di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 25 giugno 2025
Prima pronuncia sul punto da parte del giudice di sorveglianza di Bologna. Non sono retroattive alcune delle misure più controverse e contestate del decreto sicurezza, quelle che aprono le porte di strutture detentive anche alle madri di figli fino a un anno e alle donne incinte. In una delle primissime applicazioni delle novità del Codice penale il magistrato di sorveglianza di Bologna ne ha affermato la natura sostanziale e non processuale, sottraendole quindi al principio del tempus regit actum e ritenendo invece applicabile il principio costituzionale dell’irretroattività della legge penale più sfavorevole.
di Simone Marani
altalex.com, 25 giugno 2025
È necessario provare che il minore non è strumentalizzabile per trasmettere o ricevere ordini, informazioni o direttive (Cassazione n. 22276/2025). Spetta al detenuto fornire la prova di una situazione particolare che possa giustificare l’effettuazione dei colloqui col minore ultra dodicenne in assenza di vetro divisorio. Questo è quanto emerge dalla sentenza 13 giugno 2025, n. 22276 (testo in calce) della Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione.
Corriere di Bologna, 25 giugno 2025
Andare a verificare in Emilia Romagna lo stato delle camere di sicurezza di caserme, Comandi e Questure, le celle dove gli arrestati o i fermati restano in attesa della convalida del giudice. Anche se qualcuno lo chiama “carcere ombra”, non si tratta di penitenziari, ma non per questo l’attenzione deve sfumare. È l’essenza del progetto “Monitoraggio dei luoghi di privazione della libertà da parte delle Forze di polizia in Emilia Romagna” promosso da Garante regionale e Garante nazionale detenuti, nell’ambito di un confronto operativo con rappresentanti di carabinieri, polizia, Guardia di finanza e polizia locale. Se ne è parlato ieri a un convegno a Palazzo Hercolani, dove “per la prima volta a livello nazionale”, segnalano gli organizzatori, vengono riunite tutte le forze di polizia, d’intesa coi garanti e con l’assemblea legislativa della Regione.
Il Giorno, 25 giugno 2025
Il giovane marocchino, accusato di reati contro il patrimonio, è stato soccorso in condizioni disperate e portato all’Humanitas dove è deceduto. De Fazio (Uilpa): “Questo è il 36esimo caso in un anno. Reclusi e operatori accomunati dal perdurante calpestio dello stato di diritto”. Un 22enne di nazionalità marocchina, recluso da qualche mese per reati contro il patrimonio presso il carcere di San Vittore a Milano, si è tolto la vita ieri, martedì 24 giugno 2025. Secondo quanto riferito il giovane è stato soccorso e trasportato in gravi condizioni all’Humanitas, dove è deceduto alle 18.30 di martedì.
Giornale di Sicilia, 25 giugno 2025
“Un detenuto di 70 anni nella casa circondariale Pagliarelli di Palermo è rimasto cieco da un occhio in attesa di un intervento di cataratta”. La denuncia è di Pino Apprendi, garante dei detenuti di Palermo. “Il carcerato, il 13 febbraio del 2024 - scrive Apprendi - è stato visitato per una cataratta, il 15 maggio sottoposto ad ulteriore controllo e il 13 luglio il medico della struttura carceraria lo ha avvisato che sarebbe stato necessario un intervento urgente. Ma nulla è accaduto fini al 17 maggio 2025. Intanto il recluso ha perduto la vista a un occhio”. “Voglio ricordare che i detenuti non hanno scelta - ha concluso il garante. Non possono recarsi in strutture convenzionate come un libero cittadino, per cui qualsiasi patologia, come nel caso specifico, diventa cronica e a volte si conclude con la morte”.
