di Ermes Antonucci
Il Foglio, 30 giugno 2026
Intervista al consigliere Roberto Fontana: “Il Csm non ha elaborato una mappa della presenza mafiosa in Italia. Poiché i magistrati che hanno svolto attività antimafia godono di un vantaggio nelle procedure di nomina per incarichi apicali nelle procure, va necessariamente selezionato un elenco di uffici ai quali applicare questa premialità”. “Il Consiglio superiore della magistratura cancella la mafia al nord”. Sono giorni che alcuni quotidiani, alimentati anche da interventi di certi magistrati e di associazioni come Libera, danno risalto a questo allarme. Si tratta, però, di una bufala, come evidenzia al Foglio Roberto Fontana, componente togato del Csm.
di Carmen Palma
Gazzetta del Mezzogiorno, 30 giugno 2026
Il cemento con cui sono costruite la quasi totalità delle carceri italiane accumula il calore durante il giorno e trasforma le celle in veri e propri forni, con punte fino a 15 gradi in più: un problema che si ripresenta ogni estate. Niente condizionatori, niente frigoriferi e celle troppo piene. Nelle carceri in cui il sovraffollamento è altissimo, come quelle pugliesi, l’emergenza caldo si è trasformata in una tortura per detenuti e poliziotti. E il problema si presenta ciclicamente ogni estate, difficile da gestire e da contenere.
di Antonio Anastasi
Quotidiano del Sud, 30 giugno 2026
La drammatica testimonianza della sorella: “La morte di mio fratello nel carcere di Rossano subito dopo un’iniezione”. Un’iniezione sedativa praticata nel corridoio del carcere per frenare un attacco di panico, poi il decesso improvviso. È attorno al sospetto di una puntura fatale che ruota il giallo della morte di Cataldo De Luca, il detenuto originario di Cirò Marina morto sabato scorso nel penitenziario di Rossano a pochissimi giorni di distanza dalla notifica di una pesante ordinanza di custodia cautelare, che lo indicava come l’esecutore materiale dell’omicidio di Antonio Pugliese, commesso il 7 luglio 2024 nella cella numero 219 del carcere di Catanzaro.
di Nello Trocchia
Il Domani, 30 giugno 2026
“Quando vedemmo i video delle violenze restammo sconvolti, mai ci saremmo aspettati una cosa del genere da parte di servitori dello stato”, dice il pubblico ministero Alessandro Milita. Sei aprile 2020, governo giallo-rosso, l’alba della pandemia. Nel carcere ‘Francesco Uccella’ di Santa Maria Capua Vetere avviene il più grave pestaggio mai documentato in un carcere nella storia repubblicana. Oltre quattro ore di massacro con il marchio di stato, per quei fatti, che questo giornale per primo ha raccontato mostrando le immagini di quelle violenze, è in corso un processo. Ieri nell’aula bunker del tribunale casertano, il pm Alessandro Milita ha iniziato la sua requisitoria e lo ha fatto con parole chiare.
di Nina Fresia
La Stampa, 30 giugno 2026
Con 201 studenti detenuti iscritti, l’Università Statale di Milano è il primo ateneo italiano nei poli universitari penitenziari. Stefano Simonetta, prorettore e ideatore del Progetto Carcere: “Lo studio può diventare uno strumento per abbandonare le autoassoluzioni”. “Un giorno ho chiesto a una persona condannata per gravissimi reati di mafia quando avesse scelto la strada sbagliata. Me lo ha raccontato, poi mi ha guardato e mi ha detto: “Se allora avessi avuto un amico come te, non avrei fatto questa scelta”. È uno degli episodi che più hanno segnato il professor Stefano Simonetta, prorettore dell’Università Statale di Milano e ideatore del Progetto Carcere.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 30 giugno 2026
Il garante Roberto Cavalieri: il Dap invita a fare migliorie ma mancano i fondi. Anche i buoni propositi devono scontrarsi con la realtà: le risorse scarse, il personale sottorganico, il sovraffollamento. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha elencato in una circolare una serie di interventi da realizzare nelle carceri per rendere più tollerabili le temperature roventi, che rendono impossibile la vita per chi deve trascorrere le proprie giornate in cella con altre cinque persone dove dovrebbero essercene al massimo altre due. Ma i buoni propositi devono scontrarsi con la realtà: le risorse scarse, il personale sottorganico, il sovraffollamento.
