di Chiara Daina
Corriere della Sera, 28 giugno 2025
Dal Senegal all’odissea nel deserto, e ora chef in un casale marchigiano. Bamba Diop è arrivato in Italia a 16 anni su un barcone, solo. Oggi ne ha 24 e comanda come chef la cucina di un casale marchigiano, dopo essersi formato come pasticciere con lo stellato Enrico Mazzaroni. “Il mio sogno? Aprire una scuola in Senegal. Per evitare ad altri l’incubo che ho vissuto io”.
di Chiara Saraceno
La Stampa, 28 giugno 2025
L’asimmetria tra le vittime dei confitti in corso sta diventando sempre più insopportabile, aumentando, se possibile, l’insopportabilità di massacri che sembrano non avere fine. Riguarda le vittime non viste dei conflitti che stanno (ancora, fino a quando?) nelle periferie del mondo, di cui poco si vede e si racconta. Ma riguarda anche i conflitti, le guerre, che invece occupano i giornali, le televisioni, gli incontri internazionali, tutti i giorni. È speculare alla diversa legittimazione data alle parti in conflitto in base a criteri che ormai poco hanno a che fare con il diritto internazionale, per cui non solo l’aggressione a un paese, o gli atti terroristici, ma la stessa violazione dei diritti umani viene o meno riconosciuta e condannata a seconda di chi la compie. Si possono impunemente stanare i propri nemici dovunque si trovino, anche a costo di fare vittime innocenti, come è successo nei raid israeliani sul Libano e negli omicidi “mirati” di leader politici, generali, o scienziati che spesso hanno coinvolto le intere loro famiglie, inclusi i bambini, evidentemente considerati puro “bagaglio appresso” dei loro congiunti.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 28 giugno 2025
Parla il coordinatore della Commissione diritti umani e protezione internazionale del Cnf, che guiderà l’Oiad nel biennio 2025-2026. Leonardo Arnau, coordinatore della Commissione diritti umani e protezione internazionale del Consiglio nazionale forense, è il nuovo presidente dell’Oiad (Osservatorio internazionale degli avvocati in pericolo). L’elezione è avvenuta nel corso dell’ultima assemblea generale svoltasi a Madrid. Il Consiglio nazionale forense, con la presidenza Arnau, guiderà l’Oiad nel biennio 2025-2026. Come rappresentante dell’Italia, Leonardo Arnau succede a Francesco Caia, che ha contribuito a fondare l’Osservatorio. “Ringrazio l’avvocato Caia - dice Arnau - per il lavoro svolto con competenza.
Il Dubbio, 28 giugno 2025
La sentenza limita l’uso delle ingiunzioni contro i provvedimenti del presidente americano. Lui: “Vittoria monumentale: la cittadinanza per nascita è finita”. La Corte Suprema ha dato ragione a Donald Trump, autorizzando l’entrata in vigore in molte parti degli Stati Uniti dell’ordine esecutivo con il quale il presidente ha messo fine al “birtright citizenship”, la cittadinanza per diritto di nascita. La Corte ha votato 6-3, dividendosi tra giudici conservatori e progressisti, stabilendo che i giudici federali di grado inferiore non hanno il potere di bloccare a livello nazionale i provvedimenti esecutivi della Casa Bianca.
di Emilio Minervini
Il Dubbio, 28 giugno 2025
Dopo il cessate il fuoco sono ripartite le purghe del regime contro le presunte spie La Cnn rivela: “Accordo segreto sul nucleare tra Donald Trump e gli ayatollah”. Terminata la guerra iniziano le purghe. Le autorità iraniane hanno arrestato più di 700 persone nel corso, e a seguito, della guerra dei dodici giorni, per la maggior parte dissidenti politici. Oltre agli arresti, Teheran ha giustiziato per impiccagione tre cittadini iraniani accusati di condurre attività di spionaggio a favore d’Israele. Altre tre persone sono state impiccate dopo l’annuncio della tregua, sempre per presunti legami con il Mossad. Nel frattempo, secondo indiscrezioni fornite dalla Cnn, gli Stati Uniti avrebbero offerto 30 miliardi di dollari all’Iran per abbandonare il programma nucleare militare.
