di Giunta e Osservatorio Carcere dell’Unione Camere Penali Italiane
camerepenali.it, 26 giugno 2025
La soggettività ideologica dei singoli componenti del collegio del Garante Nazionale dei diritti delle Persone private della Libertà non può diventare il grimaldello per cancellarne le funzioni di pubblico difensore dei diritti dei detenuti. Se il “Garante Nazionale dei diritti delle Persone private della Libertà” avverte la necessità di stilare un comunicato per spiegare che la sua partecipazione in giudizio a sostegno delle ragioni dei detenuti, vittime di condotte violente perpetrate loro all’interno delle carceri, proseguirà anche con altri legali, dopo la rinuncia dell’Avv. Michele Passione, probabilmente non c’è molto da stare sereni.
di Vito Daniele Cimiotta
terzultimafermata.blog, 26 giugno 2025
La tutela dei diritti delle persone private della libertà personale rappresenta una delle sfide più delicate e urgenti per ogni democrazia. In Italia, questo compito fondamentale è affidato al Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà: un organo indipendente e permanente, chiamato a vigilare sulle condizioni di detenzione e a prevenire abusi che ledano la dignità umana. Il principio è chiaro e imprescindibile: un Garante è per sempre. Non si tratta di un ruolo temporaneo o soggetto a logiche politiche contingenti, bensì di un presidio stabile e continuo, perché i diritti umani non ammettono sospensioni né scadenze. Questa necessità è stata ribadita con forza dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nella storica sentenza Torreggiani e altri c. Italia (2013), in cui si è condannata l’Italia per condizioni di detenzione inumane e degradanti e per la durata eccessiva della custodia cautelare.
di Luciana Cimino
Il Manifesto, 26 giugno 2025
La cosiddetta, dagli esponenti della maggioranza, “accelerazione sulle riforme costituzionali” è finita con una brusca frenata. I due provvedimenti simbolo del governo, premierato e separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e inquirenti, sono stati espunti dal calendario dei lavori di Montecitorio. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo della Camera, scatenando le opposizioni che vedono in questo rinvio la conferma delle tensioni interne al centrodestra.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 giugno 2025
Dietro al rinvio della discussione sulla riforma della separazione delle carriere prevista nell’Aula della Camera a luglio non c’è alcuna questione politica. Lo assicurano fonti di Via Arenula che spiegano che dietro la cancellazione della modifica all’ordinamento giudiziario dal calendario del prossimo mese esiste solo un tema tecnico: ossia la necessità di convertire dei decreti legge. Sparita dal calendario anche la riforma del premierato, questa sì politicamente più difficile da gestire nella maggioranza. Quest’ultima ed il governo “sono un po’ vittime di loro stessi, con otto decreti legge, che è la modalità ormai di legiferare e che di fatto segna come deve essere il calendario”, ha detto Chiara Braga, capogruppo del Partito democratico alla Camera, al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
di Anna Mastromarino
linkiesta.it, 26 giugno 2025
Il disegno di legge presentato dal governo per modificare l’assetto del potere giudiziario accentrerebbe il potere dei pubblici ministeri nelle mani dell’esecutivo. Ma la nostra Costituzione è pensata in opposizione a qualunque forma di concentrazione del potere. Mentre gli occhi del mondo sono puntati sulla questione mediorientale, nel nostro Parlamento è approdato per la seconda deliberazione il disegno di legge costituzionale intitolato “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Di cosa si tratta? Riformulo: nei giorni scorsi è approdato in Parlamento per essere votato per la seconda volta, come prescrive la Costituzione, il disegno di legge presentato dal governo per modificare l’assetto del potere giudiziario in Italia.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 giugno 2025
