di Valeria Terranova
Corriere di Viterbo, 27 febbraio 2025
“Hassan Sharaf aveva paura di morire”, ha affermato ieri il garante dei detenuti del Lazio, Stefano Anastasìa, chiamato a testimoniare nell’ambito del processo per la morte del detenuto egiziano di 21 anni. Imputati per omicidio colposo E.N. e M.R., rispettivamente medico del reparto di medicina protetta di Belcolle e assistente capo coordinatore della polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla, difesi dagli avvocati Giuliano Migliorati e Fausto Barili. Partecipano al dibattimento in qualità di responsabili civili il ministero dell’Interno e l’Asl. Parti civili, invece, con gli avvocati Giacomo Barelli e Michele Andreano, i parenti del detenuto egiziano di 21 anni, deceduto nel nosocomio del capoluogo il 30 luglio 2018, dopo aver tentato il suicidio mentre si trovava nella cella di isolamento della casa circondariale sulla Teverina.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 27 febbraio 2025
Un Consiglio comunale trasformato in passerella, mentre il carcere di Ivrea è al collasso: detenuti abbandonati, attività cancellate, rieducazione inesistente e un’ennesima rivolta ignorata dalle istituzioni. Il secondo consiglio comunale della storia di Ivrea tenutosi all’interno della casa circondariale. Il secondo per il sindaco Matteo Chiantore e per l’assessora Gabriella Colosso. Del tutto inutile, a giudicare dai risultati. Meglio sarebbe stato non farlo o farne uno nella solita assise. Sulla carta un modo per dare un segnale di attenzione verso la realtà carceraria, nella pratica sono mancate le persone e i contenuti. Solo tre detenuti presenti. Tutti e tre soddisfatti e contenti, o almeno così hanno dichiarato. Assenti i sindacati di Polizia penitenziaria, presente il medico dell’Asl, una rappresentanza della Casa di Carità e del Cpia, che però a ben vedere avrebbero potuto essere incontrata ovunque. Lo ha detto sotto tono, ma con amarezza, la consigliera comunale Vanessa Vidano: “Mi aspettavo di ascoltare e vedere un pubblico diverso”.
di Niccolò Gramigni
La Nazione, 27 febbraio 2025
Duro affondo di Fanfani sulle condizioni del penitenziario, il dibattito s’infiamma. E intanto manca il referente fiorentino per i detenuti e un direttore definitivo. È stato un mercoledì teso quello relativo al tema del carcere. In Toscana la situazione è complessa - tra suicidi, aggressioni e condizioni delle strutture -, nel carcere fiorentino di Sollicciano a una situazione di evidente precarietà si aggiungono due aspetti ad ora mancanti. Non c’è un direttore definitivo, dopo l’addio di Antonella Tuoni. E non c’è un garante fiorentino dei detenuti, ruolo al momento vacante. Così è stato il garante dei detenuti toscano Giuseppe Fanfani a prendere in mano la situazione.
veneziatoday.it, 27 febbraio 2025
Venerdì la delegazione di Radicali e associazioni insieme ad Andrea Martella e Paolo Ticozzi (Pd): “L’unica funzione della pena è quella rieducativa”. Nel pomeriggio dibattito nella sede di Emergency. Il 28 febbraio l’associazione Nessuno Tocchi Caino, insieme ai Radicali di Venezia, al senatore Andrea Martella (Pd) e il consigliere comunale Paolo Ticozzi (Pd) visiteranno la casa di reclusione femminile di Venezia con alcuni esponenti della Camera Penale di Venezia. Si tratta della prima delle visite nelle carceri di Venezia e del Veneto, organizzate dai radicali con Nessuno Tocchi Caino e le associazioni che operano all’interno degli istituti in questo 2025.
cagliaritoday.it, 27 febbraio 2025
Ieri l’ennesimo episodio che ha coinvolto un detenuto al pronto soccorso del Santissima Trinità e l’agente di scorta aggredito. Oggi la giunta regionale ha deliberato l’attivazione del reparto detentivo all’ospedale cagliaritano di Is Mirrionis, con la disponibilità di quattro posti letto. “L’assistenza - fa sapere la Regione dopo l’approvazione della delibera proposta dall’assessorato guidato da Armando Bartolazzi - sarà assicurata da personale infermieristico e operatori socio-sanitari che vengono messi a disposizione o reclutati appositamente per la struttura. Nel caso in cui non vi siano pazienti ricoverati nella struttura, il personale infermieristico e gli operatori socio-sanitari verranno assegnati temporaneamente ad altri reparti in base alle necessità”.
di Giulia Poetto
La Stampa, 27 febbraio 2025
Ieri la prima visita al Cerialdo della delegazione di aziende della Fondazione Industriali. La presidente Giuliana Cirio: “Questa è la sana responsabilità d’impresa”. Alte, insormontabili, impermeabili rispetto a violazioni del patto sociale, e al contempo di vetro e osmotiche rispetto a situazioni positive, dentro e fuori. Così dovrebbero essere secondo Mario Antonio Galati, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, le mura delle carceri, così sono state ieri le mura della casa circondariale di Cuneo. Prima dell’alba le perquisizioni condotte dai carabinieri del Comando provinciale di Torino e dal Nucleo Investigativo regionale della Polizia Penitenziaria di Torino nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura a carico di più di cento persone indagate per traffico di stupefacenti e altri reati commessi all’interno degli istituti carcerari, nel pomeriggio la sottoscrizione di un protocollo d’intesa che non è eccessivo definire storico.