di Simona Musco
Il Dubbio, 28 giugno 2025
Il doloroso allarme lanciato dall’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh: il regime ha gettato in cella anche suo marito Reza. “Tre giorni in cui ogni giorno è stato peggiore del precedente”: così Nasrin Sotoudeh, avvocata per i diritti umani, racconta l’incubo seguito all’attacco al carcere di Evin, a Teheran. L’obiettivo, colpito con precisione dalle forze israeliane, è uno dei luoghi più emblematici della repressione politica della Repubblica islamica. Ma l’attacco è solo l’inizio. “Le notizie che sono arrivate dopo sono state ancora peggiori: la presenza massiccia di scarafaggi e cimici, la mancanza di strutture igieniche adeguate, acqua salmastra usata per tè e cibo, aria malsana da respirare - e oggi, il taglio persino di quelle telefonate di pochi minuti che potevano fare. Oggi non sono nemmeno riusciti a contattarci”, ha scritto Sotoudeh sui suoi profili social. Lei in quella prigione è passata più volte, come oppositrice del regime. Ora, in quelle stesse celle, si trova suo marito, Reza Khandan.
di Davide Frattini
Corriere della Sera, 28 giugno 2025
I quattro centri Ghf aperti solo un’ora al giorno: la folla preme e i soldati israeliani fanno fuoco. Sarebbero almeno 519 le persone uccise, l’Onu accusa: “Trappole di morte”. I sacchetti di plastica valgono più di un carretto o una carriola perché una volta riempiti sono facili da nascondere sotto la maglietta o nei pantaloni. Così quando arriva l’ordine di apertura dei cancelli, sulla polvere ocra svolazzano queste bandierine bianche tenute strette dai ragazzini in ciabatte, anche se non è un segno di resa, non si può mollare dopo aver passato ore sotto il sole, ammassati sulle dune artificiali di terra e detriti che fanno da barriera. I militari che hanno una sigla per tutto ne hanno trovata una anche per questi “centri di distribuzione rapida” (Mahpazim in ebraico) dove invece l’attesa è lenta, estenuante, fino alla corsa - qui sì bisogna essere più rapidi di tutti - in cui chi arriva ultimo resta a mani vuote e a pancia vuota i famigliari ad attendere nelle tende piantate una sull’altra lungo la costa.
di Giacomo Gambassi
Avvenire, 27 giugno 2025
“È più facile combattere le vittime che l’immenso business criminale”. Leone XIV sceglie la Giornata internazionale contro la droga per denunciare le storture dei sistemi che cavalcano le paure facili e le false soluzioni. “Troppo spesso, in nome della sicurezza - sostiene il Papa - si è fatta e si fa la guerra ai poveri, riempiendo le carceri di coloro che sono soltanto l’ultimo anello di una catena di morte. Chi tiene la catena nelle sue mani, invece, riesce ad avere influenza e impunità”. Davanti a sé ha giovani e adulti che sono impegnati in percorsi di recupero, le loro famiglie e gli operatori pubblici e privati del settore che il Papa incontra nel Cortile di San Damaso all’interno del Palazzo Apostolico fra le mura leonine.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 27 giugno 2025
Il governo Meloni: il Consiglio d’Europa non in linea con le nostre politiche sulle dipendenze. Papa Leone: vanno perseguiti i narco trafficanti, non riempite le carceri con gli ultimi. La luminaria scenica sul ministero del Turismo come trovata per celebrare la Giornata mondiale sulle Droghe getta una luce perfino più inquietante sulla fuoriuscita dell’Italia dal gruppo Pompidou del Consiglio d’Europa comunicata a Strasburgo con una lettera del governo Meloni.
garantedetenutilazio.it, 27 giugno 2025
Il Portavoce, Ciambriello: “Lancio un appello alla politica, alle Regioni e al terzo settore”. “Gli Istituti penali per i minorenni sono stati al centro dell’attenzione mediatica per rivolte e disordini, a partire dalla notizia dei presunti pestaggi e torture da parte degli agenti penitenziari dell’Ipm Beccaria di Milano, passando dalle evasioni avvenute nell’Ipm Malaspina di Palermo e nell’Ipm Fornelli di Bari. L’ultima notizia sconcertante arriva invece dall’Ipm di Nisida, dove è stato denunciato un agente di polizia penitenziaria per presunti abusi sessuali a danno di un minore”. È quanto si legge in una nota della Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà.









