di Valentino Sgaramella
Gazzetta del Mezzogiorno, 4 novembre 2024
Gli hanno rinnovato la patente per altri 2 anni. Stefano Romei, 97 anni tra un mese, guida ancora in tranquillità la sua Fiat 500. Dal 1956 al 1991 è stato maestro elementare nel carcere di Turi. Questo anziano signore che ci accoglie nel suo appartamento dai modi garbati e gentili, conserva un pezzo di storia cittadina. La sua famiglia è di Montevarchi, in provincia di Firenze. Il papà, Settimio, nel 1928 è inviato al carcere di Turi come agente di polizia penitenziaria, conoscerà Antonio Gramsci e Sandro Pertini. Negli anni ‘40, Stefano, dopo la maturità magistrale, diviene maestro elementare. Cultore di musica, diviene organista e fisarmonicista. Grazie al giovane arciprete e cappellano del carcere, don Peppino Contento, Romei sarà organista ufficiale di tutte le chiese turesi. Nel 1956, inizia ad insegnante ai detenuti.
di Fulvio Bufi
Corriere del Mezzogiorno, 4 novembre 2024
Spari e selfie sui social, indagine estesa anche ai genitori. “Provvedimento per molti versi rivoluzionario, ma necessario: troppa violenza”. Dice: “Gli zingari”. Dove hai preso la pistola? “Dagli zingari”. E sarà pure vero. E se è vero, certo non lo ha scoperto guardando Gomorra, anzi forse è stato uno come lui a spiegarlo a quelli di Gomorra come fanno i ragazzini a procurarsi una pistola. Anche sporca, che ha già sparato e magari chissà se non pure ucciso. Dettagli. Ai ragazzini protagonisti di questo crimine senza clan né boss che sta facendo piangere Napoli, ragazzini che vivono nei social con le loro pose caricaturali da trapper sfigati, basta solo avercelo il ferro, estensione mortale di un coraggio che non hanno, perché nemmeno a botte sanno fare, alzano le mani soltanto se sono in gruppo contro uno. Altrimenti fanno tre passi indietro, come Francesco Pio Valda sul lungomare di Mergellina, o si mettono al riparo in macchina, come il diciassettenne che l’altra sera ha ucciso Santo Romano. E quando si sentono al sicuro sparano. E uccidono chi capita. Uno che sta lontano per i fatti suoi, uno che è a due metri ma non ha alcuna intenzione di litigare.
di Gianluca Nicoletti
La Stampa, 4 novembre 2024
Ho visto frotte di bambini giocare entusiasti nel “Villaggio Difesa” al Circo Massimo, molto più divertiti di quelli che vidi un anno fa al villaggio di Babbo Natale a Villa Borghese. Quando mai capita a una bimbetta bionda alta mezzo metro di poter giocare alla “piccola sminatrice”, sotto la guida attenta di un vero artificiere in mimetica e anfibi. Prima cerca con il metal detector, piano piano con un pennello libera l’area dal terriccio, poi finalmente appare la mina con la spoletta bene in vista. “Adesso possiamo farla scoppiare?”, dice la piccina, fiera della sua caccia al tesoro. “Beh no, adesso non si può c’è troppa gente!”. Infatti tutt’intorno una folla di mamme, papà e bimbi di tutte le età con gli smartphone in mano, in fila per far provare al loro tesoruccio la delizia del piccolo incursore. È la prima volta che nella Capitale, tra le vestigia dell’Antica Roma, è stata organizzata questa immensa fiera di paese per celebrare le Forze Armate, con una strategia di marketing davvero mai vista. C’era di tutto e di più per mostrare le specialità, i campi d’azione, il livello tecnologico dei militari Italiani.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 4 novembre 2024
In caso di non convalida dei fermi, anche questa volta torneranno in Italia. La nave della Marina, la Libra, sta raggiungendo in queste ore il Mediterraneo Centrale, dove sarà operativa nei prossimi giorni in attesa di indicazioni dal governo. L’obiettivo è monitorare il flusso di arrivi di migranti di per poi accoglierli a bordo ed organizzare un nuovo trasferimento nell’hotspot in Albania, per quelli che rientrano nelle categorie previste dal protocollo con il governo di Tirana.
Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2024
Bonelli: “Sperpero per finanziare propaganda”. Tra una polemica politica e una “giudiziaria” il caso dei migranti “portati” in Albania, per poi essere ritrasferiti in Italia, potrebbe avere anche un risvolto giudiziario contabile per un potenziale danno all’Erario per gli stanziamenti del governo per l’operazione. Prima della bufera sulla spesa di quasi 9 milioni di euro per il vitto e alloggio degli agenti, sul tavolo dei magistrati della Corte dei Conti sono arrivati due esposti presentanti da parlamentari di Italia Viva e M5s e riguardano proprio i costi sostenuti per il trasferimento di 16 migranti nelle strutture del paese balcanico, alla metà dello scorso mese. I giudici non aveva convalidato il trattenimento dei migranti, provocando quindi il rientro in Italia.
di Chiara Sgreccia
Il Domani, 4 novembre 2024
I due naufraghi erano a bordo della piccola imbarcazione salvata dalla Life Support nelle acque Sar maltesi, insieme ad altre 37 persone. Sulla nave di Emergency si sentono al sicuro e spiegano cosa li ha spinti a partire. “Mia mamma è palestinese, mio padre siriano. Io sono nato e cresciuto a Damasco. Ma vivevo in Libano prima di partire per l’Europa. Mi sono spostato vicino Beirut perché in Siria non c’è vita, non si può fare niente. Solo cercare di guadagnare abbastanza per comprare il cibo”. Così racconta Amman, 23 anni, studente di medicina che sogna di proseguire gli studi in Germania: “Perché ci sono le università migliori - spiega - e poi ci abita mio zio, potrei andare da lui”.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2024
Nel nord dell’Iraq c’è una struttura ufficialmente chiamata Centro comunitario per la riabilitazione di al-Jed’ah. È diretta dal ministero per le migrazioni e le persone sfollate. Di fatto, come ha recentemente accertato un’indagine di Amnesty International, è un luogo di tortura. Ad al-Jed’ah sono passati migliaia di iracheni trasferiti dai centri di detenzione del nordest della Siria, dove erano trattenuti per sospetti legami con lo Stato islamico. Dal 2021 ne sono stati rimpatriati 9500. Di questi, 2223 si trovano ancora nel centro: 278 uomini, 627 donne e 1318 persone minorenni. Le autorità irachene hanno intenzione di velocizzare il ritorno dei propri detenuti dalla Siria - si stima siano tuttora oltre 18.000 - in modo che la maggior parte di loro sia trasferita entro la fine del 2027.
di Elena Molinari
Avvenire, 4 novembre 2024
Reportage. L’incubo del 6 gennaio incombe, come il pericolo di incidenti dopo lo spoglio. Mentre Trump è accusato di blandire i gruppi che difendono un’ideologia contro i migranti, e a favore delle armi. “Lanciare operazioni coordinate con i gruppi di negazione delle elezioni come parte di un piano per condurre una sorveglianza paramilitare delle urne elettorali”. Questo invito di un membro della milizia American Patriots Three Percent, nota come AP3, è circolata su Telegram, la piattaforma basata in Russia divenuta il punto d’incontro degli estremisti di destra. Ne sono emerse molte negli ultimi giorni, grazie a un infiltrato e agli sforzi del gruppo statunitense per la trasparenza “Distributed denial of secrets” e puntano tutte nella stessa direzione. I gruppi armati convinti che Joe Biden nel 2020 abbia “rubato” la presidenza sono pronti a presidiare i seggi e a intervenire durante e dopo il conteggio se i risultati delle presidenziali di martedì non andranno come vogliono. Vale a dire, se Donald Trump non vincerà.
di Giampiero Catone
La Discussione, 3 novembre 2024
Le parole del Pontefice: si assumano iniziative che restituiscano speranza, forme di amnistia o di condono della pena. In Italia il 62% dei processi penali non arriva in aula, perché prescritti. Con l’occasione del Giubileo si riapra il dialogo politico sulla riforma del sistema detentivo. Il 26 dicembre 2024, giorno di Santo Stefano, Papa Francesco aprirà la Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia, segnando un momento storico nella storia dei Giubilei. Un gesto straordinario il cui senso è affidato alle stesse parole del Pontefice che chiede iniziative che: “restituiscano speranza, forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società”.
di Alessandra Servidori
ilsussidiario.net, 3 novembre 2024
Il numero di minori detenuti all’interno dei 17 Istituti penali per minorenni (Ipm) italiani ha fatto registrare un aumento. Le tragedie che coinvolgono ragazze e ragazzi minori ci coinvolgono sempre maggiormente poiché a noi genitori e nonni ci arriva addosso il dubbio atroce di non aver fatto abbastanza per la loro educazione affettiva e valoriale. La società odierna è fortemente disorientata e le famiglie hanno bisogno più che mai di sostegni per crescere le nuove generazioni e il sistema istituzionale si deve rapportare sempre di più alla rete della sussidiarietà del volontariato e dell’associazionismo in una situazione italiana difficile.
- L’inferno del carcere, il racconto di chi ci lavora e qualche volta ci muore
- Giustizia, è scontro totale. Gli avvocati penalisti si schierano con i giudici
- Consulta, Meloni apre a Schlein: un piano per sbloccare le nomine
- Opposizione in allarme sulla giustizia. “Procure spiate”
- Magistratura democratica festeggia sessant’anni, il 9 e 10 novembre l’evento a Roma











