilità”, come riferisce soddisfatta la presidente leghista della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, assicurando che l’iter non slitterà ulteriormente. Martedì prossimo al Comitato ristretto dovrebbe arrivare “un testo ordinato che verrà assunto dalle commissioni riunite come testo base”, anticipa il presidente della Affari sociali, Zaffini (FdI), augurandosi “che si vada in Aula con i relatori”.
di Simone Alliva
Il Domani, 25 giugno 2025
Il testo proposto dalla maggioranza prevede cure palliative obbligatorie, un Comitato etico nominato dal governo e un vincolo di quattro anni in caso di parere negativo. Possibili conseguenze giuridiche sull’interruzione volontaria di gravidanza: “La norma mina il quadro di principio su cui si fonda la legge 194”. La vita è un diritto da tutelare “dal concepimento alla morte naturale”. È questa la formula con cui la maggioranza di governo apre la bozza di legge sul fine vita, in discussione nelle commissioni Affari sociali e Giustizia del Senato. Una frase che non compare nella Costituzione né nella legge 194 sull’aborto, ma che in questa proposta diventa principio cardine.
di Alberto Sofia
Il Fatto Quotidiano, 25 giugno 2025
“L’idea di escludere il Servizio sanitario nazionale rientra nei motivi per sarebbe immediatamente impugnabile”. “In base a quanto emerso dalle anticipazioni e dalle bozze circolate, il testo del disegno di legge della maggioranza sul tema del fine vita è già vecchio e va contro quanto già deciso dalla Corte costituzionale”. A bocciare la direzione intrapresa dalle forze di centrodestra è Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni, a margine di un’iniziativa in Senato organizzata della senatrice del Movimento 5 Stelle e vicepresidente di Palazzo Madama, Mariolina Castellone, dal titolo “Democrazia e partecipazione sul tema del fine vita: l’esperienza francese”. In particolare, ha aggiunto Gallo, “l’idea di escludere il Servizio sanitario nazionale, al quale la Consulta ha dato un compito specifico di verifica e assistenza, rientra nei motivi per cui un testo di legge di questo tipo sarebbe immediatamente impugnabile. Anche l’intento di annullare la legge della Toscana, che è stata approvata per dare fasi e tempi certi a chi richiede di accedere al suicidio medicalmente assistito è un tentativo che fa il pari con la volontà di escludere il Ssn. Si creano così nuove discriminazioni”.
di Gianfranco Schiavone
L’Unità, 25 giugno 2025
Secondo la Suprema Corte il protocollo è in totale contrasto con la direttiva rimpatri. Una recente sentenza della Corte di Cassazione è destinata a segnare una svolta in merito alla scelta, di cui il Governo italiano si è a lungo vantato in Europa, di utilizzare il centro di Gjader, in Albania, con la funzione di Cpr. Nonostante la sentenza sia di straordinaria importanza, quasi nessuno ne ha parlato. Il 22 marzo 2025 il prefetto di Ancona disponeva l’espulsione di un cittadino tunisino con accompagnamento alla frontiera e applicazione della misura del trattenimento nel CPR di Bari; la misura veniva convalidata dal giudice di pace competente.
Il Manifesto, 25 giugno 2025
Un nuovo video dall’interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca, in provincia di Gorizia, è stato pubblicato oggi. “La mia terapia dello psichiatra. Guardate vogliono picchiarmi. Non ce l’avete la mia terapia in questo centro. Non mi fai paura. Prova di toccarmi senza lo psichiatra”. Segue il suono delle botte, dei manganelli che si abbattono uno dopo l’altro. Un nuovo video dall’interno del Centro di permanenza per i rimpatri di Gradisca, in provincia di Gorizia, è stato pubblicato oggi (martedì 24 giugno) dalla rete No ai Cpr. Dalle immagini prima si intuisce lo stato di agitazione dell’uomo, poi si vedono le violenze dei finanzieri, infine si sentono urla terrificanti di sottofondo.
ansa.it, 25 giugno 2025
Seppure in Italia il consumo di droghe tra i giovani “appare leggermente diminuito” nel 2024 rispetto al 2023, nell’anno appena trascorso si registrano due record negativi: le morti per cocaina e l’uso di antidepressivi senza prescrizioni da parte dei giovanissimi. A raccontare il variegato mondo delle tossicodipendenze è la Relazione annuale al Parlamento in Italia nel 2025, con dati che si riferiscono al 2024. Nel 2024 il 35% dei decessi accertati per intossicazione acuta letale è stato attribuito proprio alla cocaina, percentuale che registra proprio nel 2024 il suo massimo storico. E sempre lo scorso anno, per la prima volta, il numero di decessi direttamente attribuiti alla cocaina/crack (80 casi), accertati dalle Forze dell’ordine, è risultato equivalente a quello legato all’assunzione di eroina/oppiacei (81 casi).
di Marco Bresolin
La Stampa, 25 giugno 2025
“L’Europa pagherà il suo contributo in modo consistente, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria. Non è stato facile, ma siamo riusciti a far sì che tutti si impegnino a raggiungere il 5%”. Nel messaggio privato che il segretario generale della Nato Mark Rutte ha inviato a Donald Trump, e che il presidente americano ha immediatamente reso pubblico, sono racchiusi almeno tre elementi che ben descrivono il senso del vertice dell’Alleanza atlantica, iniziato formalmente ieri sera all’Aja nel momento in cui il capo della Casa Bianca ha fatto il suo ingresso nel Palazzo Reale verso le 20.30. Un vertice che darà il “la” a uno storico piano di riarmo basato su due presupposti: la Russia è una minaccia per l’Europa e la protezione sin qui fornita dagli Stati Uniti non è più garantita, tanto che Trump ha fatto capire di voler mettere in discussione l’articolo 5 della Nato, quello che prevede la reciproca difesa in caso di attacco.
di Matteo Persivale
Corriere della Sera, 25 giugno 2025
I supremi giudici sbloccano le deportazioni. E vicino a Miami nascerà un carcere nella palude. “Alligator Alcatraz” pare il titolo di uno quei film di serie B degli anni Settanta così amati da Quentin Tarantino: ci si immagina il carcere subtropicale con il direttore in giacca e cravatta dallo sguardo crudele e i modi gelidi, i secondini sudati, i detenuti disperati con le barbe lunghe che cercano di organizzare un’evasione impossibile a causa del fossato con i coccodrilli.
- Stati Uniti. La nuova guerra di Trump contro i migranti: deportati verso il Sud Sudan
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