di Valentina Maglione e Serena Uccello
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2025
La platea è aumentata del 57,9% in cinque anni. A questi numeri si sommano i 62mila detenuti e le 100mila persone che aspettano la decisione dei magistrati sull’ammissione all’esecuzione esterna. Cresce l’esecuzione penale esterna: al 15 febbraio scorso erano 95.315 le persone che scontavano misure alternative odi comunità, 1157,9% in più rispetto al 2019. A questi numeri si devono sommare i 62mila detenuti e 100mila condannati che aspettano la decisione sull’ammissione ai percorsi. Tutti dati che segnalano un incremento dell’area penale, sia dentro sia fuori dal carcere. Continua a crescere l’area penale, sia dentro sia fuori dal carcere.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2025
I tempi troppo lunghi mettono a rischio l’effettiva esecuzione delle condanne e la risocializzazione. La fase dell’esecuzione penale rappresenta un vero “collo di bottiglia” che sconta tempi eccessivamente lunghi nella messa in esecuzione dei titoli di condanna. Tanto da causare il fenomeno dei “liberi sospesi” cioè delle persone condannate a pene fino a quattro anni per reati non gravi e che beneficiano della sospensione dell’ordine di carcerazione in attesa che il giudice di sorveglianza si pronunci sulla possibilità di eseguire la pena in forma di misura alternativa alla detenzione. Una situazione che non solo mina il principio di effettività delle pene ma riduce anche la possibilità che da esse si producano gli effetti di risocializzazione auspicati dall’articolo 27 della Costituzione.
di Giovanni Maria Flick
Il Dubbio, 3 marzo 2025
L’intervento svolto dal presidente emerito della Consulta Giovanni Maria Flick al seminario “L’Alta Corte disciplinare. Pro e contro di una proposta che fa discutere”. Il pianeta giustizia mi sembra - nel contesto della polemica - una “rosa dei venti”. I suoi quattro punti cardinali sono rappresentati dalla riserva di legge; dal “giusto processo” con tutte le sue implicazioni e interferenze sostanziali e processuali; dal principio cardine della responsabilità personale in forza di una legge anteriore al fatto compiuto da una persona; dalla pena che non deve essere contraria al senso di umanità e deve tendere alla rieducazione del condannato. Quella della Rosa dei Venti è una realtà tempestosa verso nuove prospettive auspicate da tutti, ma fra loro assai diverse. È segnata da venti impetuosi che investono l’uno e poi l’altro settore di essa senza più alcuna distinzione fra questi ultimi. È caratterizzato non solo da rapidità, con il suo corteo di suggestioni, trascinamenti, coinvolgimento, fascino; ma da una pretesa di velocità (intesa come un valore misurabile) che finisce per annullarsi nell’indifferenza e nell’inerzia.
di Gian Carlo Caselli e Vittorio Barosio
La Stampa, 3 marzo 2025
C’è un problema di “radicalismo verbale” quando si fa un uso massiccio di slogan propagandistici, ripetendoli ossessivamente in modo che le “bufale” finiscono per sembrare vere. I percorsi di legalità subiscono queste “verità rovesciate”, usate strumentalmente contro i magistrati che danno fastidio perché indipendenti rispetto ai potentati culturali, economici o politici. Gli attacchi contro questi magistrati scomodi, per delegittimarli, formano ormai un vasto catalogo. Eccone alcuni esempi nel tempo: giustizialisti, forcaioli, toghe rosse, cancro da estirpare, golpisti, eversori, pazzi, maledetti nel Vangelo. La crisi di credibilità che oggi affligge la magistratura deriva anche da questo stillicidio organizzato di menzogne e insulti. Una crisi che induce a perseverare nel loro atteggiamento tutti coloro che mal sopportano i controlli di legalità, fino ai sempre verdi strateghi della difesa “dal” invece che “nel” processo, che aborrono il controllo di legalità, in una sorta di impropria riedizione del “processo di rottura” utilizzato da antitesi dello Stato come le Br.
