di Giacomo Salvini
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2025
Altro che separazione delle carriere: manca il 30% del personale amministrativo. L’arretrato nel civile è cresciuto del 3,5%. Scoperture negli organici dei magistrati. Carenze croniche del personale amministrativo, in parte rimpiazzato in varie città d’Italia da volontari. Procure e tribunali che soffocano sotto migliaia di fascicoli. Gli sforzi nell’abbattimento dell’arretrato, penale e civile, hanno prodotto anche risultati significativi. Ma, avvertono le toghe, senza cambiamenti strutturali rischiano di non influire davvero sulla durata dei processi. L’arretrato civile, ad esempio, nel 2024 è tornato (sebbene di poco, del 3,5%) a crescere, un segnale poco confortante. E alcuni obiettivi del Pnrr si allontanano, mettendo a nudo progetti flop, come le assunzioni precarie destinate all’ufficio del processo, voluto dall’ex ministra Marta Cartabia, e la famigerata “App”, applicativo che avrebbe dovuto digitalizzare il processo penale, ma che invece non funziona.
di Valeria Di Terlizzi
milanotoday.it, 4 marzo 2025
Intervista a Franco Gabrielli, ex capo della Polizia: “L’integrazione è possibile, non serve inasprire le pene”. E sulla pericolosità di Milano: “Se guardiamo l’indice di delittuosità del 2010, l’ultimo anno della giunta di destra, sono riportati 153mila reati. Nel 2024 sono 140mila”. E sui reati “pesa l’aumento del turismo”. “O si accetta l’idea che questa città è cambiata e che quindi applicare alcuni schemi di vent’anni fa è complicato, oppure si viene travolti dalla non comprensione di quello che ci circonda”. Franco Gabrielli, ex capo della Polizia di Stato e delegato alla Sicurezza del Comune di Milano, racconta a Milano Racconta, il podcast di Milano Today un tema tanto attuale quanto controverso: la sicurezza a Milano. Su cui non ha dubbi: “È inutile differenziare tra dati reali e percezione. La percezione dei cittadini conta, è reale e come tale non va ignorata”.
La Stampa, 4 marzo 2025
Confermata la decisione del Tribunale di sorveglianza di Torino: un detenuto aveva chiesto di acquistare un apparecchio con relative cuffie per ascoltare dei cd anche per studio e lavoro. Il boss al 41 bis può acquistare un lettore cd e ascoltare la musica che preferisce. La Corte di Cassazione ha dato ragione a un uomo detenuto in regime di “carcere duro”, confermando una decisione del tribunale di sorveglianza di Torino e dichiarando “inammissibile” il ricorso presentato dal ministero della Giustizia.
ansa.it, 4 marzo 2025
Il problema del sovraffollamento nelle carceri è pressoché ingovernabile, da anni si cercano vie d’uscita ma senza risultati. In Emilia-Romagna negli ultimi tre anni la popolazione carceraria è aumentata di 500 unità, come se fosse nato un nuovo carcere di cui non ci siamo accorti, un carcere virtuale, superando così le 3.800 presenze permanenti. Una situazione insostenibile, la gestione dei detenuti è sempre più complicata, così come l’attuazione dei percorsi a loro dedicati”. Lo ha detto il garante per i detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, sottolineando anche come “secondo i miei calcoli, un detenuto su tre ha passato l’inverno senza riscaldamento e senza acqua calda”.
di Igor Cipollina
Gazzetta di Mantova, 4 marzo 2025
Elena Scaini stava scontando una pena di 18 anni per l’omicidio del marito. La direttrice della Casa circondariale: “Presto avrebbe cominciato a lavorare fuori”. La garante dei diritti dei detenuti: “Un gesto che ci interroga”. La notizia filtra attraverso le inferriate e i muri del carcere, pesante come un macigno: Elena Scaini, detenuta per l’omicidio del marito Stefano Giaron, si è uccisa nella notte tra domenica 2 e lunedì 3 marzo. È questa circostanza - l’eco pubblica della tragedia e il cono d’ombra della prigione, nelle pieghe della città - a legittimare la pubblicazione del nome, che in altre situazioni si sarebbe omesso.
di Biagio Salvati
Il Mattino, 4 marzo 2025
Un evento accidentale, provocato da un’interazione fatale tra i medicinali. Un dettaglio apparentemente secondario, ma che si è rivelato cruciale: cinque pillole ritrovate nella cella dell’algerino Hakimi Lamine, mai ingerite, rimaste lì mentre un mix letale di psicofarmaci e oppiacei ne spegneva la vita. È quanto emerge dalla scena del crimine - con relativo sopralluogo eseguito nella cella del detenuto straniero - contenuta nella relazione medica acquisita ieri dalla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere al maxi-processo che vede imputati 105 agenti, accusati dei pestaggi sui reclusi avvenuti il 6 aprile del 2020.