di Francesco Alberti
Giornale di Brescia, 27 febbraio 2025
Il progetto, coordinato dalla Parrocchia, coinvolge 15 persone giunte a fine pena. Un cammino di reinserimento, un percorso verso la normalità, verso la vita libera. Per essere pronti ad affrontare la vita dopo che la pena sarà stata scontata. È un progetto innovativo, non solo per Brescia (tra i primi in Italia), quello messo in campo a Sant’Alessandro dalle parrocchie del centro storico coordinate da mons. Giovanni Manenti. Al centro dell’iniziativa c’è un gruppo di detenuti di Canton Mombello quasi giunti al termine della condanna carceraria; persone che vengono supportate per essere pronte a gestirsi autonomamente quando la libertà sarà integralmente riconquistata.
monzatoday.it, 27 febbraio 2025
Lo aveva fatto in ottobre il consigliere comunale Paolo Piffer, adesso lo ribadisce con una mozione (votata all’unanimità) anche la Provincia di Monza e Brianza. Una fermata dell’autobus in prossimità del carcere di Monza per permettere ai parenti non automuniti di recarsi in visita dai congiunti, ma anche ai detenuti con permessi di potersi muovere durante le uscite. Il primo a chiederla era stato, a ottobre 2024, il consigliere comunale di Monza Paolo Piffer (Civicamente). Adesso la questione passa in Provincia, dove il gruppo consiliare di centrosinistra Brianza Rete Comune ha presentato una mozione per richiedere un servizio di trasporto pubblico con Sanquirico. La mozione, approvata all’unanimità, dovrebbe così risolvere un problema annoso.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 27 febbraio 2025
Il 7 è un numero fortunato per Carmine Falanga. Campano, 47 anni, da 7 anni è attivo nelle due carceri di Alessandria; dal 2020 con la sua cooperativa “Idee in fuga”. Oggi arriva il riconoscimento del presidente Mattarella: cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana “per la sua attività volta a creare una sinergia tra le mura del carcere e le imprese”. “È la ciliegina sulla torta”, dice Carmine; “il Presidente ha riconosciuto qualcosa di innovativo nella nostra idea di impresa all’interno del carcere, che è più all’esterno del carcere”. Dentro e fuori comunicano per dare continuità e prospettive: questa è la strategia vincente.
di Giuseppe Poli
Il Resto del Carlino, 27 febbraio 2025
Gli studenti del Galilei hanno ascoltato storie e testimonianze di chi l’ha vissuto. La preside: “Non solo le materie, ma anche educazione alla cittadinanza”. Un’assemblea d’istituto al Teatro Sperimentale per confrontarsi sulla vita in carcere, sul sistema di detenzione, sulle sue possibilità di recupero, ascoltando testimonianze di detenuti ed ex detenuti, e di chi ci lavora quotidianamente. L’iniziativa è nata dagli studenti del liceo scientifico Galilei di Ancona che ieri si sono ritrovati nel teatro, concesso dal Comune, per una mattinata dal titolo “Dentro e fuori: storie, testimonianze e riflessioni sul sistema carcerario italiano”, per ascoltare, porre domande e approfondire l’argomento, particolarmente sentito anche perché molti di loro hanno già fatto l’esperienza di lavorare nei campi confiscati alle mafie. “E’ un’assemblea d’istituto che gli studenti hanno avuto la capacità di trasformare in evento - ha spiegato la preside del Galilei, Alessandra Rucci -. Il tema è una libera scelta studentesca, legata al fatto che questi ragazzi stanno seguendo un percorso educativo che li ha portati a conoscere la realtà della mafia. In terza tutti i nostri ragazzi, per un progetto di istituto, passano una settimana nei campi di lavoro di Libera, in Campania, in Calabria, campi che sono stati confiscati. E in quell’esperienza conoscono le vittime, il loro dolore, ascoltano testimonianze. Questo evento diventa, così, l’altra faccia della medaglia, cioè che cosa succede alle persone che si macchiano di questi reati. La settimana scorsa una delegazione dei nostri studenti ha fatto visita al carcere di Montacuto, per capire se per questi detenuti c’è una possibilità di riscatto, di studio e di riflessione, e magari anche di reinserimento nella società. Si fa scuola non solo con le materie, ma anche e soprattutto con l’educazione alla cittadinanza”.
- Bergamo. Daria Bignardi con “Ogni prigione è un’isola” apre le porte delle carceri
- Firenze. L’arte come ripartenza. Dal teatro alle note rap. I detenuti in scena
- Rovigo. Presentazione del libro “La Cooperativa sociale Giotto - Una normalità eccezionale”
- Torna “Mare fuori” e diventa ancora più crudo: “Denunciamo i danni del decreto Caivano”
- L’Accademia della Follia. Dacia Maraini e i matt-attori nella Trieste di Basaglia