di Cataldo Intrieri
linkiesta.it, 3 marzo 2025
Dal massiccio ricorso ai sequestri e alle confische come misure di prevenzione, fino al nuovo pacchetto sicurezza in discussione al Senato: queste procedure parallele hanno in comune l’indebolimento della funzione di controllo di legalità da parte della magistratura, chiamata semplicemente a ratificare decisioni prese da altri enti. Lo sciopero dei magistrati della scorsa settimana ha inaugurato ufficialmente la lunga stagione politico-giudiziaria che porterà, nel 2026, al referendum sulla riforma Nordio. Per l’occasione, magistratura e avvocatura hanno dato sfogo alle loro ostilità, contraddistinte da reciproci scambi di bordate tra l’Associazione nazionale magistrati (Anm) e l’Unione delle camere penali.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 3 marzo 2025
Nel prossimo parlamentino la moderata “Miagistratura indipendente” può rompere con le progressiste “Area” e “Magistratura democratica”. Il redde rationem ci sarà solo l’8 marzo, ossia quando il “parlamentino” dell’Anm si riunirà, trascorsi tre giorni dall’incontro che il sindacato delle toghe avrà avuto con la premier Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, e il sottosegretario Alfredo Mantovano in merito alla riforma costituzionale della separazione delle carriere. Questo perché la Giunta esecutiva che si recherà il 5 marzo a Palazzo Chigi non ha alcun mandato a trattare con il governo.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2025
Lo ha chiarito la Cassazione, sentenza n. 7647/2025, aggiungendo che la possibilità di eccepire la compressione del diritto di difesa esiste a fronte di un interesse processuale meritevole di tutela. In tema di indagini preliminari, la Cassazione (sentenza 7647/2025) ha affermato che la possibilità di secretare singoli atti attribuita al pubblico ministero (dall’art. 329, co. 1, Cpp) a tutela della segretezza dell’attività investigativa in corso di svolgimento, esclude che la formazione di atti probatori in parte secretati ne comporti l’inutilizzabilità in sede di giudizio abbreviato, ferma restando la facoltà dell’imputato di eccepire la compressione del diritto di difesa derivante dalla mancata piena conoscenza degli atti secretati, ove deduca un interesse processuale meritevole di tutela.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2025
Oltre alla responsabilità per il reato doloso di spaccio il giudice dovrà provare se la condotta ipotizzata di un agente modello adeguata alla normale diligenza coincida o meno con il comportamento tenuto dall’agente reale. Lo spacciatore risponde non solo dell’illecita attività di vendita della droga, ma anche delle conseguenze letali che derivino all’acquirente dall’assunzione della sostanza stupefacente se colpevolmente ha ignorato l’evento che - al momento della commissione del reato doloso “presupposto” - fosse in concreto prevedibile. Le conseguenze della morte o delle lesioni personali a seguito della commissione di un reato doloso - sono contestabili a titolo di colpa in quanto prevedibili, ma non volute dall’agente, che ha violato perciò le regole di cautela nella sua condotta volontaria, affinché non si determinassero le ulteriori conseguenze.
di Sandro Guerra
Il Sole 24 Ore, 3 marzo 2025
Per la Cassazione il giudice deve modulare attentamente il vincolo preventivo. Proprietà e libera iniziativa non possono essere compressi oltre il necessario. Nel sequestro preventivo il principio di proporzionalità - sancito anche in riferimento alle misure cautelari reali dall’articolo 275 del Codice di procedura penale - impone al giudice di modulare il vincolo in modo che esso non determini un’esasperata compressione del diritto di proprietà e di libera iniziative economica dell’ente attinto dalla misura reale, eccedendo quanto strettamente necessario rispetto al fine perseguito, ossia impedire l’aggravamento del reato, la protrazione delle sue conseguenze o l’agevolazione di altri reati. E questa valutazione non deve riguardare solo il momento in cui il sequestro viene imposto ma anche il periodo in cui sarà efficace.
di Bruno Mellano*
La Stampa, 3 marzo 2025
Il sovraffollamento in continua crescita, il numero dei suicidi, le tensioni dilanianti e la sostanziale mancanza di speranza nel sistema penitenziario fanno dell’Italia un caso in Europa. Oggi alle 18 nella sala conferenze dell’Hostello Sacco di via Cavour 35 a Fossano è in programma l’incontro “Un silenzio assordante della politica e della società civile sul carcere”. Saranno presenti il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione Piemonte Bruno Mellano, la Conferenza nazionale dei Garanti territoriali, la Camera Penale del Piemonte Occidentale e della Valle d’Aosta e l’Associazione “Nessuno tocchi Caino - Spes contra Spem”.
- Calabria. Malasanità, sovraffollamento, disagio e suicidi: ecco cosa succede nelle carceri
- Parma. “Il carcere? È un luogo dimenticato dallo spazio politico”
- Bologna. Il summit sui 50 giovani-adulti alla Dozza: “Collaboriamo su alternative al carcere”
- Trieste. Tribunale di sorveglianza, manca personale: “Lavoro raddoppiato nell’ultimo decennio”
- Pescara. “Un Consiglio comunale straordinario sul problema del carcere di San Donato”