liberta.it, 4 marzo 2025
“La criticità più marcata del carcere delle Novate di Piacenza riguarda la presenza eccessiva di detenuti con problemi di tossicodipendenza (circa l’80 per cento della popolazione carceraria ha problemi di dipendenza); a seguire queste persone c’è un solo sanitario che entra nella struttura un solo giorno alla settimana. Servono poi lavori di ristrutturazione, in particolare, nel vecchio padiglione”. È la garante dei detenuti del carcere di Piacenza, Maria Rosa Ponginebbi, a dichiararlo durante l’incontro a Bologna di tutti i garanti della regione per fare il punto sulla situazione carceraria.
di Marzia Siano
Il Roma, 4 marzo 2025
Ciambriello: “Sono 7.524 i carcerati presenti a fronte di 5.584 posti disponibili”. La maratona per accendere i riflettori sull’emergenza carceri ha fatto tappa anche a Napoli, nel pomeriggio, a piazzale Cenni, tra il Palazzo di Giustizia e il carcere di Poggioreale, con l’iniziativa “Carcere: liberare la speranza!”. In Campania - secondo dati aggiornati al 21 febbraio - sono 7.524 i detenuti presenti a fronte di 5.584 posti disponibili, con un indice di sovraffollamento del 134%. “Abbiamo bisogno di una misura deflattiva subito per coloro che devono scontare un anno di carcere e che non hanno reati ostativi. In Italia sono ottomila, in Campania 907”, ha affermato Samuele Ciambriello, garante campano e portavoce della Conferenza dei garanti territoriali parlando nel piazzale che offre la vista ad alcuni padiglioni del carcere di Poggioreale. Gli stessi detenuti, dalle finestre, hanno salutato i partecipanti all’iniziativa, scandendo il nome del garante. Da una delle finestre i detenuti hanno mostrato un lenzuolo con la scritta “Misure alternative al carcere”.
di Diego De Lucia
anteprima24.it, 4 marzo 2025
Mobilitazione dei garanti dei diritti dei detenuti della Provincia e del Comune di Benevento contro il sovraffollamento nelle carceri, una delle cause che portano anche ai suicidi delle persone private della libertà. Ma le garanti Patrizia Sannino e Maria Giovanna Pagliarulo hanno posto oggi nella sala consiliare della Provincia nuovamente la questione della necessità urgente di adottare misure concrete per garantire dignità alla persona ristretta e rispettare le norme costituzionali finalizzate al recupero sociale di chi ha commesso reati. In particolare, in coerenza con gli appelli lanciati ormai da tempo dai garanti di tutta Italia e dallo stesso garante regionale Samuele Ciambriello, le garanti Sannino e Pagliarulo hanno riproposto il tema sulle misure alternative alla detenzione. A Benevento i detenuti sono circa 600, che non trova riscontro, secondo le norme vigenti, rispetto alla dotazione organica della Polizia Penitenziaria.
corriereirpinia.it, 4 marzo 2025
È un appello alla politica quello che lancia il Garante regionale dei detenuti Carlo Mele, nel corso di un incontro, nella sede della Camera Penale Irpina “Nelle carceri italiane, dal Nord al Sud, paghiamo il prezzo di condizioni di sovraffollamento e incuria. L’articolo 27 della Costituzione viene quotidianamente violato. Se parliamo di carcere trattamentale, dobbiamo garantire che le persone, dietro le sbarre, portino avanti un percorso riabilitativo per poi essere reinseriti nella società., Di qui la scelta di un luogo simbolico come la Camera Penale Irpina per lanciare il nostro appello. Insieme al Presidente della Camera Penale Irpinia e al presidente dell’Ordine abbiamo chiesto che questo appello sia letto nelle aule, così da rendere i giudici consapevoli delle conseguenze delle loro scelte.
- Bologna. Il Governo e il trasloco dei giovani detenuti: “Sarà temporaneo”
- Bologna. Carcere della Dozza, una cosa è certa: staranno tutti peggio
- Livorno. Il Garante Solimano: “La consegna dei nuovi padiglioni del carcere si è bloccata”
- Vibo Valentia. Sinergia tra Mulinum e carcere, i detenuti diventano pasticceri
- Napoli. Per i giovani detenuti di Nisida il lavoro è speranza nel presente