di Paolo Nencioni
Il Tirreno, 30 giugno 2026
“Stanno buttando benzina sul fuoco” dice Donato Nolè della Funzione pubblica Cgil. Parla della situazione nel carcere della Dogaia, dove negli ultimi giorni sono arrivati almeno 17 detenuti dal carcere di Sollicciano in seguito al sequestro di 7 sezioni della casa circondariale fiorentina ordinato dal giudice per le indagini preliminari a causa delle precarie condizioni della struttura. A questi 17 se ne sono aggiunti altri due o tre trasferiti a Prato dal carcere Don Bosco di Pisa non si sa bene per quale motivo. Sarebbero movimenti fisiologici che non creano problemi se la Dogaia non fosse già una delle carceri più affollate della Toscana, che prima ha dovuto fare i conti con una lunga serie di suicidi tra i detenuti e poi col proliferare di droga e telefoni cellulari anche nella sezione di alta sicurezza, quella dove finiscono i condannati per criminalità organizzata.
lecceprima.it, 30 giugno 2026
A tredici giorni dalla prima segnalazione dell’avvocata De Filippis, il detenuto cardiopatico è ancora in quarantena e non sa niente dei suoi esami. La legale invia una seconda diffida e chiede alla magistratura un intervento urgente. Tredici giorni dal primo contatto con il detenuto con sospetta tubercolosi, e ancora nessuno gli ha detto come sta. Gli esami del sangue sono stati eseguiti il 22 giugno, i raggi ai polmoni il 24: ma al 28 giugno nessun risultato sarebbe stato comunicato al 59enne originario di Supersano recluso nel penitenziario di “Borgo San Nicola”. È su questo muro di silenzio che l’avvocata Alessandra De Filippis costruisce la sua seconda diffida.
di Enrico Spaccini
fanpage.it, 30 giugno 2026
Dopo le denunce pubblicate da Fanpage.it, i consiglieri regionali della Lombardia Paolo Romano e Paola Bocci (Pd) hanno fatto un’ispezione presso il carcere milanese di Opera: “Per due giorni l’impianto elettrico della clinica non ha funzionato e l’acqua non arriva al quarto piano”. “È saltato l’impianto elettrico della clinica interna e per due giorni hanno dovuto mandare qualsiasi emergenza sanitaria, anche di lieve entità, in ospedale. Le pompe dell’acqua funzionano male, così il quarto piano è senza da ormai 10 giorni. Per contrastare il caldo, la direzione ha fatto lavare i detenuti in cortile con gli idranti”.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 30 giugno 2026
Quattordici bambini che crescono dentro un carcere. Non perché abbiano fatto qualcosa di sbagliato, ma perché le loro madri sì. È questa la realtà dell’Icam - Istituto a custodia attenuata per madri con bambini al seguito - di Lauro, in provincia di Avellino, visitato ieri da Aldo Di Giacomo, segretario della F.S.A.-C.N.P.P.-S.PP. Il quadro che emerge dalla visita è a due facce. Dentro, le cose funzionano. “Ho trovato una situazione ottimale di accoglienza e di assistenza”, ha dichiarato Di Giacomo, sottolineando il lavoro del personale penitenziario: “Un grande e appassionato impegno di tutto il personale che si prodiga in ogni forma di assistenza ai piccoli e alle madri”.
- Aversa (Ce). Diritto al culto nelle carceri: dalle segnalazioni del Garante un’interrogazione parlamentare
- Bologna. Dall’esecuzione della pena alla reintegrazione sociale, convegno organizzato dal Garante regionale
- Firenze. Sollicciano, il carcere nato dal futuro e consumato dal passato
- Catanzaro. Dallo sport al reinserimento: continua “Sport per la Coesione”
- Fossano (Cn). Quegli antichi “ricordi” trasformati in opere d’arte dai detenuti









