di Maria Teresa Improta
quicosenza.it, 3 marzo 2025
Malasanità, disagio e morti dietro le sbarre. Le carceri italiane non avevano mai registrato dati così alti. In un anno 246 decessi, 90 dei quali per suicidio (5 in Calabria). A Catanzaro la casa circondariale di Siano è prima in Italia per numero di tentativi di togliersi la vita tra i detenuti, secondo l’Osservatorio penitenziario del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà. Il 2025 non si è aperto con segnali migliori negli istituti di pena calabresi. Nella casa circondariale di Paola, tra il 7 e 8 gennaio, due persone si sono tolte la vita. Un detenuto tunisino 40enne nella notte e al mattino un impiegato amministrativo 48enne residente a Lauria, ma alloggiato nel penitenziario. Per entrambi il decesso sarebbe riconducibile a impiccagione. Il primo nella cella d’isolamento, il secondo nella palestra comune.
di Christian Donelli
parmatoday.it, 3 marzo 2025
Intervista al Garante dei detenuti della Regione Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri: “In via Burla più di 750 detenuti, solo un indulto riuscirebbe a portare la calma”. Il carcere di Parma, le condizioni dei detenuti e quelle degli agenti della polizia penitenziaria. In via Burla si è superato il numero di 750 reclusi e il sistema non ce la fa più. Ogni giorno rischia il collasso. Nel corso del 2024 ci sono stati 3 suicidi, sui 9 totali registrati nei penitenziari della Regione Emilia-Romagna. Gli atti di autolesionismo sono in costante aumento, così come i tentativi di suicidio. Il parmigiano Roberto Cavalieri, dal 2022, è il Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale. “Il carcere è un luogo di marginalizzazione sociale e discarica sociale. Luogo dimenticato nello spazio politico se non quando eventi come i suicidi colpiscono le coscienze”.
di Rosalba Carbutti
Il Resto del Carlino, 3 marzo 2025
Lepore raccoglie l’invito di Ostellari. Il sindaco risponde al sottosegretario alla Giustizia: “Servono risorse per progetti educativi e di recupero”. Pd e Coalizione civica: “Sul trasferimento dei giovani faccia dietrofront”. Panini (Volt): “Non arretriamo”. Prove di dialogo sul caso dei cinquanta minori che verranno presto trasferiti alla Dozza. Matteo Lepore raccoglie l’invito del sottosegretario leghista alla Giustizia, Andrea Ostellari, che aveva fatto appello alle istituzioni locali per “lavorare insieme anche per aprire comunità socio educative in Emilia-Romagna, come in Veneto e in Lombardia”.
di Stefano Mattia Pribetti
triesteprima.it, 3 marzo 2025
A confermarlo è la presidente del Tribunale di Sorveglianza di Trieste Rosa Maria Putrino. La crisi si inserisce in una situazione con “migliaia di istanze da istruire e definire”. All’appello si uniscono anche i garanti per i detenuti. Nel 2024 si è registrata “una grave scopertura di personale magistraturale pari al 50 per cento del Tribunale di Sorveglianza di Trieste”, senza contare la “carenza di organico anche a livello amministrativo”. La crisi si inserisce in una situazione che vede “migliaia di istanze da istruire e definire”, per una mole di lavoro “raddoppiata negli ultimi dieci anni” a fronte di una pianta organica rimasta invariata.
ilpescara.it, 3 marzo 2025
Il presidente del movimento “Pettinari per l’Abruzzo” e consigliere comunale Domenico Pettinari, ha inviato formale richiesta per la convocazione di un consiglio comunale straordinario riguardante la situazione e le problematiche del carcere di Pescara. “Il 17 febbraio si è registrato l’ennesimo episodio di suicidio di un detenuto presso la struttura carceraria casa circondariale di Pescara “San Donato”. A seguito dell’episodio di suicidio, si è consumata una rivolta da parte dei detenuti del carcere, per denunciare la situazione di sovraffollamento e inadeguatezza dell’aspetto logistico in cui versa la struttura. Considerato che anche l’ordine degli avvocati di Pescara, a seguito degli eventi avvenuti presso la struttura carceraria di Pescara ha dichiarato lo stato di agitazione, per denunciare le condizioni pessime in cui versa la struttura del carcere a causa del sovraffollamento e dell’inadeguatezza dell’aspetto logistico che di fatto rendono difficoltoso anche il rapporto di interfaccia quotidiana tra gli avvocati e i loro assistiti.