fanpage.it, 25 giugno 2025
Luisa Ravagnani, Garante dei detenuti nel Comune di Brescia, ha spiegato a Fanpage.it la drammatica situazione che si vive all’interno del carcere Canton Mombello: “Con l’arrivo dell’estate, è tornata l’emergenza caldo. In cella non si respira. Servono ore d’aria, frigoriferi e ventilatori”. “Un anno fa è stata spedita una lettera al Presidente della Repubblica dalla casa circondariale di Canton Mombello per segnalare la drammaticità che si vive all’interno dell’istituto di pena bresciano”, ha spiegato a Fanpage.it Luisa Ravagnani, Garante dei detenuti nel Comune di Brescia. “Da allora niente è cambiato e, con l’arrivo dell’estate, come ogni anno è tornata l’emergenza caldo”.
linkoristano.it, 25 giugno 2025
Presentata la relazione sulle attività del 2024, dove emergono anche un numero elevato di richieste di trasferimento e poche opportunità lavorative. “Duecentoquaranta detenuti, molti dei quali passano le giornate a guardare il soffitto. In alcune celle ci piove dentro, sui muri c’è la muffa, e quando qualcuno sta male i citofoni non funzionano. C’è poco volontariato, poche attività, e il medico non è presente 24 ore su 24. Un detenuto mi ha mostrato la corda che si era preparato”. Così si era espressa la Garante dei detenuti Irene Testa al termine di una visita al carcere di Massama lo scorso maggio. Parole che trovano conferma nell’ultima relazione annuale presentata pochi giorni fa.
di Gabriele Fusar Poli
Corriere del Veneto, 25 giugno 2025
Dal Due Palazzi è arrivato il paziente numero uno in Medicina Protetta. Ostellari: “Ridotto il rischio di fuga”. Sebbene pronto da inizio 2020 non era mai stato utilizzato, per svariati motivi. Almeno fino a ieri, quando nel reparto di Medicina protetta dell’azienda ospedaliera è stato ricoverato il primo detenuto proveniente dal carcere Due Palazzi. A darne notizia Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, il quale ha sottolineato: “L’obiettivo, tanto atteso dagli agenti di polizia penitenziaria e dai loro rappresentanti sindacali, è stato raggiunto grazie a un proficuo dialogo fra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e l’assessorato regionale alla Salute, guidato da Manuela Lanzarin. L’inaugurazione della sezione, specializzata nella cura dei reclusi, consentirà di alleviare le fatiche degli agenti, riducendo il numero dei trasferimenti e dei piantonamenti in ospedale, e garantirà più sicurezza a tutti i cittadini, limitando al minimo le occasioni di promiscuità e pure eventuali opportunità di fuga”.
gnewsonline.it, 25 giugno 2025
In occasione dell’evento finale del progetto “Rigenera”, tenutosi ieri a Roma, presso la sede dell’Unitelma Sapienza, Antonio Sangermano, capo del dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità, e Bruno Botta, rettore, dell’Università degli Studi di Roma, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa volto a promuovere l’identità sociale, l’inclusione e il diritto allo studio dei ragazzi in difficoltà. In particolare, il protocollo si pone l’obiettivo di incoraggiare i giovani adulti tra i 18 e i 25 anni, sottoposti a misura penale - che abbiano già completato con successo gli studi superiori e mostrino un atteggiamento propositivo verso un percorso di risocializzazione - a intraprendere il percorso di studi universitari. L’Università ha infatti deciso di mettere a disposizione ogni anno, due borse di studio, a copertura dell’interno percorso di studi universitari, con la possibilità di estenderle ad ulteriori due anni di corso, destinati ai più svantaggiati, meritevoli di tale opportunità.
anteprima24.it, 25 giugno 2025
Stamane, a Napoli, nella chiesa principale della Casa Circondariale “G. Salvia” di Poggioreale è andato in scena lo spettacolo teatrale “La Macchia”, per la regia di Riccardo Sergio. Un’iniziativa sostenuta dal Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Samuele Ciambriello e dalla Giunta Regionale della Campania. Il progetto ha visto la luce grazie a un laboratorio teatrale guidato dall’Associazione di Promozione Sociale Polluce con i detenuti del Padiglione Genova di Poggioreale.
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