Gazzetta del Sud, 27 febbraio 2024
Il Gip dispone nuovi esami. Il caso riguardo il giallo del decesso del 29enne reggino Antonino Saladino. Resta ancora aperta l’indagine nata per fare luce sul decesso in carcere (i fatti risalgono al 2018) di un giovane detenuto di Reggio, il 29enne Antonino Saladino. Per la terza volta, il Gip del Tribunale di Reggio Calabria, Antonino Foti, ha rigettato la richiesta di archiviazione avanzata dal Pubblico ministero nell’ambito del procedimento penale instaurato a seguito della morte del giovane detenuto reggino. “Si tratta del terzo rigetto alla richiesta di archiviazione in poco più di due anni” evidenzia con una nota stampa il legale della famiglia, l’avvocato Pierpaolo Albanese.
di Elisa Sola
La Repubblica, 27 febbraio 2024
“Un’intimidazione”. Silvia Caronni aveva presentato gli esposti che avevano fatto aprire l’indagine, tuttora aperta e coperta da segreto, in cui è indagata una trentina di agenti della penitenziaria. Un altro caso avvolto dal mistero. Un’altra inchiesta che proverà a fare luce su combinazioni che forse non sono tali. Un caso che, comunque andrà a finire, preoccupa la garante comunale dei detenuti di Biella, Sonia Caronni. Alcuni giorni fa, nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, la garante ha subito un furto in casa. Un episodio strano, perché dalla villetta a due piani nella quale la garante vive con la famiglia, a Biella, sono spariti il suo cellulare di servizio e, soprattutto, le copie di denunce e atti giudiziari relativi all’inchiesta - tuttora in corso - sulle presunte torture commesse (secondo la procura) da alcuni agenti della penitenziaria contro vari detenuti.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 27 febbraio 2024
Detenuto inscena una protesta: finisce all’ospedale con la milza spappolata. Inchiesta con tre denunciati. Tre agenti della Polizia penitenziaria del carcere di Venezia sono stati denunciati per lesioni. A indicarli, appena è uscito dalla terapia intensiva, è stato un detenuto ventitreenne veneziano originario dell’est Europa che ha raccontato di essere stato pestato e ridotto in fin di vita al carcere di Santa Maria Maggiore il 19 febbraio. I nomi delle guardie che lo avrebbero picchiato non sono stati indicati perché il giovane non li conosce, ma a breve ci sarà il riconoscimento da parte della vittima.
labusa.info, 27 febbraio 2024
La Garante per i diritti dei detenuti di Trento Antonia Menghini ha riportato i dati relativi agli ingressi nel 2022 nella Casa circondariale di Spini di Gardolo, che sono stati 37, con un totale di 330 colloqui. Un aspetto critico della Casa circondariale di Spini permane la consistente concentrazione di detenuti straniera, che si attesta sul 60%, seppure in calo rispetto alle punte del 72% toccate anni addietro. Questo dato la rende una realtà molto difficile da gestire, non fosse altro per tutte le difficoltà che normalmente incontrano le persone straniere durante la detenzione. Un’altra criticità è il numero eccessivo di presenze a fronte della scarsità di organico degli operatori penitenziari con un trend di crescita dei detenuti, che ha raggiunto punte di circa 360 presenze nel 2023.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 27 febbraio 2024
Il carcere di Bollate, vicino a Milano, si distingue per l’inserimento lavorativo dei detenuti, con 700 su 1.420 che svolgono attività remunerate. Grazie a un modello di gestione innovativo, il carcere è diventato un esempio nel sistema penitenziario italiano. Gli ultimi inserimenti lavorativi di detenuti sono nel settore dell’hotellerie e nei cantieri edili. Ma nella casa di reclusione di Bollate, alle porte di Milano, questa ‘attitudine’ al lavoro non è una novità, al contrario, qui gran parte dei detenuti, dopo un periodo di formazione, sconta la sua pena lavorando, tant’è che il carcere è diventato un modello nel sistema penitenziario italiano. Attualmente sono 700 su 1.420 i detenuti che lavorano, dentro e fuori: 174 detenuti all’interno del carcere, assunti dalle aziende che hanno scelto di portare una parte del lavoro nell’area industriale del carcere (come la Dalla Corte di Baranzate, che affida ai detenuti la rigenerazione di macchine da caffè), oppure dalle imprese sociali, come “Bee 4 altre menti”, “Abc La sapienza in tavola” o “Alice”, che gestisce il laboratorio di sartoria e ultimamente è in forte espansione grazie a collaborazioni con importanti brand della moda. Altri 350 detenuti sono impegnati a turno alle dipendenze dell’amministrazione carceraria e infine 240 detenuti in articolo 21 e semi libertà lavorano all’esterno.
