di Desyrè Baldacci
ttv.it, 3 novembre 2024
Il libro fotografico dell’Associazione Cultura della Pace è stato presentato all’interno della Casa Circondariale di Arezzo: “Siamo tutti accomunati in quanto esseri umani”. Riflettere sulla condizione carceraria da un punto di vista diverso e farlo attraverso l’occhio della fotocamera. Questo è ciò che si è prefissata di fare l’Associazione Cultura della Pace con il libro “limmaginato”, raccolta di fotografie di Riccardo Lorenzi frutto di un lungo progetto didattico che ha visto il coinvolgimento di alcune classi del Liceo “Città di Piero” di Sansepolcro e i detenuti della Casa Circondariale di Arezzo.
di Massimo Ferrari
Corriere della Sera, 3 novembre 2024
Le istituzioni pubbliche sensibili sono vulnerabili sia agli accessi abusivi condotti dai dipendenti che ad attacchi da parte di hacker tradizionali. In Italia ad oggi esistono almeno dieci diverse agenzie, dipartimenti e organismi che si occupano di sicurezza informatica. Gli episodi accaduti negli ultimi tempi hanno dimostrato che istituzioni pubbliche sensibili sono vulnerabili sia agli accessi abusivi condotti dai dipendenti che ad attacchi da parte di hacker tradizionali. Tali forme di diffusione illecita di informazioni riservate violano principi costituzionali. Particolarmente complessa e delicata è la relazione tra diritto alla privacy e altri diritti costituzionalmente tutelati, come la salute collettiva, il diritto di cronaca, la sicurezza pubblica, l’amministrazione della giustizia (consideriamo le intercettazioni telefoniche). Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è più volte intervenuto sul tema.
di Antonio Maria Mira
Avvenire, 3 novembre 2024
Il pattugliatore della Marina è in area Sar pronto per trasferire le persone soccorse dai guardacoste: saranno 30 o 40. Resta il problema dei “Paesi sicuri” e il poco personale delle commissioni. Il Governo accelera per portare un nuovo gruppo di migranti in Albania. Non pochissimi come i primi 16, poi ridotti a 12 e poi “liberati” dopo la decisione del Tribunale di Roma. Ma neanche tanti. Le prime notizie, informali, parlavano di 60-70, ma quelle raccolte da Avvenire tra ambienti del Tribunale riferiscono di non più di 30-40. Sarebbe stato direttamente il ministero della Giustizia ad avvisare i giudici di tenersi pronti per la prossima settimana.
di Rocco Vazzana
Il Domani, 3 novembre 2024
Sui migranti l’esecutivo non ammette più intoppi di natura giudiziaria. Le toghe, sotto attacco, si riuniranno in assemblea a Bologna il 4 novembre. “Giudici comunisti”, “sentenza abnorme”, “argomentazione più vicina a un volantino propagandistico che a un atto da tribunale”. Se le parole sono importanti, quelle scelte dai più alti rappresentanti del governo italiano per definire il lavoro della magistratura suonano come una vera e propria dichiarazione di guerra. Quello appena riportato, infatti, è un campionario sintetico e per nulla esaustivo di affermazioni pronunciate nelle ultime settimane dal vicepremier Matteo Salvini, dal ministro della Giustizia Carlo Nordio e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 novembre 2024
In un recente incontro con Alan Mitchell, presidente del Comitato Prevenzione Tortura del Consiglio d’Europa, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha presentato una narrativa rassicurante sullo stato delle carceri italiane che non corrisponde alla realtà, purtroppo drammatica, dei fatti. Il guardasigilli ha posto l’accento sul piano di “razionalizzazione e ammodernamento” del patrimonio edilizio carcerario, celebrando la creazione di oltre mille nuovi posti detentivi. Tuttavia, questa visione si scontra frontalmente con le raccomandazioni del Cpt stesso, che ha ripetutamente sottolineato come la costruzione di nuove strutture carcerarie non rappresenti una soluzione sostenibile al sovraffollamento. Il Cpt, infatti, propone un approccio radicalmente diverso: il ricorso al carcere come extrema ratio, privilegiando invece misure alternative alla detenzione.
di Felicia Bruscino
ultimavoce.it, 2 novembre 2024
Il sistema carcerario in Italia è sopraffatto: le carceri tornano a fronteggiare un’emergenza di sovraffollamento senza precedenti. La sistematicità del sovraffollamento nelle carceri, di fatti, non è una novità in Italia. Le strutture penitenziarie sono sovraffollate, offrono pessime condizioni di vita ai detenuti e mostrano gravi problemi di gestione e sicurezza, anche in quelle ad alta sicurezza. Non può assorbire il numero crescente di persone incarcerate né affrontare i nuovi profili criminologici dei prigionieri, carenze che il governo ha riconosciuto e intende affrontare. Si tratta, in breve, di un sistema carcerario sopraffatto nelle sue capacità fisiche e organizzative, la cui soluzione richiederà una profonda trasformazione delle sue fondamenta.
