di Manuel Spadazzi
Il Resto del Carlino, 1 luglio 2026
A cause dell’afa rinviati i lavori per sistemare la prima sezione, dove mancano le docce nelle celle. Due giorni di tregua. Da questa sera - grazie anche all’arrivo di temporali - le temperature massime dovrebbero calare di qualche grado. Un po’ di respiro dopo settimane di caldo estremo. Lunedì a Rimini si sono toccati i 41 gradi. L’emergenza caldo ha visto impennare accessi al pronto soccorso e ricoveri all’ospedale ‘Infermi’. Ma la situazione è molto critica anche ai ‘Casetti’. In carcere solo alcuni ambienti comuni sono climatizzati. Nelle celle l’aria è soffocante. “Abbiamo avuto diversi malori causati dal caldo tra i detenuti - conferma Palma Mercurio, la direttrice del carcere di Rimini - E abbiamo un detenuto tuttora ricoverato in ospedale, perché soffre anche di altre patologie”.
Biella. Raddoppiati i detenuti, ma i poliziotti restano gli stessi: allarme affollamento sul carcere
di Mauro Zola
La Stampa, 1 luglio 2026
“Il carcere di Biella è al collasso”. A lanciare l’allarme sono Greta Cogotti e Rita De Lima del tavolo Welfare e Diritti del Partito Democratico. “La situazione è diventata sempre più difficile da gestire, soprattutto oggi che i detenuti sono diventati quasi 600, di cui circa 150 spostati dal carcere di Alessandria che è stato chiuso per le condizioni disastrose. La situazione già prima era pesante, adesso rischia di non essere controllabile. Mancano agenti, sono rimasti gli stessi di quando i detenuti erano 320. Inoltre manca totalmente il personale sociale, con gli educatori che sono rimasti in due, e gli psicologi sono pochi quindi i colloqui e gli incontri sono ulteriormente dilazionati. Sotto stress è anche la situazione sanitaria con poco personale e molte richieste, perché se mancano attività e prospettive aumentano ansia, rabbia, paura, uso di farmaci, comportamenti pericolosi”.
ansa.it, 1 luglio 2026
Frutto di un’intesa tra la Procura Generale di Napoli e l’Asl Napoli 1 Centro. Sono frutto di un’alleanza istituzionale tra la Procura Generale di Napoli e l’Asl Napoli 1 Centro, finalizzata a ridurre le disuguaglianze e rendere effettivo il diritto alla cura, le visite specialistiche dei medici volontari Afmal che ha preso il via nel carcere di Poggioreale. Il programma proseguirà nei prossimi giorni con uno screening dermatologico rivolto ai detenuti di Poggioreale e del Centro Penitenziario di Secondigliano, con l’obiettivo di intercettare e contenere patologie diffuse e potenzialmente contagiose. Sono già quindici i professionisti sanitari coinvolti - tra ortopedia, medicina interna, neurologia, dermatologia, ginecologia, pneumologia e altre discipline - a testimonianza di una adesione significativa all’appello rivolto ai medici specialisti affinché mettano la propria competenza al servizio della popolazione detenuta, in una logica di integrazione gratuita con il Servizio sanitario nazionale.
di Stefano Vicari*
Corriere della Sera, 1 luglio 2026
Social media: il cervello in sviluppo è più sensibile a ricompense immediate, pressione dei coetanei e ricerca di approvazione sociale. La discussione sul possibile divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni ha il merito di aver portato all’attenzione dell’opinione pubblica un tema che non può più essere considerato marginale. Non stiamo discutendo soltanto di tecnologia, libertà individuali o abitudini digitali. Stiamo discutendo della salute mentale e dello sviluppo delle nuove generazioni. Negli ultimi anni smartphone, social network e piattaforme digitali sono diventati l’ambiente quotidiano in cui i ragazzi crescono, costruiscono relazioni, cercano riconoscimento e definiscono la propria identità. Non sono semplici strumenti di comunicazione. Sono luoghi di vita.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 1 luglio 2026
Palazzo madama prova a mettere un punto all’affaire che nelle scorse settimane aveva agitato i lavori sul fine vita, dopo la bufera che aveva travolto il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche Andrea Lenzi. Con le opposizioni che tornano a chiederne le dimissioni, e Forza Italia che ora spinge sull’acceleratore per portare al traguardo il testo del centrodestra entro la fine della legislatura. A segnare la svolta è la nuova seduta convocata nelle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali per ascoltare il direttore del Dipartimento di Ingegneria, Ict e Tecnologie per l’energia e i trasporti del Cnr, Emilio Campana. Il quale ieri ha fornito una versione del tutto diversa da Lenzi sul dispositivo utilizzato lo scorso marzo da “Libera”, 55enne toscana affetta da sclerosi multipla, morta tramite suicidio assistito, che ha avuto accesso alla procedura grazie a un puntatore oculare collegato a una pompa infusionale.
