lacapitalenews.it, 8 febbraio 2026
Anche nel 2025 la giustizia di comunità si conferma la risposta prevalente alla commissione di un reato. I dati dell’ultima relazione sull’amministrazione della giustizia dicono che al 31 dicembre erano 142.780 le persone in carico agli uffici di esecuzione penale esterna, più del doppio dei detenuti presenti in carcere, che alla stessa data erano 63.499. Il quadro che emerge è quello di un sistema in evoluzione, con una tendenza considerata positiva dagli stessi estensori della relazione. Nel corso del 2025 aumentano infatti le persone sottoposte a misure o sanzioni di comunità e diminuiscono quelle seguite nelle fasi di indagine o consulenza.
di Paola Di Caro
Corriere della Sera, 8 febbraio 2026
Non ha avuto il minimo dubbio Giorgia Meloni nel convocare il Consiglio dei ministri ieri mattina per modificare il testo del quesito referendario in tutta fretta, poche ore dopo la decisione della Cassazione. E questo perché, già venerdì, erano arrivate in qualche modo rassicurazioni dal Quirinale che non ci sarebbero stati problemi nel ritoccare la spiegazione delle norme costituzionali che si andavano a cambiare con la riforma. Quindi senza necessità di spostare la data del referendum più avanti, come avrebbe voluto il fronte del No. Ma rispettando “i giudici della Cassazione”, ha preteso il presidente, senza attacchi alla magistratura. Venerdì infatti praticamente tutti i ministri e la stessa premier si sono ritrovati a Milano per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi invernali, e c’è stato modo di avviare contatti informali in diretta con la decisione della Cassazione. Nulla quaestio per il capo dello Stato che, presidente del Csm, ex componente della Corte costituzionale - come fanno notare più ministri - ha sicuramente “contezza” della correttezza dell’agire del governo.
di Roberta d’Angelo
Avvenire, 8 febbraio 2026
Il Consiglio dei ministri adotta il nuovo quesito sulla base dell’ordinanza della Corte. Mattarella firma il decreto e chiede rispetto per i giudici. Sergio Mattarella prova a frenare lo scontro istituzionale sulla data del referendum per la separazione delle carriere. Ma il clima è tesissimo e ogni occasione - non ultimi gli scontri di Torino e le loro conseguenze - sono da giorni utili a maggioranza, opposizioni e anche pezzi rilevanti della magistratura, per gridare le rispettive ragioni sulla riforma Nordio. La consultazione popolare si allontana dalle ragioni di merito e si trasforma in uno confronto senza esclusione di colpi, in cui il richiamo del presidente della Repubblica stenta a fare presa.
di Errico Novi
Il Dubbio, 8 febbraio 2026
“Non si fa campagna referendaria con i decreti sicurezza”. Giuseppe Benedetto, presidente della Fondazione Einaudi, anima del Comitato “Sì Separa” e della battaglia per la separazione delle carriere, è perplesso e anche un po’ preoccupato: “Sarebbe molto meglio occuparci di politica della sicurezza a mente fredda, dopo il voto popolare sulla riforma”. Fratelli d’Italia sfodera locandine in cui attribuisce alla legge Nordio il potere di disinnescare il presunto buonismo dei giudici, la loro indulgenza verso i black bloc o i migranti. Un messaggio confuso e illogico.
di Veronica Passeri
La Nazione, 8 febbraio 2026
L’ex presidente della Consulta: coniugare velocità e tutele è la sfida più complicata. “Il mio rimorso? Non essermi occupato a sufficienza della situazione delle carceri”. Professor Giovanni Maria Flick, ex Guardasigilli ed ex presidente della Consulta, riformare la giustizia, tenendo insieme efficienza e tutela dei valori, è una sfida che ha sempre incontrato molte resistenze, perché secondo lei? “Qualità, velocità ed efficienza è, ad esempio, la sfida che ha l’Intelligenza artificiale che si propone l’idea di realizzare un sistema in cui siano d’accordo tutte queste cose: è la cosa più difficile che si possa fare. L’efficienza invoca la semplificazione al massimo, la tutela dei valori evoca una profondità di ragionamento di fronte alla quale l’efficienza può doversi arrendere, quindi è normale che una parte si schieri per l’efficienza e una per la velocità”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 febbraio 2026
L’arresto in flagranza differita per il reato ex articolo 572 del Codice penale deve essere sorretto da ulteriori elementi indizianti di una condotta abituale vessatoria che è alla base della fattispecie. La videoripresa fatta dal figlio di una condotta aggressiva e con violenza sulle cose da parte del padre quale prova dei maltrattamenti in famiglia agiti dall’uomo asseritamente verso la madre (che non era neanche la vittima diretta della condotta ripresa) non può condurre a giustificare l’arresto dell’uomo denunciato. In quanto non sorregge i presupposti della flagranza - peraltro differita - che giustificano l’arresto. La Corte di cassazione penale - con la sentenza n. 4834/2026 - - ha perciò respinto il ricorso del Pm contro l’ordinanza del Gip che non aveva convalidato l’arresto del presunto colpevole di maltrattamenti eseguito a norma dell’articolo 382 bis del Codice penale.