di Gilda Sciortino
vita.it, 3 marzo 2025
Da Palermo, dov’è nato nel 2016, il laboratorio di “Cotti in fragranza”, progetto nato nell’Istituto di pena minorile “Malaspina” di Palermo, ha aperto anche a Casal di Principe. Un bene confiscato alla camorra gestito dalla Fondazione Don Calabria il luogo in cui, attraverso la produzione di golose bontà da forno, nasceranno percorsi di inserimento socio-lavorativo di giovani a rischio marginalità sociale. Era il 2016 quando, nel carcere minorile Malaspina di Palermo, allora diretto da Michelangelo Capitano, un direttore con lo sguardo al futuro, per il quale la detenzione doveva passare attraverso la valorizzazione dei talenti per un pieno e consapevole reinserimento nel tessuto socio-lavorativo basato su percorsi alternativi, nasceva “Cotti in fragranza”, impresa sociale civile che permetteva ai giovani detenuti di lavorare nella produzione di biscotti.
cagliaritoday.it, 3 marzo 2025
Da domani cinque detenute della sezione femminile della Casa circondariale prenderanno parte al corso di formazione curato dalla nota chef oristanese Laura Sechi, titolare del ristorante Vitanova. Un progetto educativo e culturale, ma anche una concretissima opportunità. Riempire le giornate di chi vive dietro le sbarre con progetti e laboratori che saranno utili ai detenuti quando avranno terminato di scontare la pena è un dovere civile. Il 2025 è da incubo nelle carceri della Sardegna, a Uta in particolare. Ma ci sono anche lampi di speranza. Da domani, martedì 4 marzo, cinque detenute della sezione femminile della casa circondariale di Cagliari-Uta prenderanno parte al corso di formazione “Le mani in pasta”, curato dalla nota chef oristanese Laura Sechi, titolare del ristorante Vitanova del capoluogo isolano. L’iniziativa è promossa dall’associazione Socialismo Diritti Riforme ODV.
cosenzachannel.it, 3 marzo 2025
L’ex detenuto, oggi attore e scrittore, ha portato in scena “Il giovane criminale” al Cinema San Nicola, denunciando le falle del sistema penitenziario italiano. Con la spavalderia di uno scugnizzo dei vicoli e insieme con la consapevolezza di uomo che ha saputo migliorarsi e riscattarsi da un destino che sembrava segnato, venerdì sera sul palco del Cinema San Nicola a Cosenza, Salvatore Striano ha affrontato il pubblico con l’ambizione dichiarata di “svelare il mistero delle carceri italiane”. E lo ha fatto senza remore, puntando il dito contro un sistema che non rieduca chi ha sbagliato ma, piuttosto, lo induce a perseverare.
ilgiornalepopolare.it, 3 marzo 2025
Giochi Uniti porta il progetto nel carcere del Casertano, per ridurre lo stress e favorire la socialità, la cooperazione e comunicazione. Il gioco da tavolo come strumento per favorire il reinserimento sociale dei detenuti. Un progetto, quello dei laboratori ludici, rivolto ai reclusi del carcere di Santa Maria Capua Vetere. È l’obiettivo di “Giocare dentro”, progetto che vede protagonista la casa editrice Giochi Uniti, che varca le soglie del carcere per portare il gioco da tavolo tra i detenuti. Quattro gli appuntamenti che vedranno autori e giocatori esperti utilizzare il gioco come veicolo per promuovere la crescita personale e il benessere degli ospiti della casa circondariale. La Giochi Uniti donerà una ludoteca al carcere di Santa Maria Capua Vetere, facendo sì che il gioco da tavolo sia presente in pianta stabile all’interno della struttura.
di Giulio D’Antona
La Stampa, 3 marzo 2025
Lo scrittore inglese porta in Italia il suo nuovo romanzo sull’adolescenza: “L’angoscia sociale e la crisi psicologica dei ragazzi dipendono da noi adulti”. Il futuro è un tema ricorrente. Forse perché, nello scenario pseudo-apocalittico che si sta delineando comincia ad assomigliare a un concetto difficile da afferrare; sfuggente, vano, effimero. “Inutile parlare di futuro, non sappiamo nemmeno se ne avremo uno”, ha detto Kurt Vonnegut in tempi in cui c’era da stare più allegri. “Sarà un massacro”, ha affondato Leonard Cohen più o meno nello stesso periodo.
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