L’interrogazione di Lega e Fdi al ministro Nordio: “Intervenire in caso di uso legittimo delle armi”. Niente scudo penale per le forze dell’ordine ma forse anche sì. Ieri nell’Aula della Camera il ministro della giustizia Carlo Nordio, rispondendo a due interrogazioni presentate da Fratelli d’Italia e Lega, ha detto: “Nel codice di procedura penale questo istituto dell’informazione di garanzia, che è atto dovuto con conseguente iscrizione nel registro degli indagati, va cambiato, va mutato. La nostra intenzione è quella di intervenire nel senso che qualora si profili uno stato di necessità o di uso legittimo delle armi, cioè di scriminante, non sia necessario, anzi non si debba iscrivere la persona nel registro degli indagati. Non si tratta assolutamente di uno scudo penale, ci tengo a ribadirlo” ma di “una riforma radicale dell’iscrizione nel registro degli indagati”.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 26 giugno 2025
Senza in alcun modo entrare nel merito della questione della quale la trasmissione Report ha ritenuto di doversi occupare, relativa ai presunti “condizionamenti” della Commissione Antimafia, si deve tuttavia denunciare l’ennesima gravissima violazione delle più basilari regole del processo e dell’informazione. La pubblicazione del contenuto delle intercettazioni, irrilevanti sotto il profilo penale, acquisite dalla Procura della Repubblica fiorentina nell’ambito di un procedimento ancora in fase di indagine, costituisce una evidente violazione del segreto istruttorio. Ma tale violazione risulta tanto più grave in quanto oggetto della captazione sono anche i colloqui intercorsi fra un indagato ed il suo difensore, in violazione delle norme poste dal codice a tutela della assoluta segretezza di quelle comunicazioni.
a cura di Luca Martinelli, Riccardo Ferrucci e Benedetta Bernocchi
inconsiglio.it, 26 giugno 2025
Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza la proposta di risoluzione con la quale si approva la Relazione dell’attività 2025, relativa all’anno 2024, del Garante dei detenuti. Hanno votato a favore Pd, Italia Viva e gruppo Misto - Europa Verde, contrari Lega e Fratelli d’Italia, astenuto il gruppo Misto - Merito e lealtà. Approvato all’unanimità anche un ordine del giorno, primo firmatario Marco Casucci (gruppo Misto - Merito e Lealtà), emendato dal Pd, che chiede di rinnovare per altri tre anni “la collaborazione con il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria e gli enti accreditati” per redigere un piano per la formazione professionale dei detenuti e per incentivare “protocolli d’intesa” tra amministrazioni penitenziare, agenzie formative, centri per l’impiego e imprese disponibili finalizzate ad “assumere persone detenute o ex detenute che siano state formate”.
cittadellaspezia.com, 26 giugno 2025
“Con indulto per pene sotto i due anni si creerebbero condizioni di vita e lavoro ben diverse”. Si è tenuta ieri la presentazione della relazione del garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Doriano Saracino, riguardante le attività svolte nel biennio 2023-24 e che analizza non solo i temi legati agli Istituti di pena della Liguria, ma anche quelli relativi ai minori/giovani adulti e alla salute mentale. “Non solo carcere, il mio mandato riguarda tutte le persone con una limitazione della libertà personale e non solo i detenuti”, precisa a questo proposito Saracino.
di Nicola Palma
Il Giorno, 26 giugno 2025
Il ventiduenne marocchino si è impiccato. Nahum e Giungi: subito un Consiglio comunale in un carcere. Il drammatico conto dei suicidi dietro le sbarre è salito a quota 36 nella tarda serata di martedì. L’ultimo detenuto a togliersi la vita in un istituto di pena italiano è stato un ventiduenne di origine marocchina, che si è impiccato nella sua cella a San Vittore: soccorso prima dagli agenti della polizia penitenziaria e poi dai sanitari di Areu, è stato trasportato in condizioni disperate all’Humanitas, dov’è deceduto subito dopo il ricovero. Di lui si sa che era finito in carcere alcuni mesi fa per aver commesso reati contro il patrimonio.
- Torino. Detenuto morì suicida, processo alla psichiatra del carcere
- Vasto (Ch). Suicidio di Sabatino Trotta in carcere: assolto agente di Polizia penitenziaria
- Napoli. Agente indagato per abusi su minore: shock all’Ipm di Nisida
- Genova. “Carceri sovraffollate e minori con problemi mentali in psichiatria con gli adulti”
- Bologna. “Dall’accusa di sequestro di persona alla fashion week: così sono rinata”