di Roberta Rampini
Il Giorno, 27 febbraio 2024
Axians Italia ha avviato il progetto nel 2021 e oggi ha alle sue dipendenze sei detenuti molto preparati. Chi aderisce fa un corso di formazione teorico e pratico di un anno e mezzo con esami settimanali. Si scrive Nic e si legge Noc (Network operations center) in carcere. È il progetto di Axians Italia, player di riferimento nel settore dell’Information & communication technology, avviato nel 2021 nel carcere di Bollate. Oggi dà lavoro a sei detenuti che quotidianamente, da remoto, si occupano di monitorare e dare supporto ai clienti di Axians Italia. Il laboratorio è stato allestito in un locale all’esterno delle mura del carcere. Qui sono installati terminali, display e sistemi di monitoraggio collegati h24 con aziende e strutture critiche. I detenuti che aderiscono al progetto fanno un corso di formazione teorico e pratico di un anno e mezzo organizzato in collaborazione con la Cisco Academy e devono sostenere settimanalmente un esame per verificare le conoscenze acquisite. Solo chi supera tutti gli esami e completa il corso potrà accedere a un posto di lavoro.
calabria.live, 27 febbraio 2024
È stato presentato il corso di “Pizza base” riservato ai detenuti delle sezioni maschile e femminile della casa circondariale di Castrovillari. La presentazione è avvenuta nella Sala Carlomagno dell’Ipseoa “K. Wojtyla”. La dirigente, prof.ssa Immacolata Cosentino, ha evidenziato l’importanza del corso della durata di 40 ore, derivante dall’ampliamento dell’offerta formativa dell’istituto e teso ad incrementare le opportunità dei detenuti per prepararsi professionalmente durante il periodo di pena, ma anche di riqualificarsi per il loro rientro nella società. Al corso pizza base si aggiungerà anche quello di sartoria, riservato alle studentesse della sezione femminile.
garantedetenutilazio.it, 27 febbraio 2024
L’Osservatorio per la giustizia di comunità intende promuovere programmi “che hanno lo scopo di risolvere conflitti, costruire relazioni e riparare fratture”. “Oggi abbiamo fatto ciò che è utile e possibile fare”, così la Coordinatrice dell’Osservatorio per la giustizia di comunità, Roberta Palmisano, presidente della IV sezione penale del Tribunale di Roma, al termine della riunione per la firma del documento sui programmi di giustizia riparativa, che si è tenuta a Roma mercoledì 21 febbraio.
casainternazionaledelledonne.org, 27 febbraio 2024
Il convegno organizzato dalla Onlus Nuova Frontera riguarda la tematica della detenzione secondaria. Per “detenzione secondaria” si intendono tutti quegli effetti diretti e riflessi che nelle famiglie dei soggetti sottoposti a misure privative della libertà personale si trovano quotidianamente ad affrontare. Effetti che non si limitano unicamente all’ambito giuridico, come la costante necessità di aggiornamenti in merito ai diritti spettanti alle famiglie e, quindi, le relative modalità di azione legale volte all’effettiva tutela di questi diritti se violati, ma anche tutti quegli effetti legati alle problematiche psicologiche e sociali che spesso delineano la vita delle dei familiari dei soggetti reclusi, modificandola e ponendo in essere delle condizioni che invalidano e compromettono il quotidiano svolgimento di una normale esistenza.
garantedetenutilazio.it, 27 febbraio 2024
Martedì 20 febbraio nel teatro della Casa circondariale femminile di Rebibbia è stata proiettata una selezione di video realizzati dalle allieve detenute, ispirati a romanzi, graphic novel e poesie, nell’ambito del premio Bookciak, Azione!. Si tratta di alcuni cortometraggi di tre minuti realizzati dalle studentesse della sezione interna del liceo artistico statale “Enzo Rossi”. La direttrice dell’istituto penitenziario, Nadia Fontana, è intervenuta in apertura sottolineando l’importanza di un progetto che favorisce l’incontro della società esterna con l’interno. Presente anche la Garante di Roma Capitale, Valentina Calderone, al termine delle proiezioni è stata consegnata fisicamente la targa conferita all’evento di pre-apertura delle Giornate degli autori al Festival di Venezia al corto “El Chuño. Los Andes a Rebibbia”: appena tre minuti di immagini e musica in cui emerge la particolare visione da dietro le sbarre del ricordo di fuori, tra montagne e foreste a partire dalla raccolta di poesie Sacro e urbano di Isabella Capurso. Nell’occasione il preside del liceo, Danilo Vicca, ha consegnato il diploma di maturità a una studentessa diplomatasi nell’anno scolastico 2021-2022.
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