L’Unità, 2 novembre 2024
Ormai sono trascorsi nove mesi dal deposito. I Magistrati di Sorveglianza denunciano la mancata attuazione della sentenza della Corte costituzionale sul diritto all’affettività in carcere. “Molteplici sono le attuali criticità del sistema penitenziario che ostacolano le finalità rieducative e risocializzanti della pena detentiva”, si legge in una nota del Conams, Coordinamento nazionale dei magistrati di sorveglianza.
di Iacopo Benevieri*
L’Unità, 2 novembre 2024
Il 25 gennaio 1947 era un sabato mattina. Quel giorno si svolse una straordinaria discussione in seno all’Assemblea Costituente, un dibattito che sarebbe bello non dimenticare. Il dibattito fu sul contenuto di quello che sarebbe stato poi l’art. 27 della Costituzione. Il Deputato Aldo Bozzi, del Partito Liberale, ricordò l’urgente necessità che fosse inserito in Costituzione la salvaguardia del “trattamento fisico” della persona detenuta: “il fatto stesso della pena è già qualche cosa che intacca questo patrimonio morale che è la dignità umana. Ora il concetto che si deve esprimere riguarda il trattamento fisico”.
di Gian Guido Vecchi
Corriere della Sera, 2 novembre 2024
Per la prima volta Papa Francesco aprirà una Porta Santa in prigione, l’unica al di fuori di quelle tradizionali. Il riferimento è al capitolo 25 del Vangelo di Matteo: “Ero in carcere e siete venuti a trovarmi” Pare che anche Dante non avesse voluto mancare, nonostante tutto. Il primo Giubileo era stato indetto il 22 febbraio 1300 da Papa Bonifacio VIII, personaggio in verità poco raccomandabile che il poeta detestava, con ottime ragioni, tanto da riservargli un posto all’Inferno (“Sè tu già costì ritto,/sè tu già costì ritto, Bonifazio?”, s’inganna il predecessore Niccolò III, infilato a testa in giù in una buca, credendo sia già arrivato) tra i simoniaci della terza bolgia.
di Donatella Stasio
La Stampa, 2 novembre 2024
È vero, esiste una questione di confini. Sono i confini della nostra democrazia, costituzionale, antifascista, pluralista, europeista, quella che ci hanno consegnato le madri e i padri costituenti, dopo gli orrori del potere assoluto del fascismo e del nazismo. I suoi confini, nettissimi, vanno presidiati e difesi da chi non li rispetta perché, di fatto, non li vede, non li sente come suoi ma li vive come altro da sé, e perciò li forza, li riscrive, li indebolisce. Butta il sasso e poi nasconde la mano, provoca e poi fa la vittima, manipola e confonde per imporre la propria narrazione, e intanto, erode quei confini. È quanto sta facendo, da due anni, la destra di governo, in modo sotterraneo ma più spesso ostentato, per non dire sfrontato, provocatorio, quasi a voler rivendicare una discontinuità con quella democrazia fondata sull’antifascismo, che vuole i poteri separati e limitati e che tutela i diritti di tutti e a tutti dà voce. Siamo di fronte a una visione del potere e ad un’azione politica molto diverse, e perciò preoccupanti, pericolose, addirittura angoscianti per chi ha a cuore la democrazia costituzionale e vuole difenderne i confini dall’invasione degli “stranieri”, ovvero, le destre di governo.
- Scontro con la politica e nomine: i magistrati sono divisi su tutto
- Altolà dei magistrati alla priorità per i reati: “Una stretta sui giudici”
- La bulimia legislativa che frena la Giustizia
- Giudici e pm, i problemi della carriera unica si toccano nelle indagini preliminari
- “Non ci pieghiamo ai politici, noi toghe sotto tiro”. L’Anm in guerra











