di Mario Di Vito
Il Manifesto, 5 novembre 2024
Il segretario di Area democratica per la giustizia: “Nessuna maggioranza politica, nessun interesse nazionale può sacrificare i diritti delle persone, che vanno difesi al di là di ogni consenso o mandato popolare”. “I colleghi della sezione protezione internazionale sono stati vittime di un’aggressione mediatica solo perché hanno fatto il loro lavoro e hanno tutelato i diritti”. Giovanni Zaccaro, segretario di Area democratica per la giustizia, è arrivato a Bologna nel cuore dell’affollata assemblea aperta dell’Anm emiliana dopo aver celebrato un’udienza a Roma in mattinata. Il momento, del resto, è di quelli gravi: lo scontro tra governo e magistratura è ben oltre il livello di guardia.
di Francesco Petrelli*
L’Unità, 5 novembre 2024
Mai si era inciso così pesantemente sui rapporti fra libertà e autorità, fra Stato e cittadino, facendo assumere al diritto penale i tratti di un “diritto penale del nemico”. La sicurezza è una questione seria. È elemento centrale per ogni collettività e costituisce una condizione fondamentale per la vita di una democrazia. Ma è proprio per questo motivo che i cittadini non dovrebbero essere presi in giro quando si parla di sicurezza. È invece proprio questa sua centralità che espone questo tema alla strumentalizzazione politica. Se la sicurezza è da un lato un dato oggettivo, dall’altro è anche un sentimento collettivo e, come tale, una percezione facilmente condizionabile. È infatti sufficiente l’enfatizzazione di notizie di eventi criminali ad aumentare la percezione dell’insicurezza.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 novembre 2024
Stamattina a Roma l’Unione delle Camere Penali italiane ha organizzato una manifestazione nazionale alla quale parteciperanno membri dell’Avvocatura e dell’Accademia per un confronto sul ddl sicurezza, approvato alla Camera e ora in discussione al Senato, al fine di sollecitare il Parlamento ad adottare tutte le opportune modifiche alle norme del pacchetto in senso conforme alla Costituzione. Ne parliamo con il presidente Francesco Petrelli.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 novembre 2024
Come hanno detto più volte Spataro e Grasso il giudice ucciso a Capaci ragionava sulle conseguenze del codice Vassalli e chiedeva una maggiore specializzazione dei pm. Giù le mani da Falcone. Non si può reagire in altro modo leggendo l’incredibile forzatura del quotidiano Il Giornale di battezzare come “legge Falcone” la separazione delle carriere. L’ha proposta, con un editoriale del primo novembre, il direttore Alessandro Sallusti. Ed è diventata la “riforma Falcone” nei titoli successivi. Prima che diventi la “riforma Falcone” per tutto il centrodestra meglio mettere subito i puntini sulle “i”. I morti si rispettano e non si strumentalizzano. Soprattutto perché non possono reagire.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 5 novembre 2024
“Gravi segnali di Stato autoritario”. Manifestano “fermo dissenso rispetto a questa deriva, esprimendo vicinanza ai giudici oggetto di gravi ed ingiustificati attacchi e ribadendo che solo una giurisdizione libera e indipendente”. La riforma della Giustizia continua a tenere l’intero paese con il fiato sospeso. La posizione netta del Governo ha suscitato le reazioni di tutti gli attori del settore giustizia. E non sono rimasti in silenzio coloro i quali hanno segnato e in parte scritto la storia della giustizia italiana. Ormai in pensione, ma seriamente preoccupati dalle posizioni governative, 192 tra magistrati, civilisti e penalisti, in pensione e, prima ancora, come cittadini “esprimiamo preoccupazione per i tentativi dell’attuale maggioranza politica di modificare in senso autoritario la forma di Stato delineata dalla Carta costituzionale e di incidere sul fondamentale principio della separazione dei poteri”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 5 novembre 2024
Tra i temi da affrontare, le comunicazioni alle Camere sull’amministrazione della giustizia e l’attività di vigilanza del pg sull’applicazione della norma. “Sono rimasto molto stupito dalle polemiche, apparse in questi ultimi giorni sulla stampa, da parte di alcuni illustri magistrati (Edmondo Bruti Liberati e Giuseppe Maria Berruti, ndr) riguardo i criteri di priorità per il perseguimento dei reati”, afferma il senatore Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in Commissione giustizia a Palazzo Madama ed ex componente del Consiglio superiore della magistratura. “Leggo - prosegue Zanettin - giudizi particolarmente severi su questo argomento quando invece già la legge Cartabia, votata nella scorsa legislatura anche dal Partito democratico e dal Movimento 5 stelle, vi aveva messo un punto fermo, stabilendo che fosse il Parlamento a stabilire quali reati dovessero avere una sorta di corsia preferenziale”.