di Alessio De Parri
Corriere di Viterbo, 8 febbraio 2026
“Era attenzionato per il rischio suicidario, ma non è bastato”, ha commentato il garante dei detenuti Stefano Anastasìa, sulla morte di Abdullah Atik, uno dei due cittadini turchi arrestati dalla Digos il pomeriggio del 3 settembre in un b&b di fronte al santuario di Santa Rosa, poco prima del corteo dei facchini impegnati nel tradizionale giro delle sette chiese. Sul decesso del 26enne, trovato senza vita giovedì nella sua cella nel carcere di Mammagialla, è stato aperto un fascicolo e l’autopsia è prevista a giorni. Da quanto emerso, il giovane detenuto si sarebbe impiccato. Atik e il 22enne Baris Kaya erano stati fermati dalla polizia e rinchiusi in carcere con l’accusa di detenzione di armi: durante il blitz erano stati trovati in possesso di una mitraglietta e di una pistola.
di Luca Preziusi
Il Gazzettino, 8 febbraio 2026
“Nuovi detenuti e aggressioni in aumento. Criticità senza precedenti”. Così il Sappe, sindacato della polizia penitenziaria, sulle condizioni nella struttura che sta attraversando un momento tesissimo. A fine gennaio due suicidi in pochi giorni. Continua la rivolta dentro il carcere Due Palazzi. Dopo il caos dei trasferimenti e dei suicidi, a cui sono seguite diverse manifestazioni di dissenso contro il Dipartimento (da parte soprattutto delle realtà del terzo settore), ora a spostare il mirino è la polizia penitenziaria. La stessa che nei giorni scorsi comunque aveva affiancato le proteste, accogliendo le parole di apertura del vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla.
di Marianna Galeota
news-town.it, 8 febbraio 2026
“Finalmente lunedì si potrà discutere delle condizioni del carcere minorile dell’Aquila”. Lo scrive in una nota la consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane. L’ordine del giorno, a prima firma della consigliera dem e sostenuto da tutti i gruppi di opposizione, è stato inserito nel programma del Consiglio comunale di lunedì 9 febbraio. Obiettivo dell’odg “chiedere un’urgente presa in carico dei problemi della struttura dove si sono registrati fatti gravi fin dalla sua riaperture e chiedere Ministero a fare quanto necessario per rendere sicuro e dotato di spazi sociali”.
napolitan.it, 8 febbraio 2026
Nel carcere napoletano di Secondigliano prende forma una realtà che va oltre la detenzione punitiva e guarda verso il reinserimento sociale attraverso il lavoro. Un’iniziativa che testimonia come, anche all’interno delle mura di una casa circondariale, sia possibile costruire percorsi di dignità, competenze e possibilità concrete per il futuro. Cinque detenuti del reparto di “Alta sicurezza” sono stati inseriti in attività lavorative presso la cooperativa agricola “L’uomo e il legno”, dove operano con impegno in mansioni legate alla terra e alla produzione agricola.
- Sciacca (Ag). Convegno in carcere sul reinserimento sociale dei detenuti
- Venezia. Beatrice Venezi e l’incontro con le detenute sul tema della resilienza
- Roma. In scena a Rebibbia i sogni e le speranze dei detenuti
- Centri sociali, controstoria culturale e spazi politici
- Che cosa può rendere una città più sicura











