lanuovaprovincia.it, 28 febbraio 2025
Ieri nella casa di reclusione di Quarto la tappa finale del percorso che ha coinvolto due classi del liceo Monti. Si intitola “Una penna per due mani” ed è un libro caratterizzato da una doppia copertina, che introduce a pagine ricche di riflessioni, ricordi, emozioni e pensieri. Da un lato a firma di un gruppo di studenti del liceo Monti (classi VUA e V UC del liceo Scienze umane, anno scolastico 2023/2024), dall’altro di un gruppo di detenuti della casa di reclusione di Quarto. Sì, perché il volume, pubblicato da Team Service Editore, è il risultato di un percorso di studio, che ha coinvolto gli studenti, inerente alle principali teorie della devianza e agli incontri con le diverse figure dell’area trattamentale (educatori, garanti, poliziotti penitenziari). Un percorso che ha compreso, oltre alle classiche lezioni frontali a scuola, anche la partecipazione allo spettacolo “Fine pena ora” nel teatro del carcere e ad incontri con i detenuti.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 28 febbraio 2025
Il drammaturgo e regista, fondatore e direttore della Compagnia della Fortezza di Volterra, ha ricevuto dal capo dello Stato Sergio Mattarella l’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana. “È facile che le persone dicano, di me: “lui si è dedicato ai detenuti in carcere”. No, io mi sono dedicato soprattutto a un’idea di libertà, a un’idea di potenza, della forza eventuale dell’arte. Di un’arte che esce dai luoghi canonici ed entra in dei luoghi non canonici”. Fondatore e direttore della Compagnia della Fortezza di Volterra, Armando Punzo, drammaturgo e regista, è appena stato insignito dell’Onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana dal Presidente Sergio Mattarella. “Un giorno ho pensato che avrei potuto mettere alla prova l’arte, il teatro, a confronto con una realtà che io, in maniera ingenua, pensavo un luogo difficile, un luogo che non avesse niente a che vedere con l’arte, la cultura, la poesia, la bellezza”. Da quel giorno sono passati 37 anni. La Compagnia della Fortezza nasce come progetto di laboratorio teatrale nella casa di reclusione di Volterra nell’agosto del 1988, a cura dell’associazione culturale Carte Blanche e con la direzione di Armando Punzo.
di Micaela Romagnoli
Corriere della Sera, 28 febbraio 2025
L’impegno dell’associazione Agevolando di Bologna per i ragazzi diventati maggiorenni e senza più tutele dallo Stato. La storia di Margarette, costretta a essere adulta da bambina. “Tutti gli anni Novanta li ho vissuti in una comunità per minori, quando ci sono entrato ero un bimbo di 10 anni. È stata un’esperienza forte, faticosa, significativa. Mio padre non c’era, mia mamma era tossicodipendente”. Federico Zullo è stato un care leaver e ha rischiato di essere uno di quelli, tra migliaia, di cui lo Stato perde le tracce non appena compiuti i 18 anni. Oggi ne ha 45 ed è il presidente e fondatore di Agevolando, un’organizzazione di volontariato nata a Bologna nel 2010 che lavora proprio per loro e con loro: i care leaver, neomaggiorenni in uscita dai percorsi di accoglienza in casa-famiglia, nelle comunità, in affido; ragazzi e ragazze che hanno passato parte dell’infanzia e dell’adolescenza lontano dalle loro famiglie d’origine, per problemi di assenza o di inadeguatezza. Agevolando li affianca per costruire insieme il loro futuro.
di Lorenzo D’Avack
Il Dubbio, 28 febbraio 2025
Il Parlamento dell’Unione Europea è sempre stato favorevole al diritto del minore, nato a seguito di un contratto di maternità e riconosciuto come figlio della coppia o del singolo committente, di conservare anche nel proprio Paese analogo status filiationis. Una possibilità di contro non prevista nel nostro Paese che dal 2014 è stato contrario alla registrazione in Italia di un minore nato all’estero a seguito di un contratto di maternità. Per favorire il riconoscimento del rapporto di filiazione in una situazione transfrontaliera viene approvata il 14 dicembre 2023 dal Parlamento UE la proposta di un Regolamento sui rapporti di filiazione. Secondo questa proposta, tutti gli Stati membri dovranno riconoscere la genitorialità comunque acquisita anche da single o da coppie gay in un altro Paese dell’Unione, e garantire all’intero nucleo famigliare gli stessi diritti concessi alle altre famiglie, così da evitare qualsiasi discriminazione. Da Bruxelles viene spiegato che “la proposta è incentrata sull’interesse superiore e sui diritti del bambino”, e mira a tutelare le diverse forme di genitorialità (anche quelle “arcobaleno”) e il diritto delle famiglie “di ottenere il riconoscimento a tutti gli effetti della filiazione all’interno dell’Unione”. L’Unione Europea con questo regolamento specifica che il diritto di famiglia comunque resta in mano al singolo Paese, e non impone che gli Stati introducano nel loro ordinamento il riconoscimento delle coppie gay e del contratto di maternità, ma vuole stabilire che, se tale riconoscimento viene accettato in un Paese membro, questo impedisca agli altri Stati di rifiutare il riconoscimento dell’acquisito status filiationis.