di Massimo Gramellini
Corriere della Sera, 1 luglio 2026
Fare il colonnello leghista dev’essere una vitaccia. In generale, ma soprattutto da quando impazza il Generale. Bisogna batterlo sul suo campo e soprattutto sul tempo, urlando alla remigrazione un attimo prima che lo faccia lui. Così, appena esce la tragica notizia del pizzaiolo di Reggio Emilia accoltellato da un cliente che pretendeva di mangiare gratis, il capogruppo della Lega emiliana Tommaso Fiazza pensa a una cosa sola: che cosa starà pensando Vannacci? Afferra il telefono con la rapidità di un pistolero e digita sulla tastiera parole definitive: “Serve una riflessione seria e senza ipocrisie. Siamo di fronte a una violenza incompatibile con il nostro modo di vivere”.
di Elsa Fornero
La Stampa, 1 luglio 2026
Fare leva sulle emozioni può dare maggior senso di sicurezza, ma favorirà il declino dell’Italia. Può sembrare senza senso paragonare il voto a favore della lista di Vannacci a quello britannico del giugno 2016 sulla Brexit che portò all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea quattro anni più tardi. Eppure, un substrato comune c’è e non riguarda soltanto le affinità dei rispettivi programmi, bensì il meccanismo politico sottostante. Nelle democrazie mature, il voto non è tanto (o soltanto) un giudizio morale sulle persone quanto una scelta sulle verosimili conseguenze della messa in pratica di ciò che i partiti propongono, anche scontando un certo inevitabile scostamento tra promesse (spesso fatte senza tenere conto dei vincoli economici) e attuazioni (che a quei vincoli sono invece soggette). È per questo che alcune scelte collettive, pur profondamente diverse tra loro, possono essere accomunate da una medesima dinamica: si promettono soluzioni semplicistiche a problemi complessi ma si lascia spazio, col tempo, al rimpianto degli elettori delusi dalla mancata realizzazione dei risultati promessi.
di Fabrizio Geremicca
Il Manifesto, 1 luglio 2026
La giunta Fico ha approvato una nuova Zona a protezione speciale opponendosi così alla realizzazione del centro di permanenza per rimpatri. Il presidente della regione Campania Roberto Fico lo aveva anticipato a fine maggio, durante un’assemblea nel centro Fernandes di Castel Volturno, nel casertano, tra tutte le realtà contrarie al Cpr che il ministro dell’interno Piantedosi prevede di edificare cementificando la località La Piana, zona umida di rilevante interesse naturalistico. Ieri la promessa è diventata realtà sotto forma di una nuova Zona a protezione speciale: comprende “aree agricole interne Castel Volturno e Cancello Arnone”, si estende per 4.028 ettari e include i terreni dove il governo vorrebbe edificare il Cpr.
di Cecilia Strada
Il Domani, 1 luglio 2026
Insieme ad altre colleghe del Parlamento europeo, siamo entrate nel centro di Gjader, trovando poche decine di persone. Il governo aveva promesso “36mila migranti l’anno”. Il gregge di pecore scende dalla collina, si schiaccia sul piccolo sentiero lungo il muro di cinta, passa davanti al cancello d’acciaio sormontato dalla bandiera italiana. Sui cartelli triangolari, firmati dalla Questura di Roma, c’è il disegno di un serpente e un avviso: “Attenzione rettili”. Eccolo qui il centro di Gjader, fortemente voluto dal governo italiano: inutile, costoso, dannoso. Da quando è stato costruito anche la vita dei pastori è diventata più complicata, questi 70mila metri quadrati di prefabbricati hanno sconvolto l’ambiente, i piccoli corsi d’acqua e le rotte degli animali. Non quella dei rettili, però, che testardamente continuano a cercare di attraversare il centro, da cui i cartelli.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 1 luglio 2026
Un giudice di Palermo ha sospeso l’obbligo di dimora imposto dalla prefettura di Agrigento a un cittadino pakistano. Il Patto Ue è già inciampato nella decisione di un giudice. Sabato scorso il tribunale di Palermo ha sospeso l’obbligo di dimora presso il centro di Villa Sikania imposto dalla prefettura di Agrigento a un cittadino pakistano nell’ambito delle procedure accelerate di frontiera previste dai nuovi regolamenti europei. Il provvedimento disponeva la residenza coatta per 12 settimane. In caso di allontanamento A. M. Z. sarebbe stato punito con la cancellazione della sua richiesta di protezione, diventando “irregolare”. Il migrante era sbarcato a Lampedusa il 14 giugno, appena 48 ore dopo l’entrata in vigore delle norme comunitarie. Le avvocate Martina Stefanile e Rosanna Chillemi hanno impugnato l’ordine amministrativo attraverso il reclamo introdotto dal recente decreto legge che dà attuazione ad alcune misure del Patto. Nell’ambito di questa azione legale, che di suo non prevede rimedi immediati, hanno sperimentato l’uso dell’articolo 700 del codice di procedura civile: uno strumento utile a colmare i vuoti normativi che impediscono di far valere un diritto e serve a chiedere al giudice di pronunciarsi con urgenza, prima del merito.
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