di Riccardo Ferrante*
La Repubblica, 5 novembre 2024
Nelle scorse settimane abbiamo assistito all’ennesimo scontro istituzionale tra governo e magistratura, con discesa in campo del Ministro competente per materia, l’ex Magistrato Carlo Nordio, ma anche della presidente del Consiglio. La eco mediatica è stata ampia, le prese di posizione si sono sprecate. Ma siamo sicuri che - parlando di giustizia - per il cittadino comune il tema più importante sia proprio il destino processuale dei politici? O la polemica con qualche (ipotetica) toga rossa? Azzardiamo: forse è più preoccupato di dover aspettare una sentenza civile definitiva per decenni; magari è più spaventato dal rimanere appeso a un procedimento penale con indagini senza conclusione per anni. E altre piacevolezze del genere.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 5 novembre 2024
Nella fase di aggiornamento dell’informativa antimafia il giudice amministrativo si chiede se sia legittimo che la misura adottata non dispieghi effetti di sospensione dell’impedimento a contrarre con la Pa. Il Tar della Calabria ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sull’affermazione o meno degli effetti sospensivi dell’ammissione al controllo giudiziario sulla informativa antimafia. Lo ha fatto con l’ordinanza n. 646/2024 nell’ambito di una controversia tra un’impresa colpita da interdittiva e poi ammessa al controllo giudiziario contro la committente di un appalto di cui le era stata negata la possibilità di eseguire i lavori perché appunto era stato ritenuto che l’interdittiva non avesse comunque perso l’effetto ostativo.
zic.it, 5 novembre 2024
Il Garante regionale dei detenuti: il 2024 “rischia di essere l’anno più disastroso” in Emilia Romagna, paragonabile al 2005, l’anno prima che il governo decidesse un atto di clemenza per ridurre il sovraffollamento. Negli ultimi 22 anni nelle carceri dell’Emilia-Romagna si sono suicidate 80 persone: “Nel 2022 sono state sette, nel 2023 cinque e nel 2024 già sette”, registra il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri, intervenuto nei giorni scorsi a un convegno promosso dalla Camera penale. “Questo rischia di essere l’anno più disastroso, ricordando i nove suicidi del 2005. L’anno successivo, non a caso, ci fu l’indulto”, ha aggiunto il garante. In Italia da gennaio ci sono stati 79 suicidi, secondo il conteggio dell’Unione Camere Penali e fino all’ultimo di cui si è appreso, nella notte tra venerdì e sabato a Santa Maria Capua Vetere. La popolazione carceraria complessiva di è 61.900 persone, quindicimila oltre la capienza regolare.
sicilia.confcooperative.it, 5 novembre 2024
Si basa su un percorso di inclusione innovativo il progetto “Jail to Job” che mira a formare 540 persone. Tra gli attori di quest’importante iniziativa, la cooperativa sociale “L’Arcolaio”. Per la Sicilia, il progetto riguarda l’Ucciardone, Cavadonna e le carceri di Noto ed Augusta.Per la Campania, invece, figura Secondigliano. Un percorso di inclusione socio-lavorativa per 540 persone. L’obiettivo è arrivare a 180 contrattualizzazioni. Questo in sintesi quanto prevede il progetto “Jail to Job”, che vede impegnata la Cooperativa L’Arcolaio di Siracusa ed è promosso dalla cooperativa sociale Rigenerazioni Onlus di Palermo, con il coinvolgimento della cooperativa Lazzarelle di Napoli ed il sostegno della Fondazione San Zeno.
- Trento. La Garante dei detenuti: “Nel corso del 2024 raggiunte più volte le 380 presenze”
- Trento. “Spini, fino a 380 detenuti dove i posti sono 240. Cresce l’autolesionismo”
- Parma. Detenuto morto durante un trasporto: medico a processo per omicidio colposo
- Brescia. Visita a Canton Mombello: “Per la Lega il carcere va chiuso”
- Modena. I detenuti producono pasta fresca per la reintegrazione e la tradizione