di Flavia Amabile
La Stampa, 28 febbraio 2025
Possibile un danno erariale per svariati milioni di euro. Il Consiglio di Stato ha condannato il ministero dell’Interno per i ritardi ingiustificati, strutturali con cui è stata gestita nel 2020 la regolarizzazione delle persone immigrate che lavoravano in Italia. Sei mesi erano i termini previsti per completare la procedura, quattro anni sono i tempi che invece sono stati impiegati creando le premesse per un danno erariale che potrebbe ammontare a svariati milioni di euro perché le persone sono state costrette a rimanere in una situazione irregolare e ricattabile nonostante avessero compiuto tutti i passi richiesti per essere regolarizzati.
di Francesca Lequaglie e Virginia Tallone
Il Domani, 28 febbraio 2025
A cosa serve la riduzione del danno per i consumatori di stupefacenti. Riconoscere le persone che consumano sostanze come portatrici di diritti. Questo alla base di una pratica portata avanti da realtà su tutto il territorio nazionale che da anni si occupano di ridurre rischi e danni correlati all’uso di stupefacenti sul piano sanitario e sociale. Si chiama “Riduzione del danno” e parte da due presupposti: che il consumo di sostanze non si combatta solo con repressione e carcere; e che anche chi usa stupefacenti ha diritto alla tutela della salute. L’uso di sostanze è un fenomeno complesso. Esistono diversi profili e stili di consumo, nonché un’infinità di stupefacenti. L’approccio della Riduzione del danno mira, appunto, a ridurre rischi e danni legati all’uso di sostanze. È uno dei quattro pilastri della politica europea sulle droghe (insieme a prevenzione, cura e riabilitazione, lotta al narcotraffico).
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 27 febbraio 2025
I Garanti territoriali hanno indetto una giornata di protesta. La priorità dei penalisti è fermare i suicidi: quindici da inizio anno. Una giornata di protesta nazionale contro il sovraffollamento nelle carceri, indetta per il 3 marzo. L’iniziativa è dei Garanti territoriali delle persone private della libertà personale che, in un documento congiunto, chiedono la mobilitazione e la solidarietà non solo dei garantisti e dei tanti volontari dell’area cattolica ma anche dell’avvocatura, della magistratura, della politica, oltre che della società civile.
di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 27 febbraio 2025
Visitare un carcere è sempre un’esperienza dolente. Visitare un carcere minorile lo è ancora di più, in quanto recluse dietro quelle mura ci si imbatte in una giovinezza, in un’esplosione di vita, in una pienezza di futuro e di speranza che si avvertono drammaticamente come interrotte, spezzate, mortificate, piangenti. Sono appena rientrata da una visita a un istituto penale per minorenni e l’angoscia di quelle esistenze adolescenti mi è rimasta, come ogni volta, appiccicata addosso.
di Andrea Bulleri
Il Messaggero, 27 febbraio 2025
Qualcosa, anche se lentamente, si muove. Sono sempre di più i detenuti che svolgono un’attività lavorativa mentre scontano la loro pena in carcere. E sono sempre di più quelli che lo fanno non alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, datore di lavoro naturale (e per molto tempo, l’unico) di chi decide di imparare un mestiere dentro una struttura detentiva, ma assunti da imprese private e cooperative sociali. E i numeri sono destinati a crescere ancora, dal momento che sono stati già individuati (e dovrebbero partire a breve) 200 interventi in decine di penitenziari italiani per la ristrutturazione “totale o parziale” di spazi, anche all’aperto, da destinare ad aree di lavoro: panifici, falegnamerie, aule studio.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 febbraio 2025
Obbligo di avere i capelli sempre ben puliti e, se tinti, di colore naturale. Le donne, in particolare, dovranno avere unghie impeccabilmente curate, con uno smalto che sia sobrio. E fuori servizio? Divieto di eccentricità, silenzio imposto sui disagi delle carceri, divieto di commenti irriverenti sui social. Non solo detenuti nel mirino, con il nuovo reato di rivolta che criminalizza anche proteste pacifiche, ma anche agenti penitenziari stretti in una morsa di regole che, come denuncia il segretario Uilpa Gennarino De Fazio, “sono un attacco alle libertà costituzionali”. Parliamo di una recente bozza del nuovo regolamento di servizio del corpo di Polizia penitenziaria, che contiene delle modifiche rispetto all’attuale. Come si legge nel documento, inviato alle rappresentanze sindacali, la revisione è stata effettuata da parte del gruppo di lavoro presieduto dall’attuale capo del Dipartimento penitenziario facente funzioni e coordinato dal direttore generale per la gestione dei beni e servizi e degli interventi in materia di edilizia penitenziaria.











